Riflessioni su agilità,consumo energetico, efficienza di pedalata

canzo

Apprendista Velocista
15 Gennaio 2008
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Orbetello (GR)
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Cannondale r700 Bianchi 603
Pochi sottolineano il fatto che avere qualche pedalata in piu' serve sopratutto quando si sta in gruppo a ruota, anzi pochi compresi chi si occupa di preparazione mettono l'accento su questo aspetto quanto sia differente il dispendio energetico fra atleta e atleta in questa particolare fase della competizione, anzi molte volte diventa determinante.
Non sto parlando di prendere o non prendere vento che è molto importante, ma è un'altro aspetto.

potresti dettagliare per favore? Del resto è proprio uno degli interrogativi sollevati da New.
 

CAVALLO PAZZO

Maglia Iridata
1 Marzo 2006
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CALABRIA DEL NORD
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SPECIALIZED TARMAC VINER MAXIMA COLNAGO MASTER VINTAGE
Un volontario che tiri la somma di questo post, Catalano direbbe "è meglio avere + potenza e + agilità che -", ma in sintesi ad povero ciclista, come me, conviene curare l'agilità ? o la potenza ? sarà l'incipiente alzaimer, ma ancora non l'ho capito.
 
Un volontario che tiri la somma di questo post, Catalano direbbe "è meglio avere + potenza e + agilità che -", ma in sintesi ad povero ciclista, come me, conviene curare l'agilità ? o la potenza ? sarà l'incipiente alzaimer, ma ancora non l'ho capito.

Ad un anziano ciclista come te si augurano buone uscite, in pratica quello che fai ogni giorno. :mrgreen:
La mia opinione è che l'agilità non esiste.
Esiste quando si pedala per menare la propria cadenza ideale, che in virtù di un buon trasporto di ossigeno può essere più elevata a parità di rapporto e generare una sensazione di fatica inferiore con uno sviluppo di potenza maggiore.
Esistono esercizi a rpm elevate per favorire il trasporto di ossigeno al lungo essenzialmente e al medio.
Dopo tali esercizi, anche la propria cadenza risulterà più elevata quando si mena... Per quanto scritto sopra.
Vale la pena, bisogna averne voglia però.
Un'altro discorso è pedalare agili senza profitto...
o-o
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
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varese
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Certi discorsi sulle frequenze alte di pedalata sono nati dopo l'avvento del secondo Armostrong, quel modo di pedalare in salita a quelle frequenze non si era mai visto prima ( certi discorsi per favore lasciamoli fuori!!!) siccome ha vinto quello che ha vinto tutti a gurdare ed imitare quel modo di correre.

Pochi sottolineano il fatto che avere qualche pedalata in piu' serve sopratutto quando si sta in gruppo a ruota, anzi pochi compresi chi si occupa di preparazione mettono l'accento su questo aspetto quanto sia differente il dispendio energetico fra atleta e atleta in questa particolare fase della competizione, anzi molte volte diventa determinante.
Non sto parlando di prendere o non prendere vento che è molto importante, ma è un'altro aspetto.
direi proprio di no,non vi ricordate di un certo INDURAIN?faceva crono e salite a frequenze altissime,10 anni prima che lo facesse ARMSTRONG.se adesso molti si orientano su questo modo di pedalare,parlo di atleti d'elite,non penso che lo scopo sia solo di copiare l'americano
 

Abu Yasin

Passista
30 Novembre 2008
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LOOK 595 Ultra
In realtà l'input di New era molto interessante, interdisciplinare.
Ad esempio, studiando il felino più veloce per antonomasia, il leopardo, si è scoperto che le sue prestazioni sono dovute in larga misura al fatto che "utilizza pochissimo" la sua massa muscolare ( non mi addentro qui in quella che è la proverbiale agilità felina ), ma sfrutta in maniera superba il sistema di leve del suo corpo.
Nel campo delle arti marziali vi sono maestri che hanno perfezionato delle tecniche basate sul medesimo principio, eppure il loro corpo non è certo debole o flaccido ( per noi comuni mortali, si può provare a segare a mano un tronchetto o un asse di legno, impegnando in prima battuta i muscoli degli arti superiori, poi provare a segare con i muscoli "lenti": il risultato può essere sorprendente ).
Analogamente nell'atletica leggera ( 100mt, 200mt ): masse muscolari impressionanti unite ad una grandissima agilità d'impiego.
Credo che New cercasse di andare oltre all'angusto mondo del ciclismo, sollecitando la ricerca o le riflessioni anche in altri campi o direzioni.
O almeno così mi era parso.
 

New

via col vento
16 Aprile 2004
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Focus Izalco Sram Red
era circa questo, o in maniera più specifica, la demistificazione del concetto ormai abusato di agilità come unica fonte di prestazioni prolungate nel tempo, e ponendo il dubbio che forse in alcune situazioni è interessante migliorare il movimento e non la rapidità dello stesso. specie vedendo che nessuno a 110 rpm è perfetto nella pedalata come a 60-70 rpm (e già di perfetti a basse rpm se ne vedono pochi).
 
