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[FONT="] [/FONT]In Svizzera è possibile fare delle escursioni in bicicletta scalando vari passi.Avevamo pensato di organizzare una gita di 100 km assieme agli abbonati delle cronoscalate mondiali e a quelli della bdc-forum La gita suddetta prevedeva la scalata dei passi San Gottardo, del Furka, ,e infine, del Nuffen con un dislivello di circa 1000 m. Così si era formato un gruppo di ciclisti e la mattina del giorno 25 luglio 2010 alle ore 07.45 è partito dalla città di Vareseper raggiungere il posteggio del caseificio di Airolo. Tra i partecipanti vi sono ciclisti che vengono dalle provincie di Mantova, di Genova, di Varese e dal Canton Ticino. Il gruppo è stato fortunato a trovare un clima fresco che gli ha dato la possibilità di affrontare l’impresa senza troppe difficoltà. Il vento aveva permesso di allontanare le nubi e, di conseguenza la pioggia
Alle ore 09,30 il gruppo si era avviato verso il raduno di partenza prestabilito, dove c’e la centralina dei tempi, denominata
Banner. Questo strumento è situato nei pressi della stazione ferroviariaPer affrontare il primo passo, il rinomato San Gottardo, si deve percorrere la strada vecchia chiamata Tremula grazie al nome della valle, appunto denominata Val Tremola e la sua caratteristica è ”a serpentina
Questa strada conserva dei vecchi muri a secco, con pietre chilometriche e granito ed è importante ricordare che questa strada fatta di salite ha fatto la storia dell’umanità poiché crea il collegamento tra Nord ed Europa meridionale.E’ una salita particolare caratterizzata da un dislivello di quasi 1000 m.La parte più interessante è quella finale: una trafila di tornanti ravvicinati in pavé che volge rapidamente il crinale all’altezza di 2000
Essi non sono sanpietrini molto compatti, nonostante non possano essere paragonati al vero pavé della Rubaix. In ogni caso le pietre fanno comunque tremare la bici.I ciclisti del gruppo in questione, già dai primi metri avevano formato alcuni gruppetti in base alle loro capacità atletiche e, alcuni di loro si fermavano a fotografare il paesaggio. Dai primi tornanti s’iniziava a sentire il vento che li ha accompagnati per tutto il tragitto della gita dopo qualche chilometro. Così i ciclisti iniziarono ad affrontare il pavé della tremula.Alcune auto d’epoca risalenti agli anni trenta e qualche motociclista li hanno superati.La “Tremula” ha pochissimi tratti asfaltati in cui ci si può riposare dalle vibrazioni del pavé Poi negli ultimi sei chilometri, il vento a volte rallentava i ciclisti e altre li spingeva secondo il verso dei tornanti arrivati in cima, tutti si avvicinano all’ammiraglia per prendere il cambio e qualcosa da mangiare e poi giù in fretta a causa del freddo a Hospental dove si sono radunati. Al passo San Gottardo la temperatura era di 8°C. Il gruppo era pronto per la prossima tappa: Realp, dove inizia la salita del secondo passo, il Furka. Le strade svizzere sono perfette salgono sempre in modo uguale senza strappi, un 6/8% costante. Il paesaggio intorno è sempre affascinante, s’incontra dei cicloturisti con le loro bici cariche, a volte, all’invero simile Purtroppo la strada è molto trafficata, ma ti rispettano molto. La gente non suona il clacson per chiedere strada (un altro modo di pensare e più civile
).Il paesaggio si trasforma e si trovano pochi alberi e qualche cumolo di neve sparso per la vallata. Quando il gruppo era arrivato in cima al passo, l’ammiraglia era pronta ad aspettarli distribuendo ristoro e cambio vestiti. Venivano raccolti i vari rifiuti e deposti in un sacchetto.La temperatura in quel momento era migliore: circa 10°C. Il gruppo ciclistico si fermava al belvedere ad ammirare la vallata e i ghiacciai del Grinsel.
L’appuntamento per tutti a Gletsh per un ristoro nella speranza di una temperatura migliore. Rifocillati, iniziamo la discesa verso Ulrichen, in alcuni tratti si possono raggiungere gli ottanta km/h .Ormai manca l’ultima ascesa, il passo del Nuvena, un po’ stanchi il gruppo si era radunato all’incrocio che porta verso il passo. Lasciata l’ammiraglia, iniziamo la scalata. La strada è poco trafficata: è un lungo serpentone immerso nella natura, nei primi chilometri sei circondato dai pini poi il paesaggio acquista i colori e le forme dell’alta montagna a un certo punto si nota una diga, è la cima del passo. La salita è lunga e faticosa, molti si fermano con la scusa delle fotografie e per ammirare il paesaggio,
“Dai, manca poco al passo!” In quel momento il gruppo aveva avvertito una temperatura gelida (4°C) e un vento forte che penetra nelle ossa: meno male che vediamo l’ammiraglia pronta per il cambio e poi giù per la val Bedretto direzione Airolo. Anche qui la discesa è stata veloce e in mezzo alla natura. Finalmente arriviamo a destinazione, e stanchi ma felici della giornata trascorsa.
Alla prossima gita
Lo staff delle cronoscalate.