News Froome in ospedale dopo essere stato investito

sembola

Scalatore
22 Aprile 2004
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Siena
www.sembola.it
Bici
verde
Tuttavia, benché in Italia di certo non possiamo vantarci dei risultati, non mi pare che in Paesi simili al nostro le cose vanno meglio. Che in altri posti ci rimettono le penne qualche decina di persone in meno rispetto a quanto accade in Italia, non mi consente di poter affermare che altrove il problema non esiste.

In UE ogni anno muoiono circa 2000 persone in seguito a incidenti in bici. Di questi circa 200 sono mediamente gli incidenti mortali che accadono in Italia. Ciò significa che altri 1800 morti sono sparsi negli altri stati membri. È un dato significativo e che evidenzia come il problema sia anche altrove.

Non sto certo dicendo che la sicurezza stradale sia solo un problema italiano, del tipo "siamo una mxxxa, solo da noi capitano queste cose". Il punto è differente.

I dati sulla sicurezza stradale (aggiornati al 2023) sono reperibili su Eurostat (https://ec.europa.eu/eurostat/datab...t/table?lang=en&category=tran_sf.tran_sf_road), e dicono che, per esempio, in Olanda sono morti 164 ciclisti (in tutta l'UE27 1573). Se li rapportiamo alla popolazione olandese (17.811.291) vuol dire che lì il tasso di mortalità è stato di 0,92 x 100.000 abitanti. Nello stesso periodo in Italia sono morte 200 persone in bici, per un tasso di 0,34 x 100.000 abitanti. RIporto i dati per alcuni paesi, tanto per dare un'idea.

paesemortipopolazionemorti X 100.000 abitanti
Belgium
98​
11.742.796,00​
0,83​
Denmark
17​
5.932.654,00​
0,29​
Germany
256​
83.118.501,00​
0,31​
Spain
90​
48.085.361,00​
0,19​
France
192​
68.277.210,00​
0,28​
Italy
200​
58.997.201,00​
0,34​
Netherlands
164​
17.811.291,00​
0,92​
EU
1573​
447.695.350,00​
0,35​


Quindi, in funzione alla popolazione in Olanda muoiono tre volte più ciclisti che in Italia, ed in Belgio due volte e mezzo in più.

Ma questo numero dà un'indicazione del tutto parziale del fenomeno, poichè il numero di abitanti non dice nulla su quanti usano la bici nè su quanto è adoperata. Non è un caso che in altri settori (trasporto stradale o aereo) si calcola il rischio come rapporto tra vittime e milioni di km percorsi o migliaia di ore in movimento, proprio perchè il numero assoluto e/o in rapporto alla popolazione non esprime il valore del rischio effettivo; senza contare che si vuole parlare di pericolo "da traffico" andrebbero considerati solo i dati relativi a collisioni con veicoli.

Questo è in nocciolo della mia obiezione, un uso improprio dei dati nell' articolo (peraltro scorretti, visto il "circa 2000") che rischia di suggerire conclusioni non corrispondenti alla realtà.
 

Mau_ksyrium

Pignone
31 Dicembre 2017
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Sesto Fiorentino
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Bici
Giant TCR Advanced SL Team Disc
Non sto certo dicendo che la sicurezza stradale sia solo un problema italiano, del tipo "siamo una mxxxa, solo da noi capitano queste cose". Il punto è differente.

I dati sulla sicurezza stradale (aggiornati al 2023) sono reperibili su Eurostat (https://ec.europa.eu/eurostat/datab...t/table?lang=en&category=tran_sf.tran_sf_road), e dicono che, per esempio, in Olanda sono morti 164 ciclisti (in tutta l'UE27 1573). Se li rapportiamo alla popolazione olandese (17.811.291) vuol dire che lì il tasso di mortalità è stato di 0,92 x 100.000 abitanti. Nello stesso periodo in Italia sono morte 200 persone in bici, per un tasso di 0,34 x 100.000 abitanti. RIporto i dati per alcuni paesi, tanto per dare un'idea.

paesemortipopolazionemorti X 100.000 abitanti
Belgium
98​
11.742.796,00​
0,83​
Denmark
17​
5.932.654,00​
0,29​
Germany
256​
83.118.501,00​
0,31​
Spain
90​
48.085.361,00​
0,19​
France
192​
68.277.210,00​
0,28​
Italy
200​
58.997.201,00​
0,34​
Netherlands
164​
17.811.291,00​
0,92​
EU
1573​
447.695.350,00​
0,35​


Quindi, in funzione alla popolazione in Olanda muoiono tre volte più ciclisti che in Italia, ed in Belgio due volte e mezzo in più.

Ma questo numero dà un'indicazione del tutto parziale del fenomeno, poichè il numero di abitanti non dice nulla su quanti usano la bici nè su quanto è adoperata. Non è un caso che in altri settori (trasporto stradale o aereo) si calcola il rischio come rapporto tra vittime e milioni di km percorsi o migliaia di ore in movimento, proprio perchè il numero assoluto e/o in rapporto alla popolazione non esprime il valore del rischio effettivo; senza contare che si vuole parlare di pericolo "da traffico" andrebbero considerati solo i dati relativi a collisioni con veicoli.

Questo è in nocciolo della mia obiezione, un uso improprio dei dati nell' articolo (peraltro scorretti, visto il "circa 2000") che rischia di suggerire conclusioni non corrispondenti alla realtà.
concordo al 100%, infatti i morti in % x 100.000 abitanti che si vedono per Germania ed Olanda (in Germania ci ho vissuto 4 anni e Olanda ci vado spesso per lavoro) che conosco bene hanno poco senso visto la qtà di ciclisti che usano la bici per li spostamenti giornalieri in città e non solo rispetto all'Italia per esempio
 
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Maiella

Biker Maiellensis
28 Gennaio 2015
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Abruzzo
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Focus Izalco Max
Non sto certo dicendo che la sicurezza stradale sia solo un problema italiano, del tipo "siamo una mxxxa, solo da noi capitano queste cose". Il punto è differente.

