Il mio ciclismo: quanti ricordi...

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Solita gara di MTB, solito periodo degli anni '90.
Questa volta ci troviamo a Brentonico, Zona del Monte Baldo. Non mi ricordo neppure piú come si chiamasse questa gara.
Questa volta gli scaglioni erano 3 (elite, Master e donne/Junior).
Un giro unico. Pronti...via. Solito svolgimento: i forti del mio scaglione si volatizzano davanti a me come degli ectoplasmi, ma qualcuno è rimasto dietro. Dopo ca. un'oretta di gara non vedo piú nessuno ne' davanti, ne' dietro, sono solo soletto. Ad un certo punto, dietro una curva mi si para davanti un rampa micidiale con due corsie cementate. A occhio sará stata lunga un centinaio di metri al oltre il 20% di pendenza. Siccome era un punto "atleticamente" spettacolare c'erano un sacco di spettatori. Se non ci fossero stati mi sarei fermato, avrei gustato il panorama sorseggiando dalla borraccia e poi avrei spinto tranqullimante la bici a piedi; ma questi "fetenti" invece c'erano e non potevo fare figuracce. Affronto quindi questa rampa e e subito la pendenza mi "suggerisce" una posizione seduta in punta sella e busto piegato sul manubrio altrimenti rischiavo il ribaltamento. Ad un certo punto il pubblico mi incita: Hop hop, dai dai...Questo mi da' un carica notevole.....poi ancora ....Dai, Maria, forza. Maria? Come Maria? io mi chiamo Claus e sono un maschio (almeno credo);nonzo%;nonzo%
Mentre sputo sangue ed elaboro questi pensieri, mi rendo conto che il pubblico non incitava me. Infatti subito dopo sento:"Attenzione, per Favore..." una voce femminile con la "r" alla Formigoni.
Mi scanso e mi supera niente-di-meno-che Maria Canins, che era un bel po' più anziana di me. Frullava il rapportino come se sbattesse le uova. Anch'io stavo utilizzando il rapportino, ma lo giravo alla velocità di un giro al minuto:cry:. Maria scollina con una decina di secondi di vantaggio. Seguiva un tratto pianeggiante e poi una lunga discesa veloce.
Sapevo che la Canins in discesa "tirava i freni". Infatti eccola. Io, pur non essendo un caccia in discesa, non potevo non vendicarmi. La supero alla doppia velocità e pur non essendo necessario urlo:"Attenzione, per Favore..." (con la "r" normale).
Purtroppo dopo la discesa c'era una lunga salita pedalabile e lì la Maria non mi ha lasciato scampo. Frullando sempre un rapportino assurdo, mi ha lasciato sul posto...questa volta non dicendo proprio nulla.
Peccato, la "r" alla Formigoni mi mancava.
L'ho rivista alla premiazione, fresca come una rosa....
 
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si grazie
si però che pubblico di infami nemmeno uno che ha tifato per te

io cmq avrei tifato x te, vista la mia predilizione per tifare per i più deboli e sfigatelli... non per niente tifo inter dal 97
 

