Mi complimento con tutti, per l'attenzione che vi rivolgete l'un l'altro anche quando non condividete, per le sensazioni e competenze che vi scambiate e per l'opportunità di capirci di più, che date a chi silenziosamente legge. Sia questo il mio doveroso ringraziamento a tutti i partecipanti a questa interessante discussione. Non vorrei mai che il mostrare una bici nel forum, che sia la propria o anche una foto rintracciata in rete, diventi un problema, è solo così che impariamo a conoscerle e a commentarle.
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"Collezionismo" e "passione" sono parole che racchiudono in se stesse un poema, non sono vocaboli semplici ed hanno mille significati, molti dei quali si 'toccano' creando confusione, ecco perchè prenderli per quello che sono, due vocaboli tangenti.
Una "passione" messa in relazione con un "mercato" in quanto soggetto alle sue leggi (flussi condizionabili da vari fattori a volta sostanziali a volte semplicemente indotti) può arrivare a far perdere identità a elementi cardini del sistema, tra questi possiamo citare il 'bisogno' che in economia è ciò da cui la gente dovrebbe trarre beneficio, ora: chi può dire se per un collezionista a differenza di un semplice appassionato si può valutare quanto rappresenti una reale necessità possedere QUELL' oggetto per l'uno o per l'altro e in che misura per ognuno. Ecco perchè nelle nostre discussioni non finiremo mai di controbattere pur avendo ognuno di noi pura e sacrosanta ragione.
Tutti 'collezionano' tutto, e ciascuno è convinto di mettere da parte cose che avranno poi anche un valore maggiore nel tempo, il COLLEZIONISMO è divertente e redditizio si pensa, se fosse vero significherebbe che non si aspetta altro che il collezionista voglia cedere i suoi pezzi di collezione, visti e presi, 'assegni circolari' (più avanti leggerete il perchè di questa citazione). Si, può essere.
Effettivamente il vero collezionismo riesce a soddisfare una "passione" e quando si deciderà di smettere per un motivo qualunque si faranno avanti più persone disposte ad acquistare i vari pezzi (se sono oggettivamente riconosciuti importanti, interessanti etc.) ci si guadagnerà anche, e intanto la collezione è servita a più scopi, non ultima (secondo me) la più nobile, la "conservazione" che permette al futuro di ricostruire il passato.
Ma può essere anche che la maggior parte dei collezionisti colleziona cose vecchie che non verranno mai agli onori, che occuperanno solo posto e polvere e quando si decide di darle via nessuno le vorrà. Eh..già, anche questo può essere! 'Collezionare' tra i suoi mille significati è anche solo un genuino "passatempo" e la stragrande maggioranza di chi colleziona ha solo materiale che nessuno vorrà e ha valore solo finchè lo tiene per se, il suo valore è fittizio.
Ora porto ad un esempio, un episodio che ho vissuto: In occasione di un acquisto immobiliare mi sono imbattuto in una cantina con qualche centinaio di bottiglie di vino, polvere originale e genuina di cinquant'anni, c'erano bottiglie del 1940 in poi, la collezione di qualcuno che ha magari bevuto vinacci per una vita per collezionare bottiglie buone. Ammetto che inconsciamente ho pagato l'immobile un migliaio di euro in più, proprio per via di quella cantina 'piena'. Sempre inconsciamente, quasi per brindare all'affare ne ho aperte alcune, rischiando di rovinare una collezione, magari privandola proprio dei pezzi forti, ma tutte quelle aperte erano da buttare. Chiedendo in giro per capirci qualcosa ho scoperto che tra i vini collezionati c'erano dei vini bianchi, buttabili anche solo dopo qualche anno, figuriamoci ora che avevano 40 anni, c'erano delle bottiglie di vino novello francese, datato 30 anni. Eh già... qualcuno collezionava il novello che va bevuto qualche mese dopo l'imbottigliamento! E poi c'erano chianti e vini francesi, tutti da buttare, per questo appassionato collezionisita è stato proprio come avere tra le mani una ventenne e tenerla da collezione per poi io spogliarla 50 dopo, settantenne. "Era meglio lo avessere bevuto allora!" è quello che immediatamente viene da pensare a chiunque. Praticamente ho dovuto fare anche la fatica a sgombrare la cantina da tutti questi 'assegni circolari' (proprio così li descriveva l'agenzia immobiliare) e andarli a buttare nei bidoni, anche a regalarle nessuno le voleva. Che "collezione" aveva fatto quel signore che ha abitato nell'immobile che ho comprato?
