Bhe, basta informarsi un po, dopotutto è una sostanza ampiamente studiata dai ricercatori di tutto il mondo.
Qui sotto trovate un riassunto di cosa hanno scoperto:
RUOLO FISIOLOGICO
Sembra incredibile come una sostanza considerata non essenziale, in quanto sintetizzabile a partire da altre, possa essere tanto abbondante e indispensabile nellorganismo. Si tratta, infatti, di un amminoacido dalla presenza imponente, basti pensare che da solo rappresenta il 65% del contenuto di amminoacidi allinterno del muscolo (che è anche la sede principale della sua biosintesi) dove la sua concentrazzione si aggira approssimatamente intorno alle 35 mmol/l, ma si trova in abbondanza anche in altri organi quali reni, reni e midollo spinale. Inoltre vanta una abbondante presenza allinterno del plasma sanguigno, circa il 20% del contenuto totale di amminoacidi (ovvero circa 500-900 µmol/l di sangue), e nel liquido cefalorachidiano.
In ogniuna di queste sedi svolge ruoli di grande importanza, direttamente o come precursore di altre molecole. Cerchiamo, ora, di vedere almeno le sue principali funzioni allinterno di organi e apparati.
INTESTINO
La glutammina è impiegata come principale substrato energetico dagli enterociti: le cellule che compongono le pareti intestinali. Gli enterociti si distaccano circa ogni tre giorni ed è necessario, quindi, un apporto di glutammina per poterle sostituire. Le ricerche hanno dimsotrato come circa il 40% della glutammina totale impiegata dallorganismo viene spesa per la sintesi e la sostituizione delle cellule gastrointestinali. Certo è vero che questo continuo fabbisogno di glutammina delle cellule intestinali arriva a consumare fino all85% di una dose, e questo e certamente il principale problema delle assunzioni orali, ma non dobbiamo scordare che questo processo è vitale per preservare lintegrità delle cellule sulle pareti viscerali.
RENI
A seguito di attività fisica è normale riscontrare unelevata acididosi metabolica, derivante da un incremento degli acidi organici come scorie azotate e i chetoni, prodottidi scarto delle reazioni metaboliche indotte dallesercizio fisico. La glutammina viene scomposta nei reni e convertita in ammoniaca che a sua volta si converte in ammonio, uno ione che tampona i livelli elevati di ione idrogeno indotti dallattività fisica. Ma non solo lattività fisica porta a un maggiore consumo di glutammina da parte dei reni: lalimentazione influenza questo processo, forse, in misura persino maggiore. I ricercatori hanno, paradossalmente, riscontrato come i livelli ematici e muscolari di glutammina più bassi possano essere riscontrati in bodybuilding e powerlifting piuttosto che in praticanti di altri sport come nuotatori e ciclisti. Ciò è certamente correlato alla maggiore assunzione alimentare di proteine che tende a indurre livelli più bassi di glutammina a causa dellaumentata acidità indotta dalle diete iperproteiche. Ciò può essere ulteriormente aggravato in regimi alimentari che abbinano a un quantitativo alto di proteine, una elevata percentuale di grassi, dato che acidi grassi liberi e corpi chetonici aumentano ulteriormente lacidosi metabolica. La glutammina rappresenta anche il sub-strato preferito per il processo di gluconeogenesi nei reni, seeguita dallalanina (gli altri vengono, invece, convertiti principalmente nel fegato. Può essere riconvertita in α-ketoglutarato e, quindi, essere sfruttata a fini energetici nel ciclo di Krebs (o dellacido citrico)
FEGATO E SISTEMA IMMUNITARIO
La Glutammina è il combustibile preferito dalle delle cellune del sisema immunitario, essa è direttamente coinvolota nella nucleogenesi di cellule a proliferazione rapida e, in quanto donatore degli atomi di azoto 3 e 9 del nucleo purinico, può contribuire a una migliore produzione di globuli bianchi. Svariate ricerche indicano come laumento della disponibilità orale di Glutammina può effettivamente migliorare le risposte immunitarie che implicano le citokine che originano dai macrofagi o dalle cellule T sintetizzate nel timo (da cui appunto la lettare T). In particolare la Glutammina si è dimostrata la sostanza principalmente coinvolta nella stimolazione di monociti e macrofagi, nonchè degli epatociti prodotti dal fegato. Al loro volta queste cellule rilasciano mediatori infiammatori come linterleucina-1, linterleucina-6 e il fattore alfa di necrosi tumorale. A riprova del suo ruolo durante i processi infettivi e infiammatori vi sono in letteratura riferimenti a sue alterazioni in pazienti chirurgici gravi (in particolare ustionati gravi), affetti da immuno-deficenza causata da infezioni virali o alterazioni ormonali (in particolare aumento di ormoni tiroidei). Nonchè naturalmente in atleti sottoposti a esercizio fisico strenuo e prolungato e quindi a rischio di infezioni. In ogniuno di questi casi si è riscontrato un maggiore consumo di glutammina muscolare, e un miglioramento della risposta pro-infettiva/infiammatori quando questa era supplementata. La glutammina, come abbiamo visto, può essere sisnetizzata a partire dal'acido glutammico con lammoniaca e lorganismo è in grado di invertire il processo riformando il glutammato al bisogno. Questo amminoacido, tra le altre cose, coopera con cisteina e glicina alla formazione del glutatione, tripetide solforato nonchè princiale antiossidante cellulare, che avviene nel fegato (e con tale premessa risulta comprensibile il maggiore assorbimento della glutammina da parte del fegato durante lattività fisica). Il glutatione ricopre un ruolo di estrema importanza nellorganismo, sia in quanto responsabile del 90% del lavoro antiossidante di compensazione dello stess ossidativo nei mitocondri, sia per un suo effetto diretto sulla regolazione delle cellule del sistema immunitario. A questo punto è evidente come la glutammina svolga un ruolo importante nella regolazione della risposta immunitaria e anti-ossidante del organismo.
