genannt vince
Scalatore
io devo cambiare zona di residenza!!
però ti deve piacere anche il freddo!
io devo cambiare zona di residenza!!
però ti deve piacere anche il freddo!
fino a 0° ci arrivo![]()
beh dai, allora nelle belle giornate invernali qualche volta potrai uscire, sempre che non abbia nevicato, o piovuto, o ghiacciato!![]()
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silvano,Visto che siamo della stessa pasta/stazza, vedo che in parte ti sei risposto da solo.
Essendo noi un po pesanti di nostrooltre a portarmi via quasi 20 kg di bici addobbata di quello che serve , mi alleno parecchio in salita solo perché mi piace la montagna , ma non per migliorare la mia resa in salita , infatti non miglioro , ma in compenso in pianura e nel vallonato o salite brevi ma la cavo bene , credo che il trucco sta nel superare le salite con il minore dispendio di energie , nel nostro caso 1 solo km/h in più magari per rimanere con il gruppo significa consumare il doppio di energie , ho imparato ad auto-limitarmi nelle salite anche se a sensazione mi verrebbe di andare più forte .
in pratica è come se con l'auto cercassi di percorrere il più km possibili con la benzina che hai nel serbatoio .
quindi il mio consiglio è di affrontare le salite non al proprio ritmo dettato dalle sensazione percepite in quel momento ,ma al 80% di quelle sensazioni ,in questo caso il cardio e la conoscenza di se stessi :aiutano .
Poi la cosa da allenare di più in assoluto nella nostra specialità è il recupero , anche durante la pedalata ,abbinato ad una corretta alimentazione .
L'ideale sarebbe trovare il punto di bilancio fra intensità di pedalata e capacità di recupero ,che ti consente un'autonomia quasi no stop ,ovviamente alimentandosi a dovere.![]()
... e non poteva essere altrimenti, considerate le similutudini.
. Invece, posso dirti che nelle 600 (e mi riferisco alla seconda metà del percorso), ho avvertito più di qualche avvisaglia, fortunatamente tamponata per tempo.
) ad affrontare quanto più dislivello possibile. silvano,
la tua risposta era, per me, scontata... e non poteva essere altrimenti, considerate le similutudini.
Quella da te descritta, come si evince dai miei precedenti interventi, è esattamente la strategia che io adotto abitualmente. Il risparmio (e quindi recupero) prima di tutto
Anche se, ad onor del vero, qualche pecca mi rimane per l'alimentazione. Ritengo di non avere ancora acquisito la necessaria esperienza sulle distanze più lunghe, nel senso che ancora "non mi conosco" a dovere sotto questo aspetto.
C'è chi sostiene, per avermi pedalato accanto, che la mia preparazione di base per un 200km consista nell'essermi accertato di avere al seguito un pacchetto di marlboro e un accendino
Ed in effetti nelle rando di un giorno, fino a 400 km, zero problemi. Invece, posso dirti che nelle 600 (e mi riferisco alla seconda metà del percorso), ho avvertito più di qualche avvisaglia, fortunatamente tamponata per tempo.
Inutile sottolineare che a tanto NON vorrei e, aggiungo, NON DOVREI neppure arrivare. Ci devo ancora lavorare.
Il senso di questa discussione nasceva, invece, da una mia riflessione conseguente ad una delle tante chiacchierate con Carlo sul tema randonnées.
Mi faceva notare, giustamente, che in termini percentuali il gap temporale da colmare più significativo è quello in pianura (ed aggiungeva ... nel suo caso specifico anche in discesa).
Nel senso: quanto vuoi che incida in termini di tempo uno/due kmh in + o in - su una singola salita, nel contesto di una INTERA randonnée?
Tuttavia mi spronava (e continua tutt'ora a farlo) ad affrontare quanto più dislivello possibile.
Ma, come ampiamente detto, miglioramenti tangibili non ne vedo. Ed allora ha senso? Oppure è sufficiente pedalare e basta, privilegiando il terreno più congeniale alle proprie caratteristiche? (piattoni a buon ritmo, vallonati, ...magari controvento etc. ? Soprattutto per la preparazione delle rando più lunghe.
Tutto vero, a tuo benificio ti ricordo che alla tua prima 200km sulla salita di Castellabate mi ricordavi tanto la splendida processione del mio paese , due passi avanti ed uno indietroti sbagli, io ti ho visto migliorato invece, sia sul passo che sulla continuità.
,nel tuo caso con la variante di farne due indrieto....Decisamente diversa la situazione già dallo scorso anno, quando già salivi senza nessuna difficoltà e da quast'anno anche buon passo e continuità in piano. Certo si potrebbe fare molto meglio, visto che è risaputo che un pacchetto di sigarette ed un accendino pesano più di una coppia di alto profilo interamente in piombo:rosik:


... è lotta impari contro i salitomani Cominciando a dire che il Sir a pienamente ragione ,per la serie uno contro tuttisilvano,
la tua risposta era, per me, scontata... e non poteva essere altrimenti, considerate le similutudini.
Quella da te descritta, come si evince dai miei precedenti interventi, è esattamente la strategia che io adotto abitualmente. Il risparmio (e quindi recupero) prima di tutto
Anche se, ad onor del vero, qualche pecca mi rimane per l'alimentazione. Ritengo di non avere ancora acquisito la necessaria esperienza sulle distanze più lunghe, nel senso che ancora "non mi conosco" a dovere sotto questo aspetto.
C'è chi sostiene, per avermi pedalato accanto, che la mia preparazione di base per un 200km consista nell'essermi accertato di avere al seguito un pacchetto di marlboro e un accendino
Ed in effetti nelle rando di un giorno, fino a 400 km, zero problemi. Invece, posso dirti che nelle 600 (e mi riferisco alla seconda metà del percorso), ho avvertito più di qualche avvisaglia, fortunatamente tamponata per tempo.
Inutile sottolineare che a tanto NON vorrei e, aggiungo, NON DOVREI neppure arrivare. Ci devo ancora lavorare.
Il senso di questa discussione nasceva, invece, da una mia riflessione conseguente ad una delle tante chiacchierate con Carlo sul tema randonnées.
Mi faceva notare, giustamente, che in termini percentuali il gap temporale da colmare più significativo è quello in pianura (ed aggiungeva ... nel suo caso specifico anche in discesa).
Nel senso: quanto vuoi che incida in termini di tempo uno/due kmh in + o in - su una singola salita, nel contesto di una INTERA randonnée?
Tuttavia mi spronava (e continua tutt'ora a farlo) ad affrontare quanto più dislivello possibile.
Ma, come ampiamente detto, miglioramenti tangibili non ne vedo. Ed allora ha senso? Oppure è sufficiente pedalare e basta, privilegiando il terreno più congeniale alle proprie caratteristiche? (piattoni a buon ritmo, vallonati, ...magari controvento etc. ? Soprattutto per la preparazione delle rando più lunghe.
, una alternativa più che maggior dislivello possibile i più salite è affrontare quelle che hai a disposizione con cadenza lenta e rapporto molto duro , il rischio è di fare danni all'articolazione delle ginocchia ,ma se non hai di questi problemi :potrebbe essere un'alternativa alla mancanza di salite lunghe.
Malboro escluse . 
io sono con bartali. specialmente se ci si allena da soli, bisogna fare salita. altrimenti in pianura si rischia di andare a spasso. in pianura bisogna fare velocita', in gruppo si fa' meglio. per fare i brevetti in modo piu' rilassato, senza sfasciarsi, bisogna essere veloci ...cosi li puoi fare andando piano.President....niente scuse, le salite bisogna affrontarle
L'abitudine a quel tipo di sforzo non è acquisibile con uscite completamente pianeggianti.
E' chiaro che ognuno ha il suo passo e il suo terreno prediletto, ma allenarsi anche sui propri punti deboli aiuta ad affrontare ogni impegno (ed ogni frangente di esso) con maggiore serenità.
Questo ovviamente vale se si parla di pianura e di salita, il discorso discesa invece comporta tutta una serie di variabili psicologiche (e oculistiche) non altrettanto facilmente risolvibili
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... una alternativa più che maggior dislivello possibile i più salite è affrontare quelle che hai a disposizione con cadenza lenta e rapporto molto duro

