1001 miglia 2010

carlos

Apprendista Scalatore
2 Novembre 2007
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Conversano BA
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Raccontino…
Montalcino,in altre occasioni evocherebbe buon vino e grandi bevute,in questa occasione sono 77 km ed una lunga salita prima del controllo,ma soprattutto l’insolito nervosismo di Giancarlo,forse un po’ preoccupato per l’ultimo “aggregato” Alberto che in salita soffre e non poco. Parla di orari cancelli tempi ritiri !!!!????’Non è da lui,ma forse è anche il mio ginocchio a preoccuparlo. Io francamente non sono per niente preoccupato,anzi proprio in quel contesto maturo un pensiero:io con la bicicletta posso andare ovunque! Sembra ,banale,stupido,ma pensandoci sono convinto che sia un pensiero così forte da abbattere ogni dubbio,ogni preoccupazione o perplessità,così lo dico a Giancarlo,io con la bicicletta posso andare ovunque!Cremina sul ginocchio ancora dolorante e via,purtroppo sparisce dietro di noi Alberto,vai di Sali e scendi,attraversamento de torrente,un po’ di sterrato e siamo rimasti senz’acqua, ma per fortuna c’è la cascina de Tannini Enrico,un simpatico contadino classico toscanaccio che non ci nega il pieno d’acqua ed una chiacchierata sul prezzo del suo olio toscano e del suo prezzo,basso a suo dire,a confronto del mio olio pugliese,una bela scenetta che sembra uscita da un classico di Nuti/Pieraccioni.Giancarlo assiste divertito e finalmente rilassato. La salita che ci porta al controllo nella splendida piazza sembra non finire più,in compenso il mio ginocchio sembra tornato nuovo.,e vado su bene,confortato anche dalla meravigliosa compagnia “dei bischeri”,due straordinari Ciclisti(notare la maiuscola) livornesi,già conosciuti al giro della Magna Grecia,con loro si pedala bene ed è un continuo di battute. Si arriva al controllo e qui sto benissimo,ho un unico rimpianto,non aver brindato con il famoso Brunello,ma non mancheranno occasioni. Verso Castelnuovo della B. è quasi una passeggiata,complicenun meraviglioso tramonto sul Chianti che ci godiamo chiacchierando. Al controllo di Castelnuovo è una vera festa,siamo in tanti,ci si ristora con pasta,prosciutto appena tagliato a coltello,formaggi toscani,anguria ,pane casereggio e nutella!!!Ho chiesto se fossero stati lì anche nei giorni successivi,ci sarei tornato di proposito,ma del resto dai Bulletta dovevamo aspettarcelo,complimenti. Sveglia che è ancora notte,ci aspettano 95km tosti ma meravigliosi,poco prima di Gaiole sulla sx una fontana d’acqua sorgiva segnalata anche dal rb,non me la perdo,bevo alzo gli occhi al cielo, è l’alba,io ho sempre detto di essere un clown che fa raccolta di attimi e questo sarà uno di quegli attimi da conservare. Meraviglioso,vale tutta la fatica fatta.. e quella da fare. Montaione,un ricordo su tutti: la panzanella,i toscano sapranno quant’è buona,qli altri la provino. Pochi e facii i km verso Montecatini,unico inconveniente il traffico automobilistico,ma anche questo segnalato nel RB.Solo un momento,un timbro,via verso Aulla,120km,100 tuuuutti in salita,fino Minacciano dove ci attende la spettacolo del Canyon,bello e finalmente si scende,siamo già in Liguria,quasi l’alba e ci da il buongiorno un cerbiatto che corre a pochi metri da noi. Colazione e belli carichi si parte verso il mare…ma non immaginavo di dover salire così tanto per scendere al mare. Continua
 

raka

Cronoman
12 Luglio 2007
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ai piedi di Plan di Montecampione,dove il Panta fe
www.teamextremebike.it
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Specialized Tarmac Sl4,in salita una favola
In allegato il racconto della 1001 miglia del mio compagno di squadra Plinio,che non essendo iscritto al forum (non ancora iscritto),ha dato a me il compito di inviare il diario della sua avventura.
Il taglio del racconto è decisamente agonistico e forse ai piu' puo' sembrare fuori luogo,ma conoscendolo posso capire che restando da solo per quasi la totalità del tracciato,abbia avuto bisogno di cariche adrenaliniche per poter portare a casa la "pellaccia."
Cordialmente colonnello Kurtz
 

