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VAM ponderata
Testo
<blockquote data-quote="canzo" data-source="post: 3908521" data-attributes="member: 7882"><p>nessuna ha <u>UNA</u> VAM. Ognuno di noi ha una VAM diversa a seconda della salita che affronta. E questo dimostri di averlo hai capito, ed è per qusto che ti sei imbarcato nella ricerca del santo graal della VAM. Però dimentichi che ognuno di noi ha una VAM differente anche sulla medesima salita. Pensa a questo: se affronti una salita nell'ambito di un percorso di 100 km la farai alla stessa VAM rispetto a quando la inserisci in un percorso di 50 km. E se la vai a fare 2 volte nello stesso giro? Otterrai la stessa VAM?</p><p>Dovresti in alternativa rilevare i dati di veri e propri test, del tipo: "Oggi esco con l'intenzione di farmi la tal salita al mio massimo possibile". Chiaramente ti scaldi, dai qualche sgassata ma non troppo, e ti avvicini tranquillo alla salito in cui poi ti spari tutto, quindi torni a casa bello stronchicciato.</p><p>Ma che capacità predittiva avrebbero gli indicatori tratti da questi test? Pensi che saresti in grado di replicare quella prestazione o anche di andarci vicino in un'altra situazione, quella in cui vai di buona lena per tutto il tragitto?</p><p></p><p>Secondo me sarebbe più opportuno rapportare la VAM non a una distanza, ma ad un tempo (quanti metri sali in 5 minuti? e in 20? e in un'ora? ovviamente a parità di pendenza media, e per ogni diversa pendenza media esisterebbe un diverso vettore di tempi) e quindi al proprio peso.</p><p></p><p>Infine: occhio all'utilizzo della media! Serve ad ottenere indicazioni di sintesi su unità statistiche confrontabili, commensurabili. I tempi di ascesa di una salita non sono sempre commensurabili (vedi il discorso dei diversi percorsi in cui possono essere inserite). Inoltre, la validità/robustezza della media deve essere sempre verificata andando a controllare la variabilità che si ottiene attorno ad essa (leggi: calcola la varianza e l'intervallo di confidenza).</p><p></p><p>Sì, lo so , sono palloso</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="canzo, post: 3908521, member: 7882"] nessuna ha [U]UNA[/U] VAM. Ognuno di noi ha una VAM diversa a seconda della salita che affronta. E questo dimostri di averlo hai capito, ed è per qusto che ti sei imbarcato nella ricerca del santo graal della VAM. Però dimentichi che ognuno di noi ha una VAM differente anche sulla medesima salita. Pensa a questo: se affronti una salita nell'ambito di un percorso di 100 km la farai alla stessa VAM rispetto a quando la inserisci in un percorso di 50 km. E se la vai a fare 2 volte nello stesso giro? Otterrai la stessa VAM? Dovresti in alternativa rilevare i dati di veri e propri test, del tipo: "Oggi esco con l'intenzione di farmi la tal salita al mio massimo possibile". Chiaramente ti scaldi, dai qualche sgassata ma non troppo, e ti avvicini tranquillo alla salito in cui poi ti spari tutto, quindi torni a casa bello stronchicciato. Ma che capacità predittiva avrebbero gli indicatori tratti da questi test? Pensi che saresti in grado di replicare quella prestazione o anche di andarci vicino in un'altra situazione, quella in cui vai di buona lena per tutto il tragitto? Secondo me sarebbe più opportuno rapportare la VAM non a una distanza, ma ad un tempo (quanti metri sali in 5 minuti? e in 20? e in un'ora? ovviamente a parità di pendenza media, e per ogni diversa pendenza media esisterebbe un diverso vettore di tempi) e quindi al proprio peso. Infine: occhio all'utilizzo della media! Serve ad ottenere indicazioni di sintesi su unità statistiche confrontabili, commensurabili. I tempi di ascesa di una salita non sono sempre commensurabili (vedi il discorso dei diversi percorsi in cui possono essere inserite). Inoltre, la validità/robustezza della media deve essere sempre verificata andando a controllare la variabilità che si ottiene attorno ad essa (leggi: calcola la varianza e l'intervallo di confidenza). Sì, lo so , sono palloso [/QUOTE]
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