Sempre che tu non continui a insistere con i ritmi attuali di pedalate , che ti faranno perdere il peso in eccesso che ti penalizza ,quindi il problema non si presenterà più ,Malboro escluse .
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. le sigarette però sono le stesse io sono con bartali. specialmente se ci si allena da soli, bisogna fare salita. altrimenti in pianura si rischia di andare a spasso. in pianura bisogna fare velocita', in gruppo si fa' meglio. per fare i brevetti in modo piu' rilassato, senza sfasciarsi, bisogna essere veloci ...cosi li puoi fare andando piano.
. Resistenza più che agilità, come sottolineava il buon Silvano." bisogna essere veloci...così li puoi fare andando piano" Complimenti in una sola frase sei riusito a dire tuttoio sono con bartali. specialmente se ci si allena da soli, bisogna fare salita. altrimenti in pianura si rischia di andare a spasso. in pianura bisogna fare velocita', in gruppo si fa' meglio. per fare i brevetti in modo piu' rilassato, senza sfasciarsi, bisogna essere veloci ...cosi li puoi fare andando piano.


Poi però ci sono le salite ....
Cominciando a dire che ...
ancora una volta siamo d'accordo
a dire il vero dall'anno scorso mi ritrovo con quasi 4kg in meno. le sigarette però sono le stesse
.
No accinson,
complici gli impegni di lavoro e di famiglia, uscendo da solo in settimana ho troppo poco tempo per raggiungere le salite più vicine. Quelle le lascio per i we con Carlos e gli altri.
Sempre a causa del tempo scarso, quando esco da solo, evito di passeggiare. Piuttosto cerco di menare parecchio, forse anche troppo, per quasi tutto il tempo che ho a disposizione, curando poco le fasi che dovrebbero essere di recupero.
In questo periodo, soprattutto sfruttando qualche falsopiano e quando mi capita vento contrario, rapporto lungo e... spingere. Resistenza più che agilità, come sottolineava il buon Silvano.
Perciò fare velocità in pianura, almeno questo, non è un mio problema. Stare a ruota costituisce un problema ancora minore.
Poi però ci sono le salite ....
" bisogna essere veloci...così li puoi fare andando piano" Complimenti in una sola frase sei riusito a dire tutto![]()


Temo la seconda che hai dettoehm!!!
penso tu non abbia colto il senso della frase... o forse non l'ho colto io![]()
Il discorso cavalcavia è un bel termometro delle condizioni del momento ,se lintento è tenere il gruppo per un uscita di qualche ora è stimolante per l'allenamento , in una rando è esattamente il segnale d'allarme che significa molla il gruppo oppure se insisti sara il tuo fisico a mollare te stesso ,cosa difficilmente recuperabile anche se non impossibile , ma bisogna conoscersi molto bene per mettere in atto le procedure di reset .ecche, non vogliamo parlare di certi micidiali cavalcavia quando cerchi di tenere la ruota di un gruppo più veloce di te? (parlo per me).
Silvano, sto cercando compagnia per fare qualche lungo tipo i tuoi. Qui in zona trovo poca gente (al momento siamo in 2-3) che vorrebbe praticare le lunghe distanze. Se un giorno programmi qualcosa, se me lo fai sapere in tempo magari riesco (riusciamo) a venire dalle tue parti per poi accompagnarti.
Giusto per renderti il favore dell'anno scorso, quando andammo a mangiare la pizza a passo resia: noi partimmo da bz (a-r 200 km) mentre tu arrivavi da casa tua con l'intenzione di farti un bel over 400. (chi allora non ti conosceva è ancora basito).
Insomma, se ti va, tienimi informato dei tuoi movimenti, che io poi vedo se riesco ad aggregarmi.




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