I dati sulla sicurezza stradale (aggiornati al 2023) sono reperibili su Eurostat (https://ec.europa.eu/eurostat/datab...t/table?lang=en&category=tran_sf.tran_sf_road), e dicono che, per esempio, in Olanda sono morti 164 ciclisti (in tutta l'UE27 1573). Se li rapportiamo alla popolazione olandese (17.811.291) vuol dire che lì il tasso di mortalità è stato di 0,92 x 100.000 abitanti. Nello stesso periodo in Italia sono morte 200 persone in bici, per un tasso di 0,34 x 100.000 abitanti. RIporto i dati per alcuni paesi, tanto per dare un'idea.

paesemortipopolazionemorti X 100.000 abitanti
Belgium
98​
11.742.796,00​
0,83​
Denmark
17​
5.932.654,00​
0,29​
Germany
256​
83.118.501,00​
0,31​
Spain
90​
48.085.361,00​
0,19​
France
192​
68.277.210,00​
0,28​
Italy
200​
58.997.201,00​
0,34​
Netherlands
164​
17.811.291,00​
0,92​
EU
1573​
447.695.350,00​
0,35​


Quindi, in funzione alla popolazione in Olanda muoiono tre volte più ciclisti che in Italia, ed in Belgio due volte e mezzo in più.

Ma questo numero dà un'indicazione del tutto parziale del fenomeno, poichè il numero di abitanti non dice nulla su quanti usano la bici nè su quanto è adoperata. Non è un caso che in altri settori (trasporto stradale o aereo) si calcola il rischio come rapporto tra vittime e milioni di km percorsi o migliaia di ore in movimento, proprio perchè il numero assoluto e/o in rapporto alla popolazione non esprime il valore del rischio effettivo; senza contare che si vuole parlare di pericolo "da traffico" andrebbero considerati solo i dati relativi a collisioni con veicoli.

Questo è in nocciolo della mia obiezione, un uso improprio dei dati nell' articolo (peraltro scorretti, visto il "circa 2000") che rischia di suggerire conclusioni non corrispondenti alla realtà.
Certo riporti dati puntuali, per carità.
Però va precisato che il dato per anno di persone morte sulle strade della UE è fluttuante. In alcuni anni la quota dei 2000 morti è stata anche superata.
Il 2019, ad esempio, è stato un anno record per la Germania che da sola ha fatto registrare 496 persone morte sulle strade mentre erano in bici. Un primato difficilmente battibile.
In buona sostanza quello che voglio intendere è che i numeri Italiani non sono buoni, ma in Europa a parte qualche eccezione le cose vanno troppo bene.
 
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bach7

Velocista
10 Gennaio 2011
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Pinifarina
concordo al 100%, infatti i morti in % x 100.000 abitanti che si vedono per Germania ed Olanda (in Germania ci ho vissuto 4 anni e Olanda ci vado spesso per lavoro) che conosco bene hanno poco senso visto la qtà di ciclisti che usano la bici per li spostamenti giornalieri in città e non solo rispetto all'Italia per esempio
ma è chiaro che quel grafico lascia il tempo che trova...

se in uno stato con un milione di abitanti c'è un solo ciclista, e che muore investito, allora si capisce bene che il dato è "falsato"...

il dato corretto dovrebbe mettere in relazione il numero di ciclisti per nazione correlato al numero di ciclisti morti.
 
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Darius

Scalatore
18 Ottobre 2005
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Colnago V1-r
Se non ho fatto 100000 km in PACA di cui buona parte in zona costiera, manca poco. Questa differenza con l'Italia non la ricordo. In Francia si pedala meglio solo nel nord est, anche perché è una zona povera e le auto circolano meno. Italia, Francia e UK (in cui però le cose stanno migliorando) le pecore nere d'Europa, bisogna andare in Bulgaria per trovare di peggio.

Su Froome, spero che in qualche modo abbia occasione di fare una gara d'addio
Io ci vado molto spesso per lavoro e porto sempre la bici, pedalo sia su ciclabili che su strada e avverto la differenza rispetto l'Italia.

Anche quando sono in auto osservo il comportamento degli altri automobilisti, e solo il fatto che quando superano i ciclisti attendono il momento opportuno, mettono la freccia e mantengono una distanza di sicurezza, mi fa la differenza.

D'altro canto non vedo neanche i grupponi che si vedono da noi e che spesso invadono tutta la corsia.

Insomma, ho la sensazione che lì ci sia un rispetto del codice più generalizzato rispetto a noi, ma è pur vero che vivendo in una metropoli del sud, dove purtroppo la disciplina a volte è solo un'opinione, avverta molto di più la differenza
 
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Puni

Apprendista Passista
16 Settembre 2023
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Lamporecchio
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ma è chiaro che quel grafico lascia il tempo che trova...

se in uno stato con un milione di abitanti c'è un solo ciclista, e che muore investito, allora si capisce bene che il dato è "falsato"...

il dato corretto dovrebbe mettere in relazione il numero di ciclisti per nazione correlato al numero di ciclisti morti.
Occorrerebbe aggiungere anche la densità abitativa, che in Francia è quasi la metà rispetto all'Italia e la natura orografica che è completamente diversa fra le due nazioni.