SISTEMA NERVOSO
La glutammina è una delle poche sostanze effettivamente in grado di penetrare agevolmente la barriera emato-encefalica per poter entrare nel cervello. Il suo ruolo principale nel cervello è quello di disintossicarlo dallammoniaca risultante dal normale metabolismo proteico che, se accumulata, porterebbe lorganismo in uno stato soporoso. Inoltre svolge funzione energetica per le cellule nervose, qualora le riserve di glucosio non fossero sufficenti a sostenere le funzioni neurali. La glutammina ricopre anche un ruolo importante come precursore dell'acido glutammico (processo che, come abbiamo visto, avviene anche nel fegato), che nel sistema nervoso svolge il ruolo di neurotrasmettiore ad azione eccitatoria e, a sua volta, di precursore del acido gamma-amminobutirrico (GABA), neurostramettiore con azione tranquillante sulla funzione neurale. Visti i suoi innumerevoli benefici a livello cerebrale, il cervello stesso è in grado di sintetizzare glutammina, sebbene solo in dosi troppo limitate specie in situazioni di stress. Nelle situazioni di stress, il cervello può drenare la glutammina dai depositi periferici quali fegato, reni ma sopratutto e principalmente nei muscoli scheletrici dove lATP è costretto a produrre più glutammina per compensarne la perdita. Come è evidente questo non solo porta al consumo delle riserve di glutammina (che come visto non impiegano poco tempo a riformarsi), ma anche a una ridotta disponibilità di ATP per la contrazione muscolare.
SISTEMA MUSCOLO-SCHELETRICO
Come abbiamo già accennato, la glutammina rappresenta il più abbondante amminoacido nei muscoli, costituendo da sola oltre il 60% del pool amminoacidico della muscolatura, e che questo è il princiaple sito in cui, allinterno del corpo, avviene la sua sintesi. Alcuni studi hanno messo in evidenza come le fibre di tipo I a contrazione lenta immagazzinino il triplo di glutammina di quelle di tipo II a contrazione veloce. Ciò è stato collegato alla capacità della glutammina di agire da sub-strato energetico per la sintesi del glucosio (tramite gluconeogenesi). Leffetto più evidente di un alto quantitativo di glutammina allinterno dei muscoli resta, comuque, quello di volumizzazione. Le ricerche hanno mostrato che il passaggio della glutammina allinterno della cellula muscolare può aumentarne il volume, favorendo il passaggio di acqua, ioni e amminoacidi (nonchè di loro derviati come la creatina). Aumentare lidratazione cellulare fa inviare un segnale anabolico che inizia la reazione di sintesi proteica, al contrario uno stato di disidratazione favorisce il verificarsi del catabolismo muscolare. Nonostante siano svariate le sostanze che favoriscano una miglirore idratazione muscolare, come ad esempio insulina e potassio, pare che tra tutte la glutammina sia, sotto questo aspetto, la più efficace.
...se il tessuto muscolare smettesse di sintetizzare la glutammina... ciò comporterebbe un aumento della scomposizione delle proteine muscolari, ossia del catabolismo, inibendo al tempo stesso la sintesi proteica muscolare, cosa che spiega perchè il tasso di sintesi proteica per la gutammina è più elevato rispetto ad ogni altro amminoacido
Nonostante i pareri discordanti la maggioranza degli esperti tende a concludere che la glutammina è effettivamente un mediatore diretto della crescita e che, in ogni caso, una sua presenza abbondante nel tessuto muscolare è correlabile a una migliore sintesi proteica. Un apporto adeguato di glutammina può autare anche a prevenire lo stato catabolico. In uno stato di carenza di nutrienti la relativa mancanza di glutammina aumenta la perdita muscolare, al contrario è possibile limitarla nel breve tempo, perfino in caso di digiuno, con somministrazioni costanti di questo amminoacido. Lo stesso effetto volumizzatore, che abbiamo associato allo stato anabolico, è un aiuto alla diminuzione della proteolisi muscolare. Inoltre la glutammina favorire laumento del deposito di glicogeno muscolare, attraverso un meccanismo ancora, parzialmente, sconsociuto (probabilmente dovuto in parte ai suoi effetti sulla produzione endocrina di Insulina e IGF-1).
