Ordine degli illuminati - Klein Cycles

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srinivasa

Scalatore
11 Ottobre 2005
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Ma se lo sapevi già allora perché l'hai chiesto?!? ;nonzo%

Anche le recensioni delle riviste non sono attendibili....



Cosa vuol dire questa piccola parabola: che non importa se sei leone o gazzella, non importa se c'è scritto klein o cippalippa, l'importante è che corri e ti diverti: e ciò non accade con tutte le bici in egual misura, questa è l'unica certezza...scientifica :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Ecco cosa intendevo per "bici migliore", caro Srini!!o-o

"la bici che meglio trasferisce la forza impressa sui pedali alle ruote", hai detto....come puoi saperlo? Nemmeno i test "da banco" te lo dicono (possono misurare la rigidità del telaio, ma trasmettere alle ruote ed essere rigidi non sono la stessa cosa)o-o

Non c'è nulla da fare: la parola "migliore", continua ad assumere contorni che possono essere definiti solo sulla base delle prove che personalmente ciascuno di noi può fare, consci del fatto che le risposte possono essere diverse da ciascuno di noio-o

Svincolarsi dalle solite paranoie tipo...top di gamma,rigidità e reattività è l'unica via per trovare il PROPRIO mezzo e non quello che il mondo ci vuole inculcare.
Ad ognuno il suo,con un po' di testa..

Scusatemi per il ritardo nella risposta, ma spesso non ho il tempo sufficiente per elaborare un pensiero lucido (?!?) con la dovuta tranquillità... sempre di corsa co' 'sta ricerca del ciufolo che 99/100 mi porterà alla disoccupazione... vabbeh...

Tornando in tema... ho ben capito quello che mi dite, anzi più che capirlo teoricamente, l'ho sperimentato empiricamene passando dalla prima simil-bici-da-corsa (unaibrida camaleonte della Bianchi) ad una bdc alu-carbonio. La prima era molto più scattante, ma eccessivamente scomoda, poco precisa in curva ed un tantino pesante. La seconda, più comoda e leggera, era (anzi è, anche se ora è destinata principalmente ai rulli) più burrosa cosa che mi fa tutt'ora indispettire nei rilancia fuorisella.

Tuttavia insisto nel dire che un mezzo meccanico dovrebbe poter essere sottoposto a delle prove sperimentali adatte a valutarne i vari parametri. Se non esistono test capaci di dirmi se un certo telaio risponde meglio di un altro ad una data forza, allora significa che c'e' poca applicazione seria nel campo.

Forse non tutti sanno che dietro le vele che equipaggiano le superimbarcazioni della CoppaAmerica c'è un matematico italiano (Quarteroni) che con i suoi studi di idrodinamica ha aiutato varie barchette a vincere sugli avversari basandosi su simulazioni numeriche costruite a partire dall'applicazione di tecniche matematiche piuttosto sofisticate.
Eppure una vela, con tute le variabili in gioco nell'idrodinamica intesa come interazione tra superfice velica ed aria, è un sistema estremamente complesso, ben più complesso di quello composto da un ciclista e dalla sua bicicletta. Per non parlare delle successive prove empiriche, degli esperimenti che, ogni volta, costringono il team di ricerca a costruire concretamente metri quadri di vele in carbonio che costano qualcosina in più delle nostre specialissime ;-)


Infatti.
Siniriisivasa dice "un telaio comodo" magari il risultato di un telaio che copia e trasmette tutto a terra è proprio la comodità, facendo scorrere l'assieme uomo bici più veloce.
Uno scomodo, che si percepisce più pronto, rigido, scattante; salta e magari scorre meno veloce.

@Piero, bravo, mi è piaciuta la gazzella.

