Giro d'Italia - Oggi l'Olanda, domani gli States... dopodomani la luna?
di Riccardo Felli
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Incredibile ma vero. Il Giro dItalia nei prossimi anni potrebbe partire dagli Stati Uniti. Ci sta pensando sul serio Angelo Zomegnan, patron della corsa rosa, da sempre propenso allesportazione del ciclismo made in Italy e molto favorevole alla presenza delle star internazionali del pedale in gara. Così, secondo quanto trapelato nelle ultime ore, il direttore del Giro avrebbe già avuto offerte da Washington, Philadelphia e New York.
Sono però molti, quasi certamente troppi, i problemi legati ad una partenza dagli Usa. A cominciare dal banale dilemma sulla questione legata al fuso orario in un ciclismo sempre più legato al marketing: si correrebbe nella notte italiana e questo è un pesante handicap per le televisioni europee che hanno i diritti della corsa rosa, oltre che per i telespettatori. Peraltro i corridori già adesso si lamentano dei molti trasferimenti, figurarsi in caso di volo transatlantico dallEast Coast allItalia, per non parlare poi degli elevati costi economici che comporterebbe la trasferta americana. In sostanza è vero che il far passare la carovana fuori dai nostri confini può essere un bene dal punto di vista pubblicitario e dal punto di vista del prestigio, visto che molti campioni - americani in questa circostanza - parteciperebber volentieri alla corsa che passa per il proprio paese. Però indubbiamente un conto è sconfinare in Francia o in Svizzera per scalare montagne importanti, un conto è anche partire da un altro paese più lontano ma pur sempre europeo, tutt'altro discorso è tagliare il nastro dagli Stati Uniti, nonostante il fascino a stelle e strisce, ed avere costi e problemi logistici decisamente fuori portata per un Grande Giro.
Sarebbe la prima volta in assoluto di una partenza di Giro, Tour o Vuelta lontano dallEuropa. Il primo via della corsa rosa non in Italia si è registrato 44 anni fa, quando si prese il via da San Marino per il Giro che fu poi dominato da Vittorio Adorni. In seguito Montecarlo (1966), Verviers (1973), Città del Vaticano (1974), Atene (1996), Nizza (1998), Groningen (2002), Seraing (2006), fino ad arrivare ad Amsterdam per il 2010. Proprio lanno prossimo, tra laltro, il Giro partirà per l'ennesima volta nel Nord Europa, in quel nel Benelux che ha ospitato la partenza della corsa rosa 4 volte sulle 8 che è si partiti fuori dai nostri confini.
Nel 2011 già sappiamo che la 93° edizione del Giro dItalia prenderà il via da Torino, prima capitale dItalia, per celebrare i 150 anni dellunità nazionale, e passerà per Milano, dopo averla esclusa nel 2010. Dunque per un'eventuale partenza dagli States si parlerebbe almeno del 2011. Ma chissà che di questo passo nel 2019 Zomegnan non si inventi pure una partenza dalla Luna per celebrare il mezzo secolo dalla missione Apollo 11
di Riccardo Felli
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Incredibile ma vero. Il Giro dItalia nei prossimi anni potrebbe partire dagli Stati Uniti. Ci sta pensando sul serio Angelo Zomegnan, patron della corsa rosa, da sempre propenso allesportazione del ciclismo made in Italy e molto favorevole alla presenza delle star internazionali del pedale in gara. Così, secondo quanto trapelato nelle ultime ore, il direttore del Giro avrebbe già avuto offerte da Washington, Philadelphia e New York.
Sono però molti, quasi certamente troppi, i problemi legati ad una partenza dagli Usa. A cominciare dal banale dilemma sulla questione legata al fuso orario in un ciclismo sempre più legato al marketing: si correrebbe nella notte italiana e questo è un pesante handicap per le televisioni europee che hanno i diritti della corsa rosa, oltre che per i telespettatori. Peraltro i corridori già adesso si lamentano dei molti trasferimenti, figurarsi in caso di volo transatlantico dallEast Coast allItalia, per non parlare poi degli elevati costi economici che comporterebbe la trasferta americana. In sostanza è vero che il far passare la carovana fuori dai nostri confini può essere un bene dal punto di vista pubblicitario e dal punto di vista del prestigio, visto che molti campioni - americani in questa circostanza - parteciperebber volentieri alla corsa che passa per il proprio paese. Però indubbiamente un conto è sconfinare in Francia o in Svizzera per scalare montagne importanti, un conto è anche partire da un altro paese più lontano ma pur sempre europeo, tutt'altro discorso è tagliare il nastro dagli Stati Uniti, nonostante il fascino a stelle e strisce, ed avere costi e problemi logistici decisamente fuori portata per un Grande Giro.
Sarebbe la prima volta in assoluto di una partenza di Giro, Tour o Vuelta lontano dallEuropa. Il primo via della corsa rosa non in Italia si è registrato 44 anni fa, quando si prese il via da San Marino per il Giro che fu poi dominato da Vittorio Adorni. In seguito Montecarlo (1966), Verviers (1973), Città del Vaticano (1974), Atene (1996), Nizza (1998), Groningen (2002), Seraing (2006), fino ad arrivare ad Amsterdam per il 2010. Proprio lanno prossimo, tra laltro, il Giro partirà per l'ennesima volta nel Nord Europa, in quel nel Benelux che ha ospitato la partenza della corsa rosa 4 volte sulle 8 che è si partiti fuori dai nostri confini.
Nel 2011 già sappiamo che la 93° edizione del Giro dItalia prenderà il via da Torino, prima capitale dItalia, per celebrare i 150 anni dellunità nazionale, e passerà per Milano, dopo averla esclusa nel 2010. Dunque per un'eventuale partenza dagli States si parlerebbe almeno del 2011. Ma chissà che di questo passo nel 2019 Zomegnan non si inventi pure una partenza dalla Luna per celebrare il mezzo secolo dalla missione Apollo 11