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carlos

Apprendista Scalatore
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In allegato il racconto della 1001 miglia del mio compagno di squadra Plinio,che non essendo iscritto al forum (non ancora iscritto),ha dato a me il compito di inviare il diario della sua avventura.
Il taglio del racconto è decisamente agonistico e forse ai piu' puo' sembrare fuori luogo,ma conoscendolo posso capire che restando da solo per quasi la totalità del tracciato,abbia avuto bisogno di cariche adrenaliniche per poter portare a casa la "pellaccia."
Cordialmente colonnello Kurtz
A leggere il racconto mi sono ricordato dell'impresa compiuta dall'amico Paolo Laureti, ha ottenuto un'ottima posizione in una ultracycling in Austria,anche lui viene dalle rando,ove parlare di tempi ed addirittura ammiraglie sembra a dir poco strano,sono comunque d'accordo con te,mi sembra fuori luogo,ma non il racconto bensì il amico tuo in una randonnèe,ma se lui si è divertito va bene così,a me non ha dato nessun fastidio,certo se ama velocità e competizione non era nel posto giusto
 

carlos

Apprendista Scalatore
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Si pedala con il mare al fianco,e per chi come me al mare ci è nato e ci vive è già un bell’aiuto,incantevole il paesaggio che ci offre la riviera delle Cinque Terre,Marco e Graziano,i due amici livornesi fanno ne approfittano per scendere in spiaggia.La salita si fa sentire sono 1300 i km già fatti e fa davvero caldo,intanto da Castelnuovo in G. si è unito a noi Michel,un ciclista svedese dal fisico forse più adatto al rugby,alto quasi due metri per 120 kg,capelli lunghi e barba,praticamente per tutti è Sandokan,non parla molto,forse perché prima di incontrare me di italiano conosceva solo il termine cappuccino,adesso sa cosa dire quando incontra una bella donna e quando un automobilista non è gentile,con quel fisico può dire tutto a tutti,soprattutto a imparato quello che è il credo dei randonneurs,cioe né forte né piano …ma lontano.Ancora pasta a Deiva, ci serve, c’è da scalare il Bracco prima del controllo di Caselle.E’ in questo percorso che ci rendiamo conto che questa volta la 1001m è diversa dalle altre rando,ce ne rendiamo conto perché quando attraversiamo i paesi la gente ci guarda e ci saluta e se ci fermiamo si avvicinano e ci chiedono informazioni,dicendo che già da qualche giorno vedono passare ciclisti.E’ un segnale forte,è segno che si sono accorti di noi e magari tra non molto arriveranno i “bon route bon courage!”Il mio ginocchio per fortuna non mi tormenta più,adesso vado e spesso sono io a fare strada.Con il Bracco ci siamo lasciati alle spalle anche il traffico del mare ed in tutta tranquillità siamo a Casella Ligure,qui si continua a scherzare con i motociclisti delle motostaffette,ben otto su tutto il percorso,sentiamo di essere vicini alla meta,ma sappiamo che c’è di mezzo la notte,ed adesso non c’è più timore per la distanza o le salite,mancano 170km a Nerviano tra discese e pianure.L’aria della sera è stupenda non c’è neanche bisogno di coprirsi si va a tutta verso Castellania,ma ancora più veloci arrivano Marco Graziano ed una ragazza,ci uniamo a loro,parte un treno allegro e veloce,ma non dura, perchè improvvisamente un rumore forte ci fa capire che qualcosa non va,infatti le ksirium mavic di Michel che avevano retto fin qui i 120 km non hanno sopportato i violenti rilanci ed un raggio è partito.Se ricordo bene sono 20 raggi in alluminio, e sarà difficile sostituirne uno di sabato notte, così come sarà difficile andare aventi con un raggio in meno.Rimaniamo io e Giancarlo con Michel e da quel momento facciamo da vere e proprie balie all’amico svedese,avremmo avuto voglia di tirare un po’,l’adrenalina era alta,ma adesso insieme al raggio è come se si fosse rotto anche l’incantesimo,sappiamo che se ne salta un altro per Michel è finita, e sarebbe un vero peccato,visto che mancano meno di 150km.Una sosta in un bar un caffè per tutti ed un microsonno per me ci ricaricano un po’.Arrivare a Castellania e trovare le gigantografie del campionissimo è sempre emozionante, ma non ricordavo ci fosse da salire così