capilarizzazione:rapporti duri o agili?

lori

Apprendista Scalatore
15 Marzo 2008
2.402
23
in quel di zola (BO)
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Bici
canyon ultimate cf-merida scultura team
E' un argomento, probabilmente già trattato ho visto qualcosa sul thread "fare fondo" , ma sinceramente non ho visto nessuna risposta, argomento che dirima un pò la questione.
Per fare bene la capilarizzazione a parità di forza impiegata occorre spingere a bassi rpm o meglio in agilità , quali potrebbero essere le rpm preferbili?
 

scamorza

Apprendista Scalatore
4 Marzo 2006
2.365
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non avrei le credenziali per rispondere non essendo medico, preparatore atletico o similare.
il condizionamento cardiocircolatorio prevede la prima fase di allenamento con uscite lunghe ad alte rpm proprio per capillarizzare e dunque predisporre il corpo ad ossigenare al massimo la muscolatura. ne desumo che la tua domanda preveda come risposta alte rivoluzioni al minuto. direi intorno alle 110 ove possibile. tieni presente del resto che le basse rpm causano vasocostrizione, dunque l'effetto opposto.
 

BBeppe

Pignone
19 Febbraio 2007
260
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non avrei le credenziali per rispondere non essendo medico, preparatore atletico o similare.
il condizionamento cardiocircolatorio prevede la prima fase di allenamento con uscite lunghe ad alte rpm proprio per capillarizzare e dunque predisporre il corpo ad ossigenare al massimo la muscolatura. ne desumo che la tua domanda preveda come risposta alte rivoluzioni al minuto. direi intorno alle 110 ove possibile. tieni presente del resto che le basse rpm causano vasocostrizione, dunque l'effetto opposto.

Molte volte la prima risposta è quella corretta, come in questo caso...
 
22 Marzo 2007
4.413
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Bici
human-powered
il condizionamento cardiocircolatorio prevede la prima fase di allenamento con uscite lunghe ad alte rpm proprio per capillarizzare e dunque predisporre il corpo ad ossigenare al massimo la muscolatura. ne desumo che la tua domanda preveda come risposta alte rivoluzioni al minuto. direi intorno alle 110 ove possibile. tieni presente del resto che le basse rpm causano vasocostrizione, dunque l'effetto opposto.
A prescindere dalla velocità di esecuzione del gesto, la condizione che stimola maggiormente questo adattamento dovrebbere essere una ipossia dei tessuti. L'utilizzo di una intensità bassa è poco coerente con questa condizione; inoltre all'aumentare dell'intensità dell'esercizio aumentano certamente il numero di fibre reclutate, situazione che rende lo stimolo più specifico in particolare in soggetti con livello di fitness più alto o comunque che possono vantare un periodo più prolungato di pratica. Quindi l'utilizzo di esercizi alla intensità che indichi (tale da permettere uscite lunghe) non dovrebbe essere sufficiente a fornire uno stimolo adeguato; a conferma, Coggan indica Z5 come la zona con il massimo adattamento (che rimane peraltro di lungo periodo).
 

lori

Apprendista Scalatore
15 Marzo 2008
2.402
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in quel di zola (BO)
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canyon ultimate cf-merida scultura team
A prescindere dalla velocità di esecuzione del gesto, la condizione che stimola maggiormente questo adattamento dovrebbere essere una ipossia dei tessuti. L'utilizzo di una intensità bassa è poco coerente con questa condizione; inoltre all'aumentare dell'intensità dell'esercizio aumentano certamente il numero di fibre reclutate, situazione che rende lo stimolo più specifico in particolare in soggetti con livello di fitness più alto o comunque che possono vantare un periodo più prolungato di pratica. Quindi l'utilizzo di esercizi alla intensità che indichi (tale da permettere uscite lunghe) non dovrebbe essere sufficiente a fornire uno stimolo adeguato; a conferma, Coggan indica Z5 come la zona con il massimo adattamento (che rimane peraltro di lungo periodo).

in poche parole dovrei lavorare a intensità massimali o lì vicino?
 
