Uscite Zona Insubria, a ruota di...

Il Dott

Apprendista Scalatore
4 Agosto 2009
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Milano
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Bici
bella
Oggi bellissimo giro!!
posti bellissimi con la neve
a fare da sfondo!!
Ecco un paio di foto!!
 

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Spurs84

Pignone
28 Agosto 2009
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Venegono Inferiore
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Oggi bellissimo giro!!
posti bellissimi con la neve
a fare da sfondo!!
Ecco un paio di foto!!

Concordo in pieno!
Bella "gita" e piacevole compagnia
D'altra parte la zona si presta per tante salite ... eh eh
A Calcinate del pesce: beccato il centauro Warsaw e saluto ricambiato :-)
Grazie a tutti!

Molto bella la 2° foto :-)

------------------
www.giriesalite.altervista.org
 
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warsaw

Passista
11 Giugno 2008
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Tannhäuser
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Ben8
C'era un gruppetto che abbiamo superato proprio in quegli istanti, e quindi sembravamo una dozzina.

X la Franciacorta, l'ultimo censimento dava partecipanti:io, Tizlook, IlDott e dinodoc. Un altro del forum che dovrebbe partecipare è AlexNapoli. Magari dimentico qualcuno

Al 90% dovrei esserci anch'io, deciderò in base al meteo tra questa gara e la olmo lo stesso giorno.
Partirò comunque domenica mattina, per raggiungere iseo ci vuole 1 ora e mezza, io partirò da qui alle 6,30 x avere tutto il tempo di parcheggiare e ritirare i pacco gara con comodo. Se qualcuno vuole aggregarsi ho posto x 1 persona e una bici.
 

warsaw

Passista
11 Giugno 2008
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Ben8
warsaw con tutte queste granfondo inizi a farmi :afraid:
io come sono messo al max vado a prendere un gelato :cry:

ti accompagno volentieri :mrgreen:

il bello è che dai e ridai, pedala e ripedala ma non ci sono molti miglioramenti e sempre una pippa resto... domenica alle 5 terre ho sofferto come una bestia per arrivare 50' sul primo (sotto metà classifica x intenderci insieme ai cicloturisti come del resto sono) faticando dietro alcune ragazze veramente brave... ed era il percorso corto... per fortuna ogni tanto c'è qualche vecchietto col quale posso bullarmi durante le salite meno ripide... e a volte nemmeno quelli perché certi vanno come contador quando sarà pronto a fare l'umarell

e poi per come andavi tu (e bubby) l'ultima volta che siamo usciti sul lago d'orta faresti senza problemi un piazzamento nei primi 100... e non parlo tanto per dire...
 

wilson

Pedivella
27 Settembre 2008
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varese
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Bianchi aluminium ht
e poi per come andavi tu (e bubby) l'ultima volta che siamo usciti sul lago d'orta faresti senza problemi un piazzamento nei primi 100... e non parlo tanto per dire...
per fare 100 a una gran fondo,che è lo stesso che fare 1000 preferisco continuare a uscire con gli amici.
il primo sabato che non lavoro al prossimo ritrovo spero di esserci bella cumpa
 

warsaw

Passista
11 Giugno 2008
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Ben8
de gustibus.. io mi diverto un sacco anche ad arrivare 400esimo.

anch'io mi diverto, ma non domenica col maldipancia... peccato perché era proprio una bella giornata...

comunque nei primi 100 ci metterei la firma... il livello alle GF è altissimo, e contemporaneamente il mio livello è bassissimo :wacko: ma resto convinto che i gamboni di wilson farebbero vedere i sorci verdi a tanti concorrenti...
 

wilson

Pedivella
27 Settembre 2008
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Bianchi aluminium ht
non dico che non è divertente, di granfondo ne ho fatte un bel po anche io,ma a fare le granfondo mi sembra di fare il giro con il gruppo della domenica nel senso che mi sembra di pagare per andare in bici, io non sento lo spirito della gara come nelle gare udace da 60 km.magari perchè so gia che non farò nessun risultato e quindi non mi interessano e poi per altri motivi che non sto ad elencare.
comunque dato che vi piace farle fatele, fate bene ,io personalmente preferisco fare altri tipi di gare.
tanto alla fine l'importante è divertirsi. anche io sono stato contento quando ho fatto 1000 alla maratona delle dolomiti.
 

