Malore Riccò

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Se mi inverti le % sono daccordo con te:
70% reale
30% psicologico

Quando avevo 15 anni (circa 30 anni fa) le migliori partite di calcio che ho fatto furono quelle in cui prima della partita ci davano delle pasticche per andare forte. Ho scoperto dopo che si trattava di pasticche di semplice destrosio. Eppure si correva da matti..

Esempio direi calzante direi. Su le percentuali poi possiamo discutere, a seconda anche della pratica dopante e del soggetto, ma che dietro ad un incremento farmacologico ci puo' essere anche uno psicologico possiamo convertire non trovate?
Lorenzo
 

ALEXNAPOLI

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lollo il discorso di tua moglie fila infatti sino al 1985 era una pratica che facevan tutti si dice che moser lo abbia fatto x il record dell'ora e se non sbaglio c'era il dottor sassi poi han capito che i rischi x la salute erano superiori ai benefici sportivi ed allora stop!
 

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Esempio direi calzante direi. Su le percentuali poi possiamo discutere, a seconda anche della pratica dopante e del soggetto, ma che dietro ad un incremento farmacologico ci puo' essere anche uno psicologico possiamo convertire non trovate?
Lorenzo

stiamo parlando di ragazzi abituati a correre e a credere nei propri mezzi... non di amatori che non si conoscono... io non parlerei di doping come aiuto psicologico...
 

928w

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stiamo parlando di ragazzi abituati a correre e a credere nei propri mezzi... non di amatori che non si conoscono... io non parlerei di doping come aiuto psicologico...

Ad un giro della Toscana femminile parlando con dei massaggiatori mi hanno confidato che spesso questi ragazzi sono pieni di insicurezze e di ansie e loro spesso piu' a parole che con massaggi aiutano l'atleta nella prestazione finale.
Lorenzo
 
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l'autoemotrasfusione una volta era più sicura direi,l'hanno vietata per la salute degli atleti perchè si prelevavano il loro sangue ma poi chissà come veniva lavorato con medicine e varie prima di essere di nuovo trasfuso.
finchè ti mettono sangue tuo o di un'altra persona non succede nulla ma se ti mettono sangue con "droghe" forse i tuoi reni e fegato vanno a putt..e..
 

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finchè ti mettono sangue tuo o di un'altra persona non succede nulla

attento con queste affermazioni...

l'autoemotrasfusione causa un aumento pressoché immediato della massa eritrocitaria (entro 48 ore dalla reinoculazione si assiste ad un incremento medio dell'emoglobina plasmatica dall'otto fino al 15%).

il rischio di tale pratica è quello di coaguli che vadano a creare problemi di infarti ed ictus.

reintroducendo sangue proprio si alterano anche i livelli di ferro, con il rischio che questo si accumuli causando dei sovraccarichi negli organi di deposito, che guardacaso sono reni, fegato, milza e pancreas.
 