Sulla "demifisticazione" dell'agilità scimiottata sono d'accordo.
Penso, però, che il tuo dubbio "primordiale" :-) sia derivato dal fatto che per un probabile trasporto di ossigeno poco efficiente, o relativamente meno efficiente, ti ritovi a sviluppare velocità maggiori con rpm più basse.
Ma, per quanto tempo? O meglio per quanto tempo ti interessa tenerle?
Con un trasporto di ossigeno migliore, probabilmente, terresti rpm più elevate, ma anche wattaggi più elevati; con ovviamente velocità superiori.
Questa è la mia idea.
 

New

via col vento
16 Aprile 2004
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no, attenzione... TUTTI sviluppiamo più watt a minori rpm. più watt equivale ad avvicinarsi di più alla ftp, ergo disintegrarsi prima.
il discorso è un'altro. il discorso è "quanti di quei watt ne disperdiamo in scoordinamento?". esperienza personale, davvero tanti.
con un miglior trasporto d'ossigeno, avrei maggiori quantitativi di potenza da disperdere. anche se solamente un 5% di quel maggior quantitativo di potenza finisse nei pedali, andrei probabilmente più forte.
il discorso è:

aumentare le rpm o sfruttare meglio e con minori dispersioni di energia il numero di rpm che attualmente riusciamo a tenere?

inutile dire che la mia personale esperienza mi ha portato a vedere la seconda ipotesi come la più produttiva.
 

New

via col vento
16 Aprile 2004
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Focus Izalco Sram Red
Boh .. ma quando abbiamo fatto il giro del lago non ricordo di averti visto pedalare poi così agile ....
mi sono reso conto (e mi sono reso conto soprattutto in quel giro) che l'agilità fine a se stessa che mi proponevo negli anni precedenti conta davvero poco. ultimamente tendo a privilegiare di più il gesto e meno la ricerca di velocità con rapporti corti. che poi a fine giro fossi cotto, è perchè si tratta di 140 km quando l'uscita media di quel periodo era di neanche 60.
 

SistOne

Apprendista Velocista
19 Giugno 2008
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Palse drioalNiuBar
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meno dell'11 non si può per limiti strutturali (passo della catena). a 85 rpm si va più forte. a crono gli specialisti vanno tutti duri, con corone anteriori di 55 denti (ricordi honchar?).


Sono andato a vedermi le rpm medie dei record dell'ora in pista...

Moser 104 rpm
Borman(o come diavolo si scrive) 101 rpm

Fonte "dilettanti e professionisti di Massimo Massagrande"

Ora, non tutti siamo come Moser, ma è cmq un'indicazione valida credo.:wacko:
 

New

via col vento
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Sono andato a vedermi le rpm medie dei record dell'ora in pista...

Moser 104 rpm
Borman(o come diavolo si scrive) 101 rpm

Fonte "dilettanti e professionisti di Massimo Massagrande"

Ora, non tutti siamo come Moser, ma è cmq un'indicazione valida credo.:wacko:
infatti la mia osservazione non è:

non tenete alti gli rpm, che non serve a nulla.

è piuttosto:

voi che curate così tanto l'agilità, avete notato che vi scomponete più agili andate? qual è il vostro atteggiamento? continuate ad andare agili noncuranti del problema? condividete la necessità di pedalare con una coordinazione migliore (ovvio che più uno va agile, minore è la coordinazione)?

il ragionamento che estrapolo dalla mia esperienza è che migliore dell'agilità fine a se stessa, è l'ottimizzazione del gesto e della coordinazione neuromuscolare.

chi dice che si diventa coordinati ad alte rpm anche solo facendo agilità, non ha mai provato a fare altro.
 

SistOne

Apprendista Velocista
19 Giugno 2008
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Palse drioalNiuBar
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Certamente, sono convinto che l'agilità sia necessaria, ma è "solo" un ingrediente per la ricerca della massima prestazione.

Ti posso assicurare che personalmente dopo anni che frullo a 110/115 sono piantato in sella con un chiodo da 150 :mrgreen:

La vera magia poi è far girare alle stesse rpm un bel 53X12 e magari anche per un bel pò di metri...:mrgreen:
 

Shinkansen

Xeneize
20 Giugno 2006
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Genova
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Colnago 50 Anniversary
voi che curate così tanto l'agilità, avete notato che vi scomponete più agili andate? qual è il vostro atteggiamento? continuate ad andare agili noncuranti del problema? condividete la necessità di pedalare con una coordinazione migliore (ovvio che più uno va agile, minore è la coordinazione)?