tanto,poi una volta al controllo la soddisfazione è ancora più grande perché ad accoglierci è un campionissimo in carne e ossa:Fulvio Gambaro, nella scorsa edizione mi rifocillo con dei biscotti a Pitigliano e stavolta mi accoglie con il suo sorriso nell’ultima tappa prima di Nervino.Gli chiedo giustificazioni per la sua assenza in bici e lui me li da, e vi assicuro che sono validissime:è appena tornato dalla Germania,dove insieme ad altri 4 italiani a portato a termine una rando di 1550km sotto la pioggia.Non parla di tempi, mi dice solo,finischer tutti e cinque,con orgoglio per lui e per la squadra, e anche questo fa di Fulvio un grande capitano.Trovarlo lì è stata una spinta verso Nervino.Nerviano che io vorrei raggiungere già nella notte,ma Giancarlo consiglia qualche ora di sonno,dicendo che non ha senso trascinarsi a stento durante la notte ,quando possiamo ripartire brillantemente poco prima dell’alba,Mi convinco,soprattutto ricordando l’edizione 2008 e pensando che se la ruota di Michel cede,giorno o notte poco importa.Si riparte che è ancora buio,io sto davvero bene,ma ai miei due compagni evidentemente la sosta non è bastata, ed è davvero dura arrivare fino al primo bar aperto,così come è dura attraversare il ponte sul po in pavè con la già compromessa ruota.Il doppio caffè o la consapevolezza di essere davvero vicini al traguardo svegliano un po tutti,poi a pochi km dal ponte di legno,incontramo un ciclista “dei nostri” in senso opposto al nostro,ci urla di girare,ci dice che stiamo sbagliando,io sono certo di no,Giancarlo è un ottimo navigatore anche quando va in crisi, e le frecce a terre ci accompagnano sempre.Così lo convinciamo a seguirci,e presto ci accorgiamo che non abbiamo fatto male ad insistere,la strada è quella giusta e lui è un vulcanico piemontese con il quale si inizia a scherzare ed a parlare di vino.Vogliamo arrivare a Nerviano in piena forma,ed allora sosta al bar e via!!Pedaliamo nel verde,incrociando solo altri ciclisti che ci salutano e ci incoraggiano,c’è la nebbia,ed io che vengo dal sud penso:”min**ia,siamo proprio a Milano”, me la rido,ogni tanto penso alla ruota di Michel e penso che se dovesse cedere ora avrei il tempo di arrivare alla meta tornare indietro e prestargli la mia ruota.Secondo i miei calcoli mancano 10 km,no mi sbaglio sono 30,mi innervosisco,incontriamo due ciclisti,a modo loro gentili, ci dicono di seguirli che conoscono una scorciatoia,ed io penso che bisognerebbe essere dei feri fenomeni a fare 1610km per poi tagliar strada negli ultimi venti.Abbasso la testa vado,mi affianca una moto,penso eccone un altro,ma mi sbagliavo, è dell’organizzazione,nonostante il percorso sia segnalato ed il traffico non è poi così tanto è sicuramente meglio avere un supporto.Ci indica la strada e ci precede…10/ 5 km on importa,nella mia ultima rando (Londra 2009) mi era successo di tutto,essere all’arrivo della mia seconda 1001m mi ripagava di tutto(della Pina no) e c’ero quasi ,fossero stati anche 100 i km li avrei fatti a tutta…con gli occhi lucidi, senza voltarmi indietro!
 

carlos

Apprendista Scalatore
2 Novembre 2007
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Conversano BA
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Raccontino ….Ultima
Arrivo baci abbracci amici medaglia diploma gavettone doccia pasta.Saluto tutti,ringrazio tutti,saluto il patron Fermo Rigamonti al quale dico quello che speravo di dirgli fin dal momento in cui ho deciso di partecipare: COMPLIMENTI.
Dico complimenti perché ritengo sia stata una bellissima manifestazione frutto di un gran bel lavoro,lo dico senza esitare, così come nell’edizione precedente ed in altre occasioni non ho esitato a muovere le più aspre critiche,che a mio avviso non sono state del tutto ignorate,visto che i punti deboli,più criticati,sono diventati i punti di forza. Chapeau!
Ma per me non è ancora finita,ancora 1000km ..in auto,che con la buona compagnia di Giancarlo scorrono veloci.Sono a casa, una birra ci vuole,tra un po’ tornano dalla loro vacanza,la prima senza di me,ho due calamite per Saretta prese a San Gimignano,è la sua mania del momento,vado a prendere una rosa per mia moglie,il vino è già in fresco
 