Se il telaio scorre più velocemente a parità di spinta è più performante.
Se il telaio ti restituisce le imperfezioni del terreno in modo più secco è più scomodo.
Stesso discorso per tutte le variabili in gioco. Si fa un bel sistemino, ogni variabile con la sua brava equazione e si cerca una soluzione ottimale rispetto a dei criteri di scelta (uno o molti, dipende), mi space che seguendo questa strada si perda la poesia, ma oggettivamente le cose stanno così e sono più semplici di quel che pensiamo... poi, ovviamente, l'estetica e la passione sono aspetti incalcolabili per definizione :-)
 
Se il telaio scorre più velocemente a parità di spinta è più performante.
Se il telaio ti restituisce le imperfezioni del terreno in modo più secco è più scomodo.
Stesso discorso per tutte le variabili in gioco. Si fa un bel sistemino, ogni variabile con la sua brava equazione e si cerca una soluzione ottimale rispetto a dei criteri di scelta (uno o molti, dipende), mi space che seguendo questa strada si perda la poesia, ma oggettivamente le cose stanno così e sono più semplici di quel che pensiamo... poi, ovviamente, l'estetica e la passione sono aspetti incalcolabili per definizione :-)

Hai troppa poca anima per possedere un Klein:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
o-o
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Hai troppa poca anima per possedere un Klein:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
o-o

Mi hai tolto le parole di bocca o-o

Come non ricordare che il buon Gary Klein era uomo di scienza, laureato col massimo dei voti alla MIT, un genio nel suo campo, un precursore. Che però si era messo a studiare anche la geometria di un telaio applicandola sul campo, provandola da ciclista e non da scienziato. E' questa la chiave, la risposta a tutto. Il suo motto era: "The last bike you will ever buy", e ci aveva preso, eccome se ci aveva preso: chi è approdato a Klein non è più tornato indietro, nessuno di quelli che conosco; e questo è l'unico motivo valido per comprarne una.

Alla faccia di chi dice: "Voi, con quelle bici in alluminio col carro lungo, dove credete di andare? Sono scomode e poco performanti, perché sono di alluminio, e perché una bici col carro lungo non è scattante, rapida, pronta, etc." Bene, questa è la formula che si può applicare ad una Colnago o a qualsiasi altra bici.

Provate una Klein, dunque, ma non usate la calcolatrice, per fortuna l'ha già fatto qualcun'altro per voi, misurando e calibrando lo spessore dei tubi in alluminio Gradient (materiale unico nel panorama dell'alluminio), calcolando gli angoli corretti che variano con la misura del telaio, applicando un rake diverso alla forcella a seconda della taglia. Provatela, prima con le gambe e poi col cuore.

Poi ne parliamo.
 
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#34

Maglia Gialla
25 Luglio 2005
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Atlantide
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Bici
In garage, appoggiate una sull'altra, con le ruote a terra..
Mi hai tolto le parole di bocca o-o

Come non ricordare che il buon Gary Klein era uomo di scienza, laureato col massimo dei voti alla MIT, un genio nel suo campo, un precursore. Che però si era messo a studiare la geometria di un telaio applicandola sul campo, provandola da ciclista e non da scienziato. E questa la chiave, la risposta a tutto. Il suo motto era: "The last bike you will ever buy", e ci aveva preso, eccome se ci aveva preso: chi è approdato a Klein non è più tornato indietro, nessuno di quelli che conosco; e questo è l'unico motivo valido per comprarne una.

Alla faccia di chi dice: "Voi, con quelle bici in alluminio col carro lungo, dove credete di andare? Sono scomode e poco performanti, perché sono di alluminio, e perché una bici col carro lungo non è scattante, rapida, pronta, etc." Bene, questa è la formula che si può applicare ad una Colnago o a qualsiasi altra bici.

Provate una Klein, dunque, ma non usate la calcolatrice, per fortuna l'ha già fatto qualcun'altro per voi, misurando e calibrando lo spessore dei tubi in alluminio Gradient (materiale unico nel panorama dell'alluminio), calcolando gli angoli corretti che variano con la misura del telaio, applicando un rake diverso alla forcella a seconda della misura. Provatela, prima con le gambe e poi col cuore.