Bubby

Apprendista Velocista
30 Ottobre 2008
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Bici
Merida REACTO 909
anch'io mi diverto, ma non domenica col maldipancia... peccato perché era proprio una bella giornata...

comunque nei primi 100 ci metterei la firma... il livello alle GF è altissimo, e contemporaneamente il mio livello è bassissimo :wacko: ma resto convinto che i gamboni di wilson farebbero vedere i sorci verdi a tanti concorrenti...

Magari io sono una mosca bianca, ma provo a dire la mia.
Quoto Warsaw, perché penso apprezzi i miei racconti.:)

Non mi è mai piaciuta la competizione, fin da quando ero piccolo.
Ho iniziato a 10 anni con l’atletica, ma nelle gare mi sentivo sempre a disagio, non capivo il perché tutte quelle persone si trovavano insieme e invece di ridere e scherzare, erano così serie e concentrate nel tentativo di “battere gli altri”.
Stufo di quel mondo, un bel giorno inizio ad andare in bici, da solo, e mi accorgo di come è bello girare il mondo, e di come la fatica pian piano lascia il posto alla gioia di raggiungere luoghi che pensavo inarrivabili. Poi arrivano inevitabili i primi confronti, e le prime soddifazioni: superare qualcuno in salita, staccare un altro con uno scatto.... e così, senza accorgermene, ero cascato di nuovo, e (peggio ancora!) questa volta per mia volontà, in quel tunnel da cui ero fuggito. Allenamenti, sacrifici, gare, fino a perdere il vero motivo per cui ero salito su una bici, fino a perdere quasi tutto il gusto vero di pedalare. Per questo a un certo punto ho abbandonato il ciclismo, e l'ho fatto per anni: era diventato per me una continua competizione contro il mondo, contro ogni possibile avversario; ma contro cosa, in fondo? e per dimostrare cosa? di essere più forte, più veloce? Ancora una volta non capivo più il senso di queste cose.

Ho ripreso qualche anno fa, con una bici presa usata, e giravo per le strade come i primi tempi, senza nemmeno il conta Km, la prima vera forma schiavitù, perchè misurare la velocità è già uno stimolo a voler fare confronti, a stressarsi per un numero scritto sul computerino. Ho pedalato per molto tempo solo quando mi andava, solo nei giorni di sole, senza maglietta, per gustare di nuovo l’aria e il senso di libertà e di completezza che 2 ruote possono dare.

Ora ho ricominciato ad uscire più spesso, a fare tanti km e a pedalare con un gruppo, ma lo faccio con una maggior consapevolezza, quella di sapere come sono e cosa voglio. E non chiamo le mie uscite “allenamenti", no io pedalo e basta, scatto ancora sui pedali e supero qualcuno ma poi mi giro e gli sorrido, gli parlo.
Certo mi piace ancora fare uscite dure, superare i miei limiti, cercare di andare più forte, ma solo come ricerca di me stesso. Nella fatica (non nella sfida) mi sembra di riuscire a comprendere qualcosa di più di me e del mondo. Non so a cosa serve, ma mi fa sentire meglio, meglio di come stavo prima.
Nel frattempo ho imparato ad amare altre discipline, mi sono riavvicinato alle camminate in montagna, dove si può andare solitari per ore e non sentirsi mai soli, dove non c’è tempo, ma un silenzio che riempie ed insegna, dove non c’è sfida, ma solo rispetto per qualcosa di eterno e grande.

E forse ho anche capito il perché dei miei molti passi falsi, infatti dall’altro lato, vedo che la nostra è una società intrisa da cima a fondo di confronto e di competizione: da quando nasci, e già tutto di te è stato misurato e quantificato, a quando a scuola devi dimostrare di essere bravo, a quando tutti si aspettano che tu abbia una carriera brillante, un lavoro remunerativo, una bella macchina, una bella casa, una bella moglie.....
Io vedo tutto ciò come una grande malattia, come una inconsapevole follia collettiva. Qualcuno dirà che grazie a questa follia, il mondo ha fatto enormi progressi in pochissimi anni. Tutto vero, infatti compriamo costosi e fantascientifici telai in carbonio, ma poi ci commuoviamo davanti un capolavoro artigiano in acciaio di 20 anni fa.
E poi guardatevi intorno: siamo davvero felici, o anche solo sereni?

