urco.. complimenti... ne sapete veramente a pacchi... la meccanica Newtoniana vi fa un baffo...
Hai ragione! Si parlava di pedivelle e corone ed ho ritenuto opportuno sorvolare sulle gambenon è che forse dipende dalle tue gambe![]()



A mio avviso i calcoli che son stati fatti vedere finora (giusti) dimostrano solo che la potenza "si conserva", trascurando gli attriti, ossia
P(o W)= Fcatena x v (velocita') catena, visto che vcatena= fr(frequenza /velocita' angolare) x r( raggio )
e il momento della forza e' F (forza) x r
si deduce che davanti il momento e' maggiore e la frequenza e' minore, mentre dietro momento minore e frequenza maggiore, ma la potenza e' sempre la stessa (a meno di attriti appunto).
La sensazione di "fluidita''' a mio avviso potrebbe derivare dalla geometria del sistema "piatto-catena-pignone"
-partendo da fermi x raggiungere velocita' costante esappiamo tutti che "costa parecchio" muovere un rapporto 53/11, questo perche' il momento d' inerzia e' maggiore rispetto ad altri rapporti e quindi bisogna spendere piu' energia
-raggiunta la velocita' costante il sistema (a parita' di sviluppo metrico) con raggi inferiori
(la compatta) e' vantaggioso. Supponiamo che tutte le forze (non di attrito) che si oppongono al moto si applichino alla catena. Queste forze produranno un momento resistente al moto. E' questo il momento che controbilanciamo con la pedalata. Percio' a parita' di FR (forza resistente) avremo un N (momento della forza da contrastare) tanto maggiore quanto maggiore sara' il raggio del piatto.
A mio avviso la differenza non si dovrebbe notare nel limite ideale di catena parallela al suolo, mentre si dovrebbe notare molto per gli sviluppi metrici maggiori.
Forse si , però più di 50x11 non si arriva mentre il 53x11 ha sviluppo chiaramente maggiore quindi devi bialnciare un maggiori rpm , giusto ?
esatto, pero la differenza di sviluppo e' metrico e' tanto piu' irrisoria quanto piu' grandi sono le corone...il rapporto dei due sviluppi va come Nc/Ns... (denti compatta/denti standard corono a parota' di pignone). x cui grosso modo x Nc,Ns che "tendono" a infinito il rapporto e' circa uno. Per averle entrambe, a mio avviso la compatta e' ottima (soprattutto x noi donne)...anche se mi trovo bene anche con la standard. comunque...de gustibus
A mio avviso la differenza non si dovrebbe notare nel limite ideale di catena parallela al suolo, mentre si dovrebbe notare molto per gli sviluppi metrici maggiori.
urco.. complimenti... ne sapete veramente a pacchi... la meccanica Newtoniana vi fa un baffo...
-raggiunta la velocita' costante il sistema (a parita' di sviluppo metrico) con raggi inferiori
(la compatta) e' vantaggioso. Supponiamo che tutte le forze (non di attrito) che si oppongono al moto si applichino alla catena. Queste forze produranno un momento resistente al moto. E' questo il momento che controbilanciamo con la pedalata. Percio' a parita' di FR (forza resistente) avremo un N (momento della forza da contrastare) tanto maggiore quanto maggiore sara' il raggio del piatto.
Molto quanto?
In poche parole hai detto che gli attriti e le forze dissipative non sono trascurabili.
Se non lo sono, si può farne una stima e si può valutare il guadagno ad usare la compact.
A mio avviso rimangono trascurabili, cosa che appunto mi ha confermato chi la fisica la insegna all'università.
L'errore in questo paragrafo sta, a mio parere, considerare che tutte le forze contraria al moto concentrate nella catena.
Nella catena ci sono solo gli attriti meccanici della catena.
Le altre forse (resistenza aerodinamica, attrito gomma-asfalto ecc.) si concentrano in punti diversi e sono uguali a rapporti diversi (con pari velocità)
ho detto che gli attriti sono trascurabili, mentre non lo sono le forze che si oppongono al (molto esclusi gli attriti). Considera ad esempio (in primissima e semplicissima apprsimazione) il peso della catena . Ora ,se la catena fa un angolo diverso da zero rispetto al suolo (stiamo andando sul dritto) hai una proiezione non nulla lungo la direzione della catena. Chiamiamola FR(alpha), dove alpha e' l'angolo. Moltiplicata per il raggio della corona ti da' il momento della forza che si oppone alla tua pedalata. Quindi per andare a velocita' costante con la tua pedalata devi produrre un momento pari a FR(alpha) x Rcorona= Fpedalata x Lpedivella da cui
Fpedalata da impartire e' tanto piu' grande quanto piu' grande e' la Rcorona, alpha (ossia in grosso modo la differenza fra (raggio corona-raggio pedivella)/(raggio corona) ) e piccola la pedivella.
ho detto che gli attriti sono trascurabili, mentre non lo sono le forze che si oppongono al (molto esclusi gli attriti). Considera ad esempio (in primissima e semplicissima apprsimazione) il peso della catena . Ora ,se la catena fa un angolo diverso da zero rispetto al suolo (stiamo andando sul dritto) hai una proiezione non nulla lungo la direzione della catena. Chiamiamola FR(alpha), dove alpha e' l'angolo. Moltiplicata per il raggio della corona ti da' il momento della forza che si oppone alla tua pedalata. Quindi per andare a velocita' costante con la tua pedalata devi produrre un momento pari a FR(alpha) x Rcorona= Fpedalata x Lpedivella da cui
Fpedalata da impartire e' tanto piu' grande quanto piu' grande e' la Rcorona, alpha (ossia in grosso modo la differenza fra (raggio corona-raggio pedivella)/(raggio corona) ) e piccola la pedivella.
Scusate, la mia scelta non è stata scientifica, ma semplicemente dettata dall'esigenza di poter lasciare il più possibile la catena sul 50, così da poter contare immediatamente su rapporti più lunghi nel caso di eventuali scatti o rilanci del gruppo.

Mi manca il dato della differenza in altezza fra asse della ruota e asse del movimento centrale (non sono su un piano parallelo al terreno mi pare)
rimembranze scolastiche... troveretete 4 esempi riguardo l'argomento 53/39 vs 50/34, spero vi sia utile!