le 6 cifre misteriose del codice a barre

michael_alessi

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sono sempre più numerosi i consumatori che vogliono comprare soltanto cibi italiani perché li considerano più affidabili e di maggiore qualità ma non tutti sanno che anche se il negoziante (supermercato etc.), non scrive chiaramente la provenienza, c'è il famoso codice a barre che identifica il prodotto.

nello specifico se le prime 2 cifre sono rispettivamente "8" e "O" il prodotto dovrebbe essere italiano. dico dovrebbe perchè si è poi scoperto che le due cifre indicano in verità la sede legale dell'azienda.

in pratica potrebbe (anzi può) passare per prodotto italiano un formaggio di una nota azienda che ha sede legale in italia ma il prodotto viene fatto in romania magari con latte in polvere proveniente dalla bulgaria! che casino.

altro caso ancor più serio è quando il prodotto è stato fabbricato in italia, con materia prima o semilavorati provenienti dall'estero, per cui le prime due cifre sono "8" e "O", ma il consumatore non può conoscere la provenienza della materia prima, perché non c'è nessun obbligo di indicarla sull'etichetta.
 

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sono sempre più numerosi i consumatori che vogliono comprare soltanto cibi italiani perché li considerano più affidabili e di maggiore qualità ma non tutti sanno che anche se il negoziante (supermercato etc.), non scrive chiaramente la provenienza, c'è il famoso codice a barre che identifica il prodotto.

nello specifico se le prime 2 cifre sono rispettivamente "8" e "O" il prodotto dovrebbe essere italiano. dico dovrebbe perchè si è poi scoperto che le due cifre indicano in verità la sede legale dell'azienda.

in pratica potrebbe (anzi può) passare per prodotto italiano un formaggio di una nota azienda che ha sede legale in italia ma il prodotto viene fatto in romania magari con latte in polvere proveniente dalla bulgaria! che casino.

altro caso ancor più serio è quando il prodotto è stato fabbricato in italia, con materia prima o semilavorati provenienti dall'estero, per cui le prime due cifre sono "8" e "O", ma il consumatore non può conoscere la provenienza della materia prima, perché non c'è nessun obbligo di indicarla sull'etichetta.

Ma in che "schifo" di società viviamo?
 

michael_alessi

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pensa te che ieri vado a far la spesa, (perciò mi è venuto di aprire questo 3d).

avevo voglia di una bella zuppa di lenticchie fatta col sedano, la carotina, la cipolla e il prezzemolo con un pò di olio toscano che prendo dal contadino.

e invece sulla scatola delle lenticchie, (di una notissima azienda italiana) piccolo in basso c'è la nota: PRODOTTO IN CANADA.

la cosa che mi fa incazzare a me è che siamo famosi per certi prodotti (tra cui i legumi).

aggiungo per i mangiatori di formaggi. conosco un allevatore che si fa lui il formaggio e mi ha detto una cosa che vi riporto: li vedi i formaggi nelle salumerie e negli scaffali tutti belli BIANCHI? ecco son fatti col latte in polvere garantito. perchè il formaggio fatto col latte LIQUIDO è GIALLO non bianco.
 

Iceman

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La soluzione esiste e consiste nel cosiddetto kilometro 0. Si compra direttamente dal produttore. Ovvio che per i cittadini diventa più difficile ma il sabato la gita fuori porta potrebbe comprendere il giro delle fattorie/frutteti/verdurai...
 

michael_alessi

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La soluzione esiste e consiste nel cosiddetto kilometro 0. Si compra direttamente dal produttore. Ovvio che per i cittadini diventa più difficile ma il sabato la gita fuori porta potrebbe comprendere il giro delle fattorie/frutteti/verdurai...

ottimo consiglio ice, tuttavia almeno il sottoscritto al sabato e alla domenica di giorno va in bici, al pomeriggio riposa e alla sera con la tipa, gli amici a casa o si esce.

io di norma vo a far a spesa poco la volta durante la settimana e trovo pratico andar al supermercato.
 

