L'analisi di Cassani sulla roubaix.
Io mi trovo sempre d'accordo con cassani e voi???? :-)
"Soltanto i grandi hanno la facoltà di trascrivere la Parigi Roubaix nel loro libro dei sogni
Anche quest anno l ha vinta un grande, un grandissimo e nessuno può dire il contrario: Johan Van Summeren è alto 1.97 E nato a Lommel una città di 30.000 abitanti nella provincia fiamminga del Limburgo il 4 febbraio del 1981.
I genitori entrambi medici avrebbero preferito una carriera manageriale magari ad Hong Kong come la sorella ma lui ha scelto la bicicletta. . A 22 anni, vince la Liegi Bastogne Liegi per dilettanti e conquista la medaglia dargento al Campionato del Mondo under 23, . Passa professionista e si rende conto che vincere non è poi cosi facile. In 7 anni vince una tappa e la classifica finale del giro di Polonia. Stop
Cinque anni alla Lotto due in
Garmin. La corsa che gli riesce meglio è la Parigi Roubaix. 8° nel 2008 e 5° nel 2009 correndo per gli altri . Eh già
mi ero dimenticato questo particolare: Van Summeren è un gregario uno dei migliori
Subito dopo il traguardo ha detto: Questa vittoria non mi cambierà la vita e tornerò a fare quello che ho sempre fatto: lavorare per gli altri
Lo ricordo nel 2009, Van Summeren che tira per Hoste. Nonostante i tanti km al vento arriva 5° ad una manciata di secondi dal suo capitano.
Ho ancora in mente le immagini della Milano Sanremo di qualche settimana fa. Hushovd cade. Van Summeren si ferma, gli passa la ruota e lo spinge perché in quel momento è lunica cosa utile che puo fare. Ora avete capito perché il campione del mondo non ha tirato un metro quando Cancellara è partito?.
Ma non rispetta la maglia di campione del mondo urlano i detrattori.
E vero che alla Tirreno Adriatico ha sgobbato per Farrar e alla Roubaix ha pensato a Van Summeren dimostrandosi un gregario modello ed è proprio per questo che ha tutta la mia ammirazione. Ha buttato a mare la possibilità di vincere la corsa dei suoi sogni per rispettare un compagno di squadra. Poteva fregarsene, dare due cambi a Cancellara ma pensava e sperava che tra quelli davanti Johan fosse il più forte e lha rispettato.
Il più forte è stato come al solito Cancellara ma senza squadra, nel ciclismo di oggi, non si va da nessuna parte. Per lui il problema è stata lassenza di Boonen perché si è trovato con un alleato in meno. Se il belga non fosse caduto la corsa sarebbe stata diversa
A proposito
è stato sfortunato, è vero, ma a volte se le cerca. La foresta di Arenberg lha cominciata in 40° posizione,.troppo dietro ed è forse anche per recuperare posizioni che ha avuto problemi meccanici che lhanno appiedato. E dire che nonostante il ritardo era riuscito a rientare. Ma cade e si ritira. Ecco la dinamica: perde la borraccia che si incastra tra telaio e ruota posteriore provocando un brusco rallentamento e conseguente tamponamento da parte di un altro corridore. Sarebbe stato sufficiente sostituire il porta borraccia in carbonio con quello in alluminio piu idoneo al pavè e la caduta sarebbe stata evitata perché le bidon, detto alla francese, non sarebbe uscito. A volte sono i particolari che fanno la differenza.
Parlavo di Cancellara: ha sbagliato i tempi.Un po di cronaca ci aiuta a capire cosa è successo.
Prima del pavè, a 160 km dallarrivo vanno in fuga una decina di corridori tra cui Greipel e Tjallingi. Non guadagnano tanto e la situazione, per quelli dietro è sotto controllo.
La foresta di Arenberg è a un ottantina di km dal traguardo, solo Lars Boom attacca,ma senza successo.
Subito dopo parte all inseguimento dei primi 10 un drappello di corridori tra cui:Guedons, Van Summeren, Rast, Degemkolb, Quinziato, Bak che va a riprendere i primi
Ai meno 50 km sono una ventina con 1.30 sul gruppo dei favoriti. E chi tira dietro? La Leopard naturalmente. Ma sono solo 2 e scoppiano presto. Se fossero riusciti a organizzarsi prima la corsa sarebbe potuta cambiare.
Sul pavè di Mons en Pevele Cancellara parte. Solo Hushovd e Ballan resistono.ma non tirano un metro. Quando sono a soli 25 si ferma, si arrabbia., si rialza. Ma a quel punto sarebbe stato meglio tirar dritto, erano li, a pochi secondi.
Hushovd aveva Van Sumeren e Ballan Quinziato ma credo che entrambi avessero una paura terribile di farsi staccare.Van Summeren offriva maggiori garanzie rispetto a Quinziato questo è vero ma allora perché quando rientra Van Marck si mette a tirare?
Mi ero dimenticato di dirvi che Van Summeren fino a 2 giorni prima della Roubaix era tra le riserve a causa di un dolorino al ginocchio, almeno questa è la versione ufficiale, non era stato schierato al Giro delle Fiandre e solo dopo la ricognizione del venerdi ha avuto la certezza di correre.
Per me cè lo zampino di Van Peteghem ex compagno di squadra di Van Summeren, grande esperto di queste corse arruolato dalla Garmin solo per Fiandre e Roubaix.
E lui che conoscendolo molto bene potrebbe avere consigliato ed è lui che , credo, abbia optato per questa tattica cioè innervosire Cancellara, tenendo Hushovd sempre alla sua ruota e non lasciare troppo spazio ai fuggitivi. Tornando a Ballan invece penso che non avesse la concentrazione giusta. Lesempio è questo: parte lo svizzero, Hushovd a ruota e Ballan? Non cè. Allora è scoppiato. Niente affatto, arriva. Clasico esempio di un corridore che ha gambe ma non cè con la testa e il motivo lo sappiamo tutti: linchiesta di Mantova.
La Garmin non sbaglia nulla. Sono stati perfetti fin troppo.Sembrava quasi che volessero che Cancellara andasse a riprendere i primi naturalmente con Hushovd a ruota cosi da poterlo eventualmente battere in volata. Hanno giocato bene le loro carte sapendo di non avere lasso di briscola. Dico questo perché prima Van Marck poi Rasch hanno sempre tenuto la fuga a 1 secondo piu secondo meno.
Al Carrefour de lArbre Van Summeren se ne va e questa si poteva prevedere ma non capisco perché Cncellara abbia atteso gli ultimi 500 metri per partire e non labbia fatto prima. Aveva un minuto di ritardo, quel tratto di pavè tra i piu difficile misura 2000 metri e se avesse allungato prima forse poteva andare e riprendere Van Summeren. È stanco anche lui allora ma poi parte e stacca tutti a 3 km dallarrivo arrivando a riprendere tutti tranne Van Summeren. Mi do solo una spiegazione:la pressione che ti porta a sbagliare, piccoli errori ma decisivi.
Per il corazziere di Lommel una cosa è certa. Ha vinto la Roubaix, ha fatto felice il papà anche se non ha scelto la carriera manageriale a Hong Kong e Jasmine, la sua fidanzata, prima di salire sul podio gli ha chiesto di sposarla. Tornerà a fare il gregario questo è sicuro ma la sua vita almeno un po cambierà e da domenica scorsa Johan Van Summeren è un grande e non solo per l altezza"