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Cervelo R3
- Tommaso Lorenzini di Libero interviene sulla vicenda doping del corridore da cui tutto il mondo del ciclismo si sta smarcando.
Facile scaricare Riccò adesso, tutti sono responsabili
La mela è marcia solo quando viene a galla. Finché sta nel gruppo nessuno sente la puzza, tantomeno c’è qualcuno che trovi il coraggio di dire «hey, signori, qui c’è qualcosa che non va». Troppo facile scaricare Riccò adesso, troppo comodo spedirlo con biglietto di sola andata sulla Luna, troppo meschino tener su il muro dell’omertà per poi aprirci uno spiraglio (a orologeria) solo per gridare al disperato di Formigine “quelli come te non li vogliamo”.
Venuta fuori la verità, il gruppo si compatta e diventa plotone, ma d’esecuzione. Dal Qatar, dove è in corso il Giro dell’emirato, la vicenda fa spazio a commenti inequivocabili. «Arrivederci Riccardo! Non ci mancherai!», esclama Manuel Quinziato dalla sua pagina di Twitter. «C’è un limite a tutto. Riccardo l’ha ampiamente superato», spiega il campione d’Italia Giovanni Visconti. «I danni che Riccò causa al ciclismo sono enormi», ha detto invece Filippo Pozzato, sull astessa linea di Daniele Bennati, che almeno sottolinea: «La cosa più importante è recuperare Riccò come persona». Il belga Leif Hose dice di «non essere sorpreso», e secondo il direttore sportivo di HTC-Highroad, Valerio Piva, Riccò è «malato» e «non merita più una seconda chance».
Dalle pagine del quotidiano francese L’Equipe, invece, arrivano le parole dello svizzero Fabian Cancellara. «Penso che dovremmo mandarlo sulla Luna», tuona il campione olimpico, recentemente al centro del caso-motorino nascosto nel telaio della sua bici. «Questo genere di persone non capiscono cos’è la vita. Chi è un idiota per una volta è un idiota per sempre. Mi dispiace per la sua salute, ma in un certo senso si è creato da solo questo problema. E adesso fa sembrare scorretti noi ciclisti», aggiunge.
Eddy Merckx, storico campione del ciclismo, presente al Giro del Qatar, ha reagito alla vicenda Riccò con un silenzio e poi un lungo sospiro. Più o meno quello avrebbe dovuto fare nel ’69 al microfono di Zavoli...
Sul tema si è espresso addirittura Alberto Contador, alle prese con una probabile condanna per clenbuterolo durante l’ultimo Tour: «Mi sembra una follia».
Ma la vera follia è forse un’altra. I colleghi potevano non sapere? È difficile immaginare che i professionisti non sappiano distinguere quanti si concedono a pratiche illecite pur di vincere da chi sputa sangue ma si ostina a restare pulito. Se nessuno ha saputo riconoscere in Riccò un disadattato da aiutare, oppresso dalla necessità di barare, i casi sono due: o c’è omertà generale, oppure il Cobra doveva fare l’attore, altro che il ciclista.
Dunque lascia allibiti il fatto che nessuno abbia capito le difficoltà e la recidività di Riccardo (anche quei dirigenti che si sono fatti fotografare accanto a lui per certificarne il rilancio); fa terrore che Ettore Torri, capo della Procura Antidoping del Coni, sia stato crocifisso quando si è permesso di dire che «tutti i ciclisti sono dopati, sarebbe da legalizzare»; paradosso, sotto controllo medico Riccò non si sarebbe mai sognato di iniettarsi sangue avariato.
E fa male osservare come Ivano Fanini sia stato epurato dal “ciclismo che conta” per aver scoperchiato il calderone doping ed aver sempre ricordato che, prima che al movimento, questi ragazzi fanno male a loro stessi.

La realtà è che i controlli non funzionano. Se uno come Riccò con il passato ancora ben presente che si ritrova (squalifica di 20 mesi per Cera; la fidanzata Vania Rossi positiva alla stessa roba e poi prosciolta dopo le controanalisi; il fratello di lei, Enrico, arrestato il 21 settembre scorso per traffico illecito di sostanze dopanti) si permette tranquillamente di tenere per 25 giorni - 25! - una sacca di sangue in frigo fra piselli e patate, significa che è completamente certo di farla franca. E dunque l’imputato non può e non deve essere solamente lui.
Poche le certezze da cui ripartire. Le condizioni di Riccò «continuano a migliorare», dicono al Nuovo Ospedale Civile S. Agostino Estense di Modena dove è ricoverato. «Ha trascorso una notte tranquilla» e visto il costante miglioramento, i medici hanno «deciso di sciogliere la prognosi». Il tutto mentre ieri i Nas perquisivano la sua abitazione di Serramazzoni senza trovare apparentemente nulla di strano.
 

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Lorenzo

si vabbè, ma sono donne... :mrgreen: le donne si sa che sono insicure... il rischio di farsi fotografare a fine tappa con un fondotinta sbagliato è un'onta che non potrebbero sopportare... :mrgreen:

ok, comunque può essere.
 

frenky

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23 Gennaio 2009
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Sembra che si sia ripreso, la cosa più importante è che l'essere umano se la sia cavata, anche l'atleta, ma ha che prezzo!
certo che comunque questi sono un po vittime di un sistema, che li trascina in un baratro, sin da ragazzini vengono strappati dalla scuola, e lavoro, e spinti da stregoni/o pseudo tali, a volte anche genitori incoscienti, a restare solo /soli, nel mondo dello sport/ciclismo, convincendosi, o facendosi convincere, che quello è il loro unico mondo, dove possono essere/diventare qualcuno, estraniandosi dal resto.
L' unico problema è uscirne, ma ci vuole una testa forte e cosciente, ma non mi pare di vederne molte nell'ambiente, visto il non cambiamento.
Comunque io paragono il doping ne più ne meno come la droga, alla fine si diventa tossicodipendenti in entrambi i casi, e venirne fuori è molto dura......

Speriamo che non sia un'altra storia alla Pantani...........
 