Iceman

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ottimo consiglio ice, tuttavia almeno il sottoscritto al sabato e alla domenica di giorno va in bici, al pomeriggio riposa e alla sera con la tipa, gli amici a casa o si esce.

io di norma vo a far a spesa poco la volta durante la settimana e trovo pratico andar al supermercato.

Comodità a scapito della qualità. Sono scelte che probabilmente da cittadino/ciclista farei anche io. :asd2: o-o
 

michael_alessi

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ahhh....i famosi prodotti BIO....eppure su quelli ci sarebbe da discutere

Il cibo biologico non è più sano di quello industriale
È il sorprendente risultato pubblicato dai ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine sull’American Journal of Clinical Nutririon. La differenza principale è esclusivamente il costo: per un prodotto etichettato come biologico, infatti, si è disposti a pagare molto di più. Ma la potenziale naturalità dell’alimento non sembra comportare alcun beneficio aggiuntivo per la salute.

LO STUDIO - La ricerca, riportata sui siti dei maggiori quotidiani d’oltremanica, tra cui l'Independent, è stata commissionata dalla Food Standards Agency del governo britannico per poter fornire alla popolazione gli elementi corretti per una scelta informata e ponderata al momento della spesa. Gli scienziati hanno passato in rassegna 162 pubblicazioni che nell’ultimo mezzo secolo hanno affrontato l’argomento. Da una rilettura sistematica e comparativa di questi studi hanno concluso che non esistono significative differenze tra l’alimentazione industriale e quella «più naturale». Sono, infatti, minime le discrepanze degli apporti nutritivi forniti dai cibi biologici e quelli preparati tradizionalmente. Tanto minime da non avere alcuna rilevanza per la salute, sia che si tratti di alimenti vegetali sia che si tratti di vivande di origine animale. Le differenze più sostanziali sono state trovate nei livelli di azoto e fosforo riscontrati nei diversi prodotti, ma i ricercatori ritengono si tratti soprattutto di una questione di fertilizzanti e maturità al momento del raccolto, con insignificanti conseguenze per i relativi apporti nutrizionali.
[url]http://nonsoloecomamme.forumattivo.com/t6962-cibi-biologici-e-presunte-verita[/URL]
 

michael_alessi

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Comodità a scapito della qualità. Sono scelte che probabilmente da cittadino/ciclista farei anche io. :asd2: o-o

io sogno un piccolo podere dove potermi coltivare dalla vite agli ortaggi,
magari con un piccolo agrumeto. l'olio di frantoio è troppo complicato
ma quì si trova ancora decente (non filtrato).

il problema son i formaggi (almeno il parmiggiano sembra non ancora
contaminato dallo schifo del latte in polvere oltre frontiera). per le carni
son vegetariano.

che rabbia, viviamo in un paese noto ovunque per i suoi prodotti tipici e
scopriamo che la maggioranza di essi son fatti all'estero o in italia ma con
prodotti stranieri.

non è l'effetto della crisi? (ma anche degli imprenditori senza scrupoli che
pur di arricchirsi lo fanno a scapito della qualità?).

come siamo finiti male.

io me li ricordo i sapori di quando ero bambino, ed erano tutta un'altra cosa.

mio nonno diceva quando entravi in una frutteria sentivi i profumi spostadoti
da un banco all'altro. adesso quei profumi non ci son più.

è il mondo che cambia.
 

michael_alessi

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beh vado a mangiar un piatto sano e italiano...
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michael_alessi

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guarda quì c'è della carne assai buona e a volte è capitato davanti a quel filetto
che par bresaola fatto sulla carbonella di fare un assaggio (la fiorentina non mi garba), mentre per alcuni
tipi di pasta come le fettuccine faccio un'eccezione. per il resto ho eliminato tutto ciò che è hamburger, insaccati, wurstel, scatolami vari, ma mi propongo nel tempo di eliminare definitivamente ogni prodotto di origine animale.