Oggi una tappa bellissima!!!
Peccato per un paio di cosette...
La prima è il secondo posto di Cunego che non vedo l'ora di vedere con le braccia al cielo come ai vecchi tempi!
Ma già il secondo posto è una bella speranza....
La seconda è che se in Liquigas non smettono di pestarsi i piedi tra loro, hai voglia a organizzare giri su giri che sistematicamente vengono vinti dalle squadre straniere!!!
Secondo me dopo la caduta di Nibali, doveva essere (non dico Basso, senò qua mi bannano) qualcun altro a passargli la bici invece...O magari quello stesso qualcuno doveva aspettare la maglia rosa invece di menare a tutta per tentare raccattare 40 secondi....
Insomma, solo io ho visto un tentativo di sfilarsi la maglia rosa tra compagni di squadra?
secondo voi, ha senso nel ciclismo moderno far fare una tappa in un mare di fango???????? ci sono già altre specialità per questo, come il ciclocross e il mtb
Anche perchè Basso gli ha fatto solo perdere tempo.Secondo me dato che la maglia rosa ce l'aveva Nibali, era giusto che la Liquigas corresse solo per Nibali
viogliono il ciclismo eroico e da ciclismo eroico non esisteva cambi ruote ecc. e si aspettava una foratura o qualsiasi cosa per attaccaremi hai anticipato. non mi sembra che attaccare la maglia rosa caduta in discesa sia da applausi, semmai il contrario. personalmente non mi piacciono per nulla certi comportamenti. al più rallenti ed una volta che è rientrata la maglia rosa attacchi. probabilmente il risultato sarebbe stato lo stesso (il rientro davanti gli sarebbe costato troppe energie e dunque appena attaccato avrebbe subito distacchi ugualmente)ma con meno vigliaccheria.

daccordissimopassi per Ricco' ... ma Lance sta bene dov'e' ... a casa ... lo scorso anno piangeva per qualsiasi cosa ... e i binari , e l'arrivo in discesa ,e qui , e la' ... alla fine ha rotto talmente le palle a Zomegnan con mail etc che ha il patorn aveva fatto un comunicato dove diceva che " qualcuno avrebbe dovuto pedalare di piu e parlare meno " .... non oso pensare che pianto avrebbe fatto ieri ...... ahahahaha lascialo la in california va che e' meglio
secondo voi, ha senso nel ciclismo moderno far fare una tappa in un mare di fango???????? ci sono già altre specialità per questo, come il ciclocross e il mtb
veramente in altri tempi la maglia rosa, in caso di caduta, sarebbe stata aspettata e non certo attaccata come oggi. :angrymod::angrymod::angrymod:
scusate ma nessuno si è accorto che basso non è caduto ? ho visto più volte il filmato e si vede che arriva in piedi sull'erba con la bici ma non cade mentre il resto del gruppo gli continua a sfilare sulla dx, nibali è a terra. Non riparte e rimane li per capire se nibali riesce a rialzarsi. se fosse ripartito subito non avrebbe perso quasi nulla. ha aspettato nibali come fa il gregario
Ma come fai a dire che Basso si è fermato ad aspettarlo????
Mah a parte il fatto che non è stata organizzata in maniera tale che andasse così, ma è stata guastata (tutt'altro che guastata a mio avviso) dal tempo.
E poi perchè ci lamentiamo tanto???
Lo facevano nel 1950, perchè non dovrebbero farlo oggi????
A livello mediatico il ciclismo ne ha guadagnato moltissimo.
I corridori mi sembra che non si siano nemmeno più di tanto lamentati, in fin dei conti hanno solo fatto il loro lavoro.
I rischi a mio avviso ci sono in ogni tappa, chi incappa in qualche incidente è perchè ha rischiato troppo.
Non mi sembra che la tappa di oggi si possa definire come pericolosa
Se dici così probabilmente ti sei perso una serie di interessanti aneddoti sulla storia del ciclismo che nei giorni scorsi sono passati tra le telecronache delle tappe. Dai quali esce un Ciclismo Eroico sicuramente spettacolare, ma tutt'altro che pieno di "fair play" come si potrebbe pensare. "Pietà l'è morta", era lo slogan predominante nel gruppo. Se qualcuno cadeva, non solo non lo si aspettava, ma lo si attaccava con tutti i mezzi e tutte le forze, e in un'epoca in cui non c'erano le radioline e le auricolari le squadre predisponevano informatori, staffette e "spie" lungo il percorso per comunicare in tempo reale ai corridori che qualche loro avversario era caduto o aveva forato, scatenendo in tal modo la bagarre.
Del resto, perchè mai un corridore che cade dovrebbe essere considerato un episodio sfortunato, quasi avulso dalla corsa, tanto da pretendere che gli altri si fermino ad aspettarlo? Correre a tutta in discesa o nei tratti più scorrevoli cercando nello stesso tempo di rischiare il meno possibile è parte integrante di questo sport. Correre e cadere vuol dire aver fatto male i calcoli, o magari è segno di scarso controllo del mezzo, o di un momento di distrazione di troppo. Vino non è caduto, Nibali sì, e hanno percorso entrambi la stessa strada. Se ne conclude che Vino in quel punto E' STATO PIU' BRAVO DI NIBALI. Ed è giusto a questo punto che si sia avvantaggiato dalla sua caduta.
Nibali inoltre montava ruote a profilo medio, o addirittura alto. Se ha perso il controllo della bici probabilmente è stato dovuto anche a questo eccesso di confidenza, di cui Vinokurov certo non ha la colpa. Ancora, Nibali sembra a volte un po' troppo spregiudicato nella guida della bici, e lo ha dimostrato durante la prima tappa di Amsterdam. Che prima o poi possa finire a terra dipende a questo punto solo da lui, e certo un corridore che taglia le curve come fa lui non può prendersela con gli altri se qualche volta gli va male, magari in una giornata di pioggia.
Può sembrare un discorso cinico, ma questo è il ciclismo. Un po' come nel calcio, quando si recrimina perchè magari una squadra ha perso per un autogol. Senza considerare il fatto che chi fa un autogol commette un errore madornale, mentre chi evita di farlo è in quel contesto più bravo e più meritevole di chi segna nella porta sbagliata.
Forse se Menchov lo scorso anno avesse perso il giro per la caduta nel tratto finale della cronometro di Roma avrebbe potuto pretendere di essere comunque il vincitore morale della corsa? E perchè mai? Ma se riuscire a rimanere in equilibrio sui sampietrini viscidi era proprio la grande sfida di quell'ultima tappa!
L'unica eccezione è costituita dagli episodi davvero dovuti al caso, o ad eventi non dipendenti dalla volontà del corridore che li subisce. E in questo senso l'episodio del Tour 2003, con Ulrich che aspetta Armstrong caduto PER COLPA DI UN FOTOGRAFO CHE SI ERA SPORTO TROPPO, è assolutamente corretto. In quel caso Ulrich aveva davvero l'obbligo morale, oltre che sportivo, di aspettare l'avversario. Cosa che non avrebbe avuto se Lance fosse finito a terra per una curva troppo allargata, o per una traiettoria sbagliata.