Senza falsi moralismi.
Andrea
 

Lighthouse

Pedivella
6 Aprile 2007
414
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Saronno (VA)
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Non posso che essere d'accordo al 110% con ogni tua parola, frase, scritta.
Trovo anch'io nella bici un mezzo per fuggire dallo stress della società moderna, dai ritmi folli che ci impone di vivere ogni giorno.
Più che la meta/destinazione che si prefigge di raggiungere in bici, reputo più importante il "viaggio", sentire il dolce tepore del Sole sulla pelle, il vento che ti ostacola ad ogni colpo di pedale (da anni che pedalo, l'ho trovato a "favore" solo in rarissime occasioni), lo scambiare parole con gente sconosciuta e con ben riportato da uno scrittore su un libretto dedicato a Pantani: ....capita in bici, anche se per pochi secondi di sentirsi la "vita addosso"!!
Un pò di sana competizione in bici non guasta, l'importante è non esagerare!

Ciao.


Magari io sono una mosca bianca, ma provo a dire la mia.
Quoto Warsaw, perché penso apprezzi i miei racconti.:)

Non mi è mai piaciuta la competizione, fin da quando ero piccolo.
Ho iniziato a 10 anni con l’atletica, ma nelle gare mi sentivo sempre a disagio, non capivo il perché tutte quelle persone si trovavano insieme e invece di ridere e scherzare, erano così serie e concentrate nel tentativo di “battere gli altri”.
Stufo di quel mondo, un bel giorno inizio ad andare in bici, da solo, e mi accorgo di come è bello girare il mondo, e di come la fatica pian piano lascia il posto alla gioia di raggiungere luoghi che pensavo inarrivabili. Poi arrivano inevitabili i primi confronti, e le prime soddifazioni: superare qualcuno in salita, staccare un altro con uno scatto.... e così, senza accorgermene, ero cascato di nuovo, e (peggio ancora!) questa volta per mia volontà, in quel tunnel da cui ero fuggito. Allenamenti, sacrifici, gare, fino a perdere il vero motivo per cui ero salito su una bici, fino a perdere quasi tutto il gusto vero di pedalare. Per questo a un certo punto ho abbandonato il ciclismo, e l'ho fatto per anni: era diventato per me una continua competizione contro il mondo, contro ogni possibile avversario; ma contro cosa, in fondo? e per dimostrare cosa? di essere più forte, più veloce? Ancora una volta non capivo più il senso di queste cose.

Ho ripreso qualche anno fa, con una bici presa usata, e giravo per le strade come i primi tempi, senza nemmeno il conta Km, la prima vera forma schiavitù, perchè misurare la velocità è già uno stimolo a voler fare confronti, a stressarsi per un numero scritto sul computerino. Ho pedalato per molto tempo solo quando mi andava, solo nei giorni di sole, senza maglietta, per gustare di nuovo l’aria e il senso di libertà e di completezza che 2 ruote possono dare.

Ora ho ricominciato ad uscire più spesso, a fare tanti km e a pedalare con un gruppo, ma lo faccio con una maggior consapevolezza, quella di sapere come sono e cosa voglio. E non chiamo le mie uscite “allenamenti", no io pedalo e basta, scatto ancora sui pedali e supero qualcuno ma poi mi giro e gli sorrido, gli parlo.
Certo mi piace ancora fare uscite dure, superare i miei limiti, cercare di andare più forte, ma solo come ricerca di me stesso. Nella fatica (non nella sfida) mi sembra di riuscire a comprendere qualcosa di più di me e del mondo. Non so a cosa serve, ma mi fa sentire meglio, meglio di come stavo prima.
Nel frattempo ho imparato ad amare altre discipline, mi sono riavvicinato alle camminate in montagna, dove si può andare solitari per ore e non sentirsi mai soli, dove non c’è tempo, ma un silenzio che riempie ed insegna, dove non c’è sfida, ma solo rispetto per qualcosa di eterno e grande.

E forse ho anche capito il perché dei miei molti passi falsi, infatti dall’altro lato, vedo che la nostra è una società intrisa da cima a fondo di confronto e di competizione: da quando nasci, e già tutto di te è stato misurato e quantificato, a quando a scuola devi dimostrare di essere bravo, a quando tutti si aspettano che tu abbia una carriera brillante, un lavoro remunerativo, una bella macchina, una bella casa, una bella moglie.....
Io vedo tutto ciò come una grande malattia, come una inconsapevole follia collettiva. Qualcuno dirà che grazie a questa follia, il mondo ha fatto enormi progressi in pochissimi anni. Tutto vero, infatti compriamo costosi e fantascientifici telai in carbonio, ma poi ci commuoviamo davanti un capolavoro artigiano in acciaio di 20 anni fa.
E poi guardatevi intorno: siamo davvero felici, o anche solo sereni?

Senza falsi moralismi.
Andrea