Volevo fare una considerazione un po' più generale, lungi da me difendere un corridore piuttosto di un altro, ma si continuano a fare paragoni me non proprio calzanti (per parlare, senza offendere nessuno!)
Ma il paragone del velocista con i 100 metri piani non sta a dire nulla secondo me, perché comunque alla volata ci si arriva magari con 160km di bagarre, ventagli, rincorsa di fughe, insomma una bella fatica (di resistenza). Difatti i velocisti come una volta non esistono più....
Il ciclismo lo vedo più come un medio fondo. Chi più spostato verso il lungo, chi più sul corto, ma sempre fondo di base devi avere. E messi a correre una maratona, non credo sfiguri nessuno (in senso assoluto), come nessuno sfigura a correre un 800mt.
Basta vedere Duplantis che in una sfida ha battuto il primatista mondiale dei 400 ostacoli, Karsten Warholm con il tempo di 10"37.
Secondo me il metodo della specializzazione estrema sta mostrando i limiti. Basta vedere anche il passaggio pure tra specialità diverse nello stesso ciclismo, MTB,
gravel pista, cross... Rimanendo a lottare al vertice. Stiamo entrando in una nuova "era" a parer mio (lecito o non lecito permettendo)