TikMo

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4 Marzo 2008
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Canyon Aeroad CF - Shimano wh-rs80 c24 cl - Mavic Cosmic Sl
Raccontino ….Ultima
Arrivo baci abbracci amici medaglia diploma gavettone doccia pasta.Saluto tutti,ringrazio tutti,saluto il patron Fermo Rigamonti al quale dico quello che speravo di dirgli fin dal momento in cui ho deciso di partecipare: COMPLIMENTI.
Dico complimenti perché ritengo sia stata una bellissima manifestazione frutto di un gran bel lavoro,lo dico senza esitare, così come nell’edizione precedente ed in altre occasioni non ho esitato a muovere le più aspre critiche,che a mio avviso non sono state del tutto ignorate,visto che i punti deboli,più criticati,sono diventati i punti di forza. Chapeau!
Ma per me non è ancora finita,ancora 1000km ..in auto,che con la buona compagnia di Giancarlo scorrono veloci.Sono a casa, una birra ci vuole,tra un po’ tornano dalla loro vacanza,la prima senza di me,ho due calamite per Saretta prese a San Gimignano,è la sua mania del momento,vado a prendere una rosa per mia moglie,il vino è già in fresco

Una chiusura del racconto un pò nostalgica, avresti voluto per caso proseguire con le miglia????o-oo-o
 

TheByker

Pignone
2 Novembre 2008
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Bari
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De Rosa Tango
Raccontino ….Ultima
Arrivo baci abbracci amici medaglia diploma gavettone doccia pasta.Saluto tutti,ringrazio tutti,saluto il patron Fermo Rigamonti al quale dico quello che speravo di dirgli fin dal momento in cui ho deciso di partecipare: COMPLIMENTI.
Dico complimenti perché ritengo sia stata una bellissima manifestazione frutto di un gran bel lavoro,lo dico senza esitare, così come nell’edizione precedente ed in altre occasioni non ho esitato a muovere le più aspre critiche,che a mio avviso non sono state del tutto ignorate,visto che i punti deboli,più criticati,sono diventati i punti di forza. Chapeau!
Ma per me non è ancora finita,ancora 1000km ..in auto,che con la buona compagnia di Giancarlo scorrono veloci.Sono a casa, una birra ci vuole,tra un po’ tornano dalla loro vacanza,la prima senza di me,ho due calamite per Saretta prese a San Gimignano,è la sua mania del momento,vado a prendere una rosa per mia moglie,il vino è già in fresco


COMPLIMENTI....

devo dire che il racconto è fantastico....
 

ilfennec

Gregario
23 Luglio 2010
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Cannondale Synapse Hm
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Arrivo baci abbracci amici medaglia diploma gavettone doccia pasta.Saluto tutti,ringrazio tutti,saluto il patron Fermo Rigamonti al quale dico quello che speravo di dirgli fin dal momento in cui ho deciso di partecipare: COMPLIMENTI.
Dico complimenti perché ritengo sia stata una bellissima manifestazione frutto di un gran bel lavoro,lo dico senza esitare, così come nell’edizione precedente ed in altre occasioni non ho esitato a muovere le più aspre critiche,che a mio avviso non sono state del tutto ignorate,visto che i punti deboli,più criticati,sono diventati i punti di forza. Chapeau!
Ma per me non è ancora finita,ancora 1000km ..in auto,che con la buona compagnia di Giancarlo scorrono veloci.Sono a casa, una birra ci vuole,tra un po’ tornano dalla loro vacanza,la prima senza di me,ho due calamite per Saretta prese a San Gimignano,è la sua mania del momento,vado a prendere una rosa per mia moglie,il vino è già in fresco


Ragazzi,
i complimenti più sinceri e ammirevoli dal cuore...
una grande impresa...fisica e ancor di pù mentale!
BRAVI!
 

genannt vince

Scalatore
15 Aprile 2007
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bici, macchina, scooter: c'ho tutto!
... mi sembra fuori luogo,ma non il racconto bensì il amico tuo in una randonnèe,ma se lui si è divertito va bene così,a me non ha dato nessun fastidio,certo se ama velocità e competizione non era nel posto giusto