INFLUENZE ORMONALI
Lassorbimento e limpiego della glutammina, come daltra parte ogni altra sostanza che si trovi allinterno dellorganismo umano, sono fortemente regolati dagli ormoni prodotti dalle prinicpali ghiandole endocrine. In aggiunta a questo la glutammina stessa produce alterazioni nella produzione di questi messaggi chimici, aumentandone o limitandone la produzione in concomitanza con la sua assunzione. Vediamo ora come alcuni dei principali ormoni di nostro interesse interagiscano con la glutammina e essa con loro.
Cortisolo: Quando il cortisolo è alto, tutte le riserve di glutammina vengono esaurite. Il cortisolo forza intestino e fegato affinchè aumentino il consumo di glutammina e lavora con il glucagone nel fegato per distruggere la glutammina. Il cortisolo, però, incrementa anche lattività della glutammina sintetasi, lenzima muscolare che catalizza la sintesi di glutammina, ma questo processo non è sufficente a coprire le perdite di glutammina indotte dai livelli alti di cortisolo. Ancora più importante è lalterazione dellequilibrio sodico indotto dal cortisolo, che porta a un grave sbilanciamento della glutammina allinterno dei muscoli e un accelerazione della sua fuoriuscita.
Linsulina: La glutammina è uno degli amminoacidi il cui passaggio allinterno dei muscoli può essere davvero potenziato dallazione dellinsulina. Ciò è dovuto essenzialmente allazione positiva che esercita sul meccanismo della pompa sodica: linsulina aiuta i muscoli a sbarazzarsi del sodio in eccesso, proprità decisamente utile dato leccesso di sodio muscolare conseguente a una sessione dallenamento. Da notare come i benefici anabolici di insulina e glutammina si massimizzino a vicenda: Linsulina facilita lassimilazione allinterno dei muscoli della glutammina che a sua volta favorisce il picco insulinico.
GH e IGF-1: Esattamente come linsulina, anche lormone della crescita (GH) lavora in sinergia con la glutammina. Si è notato come la somministrazione orale di glutammina sia in grado di innalzare la produzione di GH, ma è altrettanto vero che il GH stesso favorisce la preservazione della Glutammina. Sintestizzando possiamo dire che ne limita lo spreco sotto forma di urea e, invece di permettere che venga persa con lurina, la rimette in circolo trasformadola in glutammato che a sua volta verrà riconvertito in glutammina allinterno dei muscoli. Altro meccanismo di conservazione della glutammina che mette in atto è a carico dellequilibrio acido-base. Come visto in precedenza la glutammina viene impiegata, tra laltro, per tamponare leccessiva acidità indotta dallaccumulo di lattato. Il GH aiuta i reni a eliminare il carico dellacido riducendo il consumo di glutammina. Il fattore di cresita insulino-simile (IGF-1) condivide molti degli effetti positivi dellinsulina sulla glutammina, in particolare ne favorisce il trasporto allinterno dei muscoli. Purtroppo recentemente si è scoperto che un eccesso di GH, nellesperimento indotto tramite somministrazioni endovenose, sopprime la sintesi di glutammina nella muscolatura. E comunque plausibile che un meccanismo simile si possa riscontrare solo su chi fa uso terapeutico o atto al potenziamento atletico di ormone della crescita.
Testosterone: Pare che un aumento di androgeni favorisca una preservazione di glutammina muscolare durante situazioni di stress catabolico. Nonostante tale effetto sia attribuibile per la maggiore allazione sinergica che i precursori degli ormoni androgeni hanno nei confronti di molti degli ormoni discussi in precedenza, una parte è comunque riconducibile a un azione diretta del testosterone. Secondo un recente studio sembrerebbe che la glutammina sia in grado di promuovere egli stessa il rilascio di gonadrotopina, un ormone che favorisce la sintesti di tesosterone.
Benissimo, detto questo termino la parte puramente, o quasi, teorica.
Prossimamente parleremo del suo ruolo come integratore nella pratica sportiva e, sopratutto, del modo migliore di assumerle. Non vi preoccupate troppo comunque, non si tratterà certo di un testo barboso come questo dato che, comunque, il suo valore come integratore è strettamente connesso con quanto ho riportato quì.
Vi lascio, per ora, con questa frase che mette in relazione la glutammina con lo stato di sovrallenamento che riprenderemo più avanti.
...Il superallenamento spesso comporta un aumento dei livelli di cortisolo in abbinamento ad una riduzione di quelli degli ormoni anabolici, compreso il testosterone, un depauperamento delle riserve di glicogeno e un ottundamento della risposta immunitaria. Svariati ricercarcatori hanno suggerito che una diminuzione dei livelli di glutammina è un marker biochimico del superallenamento perchè la glutammina contrasta i fattori negativi che ne derivano...