La storia della potenza lipidica è tipo una leggenda, ovvero sicuramente alimentandoti a carbo bassi il corpo è "costretto" a andare avanti lavorando con i grassi, ma non è che avvenga il miracolo che la potenza lipidica aumenta, perche per aumentare la potenza lipidica occore aumentare il Vo2 max che sappiamo tutti essere un parametro difficilmente incrementabile(parlo di over 35...).
La senzazione di potenza lipidica è spesso travisata dal fatto che in condizioni di bassi carboidrati come alcuni fanno, si tende poi a "non andare a tutta", ma di star li a livello medio al mssimo e questo giustifica la sitazione di "averne sempre" e non risentire di vuoti, ma questo avviene perche in quelle condizioni non si vuole, e non si riesce a stare a tutta. Se si prova a spingere forte con low carb si ottiene delle piacevoli sorprese...Insomma la verità sta nel mezzo, se si vuole il fuoco duraturo nella stufa non deve andare a paglia e carta , ma a legno di quercia, ma se si vuole sgassare , con dei ciocchetti di 15 kg si sgassa poco...
Provato e riprovato sulla mia pelle, chi seguiva il perchè dei carboidrati, lo sà

, anzi ne ero pure convinto, mah...le cose cambiano, per fortuna!
Quoto e straquoto tutto, la potenza lipidica te l'attacchi al belin, quando c'è bisogno di aprire il gas davvero; a rimanere costantemente sotto con i carboidrati, il corpo si abitua solo ad una cosa, ad andare piano!!!
Questo perchè ragiona al risparmio e rimane costantemente in allarme, facendo pervenire prima la sensazione di fatica e di conseguenza, calando notevolmente la presatzione.
Che poi ci sia qualcuno che riesce a gestire meglio le cose, per un'innata capacità metabolica soggettiva, è tutt'altro discorso, ma sono davvero pochi e sono solamente eccezzioni non la regola.
Io da quando ho rivisto la mia alimentazione, aumentando sensibilmente i carboidrati, ho iniziato ad andare molto più forte, sia nel breve, che nel lungo, ho avuto solo vantaggi.
Altro discorso sono la scelta degli alimenti, ma qui siamo OT. Dico solo che aumentare i cabroidrati, nel mio caso, non significa sfondarsi di schifezze.
...Il mondo è bello perchè è vario...A mio avviso sto tipo di colazione non ha nessun senso, ma bene così l'importante è che chi la utilizza si trovi bene.
Secondo me visto il lungo digiuno notturno occorre rialzare la glicemia e ripristinare i livelli di zuccheri, con proteine e grassi non si ottiene nulla di tutto ciò, ma bensi si produce solo lavoro per lo stomaco...
La mia colazione prima di un lungo o gara, avviene circa 2h prima e consiste in 3 tuorli con 15gr di miele (un cucchiaino da the bello colmo), poi 3 albumi scottati in padella con poco burro e sopra altri 30-40gr di miele.
La colazione è molto digeribile, vista la preparazione specifica, calorica, e completa in quanto a macronutrienti, c'è tutto e ci sono anche i carboidrati e la glicemia la alzi eccome (lo sò perchè l'ho misurata :asd:), ma al punto giusto, senza avere sbalzi o altro.
Per come la vedo io, così ha senso e tanto anche

.
Ma sottolineo che ci sono inclusi 50gr di miele (quindi ben diversa da soli grassi e proteine proposti da Save, ciao Saverio

) e che nei 2gg precedenti le scorte di glicogeno sono state riepite a paletta.
Parto leggero, sazio, vista la buona quantità di grassi e proteine e poi mi alimetno a dovere durante, generalmente nella prima parte con solidi e poi con soli liquidi o gel.
Uscite a digiuno ne faccio spesso anchì'io, ma solo blande o di recupero attivo.
Assolutamente d'accordo con il fatto che dopo il digiuno notturno, le condizioni in cui riversa il corpo, sono ottimali per assumere carboidrati.
In effetti la risposta glicemica dovrebbe essere sensibile più al carico glicemico che non al solo indice glicemico.
Quoto e aggiungo che l'insulina risponde diversamente alle diverse condizioni fisiche in cui si trova l'organismo, vedi finestra Arcelli o risveglio mattutino appunto.
Senza contare che tutti noi abbiamo sensibilità diverse e quindi il carico glicemico sarà diversamente "sopportabile".
A prescindere da questo, come tutte le pratiche anche questa può produrre benefici se utilizzata in certi periodi e abbinata ad una certa modalità di allenamento (in generale la periodizzazione dell'alimentazione contribuisce a potenziare gli effetti della periodizzazione dell'allenamento). Sicuramente ci saranno periodi in cui ha più senso ad esempio aumentare il consumo di carboidrati, visto che caso di maggiore disponibilità dovrebbe aumentare l'ossidazione di fonti esogene e, in conseguenza, si ha una maggiore tendenza a salvaguardare le fonti interne (glicogeno), favorendo di fatto la possibilità di gestire per durate maggiori uno sforzo di intensità più elevata (che naturalmente sfrutta maggiormente i carboidrati).
Io mi comporto esattamente così
OT
No no, sono solo un appassionato che dedica un po' di tempo, impegno e qualche soldino (come noto i testi tecnico-scientifici non sono propriamente regalati) a documentarsi e a ragionare (i forumendoli che mi conoscono di persona possono confermare). L'idea non mi dispiacerebbe, ma in questo momento non mi ritengo all'altezza del compito (finchè si tratta di fare danni su me stesso o di discutere su un forum va bene... andare oltre sarebbe una cosa tutta da verificare). In conseguenza consiglio di valutare sempre l'attendibilità di quello che scrivo :)
Fine OT
Troppa modestia