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guardate che qua nessuno viene strappato da nulla. uno può scegliere di vivere di sport, ed avere un buon tenore di vita, una bella auto, dei soldi... oppure può andare a lavorare in fabbrica come fanno la maggior parte dei giovani. ma non è che lo "strappano"... è lui che decide di farsi strappare.
 

frenky

Apprendista Velocista
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Si scusa, ma più che strappati, vengono spinti/convinti, non tutti ovviamente.

io finora non ho mai sentito di genitori che strappano il loro figlio da scuola anzitempo per metterlo a fare carriera su una bicicletta da corsa...

Dipende sempre dalle qualità del figlio, e dalle non qualità dei genitori o di chi lo segue.
Comunque mi pare che di ciclisti laureati diplomati ce ne siano ben pochi.
 

lollo

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è molto sottile infatti la differenza... fatto sta che le prime sono sostanze che vengono introdotte per alterare la condizione del nostro corpo, mentre le seconde sono volte unicamente a ripristinare i livelli necessari al buon funzionamento dell'organismo abbassatisi durante l'allenamento.

Non vorrei andare OT (su un discorso lungamente dibattuto, tra l'altro) ma una trasfusione con il proprio sangue la si fa proprio per ripristinare i livelli necessari al buon funzionamento.
Esempio: prima di una corsa a tappe ti levi il sangue e lo metti da parte. Quando sei in gara e sei stanco dopo la prima settimana (e sei stanco anche fisiologicamente e i tuoi valori di emoglobina si sono abbassati) allora prendi il tuo sangue con i valori normali e lo rimetti in circolo per rialzare cio' che si è abbassato durante l'attività fisica. Se ci pensi bene la stessa cosa la si fa con le vitamine. Vengono usate per riportare i valori alla normalità dopo un'intensa attività fisica.

Ovvio, pero', che fare una trasfusione fa più effetto, senza dimenticare i rischi associati che non sono pochi, di una pasticca effervescente di vitamine. Ma sono sicuro al 2000% che se una pasticca effervescente (per di più fatta con roba tua e niente roba chimica) potesse permettere di fare un'autotrasfusione la farebbe il 99% della gente qui dentro, anche quelli che pedalano 2000km l'anno.

Anni fa, un medico mi propose di fare un prelievo, farlo ossigenare e per poi reiniettarmelo. Percio' ancora peggio (a livello filosofico, perché a livello pratico si trattava di quantità decisamente minori di una "sacca") di una autotrasfusione perche' il sangue veniva "trattato" prima di essere reimmesso. Pratica allora legalissima tanto che ci pensai qualche minuto. Poi decisi che non ne valeva la pena, ma se lo avessi fatto non mi sarei sentito dopato (forse sbagliando, boh!) ma sicuramente non ne avrei fatto mistero con i miei amici-compagni e/o avversari.
 
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il rischio di tale pratica è quello di coaguli che vadano a creare problemi di infarti ed ictus.

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hai ragione ma se hai il sangue con ematocrito basso e fai un rattoppo forse non fa nulla,non credo si sia messo 2lt di sostanza.a causa di una frattura scomposta del femore ho ricevuto 2 sacche di trasfusioni e non ho avuto danni collaterali sono passati quasi 6 anni.
 

lollo

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io finora non ho mai sentito di genitori che strappano il loro figlio da scuola anzitempo per metterlo a fare carriera su una bicicletta da corsa...

Quando ero in 3a alle superiori c'era un mio compagno di classe che pedalava e andava benino. Suo padre era molto "pressante" e finito l'anno scolastico (positivamente perché a scuola era bravo) si decise che doveva puntare a diventare un vero corridore. Divenne compagno di squadra di F. Sacchi nella Passerini da junior e non vece nulla di ché. Perse un anno di scuola dove ci ritorno' con un anno di ritardo.
 

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Maglia Iridata
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Anni fa, un medico mi propose di fare un prelievo, farlo ossigenare e per poi reiniettarmelo. Percio' ancora peggio (a livello filosofico, perché a livello pratico si trattava di quantità decisamente minori di una "sacca") di una autotrasfusione perche' il sangue veniva "trattato" prima di essere reimmesso. Pratica allora legalissima tanto che ci pensai qualche minuto. Poi decisi che non ne valeva la pena, ma se lo avessi fatto non mi sarei sentito dopato (forse sbagliando, boh!) ma sicuramente non ne avrei fatto mistero con i miei amici-compagni e/o avversari.

non è sempre stato vietato? ;nonzo%
cmq tua moglie mi sa che ha centrato il "problema"
 
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