Il dispendio energetico non è una variabile dipendente dalla frequenza cardiaca, bensì è il contrario: la frequenza cardiaca è il modo soggettivo in cui il fisico reagisce alla somministrazione di una intensità (l'intensità è la potenza; la potenza è il lavoro nell'unità di tempo; il dispendio energetico è il lavoro totale).
Nel ciclismo, l'intensità è data dalla potenza, espressa in Watt. Il dispendio energetico, a prescindere dalle formule utilizzate, sarà sempre direttamente proporzionale al prodotto fra watt medi e tempo sostenuto. Se consideriamo l'equazione da un differente punto di vista, notiamo che è più forte l'atleta che, nell'unità di tempo, riesce ad avere un maggior dispendio energetico (perché esprime più watt; ok entrano in gioco anche rapporto potenza peso ecc...cerchiamo di semplificare...per carità non facciamo partire la discussione su questo...).
Nella corsa a piedi e in pianura, l'intensità è data dalla velocità, e il dispendio energetico è dato da km*kg. Ragionando come sopra, a parità di peso corporeo, è più forte l'atleta che nell'unità di tempo ha il maggior dispendio energetico (perché percorre più km).
Nelle considerazioni appena svolte si considera la performance in modo oggettivo, indipendentemente dalla FC. Essendo la FC il modo soggettivo in cui il fisico reagisce alla somministrazione dell'intensità, ne consegue che, a parità di intensità, sarà tanto più bassa quanto più è forte l'atleta.
In conclusione, volendo fare il confronto fra bici e corsa
- a parità di intensità tale da produrre uno stesso dispendio energetico nell'unità di tempo, il soggetto avrà FC più bassa nella disciplina in cui è più forte
- se le FC sono uguali, il soggetto consumerà di più nella disciplina in cui è più forte
E' vero che il dispendio energetico dipende dalla quantità di masse muscolari coinvolte, ma perché? Semplicemente perché il coinvolgimento di più masse muscolari consente di produrre più lavoro.