Carlos, scusa, perchè non era nel posto giusto? E quelli che hanno fatto tempi migliori dei suoi? Solo perchè lui ammette che ha tirato?
Finchè rientra nei tempi, minimi e massimi, chiunque "è nel posto giusto" in una Randonnee, o no?
Nella mia unica esperienza di Randonneur (600 VRV) ho notato che ognuno dà quello che ha, che nessuno vuole morire, che ci si concede delle piccole pause, ma che nessuno si risparmia: ho visto gente partire abbigliata come se partecipasse ad una Granfondo (nulla con loro se non quello che gli stava nelle tasche) e con ritmi da Granfondo.
L'importante è stare nelle regole, nei tempi, e divertirsi: credo che i puristi delle randonnee dovranno abituarsi ad infiltrazioni di granfondisti che, stanchi delle solite gare max di 200 km, vorranno allungare il percorso cercando di tenere ritmi molto alti. Non mi stupirei, e non mi opporrei, ad una evoluzione che in fondo può essere naturale. Sbaglio, Carlos?
 

carlos

Apprendista Scalatore
2 Novembre 2007
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Conversano BA
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Carlos, scusa, perchè non era nel posto giusto? E quelli che hanno fatto tempi migliori dei suoi? Solo perchè lui ammette che ha tirato?
Finchè rientra nei tempi, minimi e massimi, chiunque "è nel posto giusto" in una Randonnee, o no?
Nella mia unica esperienza di Randonneur (600 VRV) ho notato che ognuno dà quello che ha, che nessuno vuole morire, che ci si concede delle piccole pause, ma che nessuno si risparmia: ho visto gente partire abbigliata come se partecipasse ad una Granfondo (nulla con loro se non quello che gli stava nelle tasche) e con ritmi da Granfondo.
L'importante è stare nelle regole, nei tempi, e divertirsi: credo che i puristi delle randonnee dovranno abituarsi ad infiltrazioni di granfondisti che, stanchi delle solite gare max di 200 km, vorranno allungare il percorso cercando di tenere ritmi molto alti. Non mi stupirei, e non mi opporrei, ad una evoluzione che in fondo può essere naturale. Sbaglio, Carlos?[/QUOTE

Il mio riferimento all'amico Paolo che ha registrato ottimi tempi in una utracycling in Austria non era casuale,ma era un modo per far notare che chi è stanco delle solite gare max 200 km e desidera allungare il percorso, non solo tenendo ritmi alti ma gareggiando,con auto al seguito,scorta tecnica,intrugli che fanno "pooff"(mi pare) e dal colore indefinibile,bè per loro esistono già delle specifiche manifestazioni,dove alla partenza non trovi la dicitura ben visibile che cita:"queta è una randonnèe, non una gara".Sicuramente a parte l'organizzazione specifica lì troverebbero anche degni competitors.Parlare di evoluzione in questo caso mi sembra esattamente l'opposto della filosofia per il quale tutto il movimento Audax sta lavorando,basti pensare il progetto Road Sweet Road promosso dall'ARI,del resto se si pensa ai tempi e/o a nutrirsi di carne cruda a cosa servono suntuosi ristori ai controlli creati per promuovere il territorio?A cosa serve parlare di educazione stradale se pur di accorciare i tempi si passa a tutta con il semaforo rosso?testimonianza di un motociclista della staffetta)Dal racconto in questione non traspare la minima emozione per i paesaggi dei quali NOI abbiamo goduto durante lo splendido percorso.Per quanto riguarda chi è stato ancora più veloce ,lo ritengo fuori posto tanto quanto lui e tanto quelli che stanchi di scarsi ed umilianti risultati alle GF o altre gare cercano rivalse dove gara non c'è.Di soito sono comunque meteore che dopo la prima 600 o dopo una PBP scompaiono.Quindi hai ragione a parlare di infiltrazioni,ma ti prego non parlare di evoluzione,esiste già qualcosa di simile a quello che a quanto pare qualcuno crede siano le randonnèe, quindi non c'è bisogno di snaturare qualcosa che esiste da più di un secolo e ripeto si chiamano ultracycling .Ovviamente tutto ciò non scalfisce minimante la stima che ho nei tuoi confronti maturata nel tempo leggento i tuoi interventi,che spero di solidificare pedalando insieme in una RANDONNE'E, lo stesso dicasi per raka, che si è fatto portavoce del suo veloce amico, che tecnicamente sarà nel posto giusto,ma dalla filosofia è proprio lontano.In ogni caso è ovvio che non vi è niente di personaleo-o
 