Poi ne parliamo.

Quasi mi commuovo,non dico per prenderti in giro.:eek:
Srinivasa,sinceramente e senza offese,ma se prendi altro è meglio credimi.
 
Mi hai tolto le parole di bocca o-o

Come non ricordare che il buon Gary Klein era uomo di scienza, laureato col massimo dei voti alla MIT, un genio nel suo campo, un precursore. Che però si era messo a studiare anche la geometria di un telaio applicandola sul campo, provandola da ciclista e non da scienziato. E' questa la chiave, la risposta a tutto. Il suo motto era: "The last bike you will ever buy", e ci aveva preso, eccome se ci aveva preso: chi è approdato a Klein non è più tornato indietro, nessuno di quelli che conosco; e questo è l'unico motivo valido per comprarne una.

Alla faccia di chi dice: "Voi, con quelle bici in alluminio col carro lungo, dove credete di andare? Sono scomode e poco performanti, perché sono di alluminio, e perché una bici col carro lungo non è scattante, rapida, pronta, etc." Bene, questa è la formula che si può applicare ad una Colnago o a qualsiasi altra bici.

Provate una Klein, dunque, ma non usate la calcolatrice, per fortuna l'ha già fatto qualcun'altro per voi, misurando e calibrando lo spessore dei tubi in alluminio Gradient (materiale unico nel panorama dell'alluminio), calcolando gli angoli corretti che variano con la misura del telaio, applicando un rake diverso alla forcella a seconda della taglia. Provatela, prima con le gambe e poi col cuore.

Poi ne parliamo.

Buona la ganja che ti ho portato eh? Hai usato un manubrio in carbonio per fumartela?

p.s. condivido tutto.
 

tomas60

Apprendista Velocista
19 Settembre 2007
1.383
12
Provincia di Salerno
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Bici
Trek Madone 6.5
Beh , se mi permettete , dico la mia anch'io , buon ultimo e poco accreditato a parlare vista la mia scarsa conoscenza del mondo bici rispetto a tanti amici presenti sul Forum e viste anche le mie modeste performances che difficilmente potrebbero portarmi ad emettere dei giudizi prettamente di tipo tecnico - meccanico . Perchè ho preso una Klein ? Semplicemente leggendo e poi immaginando e ancora cercando di capire dalle parole dei ragazzi del Club che già ce l'avevano , che cosa volesse dire possedere una bici di questo genere. LORO non hanno mai parlato di prestazioni in senso assoluto o paragonandole alle bici attuali più o meno esasperate e prestanti . Un bel pò di tempo fa sul topic si parlava di sensazioni , di piacere di guida , di fregarsene delle mode andando controcorrente con un telaio in alluminio , di colori e di personalizzazione . Che poi fosse anche un telaio valido dal punto di vista della reattività e della comodità coniugate perfettamente assieme tanto meglio . Del progetto realizzativo ha già parlato gente molto più informata di me , ma la cosa bella è stata quella di ritrovare , pedalandoci su , le stesse sensazioni che gli altri avevano descritto . In altri termini , io l'ho preso sulla fiducia , sulla carta , innamorandomi dell'idea di possederne una
 