La coordinazione la prendi col tempo, quando hai assimilato il gesto tecnico (io non ho le powercrancks, quindi non posso esprimermi in merito). Ma richiede tempo e dispendio di energie, ma una volta che hai ingranato l'agilità ti salva in ogni situazione. Ma non bisogna esagerare, come avete già scritto.
Ho un amico che fa spinning che in salita andava almeno 10 pedalate più di me, ma quando io, per esempio, passavo dal 23 al 21 e le mantenevo (o perlomeno le diminuivo di poco) lui non era in grado di fare lo stesso e si staccava.

Mi sono appassionato all'agilita dopo aver visto il primo Armstrong al Tour del '99 e ho provato ad imitarlo. I risultati sono stati lenti, ma costanti, ma poi mi sono reso conto che lui sviluppava quelle frequenze sull'alpe d'Huez e io no e ho realizzato che avevo la potenza di un bradipo. E ho cominciato a fare tutti quegli esercizi che servono a migliorarla.
Non ho perso l'agilità, ma al contrario ho la tendenza, quando scalo di un rapporto, di mantenere le pedalate costanti (sempre nel limite delle mie possibilità). E questo mi succede sia in pianura che in salita.
Come in tutte le cose la verità sta nel mezzo e ci vuole equilibrio. E soprattutto un'ottima conoscenza del nostro fisico. Andare troppo duri fa tanto male quanto andare troppo agili.
 

#34

Maglia Gialla
25 Luglio 2005
10.566
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Atlantide
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Bici
In garage, appoggiate una sull'altra, con le ruote a terra..
E' sempre il solito eterno discorso sono caratteristiche complementari IMHO vanno sviluppate di pari passo,l'una senza l'altra è solo un rifugio di un corridore incompleto.
 

Shinkansen

Xeneize
20 Giugno 2006
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Bici
Colnago 50 Anniversary
E' sempre il solito eterno discorso sono caratteristiche complementari IMHO vanno sviluppate di pari passo,l'una senza l'altra è solo un rifugio di un corridore incompleto.

Hai ragione, ma non sempre riusciamo a scoprire l'acqua calda al volo (c'è chi non la scoprirà mai). Prima si prova una cosa e poi si vede come va. Bisogna analizzarsi ed essere sinceri con se stessi. Secondo me, questo è fondamentale.
 

Abu Yasin

Passista
30 Novembre 2008
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LOOK 595 Ultra
voi che curate così tanto l'agilità, avete notato che vi scomponete più agili andate? qual è il vostro atteggiamento? continuate ad andare agili noncuranti del problema? condividete la necessità di pedalare con una coordinazione migliore (ovvio che più uno va agile, minore è la coordinazione)?


Il problema della coordinazione, al di là dei limiti soggettivi, risiede spesso nei tempi che in genere siamo disposti a concederci per migliorare. Se noi prendiamo un pianista che si diploma al Conservatorio, noi vedremo chiaramente come la sua evoluzione sia lenta ma costante, e come, a determinati esercizi, riesca ad arrivare solamente dopo anni di fatica ed abnegazione.
Passare da un tempo "lento" ad un "andante" o "presto" è qualcosa che riesce bene solo se si lascia al cervello il tempo di assimilare ( o metabolizzare ) la coordinazione del gesto tecnico all'interno di una determinata scansione ritmica. Analogamente, passare da 80 rpm a 120 non è qualcosa di così immediato, a meno di curare una progressione lenta e costante. Nella musica è più facile, con un minimo di orecchio: nello sport occorre grande autodisciplina e controllo, cose che, purtroppo, capita raramente che ti vengano insegnate a dovere.

il ragionamento che estrapolo dalla mia esperienza è che migliore dell'agilità fine a se stessa, è l'ottimizzazione del gesto e della coordinazione neuromuscolare.


Certo, la casa si fa sempre partendo dalle fondamenta.
 

Lookup

Pedivella
30 Maggio 2005
400
4
57
Brianza & Langhe
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Scott CR1 personal edition, ChinaVelò home and hand made
il ragionamento che estrapolo dalla mia esperienza è che migliore dell'agilità fine a se stessa, è l'ottimizzazione del gesto e della coordinazione neuromuscolare.

Infatti aumentando le rpm ci si scompone sempre un pò.
Allora è meglio diminuire le rpm e curare maggiormente il gesto, come diceva anche Emanuele. Naturalmente poi con l'allenamento al gesto si potrà ripartire da questo livello di rpm per innalzarlo nuovamente fino a scoprire il punto dove ci si scompone e lavorarci sù. Fino a che punto però, non ne ho idea. Ah, e tutto IMHO ovviamente o-o
 

sorgio

Apprendista Scalatore
30 Giugno 2004
2.190
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Roma Nord
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dirò una cavolata, ma secondo me fare dei tratti a cadenza molto elevata come progressioni a 120 pedalate mi consente di curare e rendere più armonica la pedalatae renderla più efficiente...