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raka

Cronoman
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Carlos, scusa, perchè non era nel posto giusto? E quelli che hanno fatto tempi migliori dei suoi? Solo perchè lui ammette che ha tirato?
Finchè rientra nei tempi, minimi e massimi, chiunque "è nel posto giusto" in una Randonnee, o no?
Nella mia unica esperienza di Randonneur (600 VRV) ho notato che ognuno dà quello che ha, che nessuno vuole morire, che ci si concede delle piccole pause, ma che nessuno si risparmia: ho visto gente partire abbigliata come se partecipasse ad una Granfondo (nulla con loro se non quello che gli stava nelle tasche) e con ritmi da Granfondo.
L'importante è stare nelle regole, nei tempi, e divertirsi: credo che i puristi delle randonnee dovranno abituarsi ad infiltrazioni di granfondisti che, stanchi delle solite gare max di 200 km, vorranno allungare il percorso cercando di tenere ritmi molto alti. Non mi stupirei, e non mi opporrei, ad una evoluzione che in fondo può essere naturale. Sbaglio, Carlos?[/QUOTE

Il mio riferimento all'amico Paolo che ha registrato ottimi tempi in una utracycling in Austria non era casuale,ma era un modo per far notare che chi è stanco delle solite gare max 200 km e desidera allungare il percorso, non solo tenendo ritmi alti ma gareggiando,con auto al seguito,scorta tecnica,intrugli che fanno "pooff"(mi pare) e dal colore indefinibile,bè per loro esistono già delle specifiche manifestazioni,dove alla partenza non trovi la dicitura ben visibile che cita:"queta è una randonnèe, non una gara".Sicuramente a parte l'organizzazione specifica lì troverebbero anche degni competitors.Parlare di evoluzione in questo caso mi sembra esattamente l'opposto della filosofia per il quale tutto il movimento Audax sta lavorando,basti pensare il progetto Road Sweet Road promosso dall'ARI,del resto se si pensa ai tempi e/o a nutrirsi di carne cruda a cosa servono suntuosi ristori ai controlli creati per promuovere il territorio?A cosa serve parlare di educazione stradale se pur di accorciare i tempi si passa a tutta con il semaforo rosso?testimonianza di un motociclista della staffetta)Dal racconto in questione non traspare la minima emozione per i paesaggi dei quali NOI abbiamo goduto durante lo splendido percorso.Per quanto riguarda chi è stato ancora più veloce ,lo ritengo fuori posto tanto quanto lui e tanto quelli che stanchi di scarsi ed umilianti risultati alle GF o altre gare cercano rivalse dove gara non c'è.Di soito sono comunque meteore che dopo la prima 600 o dopo una PBP scompaiono.Quindi hai ragione a parlare di infiltrazioni,ma ti prego non parlare di evoluzione,esiste già qualcosa di simile a quello che a quanto pare qualcuno crede siano le randonnèe, quindi non c'è bisogno di snaturare qualcosa che esiste da più di un secolo e ripeto si chiamano ultracycling .Ovviamente tutto ciò non scalfisce minimante la stima che ho nei tuoi confronti maturata nel tempo leggento i tuoi interventi,che spero di solidificare pedalando insieme in una RANDONNE'E, lo stesso dicasi per raka, che si è fatto portavoce del suo veloce amico, che tecnicamente sarà nel posto giusto,ma dalla filosofia è proprio lontano.In ogni caso è ovvio che non vi è niente di personaleo-o
Sapevo perfettamente che avrei fatto storcere il naso ai puristi delle randonèè con il racconto del mio compagno di team.Purtroppo il racconto non rende esattamente il quadro del personaggio che lo ha scritto.Plinio (così si chiama l'autore dell'impresa) è agonista soprattutto con sè stesso,oltre che essere personaggio alquanto pittoresco,ma non è assolutamente un agonista sbruffone o peggio denigratore delle fatiche altrui.Lui compete con sè stesso,cercando di portare i suoi limiti sempre oltre.Sul mio esempio si è appassionato sempre piu' alle distanze lunghe e alle randonèè in particolare.Nel suo racconto non traspare,è vero,la descrizione del paesaggio e delle strade percorse,ma quando mi racconta del percorso e delle cose viste,vedo in lui la gioia per aver pedalato in luoghi sconosciuti e soprattutto in strade che hanno fatto la storia del ciclismo (mi ha mandato un messaggio alle 02.00 di notte scrivendomi in modo concitato che stava entrando a Castellana,paese natale di Coppi).
Scrivo tutto cio' non certo per giustificare la vena agonistica di Plinio,certamente fuori luogo quando si parla di corse NON competitive,ma per chiarire che il personaggio in questione è assolutamente un amante delle randonèè delle quali si è innamorato soprattutto per il carattere amatoriale e per la bellezza dei luoghi attraversati e per la solitudine delle pedalate immerse nel buio della notte.
Cordialmente colonnello Kurtzo-o
 

