Intervista Un punto sugli orizzonti per il reclutamento dei giovanissimi

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In un'intervista della Wieler Revue, Robbert De Groot, a capo del reparto sviluppo della Visma-LAB, ha fatto alcune considerazioni interessanti sullo stato delle cose nell'ambito che lo compete, ovvero il reclutamento e lo sviluppo dei giovani talenti. Ovviamente si parte dall'ampiezza del fenomeno, che in pochi anni è esploso, considerando...
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jacknipper

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in questa rincorsa al più giovane sono evidenti alcune possibili storture, già viste in altri sport, ma allo stesso tempo vedo forse un aspetto positivo che è quello (forse) di dare subito evidenza al ragazzo delle sue reali possibilità
 

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in questa rincorsa al più giovane sono evidenti alcune possibili storture, già viste in altri sport, ma allo stesso tempo vedo forse un aspetto positivo che è quello (forse) di dare subito evidenza al ragazzo delle sue reali possibilità

Si, ma storicamente è sempre stata una questione di sviluppo fisico, con quello preoce imbattibile da junior che poi da under diventa medio, quando gli altri lo hanno raggiunto.

A meno che ora, ad es. non ci sia un focus medico per valutare lo sviluppo. In alcuni sport (ma anche nella danza classica) fanno Rx a ragazzini delle medie per valutare quanto si svilupperà l'apparato scheletrico.
 

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in questa rincorsa al più giovane sono evidenti alcune possibili storture, già viste in altri sport, ma allo stesso tempo vedo forse un aspetto positivo che è quello (forse) di dare subito evidenza al ragazzo delle sue reali possibilità
Vero, ma nel calcio (basket, pallavolo....), se non hai i numeri per giocare nelle giovanili di un club di Serie A, puoi comunque continuare a praticare lo sport nelle squadre di paese per tutto il tempo che desideri. Nel ciclismo, invece, se non riesci a trovare una squadra juniores (17-18 anni), rischi di essere costretto a smettere, e col tempo, forse anche già da Allievo.

A mio avviso, lo sport giovanile non dovrebbe essere visto come un meccanismo per scoprire il prossimo campione come Pogi. Piuttosto, il CONI e i vari ministeri dovrebbero concentrarsi sulla diffusione dello sport come stile di vita. Il vero obiettivo dovrebbe essere far crescere una cultura sportiva, dove il campione che emerge è solo la punta dell'iceberg.

PS: Naturalmente, le società sportive professionistiche hanno finalità diverse, focalizzate su obiettivi specifici di performance.
 

pedalone della bassa

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modena, ma col cuore, ed originario, di Reggio Emi
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Si, ma storicamente è sempre stata una questione di sviluppo fisico, con quello preoce imbattibile da junior che poi da under diventa medio, quando gli altri lo hanno raggiunto.

A meno che ora, ad es. non ci sia un focus medico per valutare lo sviluppo. In alcuni sport (ma anche nella danza classica) fanno Rx a ragazzini delle medie per valutare quanto si svilupperà l'apparato scheletrico.

Magari riescono a valutare già il vo2max di un ragazzino, e da lì scremano subito ;nonzo%
 

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Vero, ma nel calcio (basket, pallavolo....), se non hai i numeri per giocare nelle giovanili di un club di Serie A, puoi comunque continuare a praticare lo sport nelle squadre di paese per tutto il tempo che desideri. Nel ciclismo, invece, se non riesci a trovare una squadra juniores (17-18 anni), rischi di essere costretto a smettere, e col tempo, forse anche già da Allievo.

A mio avviso, lo sport giovanile non dovrebbe essere visto come un meccanismo per scoprire il prossimo campione come Pogi. Piuttosto, il CONI e i vari ministeri dovrebbero concentrarsi sulla diffusione dello sport come stile di vita. Il vero obiettivo dovrebbe essere far crescere una cultura sportiva, dove il campione che emerge è solo la punta dell'iceberg.

PS: Naturalmente, le società sportive professionistiche hanno finalità diverse, focalizzate su obiettivi specifici di performance.
:ola:

magari!!!!!
ogni volta che li senti parlare (i presidenti delle varie federazioni) o i dirigenti del Coni, sono tutti pronti solo a dire quante medaglie hanno vinto (come se la cosa più importante fosse quella), così posso autoincensarsi, creare visibilità, e dire quanto sono bravi e belli e quanto sia giusto che rimangano lì al loro posto