22 Marzo 2007
4.413
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human-powered
in poche parole dovrei lavorare a intensità massimali o lì vicino?
Anche, visto che tralasciare del tutto intensità submassimali non è quasi mai ottimale (salvo necessità particolari), ma non solo... quello che vai ad ottenere è comunque sempre una stimolazione dei vari fattori, e quindi un insieme di adattamenti. Perchè ti interessa proprio la capillarizzazione?
 

giovagiov

Velocista
9 Aprile 2008
5.373
720
Ravenna
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Bici
Olympia
Sinceramente non vedo una particolare utilità, nel ciclismo, di dare una specifica attenzione alla capillarizzazione, nel senso che non mi pare (ma potrei sbagliare) che essa abbia una valenza intrinseca a sé stante, in sé e per sé, ma è ovvia conseguenza dello sviluppo delle qualità di endurance lunga (fondo, ecc. chiamatela come volete).

Non è così in altri sport, come per esempio l'arrampicata sportiva, dove la capillarizzazione degli avambracci in particolare ha una valenza a sé stante, e va allenata, eventualmente, a parte, dato che lo sforzo proprio dell'arrampicata (forza- forza resistente) non produce, di per sè la capillarizzazione, ma ci sono situazioni in cui essa torna utile (per esempio punti di "riposo" parziale), che però sono troppo poco frequenti per sviluppare, da soli, la capillarizzazione.
 

G_trail

Gregario
28 Marzo 2009
630
7
Fasano (BR)
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Fondriest TF2 dura ace mtb Haibike Greed XX
condivido quanto detto da all_i_need_is_bike. Anche se come giovagiov neanche io vedo un'utilità nel ricercare il diretto miglioramento di quell'aspetto ma lo considero un adattamento come altri che si hanno particolarmente allenandosi ad intensità aerobiche >FC soglia. Per quanto riguarda la preferenza delle rivoluzioni suggerisco la "cadenza ottimale" considerando che si tratta di lavori ad alta intensità e già stare su quelle cadenze per diversi minuti è dura, figuriamoci a voler coinvolgere anche l'aspetto neuro-muscolare ...:wacko:
 

lori

Apprendista Scalatore
15 Marzo 2008
2.402
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in quel di zola (BO)
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Bici
canyon ultimate cf-merida scultura team
Anche, visto che tralasciare del tutto intensità submassimali non è quasi mai ottimale (salvo necessità particolari), ma non solo... quello che vai ad ottenere è comunque sempre una stimolazione dei vari fattori, e quindi un insieme di adattamenti. Perchè ti interessa proprio la capillarizzazione?

E' solo una curiosità, non ne sapendo nulla pensavo + ad adattamenti che potessero avvenire con km fatti a ritmi lenti-medi ed ad alte rivoluzioni (rpm) .Poi grazie ai vostri interventi e a questo contributo del Dott.Albanesi
[URL]http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/202capill.htm[/URL] devo rivedere un pò le mie convinzioni.
 

GlB

Apprendista Velocista
16 Febbraio 2009
1.751
486
Sarzana
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Kuota con Durace e P2M
Anche, visto che tralasciare del tutto intensità submassimali non è quasi mai ottimale (salvo necessità particolari), ma non solo... quello che vai ad ottenere è comunque sempre una stimolazione dei vari fattori, e quindi un insieme di adattamenti. Perchè ti interessa proprio la capillarizzazione?
quindi anche in questi periodi fai dei richiami a intensità submassimali?
 
22 Marzo 2007
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Bici
human-powered
quindi anche in questi periodi fai dei richiami a intensità submassimali?
Adesso sono ancora in fase di cross training e "vado in giro per divertirmi" :mrgreen:... comunque sì.
E, in generale, perchè no? Senza ricercare adattamenti specifici, e quindi limitando (in modo ragionato) frequenza e volume a quelle intensità, solo per non perdere troppo fitness a quei livelli di intensità.
In questo periodo io (n=1 ;-)) non ho ancora cominciato un programma strutturato ma mi limito ad alternare un po' gli stimoli (sia come range di cadenza, sia come intensità). Ovviamente questa scelta, che ritengo utile per me alla luce delle mie attuali necessità, potrebbe non essere quella ottimale per tutti.

Visto che si parlava di adattamenti, allego il link a un articolo che, pur non recentissimo, è molto interessante (pagg.5-12):
http://www.swimmingcoach.org/publications/JSRVol7_No1_1991.pdf[url]http://www.swimmingcoach.org/publications/JSRVol7_No1_1991.pdf[/URL]