genannt vince

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bici, macchina, scooter: c'ho tutto!
....si chiamano ultracycling .Ovviamente tutto ciò non scalfisce minimante la stima che ho nei tuoi confronti maturata nel tempo leggento i tuoi interventi,che spero di solidificare pedalando insieme in una RANDONNE'E, lo stesso dicasi per raka, che si è fatto portavoce del suo veloce amico, che tecnicamente sarà nel posto giusto,ma dalla filosofia è proprio lontano.In ogni caso è ovvio che non vi è niente di personaleo-o

Ecco, ora definisco meglio le ultracycling.
Ovvio che non c'è nulla di personale, si chiacchiera! Ti ringrazio per la stima, che è reciproca, e sapessi che rammarico che ho nel non aver avuto il "coraggio" di iscrivermi alla 1001M. Nella testa c'era, mannaggia, ma poi ....
 

micronauta

Scalatore
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Randonneuse in titanio; Bianchi Infinito; Olmo "eroica" in costruzione
del resto se si pensa ai tempi e/o a nutrirsi di carne cruda a cosa servono suntuosi ristori ai controlli creati per promuovere il territorio?A cosa serve parlare di educazione stradale se pur di accorciare i tempi si passa a tutta con il semaforo rosso?testimonianza di un motociclista della staffetta)

quelli che stanchi di scarsi ed umilianti risultati alle GF o altre gare cercano rivalse dove gara non c'è.

Quindi hai ragione a parlare di infiltrazioni,ma ti prego non parlare di evoluzione,esiste già qualcosa di simile a quello che a quanto pare qualcuno crede siano le randonnèe, quindi non c'è bisogno di snaturare qualcosa che esiste da più di un secolo e ripeto si chiamano ultracycling .

Carlos IMHO ha centrato in pieno una serie di "nodi" abbastanza importanti.

Anzitutto bisognarebbe che a livello INTERNAZIONALE (non solo l'Italia è "colpevole" di avere snaturato questa disciplina, beninteso) si definisse con serietà il confine tra competizione ultracycling e randonnée, perchè a me sembra che le acque si siano confuse un po' troppo in questi ultimi anni. ;nonzo%

I regolamenti devono essere ben definiti. Nel mondo randonnée basterebbero alcuni semplici accorgimenti per disincentivare certi atteggiamenti. Non si può certo impedire a chicchessia di pedalare forte... se se lo può permettere, tanto meglio per lui/lei. Ma ad esempio si può penalizzare con severità quelli che per correre (dove, poi?) non rispettano il Codice della Strada (per inciso, spero che a quello "pizzicato" alla 1001Miglia gli abbiano fatto pelo e contropelo! :angrymod:). E quelli che sporcano in giro con le carte delle barrette. E poi IMHO bisognerebbe abolire una volta per tutte ogni forma di aiuto esterno. Autosufficienza per tutti, chiuso. Senza eccezioni. Niente bagdrop e auto al seguito per "viaggiare più leggeri", e niente camper privati per lavarsi, mangiare e dormire: si fa la coda ai controlli come tutti gli altri o ci si organizza con quello che si trova per la strada. Se vuoi mangiare la carne cruda entri in macelleria, poi vai dall'ortolano, ti compri la carne e il limone e ti prepari la tàrtara sul posto. Mica siamo alla RAAM o alla RATA, dove l'assistenza è addirittura obbligatoria: ma quelle almeno sono gare ultracycling dichiarate, e che cavolo. :rosik:

Però a chi organizza le randonnée fanno comodo i grandi numeri ed i relativi guadagni, e allora permettono anche agli ex agonisti in cerca di nuova gloria (attenzione, non voglio dire TUTTI quelli che provengono dalle gare/Granfondo: c'è gente forte che dalle competizioni è approdata al mondo delle rando con la giusta mentalità e umiltà, guadagnandosi la stima e il rispetto di tutti i randagi!) di venire, visto che "di là" non vincevano nulla, a inquinare l'ambiente delle randonnée non agonistiche con atteggiamenti e metodologie che niente hanno a che vedere con lo spirito Audax. Che poi io francamente non riesco a capire che sugo ci sia a scannarsi tanto in una randonnée dove UFFICIALMENTE non si vince niente... c'è qualcosa che non sappiamo?... Mah! ;nonzo%