L'avvento di internet è stato decisivo per il concetto di collezionismo, per il vero collezionista la selezione e la bontà del pezzo conta molto, e per avere la giusta competenza c'e' molto da studiare e molto da confrontarsi con persone esperte, oggi grazie al web questo è possibile a tutti, si può attingere ad una infinità di contatti dove poter apprendere molte cose (come nel caso di questo splendido sito) e c'è molto da scegliere nell'offerta, ma c'è anche da ammettere che in rete sono proliferati una serie di speculatori organizzati (ma attenzione, non sempre preparati!) che inevitabilmente hanno sparametrato il mercato. Gli affari si sono sempre fatti, gli speculatori sono sempre esistiti, gli imbroglioni anche, solo che nell'era globale è tutto amplificato. Certo fare affari facili con le persone competenti non è semplice, viene meglio su coloro che non riescono a quantificare il prezzo più giusto da pagare per avere l'oggetto dei propri desideri. Non avere una esatta stima del prezzo da pagare per una cosa che ci aggrada, qualcosa che ci da soddisfazione, che regala serenità, che delizia, che provoca uno stato emozionale positivo non significa essere un allocco. Se poi bisogna essere furbi anche per entrare in paradiso...
Sono convinto che vi sia un incremento della domanda di bici d'epoca ma non della passione dei nuovi compratori, purtroppo. Dato che agli appassionati si aggiungono ora più persone che per moda o finta passione si accingono ad acquistare bici d'epoca è facile ammettere che in poco tempo qualche speculatore ha fatto fortuna (per difetto di competenza ci cascano anche i danarosi esibizionisti), come è facile ammettere che l'aumento della domanda ha inevitabilmente portato un aumento dei prezzi in generale, sia per i pezzi buoni che per quelli mediocri, e questo purtroppo a discapito di tutti. Questa alterazione è un peccato, è un peccato perchè ritengo che una bici con certe caratteristiche non debba essere considerata solamente un investimento quanto anche "un piacere" e innalzando i prezzi sicuramente priviamo di questo piacere chi meno può. Concordo con Ciclista Statunitense e con Ziococco che il mercato delle bici vintage in generale sta decollando sia perchè c'è chi non può permettersi di pedalare sul carbonio sia per il maggior interesse da parte dei giovani. In entrambi i casi non si può però parlare di collezionismo, e se fosse solo questo tipo di domanda che porta all' aumento dei prezzi di mercato direi che è la più genuina possibile.
Per quanto mi riguarda non so quanto finora ho saputo fare meglio di quel signore che collezionava bottiglie di vino; sono pochi anni che (da semplice appassionato) cerco di appagare il desiderio di possedere certe particolari bici (diremo 'vintage'). Indipendentemente dal valore che oggettivamente può essere riconosciuto a questo o a quell'esemplare io mi interesso solo a quelle che stimolano la mia "passione". Mancando di obbiettività non credo di essere un buon collezionista (ancor meno se contiamo i pochi esemplari che ho portato a casa). Col passare del tempo grazie ai chiarimenti di voi utenti ho scoperto di aver acquistato anche pezzi da.. ehm.. stoccaggio di materiale ferroso che un giorno verranno smaltiti e convertiti in materie prime secondarie. Mi fa riflettere ma mi ferisce poco, e non rinnegherò mai di averle desiderate intensamente (ma anche di averle pagate una miseria, un aspetto che ai fini di quello che intendo partecipare alla discussione, non è poca cosa!).
Per finire con il signore della collezione di vini.. si è congedato dal mondo terreno pensando di aver lasciato qualcosa che avesse un senso. Sono sinceramente dispiaciuto per la sua mancanza di "competenza", cosa che ha inficiato il senso di tutti i suoi sforzi e le sue rinuncie .Ecco perchè bisogna dissetarsi al sapere degli altri che ci fanno dono della propria competenza. Se anch'io avessi avuto un minimo di competenza senza improvvisarmi collezionista di vini dalla sera alla mattina, avrei risparmiato illusioni energie e qualche soldino. Ma forse... quel giorno ho comprato 'esperienza'..?!? Boh..forse si, o forse l'esperienza non si compra .. una vecchia bici davvero "buona".. forse, ma questo anche grazie a voi.