L'inganno nel ciclismo, e non solo

, fà parte della storia di questo sport sia che si tratti di furbate che di doping.
A proposito mi sovvien una storia vera capitata molti anni orsono, ahimè.
In una cena tra amici ciclisti nel periodo autunnale parlando di record , imprese etc si lancia l'idea di una sfida a squadre in salita. detto fatto si organizza per la primavera successiva. trasferimento in gruppo a piedi della salita e via lanciato tra tutti , una quindicina per squadra. dopo 10km la squadra che aveva almeno 4 arrivati davanti aveva vinto. i perdenti pagavano la cena per tutti compresi i giudici, tra cui io. io avevo il compito di seguire gli atleti con la bici. i due capitani partirono subiro a tutta ed arrivarono in volata. gli altri con il passare dei km cominciarono a distanziarsi l'un dall'altro. a circa 3km dall'arrivo ripresi il 4 di una squadra che mi chiese quanto aveva di vantaggio sul 4 dell'atlra ed io gli risponsi non sò esattamente in tempo però stai tranquillo te gavarè un km... poi allungai ed arrivai all'arrivo.
nell'ultima curva prima del breve rettilineo finale si presentarono entrambi i 4 e quello che era lungo la salita era in svantaggio vinse la volata.
si aspetto l'arrivo di tutti e si decretò la vittoria della squadra che piazzò il 4 davanti (quella a poco dall'arrivo in svantaggio)
tra i commenti post arrivo visto che il fenomeno era un "circuitaro" si pensò subito al doping (e fordse per le corse a cronometro lo era) anche se il perdente ammise di aver avuto un calo nel finale, imho impossibile di quella portata, ma ero l'unico testimone del distacco precedente, e presi gli improperi dei compagni avento esagerato con la misura.
si tenne in seguito la cena per una cinquantina di persone e si contunuò per molto tempo ancora a parlare di questa memorabile vittoria o difatta per l'altra.
cinque anni dopo emerse la verità :angrymod:
io non avevo sbagliato, il tizio non si era dopato, tanto

e quando realizzò che la sconfitta era ormai palese gli venne in soccorso la dea bendata sotto forma di "ape car". si attaccò infatti per 3km al motocarro arrivando allo sprint quasi fresco come una rosa appena sbocciata.