Questo succede in Italia, ripeto, ma anche al di là delle Alpi le cose non vanno molto meglio: basti guardare il "carrozzone" che è diventato la "Parigi-Brest-Parigi", addirittura con limiti di tempo più stringati per invogliare la partecipazione degli "agonisti", e abuso di camper e auto di supporto al seguito. :cry
 

genannt vince

Scalatore
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bici, macchina, scooter: c'ho tutto!
... E poi IMHO bisognerebbe abolire una volta per tutte ogni forma di aiuto esterno. Autosufficienza per tutti, chiuso. Senza eccezioni. Niente bagdrop e auto al seguito per "viaggiare più leggeri", e niente camper privati per lavarsi, mangiare e dormire: si fa la coda ai controlli come tutti gli altri o ci si organizza con quello che si trova per la strada.

Ecco! Pur non avendo titolo ad esprimermi per mancanza di esperienza, credo che questo potrebbe essere quello che caratterizza le R: completa autosufficienza. Se poi, con gli stessi "handicap" di tutti gli altri riesci a tirare ed a fare tempi notevoli, bravo, sei un randonneur più veloce degli altri!
 

micronauta

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Randonneuse in titanio; Bianchi Infinito; Olmo "eroica" in costruzione
Ecco! Pur non avendo titolo ad esprimermi per mancanza di esperienza, credo che questo potrebbe essere quello che caratterizza le R: completa autosufficienza. Se poi, con gli stessi "handicap" di tutti gli altri riesci a tirare ed a fare tempi notevoli, bravo, sei un randonneur più veloce degli altri!

Ok. Qui però non si tratta di "handicap" o "essere randonneur più veloce", semplicemente perchè questi sono concetti che... non debbono proprio esistere nelle randonnée. :) Io volevo solo rimarcare il fatto che certe "comodità" da ultracycler agonista IMHO dovrebbero restare fuori di qui DA REGOLAMENTO. Altrimenti si snatura del tutto un mondo che nasce coi valori dell'audacia, della sfida alla natura e a se stessi, della perseveranza e dell'autosufficienza. o-o
 

carlos

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@Micronauta
Carlos IMHO ha centrato in pieno una serie di "nodi" abbastanza importanti


Passami la presunzione,ma vista la tua esperienza e lo stile con il quale vivi le randonnèe,cosa che ti ha fatto guadagnare stima in tutto il mondoramdo ,sicuramente più di quella conquistata dai colleghi più veloci,ero certo che non potevi pensarla diversamente.Non cambiare maio-o
 

micronauta

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Passami la presunzione,ma vista la tua esperienza e lo stile con il quale vivi le randonnèe,cosa che ti ha fatto guadagnare stima in tutto il mondoramdo ,sicuramente più di quella conquistata dai colleghi più veloci,ero certo che non potevi pensarla diversamente.Non cambiare maio-o

Mi sono fatta la pipì addosso dall'emozione, aspetta che asciugo... :mrgreen:

A volte fatico un po' a comprendere tutti questi complimenti. Forse questo "successo" (chiamiamola simpatia, è meglio) che mi deriva dai racconti che pubblico sul mio blog arriva dal fatto che, in un mondo di fenomeni, io rappresento gli "sfigati" delle rando: quelli atleticamente normo-dotati che viaggiano carichi come somari, non vogliono approfittare delle facilitazioni dell'organizzazione, non usano il GPS (io ancora per poco... hi hi!) e qualche volta si perdono, e sono in perenne guerra con il sonno e il tempo limite. Sono il Paperino delle randonnée: lotto, sbuffo, qualche volta mi arrabbio e qualche volta non ce la faccio, ma quando CE LA FACCIO è soddisfazione vera... E che soddisfazione! o-o
 

femfem

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... Autosufficienza per tutti, chiuso. Senza eccezioni. Niente bagdrop e auto al seguito per "viaggiare più leggeri", e niente camper privati per lavarsi, mangiare e dormire: si fa la coda ai controlli come tutti gli altri o ci si organizza con quello che si trova per la strada. Se vuoi mangiare la carne cruda entri in macelleria, poi vai dall'ortolano, ti compri la carne e il limone e ti prepari la tàrtara sul posto.

Su questo sono perfettissimamente d'accordo ! o-o