carulrs

Apprendista Cronoman
29 Agosto 2007
3.228
15
dove tira il vento
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Bici
Colnago C60 - Klein Quantum Pro- Ridley Dean
Beh , se mi permettete , dico la mia anch'io , buon ultimo e poco accreditato a parlare vista la mia scarsa conoscenza del mondo bici rispetto a tanti amici presenti sul Forum e viste anche le mie modeste performances che difficilmente potrebbero portarmi ad emettere dei giudizi prettamente di tipo tecnico - meccanico . Perchè ho preso una Klein ? Semplicemente leggendo e poi immaginando e ancora cercando di capire dalle parole dei ragazzi del Club che già ce l'avevano , che cosa volesse dire possedere una bici di questo genere. LORO non hanno mai parlato di prestazioni in senso assoluto o paragonandole alle bici attuali più o meno esasperate e prestanti . Un bel pò di tempo fa sul topic si parlava di sensazioni , di piacere di guida , di fregarsene delle mode andando controcorrente con un telaio in alluminio , di colori e di personalizzazione . Che poi fosse anche un telaio valido dal punto di vista della reattività e della comodità coniugate perfettamente assieme tanto meglio . Del progetto realizzativo ha già parlato gente molto più informata di me , ma la cosa bella è stata quella di ritrovare , pedalandoci su , le stesse sensazioni che gli altri avevano descritto . In altri termini , io l'ho preso sulla fiducia , sulla carta , innamorandomi dell'idea di possederne una

idem
 

srinivasa

Scalatore
11 Ottobre 2005
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Mi hai tolto le parole di bocca o-o

Come non ricordare che il buon Gary Klein era uomo di scienza, laureato col massimo dei voti alla MIT

[omissis]

Provate una Klein, dunque, ma non usate la calcolatrice, per fortuna l'ha già fatto qualcun'altro per voi, misurando e calibrando lo spessore dei tubi in alluminio Gradient (materiale unico nel panorama dell'alluminio), calcolando gli angoli corretti che variano con la misura del telaio, applicando un rake diverso alla forcella a seconda della taglia. Provatela, prima con le gambe e poi col cuore.

Poi ne parliamo.

Laureato in cosa ? Mi pare studiasse ingegneria al MIT, ma non ho trovato (almeno non al volo) notizie sulla sua carriera universitaria. In ogni caso, se è per il solo titolo di studio, non credo che il buon Dario sia laureato.

Comunque Klein avrà fatto i suoi telai sulla base di studi e calcoli, come aveva iniziato a fare nel periodo di "4 settimane" speso al MIT in progetti altri dal curriculum standard di studio (wikipedia).


Quasi mi commuovo,non dico per prenderti in giro.:eek:
Srinivasa,sinceramente e senza offese,ma se prendi altro è meglio credimi.

Dovrei offendermi per cosa ?
Se si parla di passione, cuore etc. il discorso è molto semplice, l'esempio dell'Alfa l'avevo fatto proprio andando in questa direzione.
Se invece si vuol fare un discorso scientifico allora marchi e romanticismo non mi aiutano a capire ciò che è meglio.

Mi viene il sospetto che tutto questo alone di mistero su questo o quel materiale impiegato, su questa o quella geometria, su questo o quella soluzione, sia solamente un velo capace di farci scegliere più col cuore che con il cervello, ma, come dice Dario, la bicicletta è un mezzo che deve essere ottimizzato in funzione della performance che vuole il ciclista. Dario non scegli l'acciaio perché è poetico, ma perché ritiene che sia il materiale che gli permette, con le geometrie e gli spessori che lui utilizza, di fare il mezzo meccanico più efficace. I colori, gli orpelli, le finiture, sono qualcosa in più che viene dopo, che può far innamorare, ma l'amore raramente è ragione ;-)
 
Mi viene il sospetto che tutto questo alone di mistero su questo o quel materiale impiegato, su questa o quella geometria, su questo o quella soluzione, sia solamente un velo capace di farci scegliere più col cuore che con il cervello, ma, come dice Dario, la bicicletta è un mezzo che deve essere ottimizzato in funzione della performance che vuole il ciclista. Dario non scegli l'acciaio perché è poetico, ma perché ritiene che sia il materiale che gli permette, con le geometrie e gli spessori che lui utilizza, di fare il mezzo meccanico più efficace. I colori, gli orpelli, le finiture, sono qualcosa in più che viene dopo, che può far innamorare, ma l'amore raramente è ragione ;-)

Ma infatti Klein lo avrà progettato con gli stessi fini di Dario, presumibilmente.
Il resto lo facciamo tutto noi.

