Felix210880, io posso dirti che mi ci sono voluti almeno 15 anni per capire come vestirmi d'inverno. In 15 anni sarà pur vero che ci sono stati progressi nell'abbigliamento tecnico, ma ho dovuto comunque fare un lungo percorso di esperienze che sono diventate via via sempre meno negative, prima di capire quali principi dovessi seguire nella scelta dell'abbigliamento.
Premesso che la sensibilità al freddo è molto soggettiva (io, ad esempio, soffro molto il freddo a mani e piedi) e quindi non possono esserci consigli validi per tutti, potrei
riassumere così la mia personale esperienza.
1) vestirsi troppo poco o troppo può rovinare un'uscita (a me è capitato diverse volte): meglio essere sempre aggiornati sulle previsioni meteo, e non improvvisare; meglio sarebbe avere delle combinazioni di abbigliamento già collaudate e standardizzate in funzione del range di temnperatura con il quale si deve uscire.
1bis)Ho letto da qualche parte che peggio del brutto tempo c'è solo il cattivo abbigliamento: anche vestirsi con abbigliamento mal progettato o realizzato può compromettere il divertimento di uscire in bicicletta, per cui, se proprio si è intenzionati a non fermarsi in inverno, ci si deve rassegnare a considerare l'abbigliamento invernale non come un optional o un lusso, ma come parte indispensabile della dotazione del ciclista "all-weather", a pari livello della bicicletta; non ci si deve stupire di arrivare a spendere cifre paragonabili a quelle necessarie per acquistare una bici (magari entry level). Il ciclismo resta fondamentalmente uno sport stagionale per chi abita in zone dove l'inverno è davvero tale, e per farlo diventare uno sport non stagionale occorre adottare soluzioni tecnicamente molto valide, altrimenti è meglio andarsene a correre a piedi o a nuotare in una piscina al coperto (non cito lo sci di fondo, perché chi ha la possibilità di praticarlo regolarmente non dovrebbe certo rimpiangere la bicicletta).
2)Nelle stagioni di mezzo o nel dubbio, meglio portarsi una mantellina tascabile, oppure puntare sulla "componibilità": se c'è una buona probabilità che diventi più caldo strada
facendo, meglio una combinazione maglia+manicotti+gilet che un giubbino intero.
3)Meglio pochi strati buoni che molti strati mediocri: andare in bicicletta tutti infagottati non è certo piacevole, limita la libertà di movimento e aggrava eventuali problemi di forte sudorazione e scarsa traspirazione dei tessuti indossati, che tendono a inzupparsi creando uno sgradevolissimo e pericoloso effetto di congelamento alla prima discesa; in passato ho combinato anche 4 strati dei materiali più disparati, ma ora al massimo porto tre strati sul busto e due sulle braccia.
4)L'abbigliamento intimo è altrettanto importante quanto l'abbigliamento esterno: meglio un solo strato adeguato alla temperatura che troppi strati adatti a temperature superiori; io mi trovo molto bene con le maglie a maniche lunghe Craft, sotto alle quali se è molto freddo metto una maglietta a maniche corte a rete Outwet.
5)Per il giubbino, consiglio di scegliere modelli con il taglio più anatomico possibile, ovvero maniche precurvate, davanti corto e dietro lungo, in modo che nella posizione "race" non si creino sacche d'aria e parti svolazzanti che peggiorano l'effetto di freddo nelle discese. Ho notato negli anni un generale miglioramento del taglio dei giubbini un po' per tutte le marche, e devo dire che il top in questo aspetto è (ahimé...)
Assos; ho avuto giubbotti Biemme, Briko,
Nalini, Parentini,
Santini,
Castelli e Gore Bike Wear, e questi due ultimi sono buoni, ma non sono al livello di Assos; ho una giacca Assos FuguJack che ho trovato a un ottimo prezzo perché è il modello di qualche anno fa, e posso dirvi che è come un guanto, ma solo quando si è sulla bicicletta; in piedi, tira sul davanti ed è larga sulla schiena, ma quando ci si mette sulla bici calza a pennello, con le maniche ben lunghe e aderenti e il dietro che copre anche le natiche; inoltre, al contrario dei capi in Windstopper, è elasticissima in tutte le direzioni.
6)Calzamaglia: di solito la zona più esposta al freddo è quella delle ginocchia, comunque non considero la calzamaglia un componente critico dell'abbigliamento invernale; basta che abbia una buona termicità (superroubaix va bene), ma soprattutto che sia della taglia giusta, aderente e senza pieghe; meglio se ha il sottopiede: non si rischia di avere delle piccole zone non ben coperte al livello della caviglia; non mi piacciono molto le calzamaglie rivestite di tessuti tipo Windstopper o Windtex, che solitamente riducono l'elasticità tipica e indispensabile dell'indumento; unica eccezione (aridàie...) è Assos, che fa calzamaglie invernali eccezionali, grazie alla superiore elasticità del tessuto antivento utilizzato e alla progettazione della zona del ginocchio.
7)Per chi soffre di freddo a mani e piedi (come me) non posso fare altro che consigliare di PUNTARE PIU' IN ALTO POSSIBILE e PRIMA POSSIBILE. Cosa intendo ? Intendo dire di non illudersi di rimediare con la stratificazione o altri espedienti come gli inserti riscaldanti. Anni fa io mettevo calzettoni sottili, calze termiche antivento, scarpini e copriscarpe, ma dopo un'ora avevo i piedi congelati, senza considerare l'aggravante della riduzione di mobilità dei piedi dovuta a tutta quell'imbottitura; usavo due o tre paia di guanti ed entro i primi 10 minuti avevo già le mani gelate, con conseguente voglia matta di girare e tronarmene a casa. Ci ho messo un bel po' a capire, ma finalmente ho scoperto le scarpe invernali, che indosso con le sole calze spesse di
lana merino: ne vale davvero la pena, posso garantirlo (io ho le
Northwave Fahrenheit GTX, ma penso che ce ne siano altrettanto buone di altre marche).
8)Altro suggerimento: a meno che abbiate la possibilità e il tempo di recarvi in negozi seri e ben forniti, bisogna considerare gli acquisti online, nonostante che non si possa
toccare con mano prima di comprare, che si possa sbagliare taglia, ecc. Io ho trovato soluzioni davvero valide per risolvere il problema del freddo alle mani solo vincendo la mia riluttanza a fare acquisti sul web. Posso affermare che con un paio di guanti Sugoi Firewall XT a 5 dita (ma c'è anche il modello a 3 dita Firewall Z) adesso riesco a uscire per 3 ore con temperature intorno (ma anche sotto) allo zero senza patire le pene dell'inferno: non ho certo le dita bollenti, ma comunque fredde in modo sopportabilissimo. Anche qui vale il solito discorso: costano un bel po', ma se si evita di passare per soluzioni palliative intermedie e si punta subito al meglio, alla fine si spende meno.
Mi si perdoni la lungaggine; volevo solo dare suggerimenti generali, ma non ho potuto fare a meno di citare anche le marche che ho sperimentato personalmente; ovviamente la mia esperienza è tuttora limitata, per cui ritengo che esistano altre soluzioni magari anche più valide e che io non ho ancora provato. Ribadisco la soggettività della questione.