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<blockquote data-quote="fast1" data-source="post: 2630005" data-attributes="member: 5143"><p>Credo però che alcune questioni valutarie abbiano una importanza enorme nelle delocalizzazioni.</p><p>I fenomeni di delocalizzazione e produzione in paesi come Cina o Taiwan non possono esser spiegati senza considerare le scelte monetarie delle banche centrali di quei paesi.</p><p>Taiwan ha da anni surplus commerciale, ha accumulato riserve in dollari per oltre 250 miliardi, è di fatto un paese che manipola il cambio mantenendolo svalutato per favorire l'export, senza questa manipolazione certamente la delocalizzazione in cina e in taiwan sarebbe stata nettamente inferiore.</p><p>Come tanti altri paesi in via di sviluppo o di recente sviluppo basato sull'export ha questo problema della valuta che tende a rafforzarsi rendendo meno conveninete il produrre in loco.</p><p></p><p><a href="http://it.finance.yahoo.com/echarts?s=USDTWD=X#symbol=;range=5y;compare=;indicator=volume;charttype=area;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=;" target="_blank">http://it.finance.yahoo.com/echarts?s=USDTWD=X#symbol=;range=5y;compare=;indicator=volume;charttype=area;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=;</a></p><p><a href="http://it.finance.yahoo.com/echarts?s=EURTWD=X#symbol=;range=5y;compare=;indicator=volume;charttype=area;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=;" target="_blank">http://it.finance.yahoo.com/echarts?s=EURTWD=X#symbol=;range=5y;compare=;indicator=volume;charttype=area;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=;</a></p><p></p><p>il dollaro taiwanese è ai massimi da parecchi anni sul dollaro usa e molto vicino ai massimi sull'euro.</p><p>Gli ultimi mesi del grafico hanno una direzione precisa.</p><p></p><p>Tendenzialmente la manipolazione valutaria in cina e taiwan rende più vantaggioso il produrre in questi paesi rispetto al produrre in europa o usa, ma non incrementa molto i margini che hanno questi produttori, dato che tendenzialmente i margini restano comunque ridotti per via della concorrenza.</p><p>Bastano quindi relativamente piccoli rafforzamenti valutari per render non più conveniente la delocalizzazione o il continuare a produrre in quei paesi.</p><p></p><p>Taiwan ha una inflazione ancora contenuta e per questo si può credere che abbia un certo spazio di manovra per proseguire nel contenere l'apprezzamento della sua valuta, la banca centrale può stampare dollari taiwanesi e consegnarli agli esportatori taiwanesi (che hanno incassato dollari e euro esportando negli usa ) in cambio di dollari. </p><p></p><p>Ma questo alla lunga crea inflazione e anche il differenziale d'inflazione tra europa e taiwan (se l'inflazione in taiwan è maggiore che in europa) tende a far perdere convenineza nel produrre in taiwan, dato che con l'inflazione salgono anche i salari. Come molti altri paesi anche taiwan ha quindi la possibilità di continuare nella manipolazione valutaria, ma creando inflazione che renderà meno competitive le proprie produzione.</p><p></p><p>Più mantengono il dollaro taiwanese svalutato e più generano inflazione.</p><p></p><p>Ecco che il riequilibramento commerciale tra usa, europa ed alcuni paesi sembra solo questione di tempo.</p><p>Alcuni di questi paesi hanno per ora scelto di continuare a manipolare pesantemente la valuta mantendola svalutata, cercando di contenere l'inflazione con scelte monetarie restrittive, innalzamento dei tassi o delle riserve bancarie.</p><p>Forse Taiwan non è trai paesi che vive maggiormente questi problemi già da ora, ma non ci sarebbe da stupirsi se nella prossima dozzina d'anni si assistesse a un processo di delocalizzazione inversa a quella degli ultimi 20 anni, non è detto che accada e magari non così presto, però certo è che parlando di produzioni in oriente e di delocalizzazioni, mi sembra difficile poter trascurare le questioni valutarie.</p><p></p><p></p><p></p><p>ops...non avevo letto...vabbè, ma almeno una volta quel discorso valutario che può riguardare tutti i produttori di bici che producono in oriente va fatto</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="fast1, post: 2630005, member: 5143"] Credo però che alcune questioni valutarie abbiano una importanza enorme nelle delocalizzazioni. I fenomeni di delocalizzazione e produzione in paesi come Cina o Taiwan non possono esser spiegati senza considerare le scelte monetarie delle banche centrali di quei paesi. Taiwan ha da anni surplus commerciale, ha accumulato riserve in dollari per oltre 250 miliardi, è di fatto un paese che manipola il cambio mantenendolo svalutato per favorire l'export, senza questa manipolazione certamente la delocalizzazione in cina e in taiwan sarebbe stata nettamente inferiore. Come tanti altri paesi in via di sviluppo o di recente sviluppo basato sull'export ha questo problema della valuta che tende a rafforzarsi rendendo meno conveninete il produrre in loco. [url]http://it.finance.yahoo.com/echarts?s=USDTWD=X#symbol=;range=5y;compare=;indicator=volume;charttype=area;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=;[/url] [url]http://it.finance.yahoo.com/echarts?s=EURTWD=X#symbol=;range=5y;compare=;indicator=volume;charttype=area;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=;[/url] il dollaro taiwanese è ai massimi da parecchi anni sul dollaro usa e molto vicino ai massimi sull'euro. Gli ultimi mesi del grafico hanno una direzione precisa. Tendenzialmente la manipolazione valutaria in cina e taiwan rende più vantaggioso il produrre in questi paesi rispetto al produrre in europa o usa, ma non incrementa molto i margini che hanno questi produttori, dato che tendenzialmente i margini restano comunque ridotti per via della concorrenza. Bastano quindi relativamente piccoli rafforzamenti valutari per render non più conveniente la delocalizzazione o il continuare a produrre in quei paesi. Taiwan ha una inflazione ancora contenuta e per questo si può credere che abbia un certo spazio di manovra per proseguire nel contenere l'apprezzamento della sua valuta, la banca centrale può stampare dollari taiwanesi e consegnarli agli esportatori taiwanesi (che hanno incassato dollari e euro esportando negli usa ) in cambio di dollari. Ma questo alla lunga crea inflazione e anche il differenziale d'inflazione tra europa e taiwan (se l'inflazione in taiwan è maggiore che in europa) tende a far perdere convenineza nel produrre in taiwan, dato che con l'inflazione salgono anche i salari. Come molti altri paesi anche taiwan ha quindi la possibilità di continuare nella manipolazione valutaria, ma creando inflazione che renderà meno competitive le proprie produzione. Più mantengono il dollaro taiwanese svalutato e più generano inflazione. Ecco che il riequilibramento commerciale tra usa, europa ed alcuni paesi sembra solo questione di tempo. Alcuni di questi paesi hanno per ora scelto di continuare a manipolare pesantemente la valuta mantendola svalutata, cercando di contenere l'inflazione con scelte monetarie restrittive, innalzamento dei tassi o delle riserve bancarie. Forse Taiwan non è trai paesi che vive maggiormente questi problemi già da ora, ma non ci sarebbe da stupirsi se nella prossima dozzina d'anni si assistesse a un processo di delocalizzazione inversa a quella degli ultimi 20 anni, non è detto che accada e magari non così presto, però certo è che parlando di produzioni in oriente e di delocalizzazioni, mi sembra difficile poter trascurare le questioni valutarie. ops...non avevo letto...vabbè, ma almeno una volta quel discorso valutario che può riguardare tutti i produttori di bici che producono in oriente va fatto [/QUOTE]
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