Ehi, mi hai rubato il copyright!
Anche per me si è trattata di una VRM: purtroppo il riacutizzarsi dei fastidi al soprassella (parte intima) che mi perseguitano da inizio stagione mi ha fatto passare qualsiasi velleità di gloria e, seppure con estremo disappunto (chi mi conosce bene sa che io, piuttosto che ritirarmi da un brevetto, faccio harakiri... :impic:), al secondo passaggio al controllo di Silandro ho maturato la dolorosa ma saggia decisione di smettere di soffrire inutilmente, e quindi di chiudere a Merano la mia avventura.
Ma non sono triste, anzi. I miei 400 km sono stati divertenti, ho rivissuto l'esperienza di partire per un brevetto da sola, libera quindi di gestire ogni minuto della mia "impresa", inclusa la decisione del ritiro. E poi, alla fine sola non ero: ho condiviso qua e là pezzi di strada con tante persone conosciute e non, ho rivisto con piacere molti amici, ne ho conosciuti di nuovi, perfino il mesto (si fa per dire) rientro in treno da Merano a Verona è stata l'occasione per socializzare con diversi randonneur che, per un motivo o per un altro, erano stati costretti loro malgrado a capitolare.
Durante il percorso ho goduto della bellezza del pedalare su ciclabile, stavolta con il preziosissimo supporto del GPS. Ho visto tutto: il caldo afoso e asfissiante della partenza, il temporale a catinelle durato per tutti i 50 km tra il bicigrill di Nomi e quello di Salorno
, poi di nuovo il cielo squarciato di azzurro, il paesaggio in technicolor, vigneti, meleti, la paura di nuova pioggia fino all'ultimo chilometro, la durissima salita a Resia in solitaria nel silenzio del bosco all'imbrunire, il gelo della diga, l'allegra accoglienza al giro di boa, ancora sola (ma stavolta con la musica del mio adorato iPod nelle orecchie) nella notte durante la gelida discesa da Resia a Silandro, animali selvatici :afraid:, stelle cadenti :love[1]:, gli amici ritrovati
e un tè caldo tutti insieme per combattere il freddo. Purtroppo ho visto anche cose che in randonnèe non si vorrebbero mai vedere: un ragazzo portato via in ambulanza dopo uno scivolone sulla ciclabile viscida poco sopra il lago di Garda (a proposito, qualcuno sa come sta?), e un altro ricoverato in piena ipotermia a Resia.
Beh, posso solo concludere dicendo a Musseu: gran bel brevetto, LA RANDONNEE PIU' FICA D'EUROPA, chi altri può vantare così tanti km di piste ciclabili?!?![]()
Grande Micro....Azorat scorre vissuto nelle vostre parole, queste poche righe sono travolgenti , per me è importante trasmettere emozioni !!!
Anche questa edizione ormai è terminata mancano 2 persone e poi si chiude, da parte mia posso dire che ho cercato di dare il massimo
Ho raccolto le vostre riflessioni riguardo il percorso e tutto il resto ne farò tesoro se avrò la forza di tornare nel 2014
Grazie a tutti i partecipanti , grazie di cuore :eek:
Partite 250 persone, arrivate circa 200 persone sul percorso da 600 km .....complimenti
una 20° sul 400, il resto 300

p.s. Gambone Luigi caduto a passo san Giovanni purtroppo si è rotto il femore ne avrà per un po prima di tornare a volare, un 'abbraccio e forza Luigi
Ultima modifica:
, il temporale a catinelle durato per tutti i 50 km tra il bicigrill di Nomi e quello di Salorno
, poi di nuovo il cielo squarciato di azzurro, il paesaggio in technicolor, vigneti, meleti, la paura di nuova pioggia fino all'ultimo chilometro, la durissima salita a Resia in solitaria nel silenzio del bosco all'imbrunire, il gelo della diga, l'allegra accoglienza al giro di boa, ancora sola (ma stavolta con la musica del mio adorato iPod nelle orecchie) nella notte durante la gelida discesa da Resia a Silandro, animali selvatici :afraid:, stelle cadenti :love[1]:, gli amici ritrovati
e un tè caldo tutti insieme per combattere il freddo. Purtroppo ho visto anche cose che in randonnèe non si vorrebbero mai vedere: un ragazzo portato via in ambulanza dopo uno scivolone sulla ciclabile viscida poco sopra il lago di Garda (a proposito, qualcuno sa come sta?), e un altro ricoverato in piena ipotermia a Resia.
cmq complimenti a tutti