Anche John Parker recentemente intervistato da Andrew su Yetifan a momenti non si ricordava nemmeno di aver saldato MTB per personaggi che poi ne han fatto la storia, sia di Yeti che delle MTB stessa, vincendo, vincendo e vincendo.
 

srinivasa

Scalatore
11 Ottobre 2005
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Ma infatti Klein lo avrà progettato con gli stessi fini di Dario, presumibilmente.
Se i fini sono stati gli stessi è allora possibile vedere quale bici è migliore dell'altra a parità di utilizzatore finale, da qui non si esce.

Che poi per caio possa avere più fascino vedere un colora cangiante pensando a quanto è bello l'alluminio gradient, mentre tizio trova maggiormente affascinante lo scarabocchio di Dario mentre rimira l'acciaio speicale fatto per Pegoretti è tutto un altro discorso, non oggettivo ovviamente.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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Fa bene Amos a fare no comment:

spenderò giusto le ultime parole per srinivasa, visto che è uomo di scienza ma non sa fare le ricerche su web (un bel paradosso, no?)

Gary Klein si laureò al MIT in ingegneria (meccanica?): "He first developed the concept in 1973 as part of the Independent Activities Period aluminum bicycle project at MIT where he was an engineering student and bicycle racer, then took the concept commercial after graduation".

Il momento storico è significativo:
"Gary Klein displays his welded and heat-treated aluminum frames at the International Bike show. Klein’s frame was the result of an MIT design project in the early 1970’s under Professor Shawn Buckley. Alan (Italy) and Vitus (France) were producing their lugged aluminum frames around the same time. Cannondale launch their “Aluminum for the Masses” in 1983."

Odio ribadirlo e spero sia l'ultima volta: Klein era scienziato e corridore: certo non è che per saldare dei telai ci voglia la laurea, visto che questa forma di arte è esercitata da più di un artigiano sia sull'alluminio che sull'acciaio in maniera esemplare. La laurea servì a Gary Klein per sviluppare una lega proprietaria con una tecnologia proprietaria (Gradient) per la produzione delle tubazioni di alluminio. Altri si facevano fornire le tubazioni a spessori richiesti da altre ditte (Alcoa serviva Cannondale) e poi saldavano il tutto. L'innovazione di Klein è stata che queste tubazioni se le produceva lui, e per questo ci erano voluti anni di studio, progetti, esperimenti in laboratorio, culminati con la laurea.
Poi tutto questo è stato mediato dal fatto che il giovane Gary era anche corridore, e quindi dopo averla prodotta "sentiva" la bici, la guidava, ci faceva km.

Qui non vogliamo convincere nessuno, però almeno sappiamo quello che diciamo. Non c'è alone di mistero, se ci pensi. Sfido i possessori di Cervelo, di Cannondale, o di Specialized, per citarne alcuni, ma tanti altri sarebbero coinvolti, ad avere un quadro così esaustivo del loro telaio, della loro bici. Ad avere così tante e preziose informazioni e saperle mettere in relazione, saper fare la storia, saper dire il perché delle cose. No, mi spiace, là fuori c'è il deserto. Noi non ci sentiamo dei privilegiati, tanto meno siamo superiori agli altri. Ma siamo diversi, come ha ben scritto Tomas nella sua semplicità, diamo fiducia, facciamo diventare reale un'idea: questo è quanto.

Certezze non ne abbiamo, ma tante informazioni sì. Ma una cosa è certa: SIAMO DIVERSI, e ne andiamo fieri. Ma diversi non perché ce la tiriamo perché sull'obliquo c'è scritto klein. Diversi perché abbiamo capito il perché. Io so fino in fondo perché pedalo su una Klein: tu potresti dire lo stesso per la tua bici???

Esci da quel corpo srinivasa, lascia questo topic, o saremo costretti a chiamare l'esorcista :mrgreen:
o-o
 
Stato
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