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Scapin Dyapason
Era la metà degli anni '90, credo in agosto.
Facevo parte del REWEL Team, squadra con pochi ciclisti, tutti forti, tranne io e un'altro. Loro abitavano tutti nei paesini montani nei dintorni di Bolzano, ed erano sportivi di natura, gente abituata a muoversi sempre. In inverno gare di fondo o sci alpinismo (ad altissismi livelli), in estate MTB e corsa im montagna.
Questa volta eravamo a Sarentino dove si svolgeva l'ultima gara, nonché finale della Südtirol Cup di MTB, e dove ci sarebbe stata la premiazione.
Io non partecipavo, ma ero lì come spettatore e per sostenere i miei compagni di squadra. E la mia presenza deve aver portato fortuna perchè sul podio di ogni categoria c'era sempre qualcuno della REWEL.
Abbinata alla premiazione c'era una festa campestre, dove si poteva mangiare Würstel, Pollo e bere birra. Siccome si era capito che la serata sarebbe stata "lunga" molte compagne/mogli presero la via di casa (e l'auto), lasciando i mariti/compagni ai festeggiamenti.
Un vincitore volle pagare un giro di birre (grandi ovviamente; non si poteva scegliere!); poi fu il turno di uno arrivato secondo nella generale; poi un altro vincitore della sua categoria per la sola gara di Sarentino, non volle essere da meno. La birra scorreva con più impeto, che il vicino torrente Talvera!
Allora non c'era ancora la storia dei punti patente, ne' tantomeno il palloncino, ma io dopo il secondo birrone decisi di chiudere "la saracinesca". Preferivo non rischiare, visto che la ventina di kilometri che separano Sarentino da Bolzano, sono pieni di curve insidiose.
Mi divertivo a vedere questi amici, che fino ad allora erano piuttosto morigerati, lasciarsi andare così.
Venne l'ora di tornare verso casa. Uno di loro, visibilmente ciuco e abbandonato dalla "compagna", mi chiese se potevo portarlo a casa. Mmmassì! dai monta in macchina.La mia auto era una Seat Terra (un specie di Fiorino), quindi non c'era problema se caricavo anche la sua bici. Un altro "allegrotto" volle approffittare della mia disponibilità e caricai anche lui.
Stavamo per partire quando fui bloccato da un terzo Professionista (...della birra): lui l'auto ce l'aveva ma preferiva lasciarla lì e venire a prenderla qualche giorno dopo. Alle 22.30 circa, partii per Bolzano con un carico di tre ciclisti sbronzi e tre biciclette MTB belle lercie! Io stavo abbastanza bene, ma avevo pur sempre bevuto due birroni. Inoltre volevo arrivare a casa il prima possibile, perché avevo urgenza di andare in bagno (eh, si sa ...le birre...fermentano). Invece venne fuori che due di loro abitavano a Collepietra un paesino montano a 20 km da Bolzano. "Ah, questa non ci voleva", pensai, ma non potevo mollarli a Bolzano. Chiesi alla mia pancia di resistere ancora un po'. Chiesi al terzo dove abitava. Era il più sbronzo e per lui rispose uno dei due:"vicino a Collepietra" Per fortuna, pensai. A Collepietra scaricai uno dei due, perché l'altro che nel frattempo si era un po' ripreso, si rese conto che da solo non sarei riuscito a trovare il maso dove abitava Josef, il terzo 'mbriago, perché era isolato dal resto del paese, e si offrì di accompagnarmi. Bel gesto, e rivelatosi indispensabile, perchè Josef era ormai in coma e ronfava come un ghiro. Pur essendo nel compresorio di Collepietra, la strada mi parve interminabile: curve, tornanti, salite, discese, boschi "ma dove diavolo abita sto qui!? In Tajikistan??" pensai.
Il mal di pancia si faceva sempre più forte. Poi finalmente giungemmo al maso. Scaricammo Josef, che sembrava più un sacco di patate che un forte MTBiker e tornammo a Collepietra. Salutai Hannes e mi fiondai verso casa dove giunsi appena in tempo "per non esplodere". Era mezzanotte e 45': più di due ore dopo aver lasciato Sarentino
 

Stradista

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Dedacciai Vertigine , Sram Red 22 , Vision Metron 40
Era la metà degli anni '90, credo in agosto.
Facevo parte del REWEL Team, squadra con pochi ciclisti, tutti forti, tranne io e un'altro. Loro abitavano tutti nei paesini montani nei dintorni di Bolzano, ed erano sportivi di natura, gente abituata a muoversi sempre. In inverno gare di fondo o sci alpinismo (ad altissismi livelli), in estate MTB e corsa im montagna.
Questa volta eravamo a Sarentino dove si svolgeva l'ultima gara, nonché finale della Südtirol Cup di MTB, e dove ci sarebbe stata la premiazione.
Io non partecipavo, ma ero lì come spettatore e per sostenere i miei compagni di squadra. E la mia presenza deve aver portato fortuna perchè sul podio di ogni categoria c'era sempre qualcuno della REWEL.
Abbinata alla premiazione c'era una festa campestre, dove si poteva mangiare Würstel, Pollo e bere birra. Siccome si era capito che la serata sarebbe stata "lunga" molte compagne/mogli presero la via di casa (e l'auto), lasciando i mariti/compagni ai festeggiamenti.
Un vincitore volle pagare un giro di birre (grandi ovviamente; non si poteva scegliere!); poi fu il turno di uno arrivato secondo nella generale; poi un altro vincitore della sua categoria per la sola gara di Sarentino, non volle essere da meno. La birra scorreva con più impeto, che il vicino torrente Talvera!
Allora non c'era ancora la storia dei punti patente, ne' tantomeno il palloncino, ma io dopo il secondo birrone decisi di chiudere "la saracinesca". Preferivo non rischiare, visto che la ventina di kilometri che separano Sarentino da Bolzano, sono pieni di curve insidiose.
Mi divertivo a vedere questi amici, che fino ad allora erano piuttosto morigerati, lasciarsi andare così.
Venne l'ora di tornare verso casa. Uno di loro, visibilmente ciuco e abbandonato dalla "compagna", mi chiese se potevo portarlo a casa. Mmmassì! dai monta in macchina.La mia auto era una Seat Terra (un specie di Fiorino), quindi non c'era problema se caricavo anche la sua bici. Un altro "allegrotto" volle approffittare della mia disponibilità e caricai anche lui.
Stavamo per partire quando fui bloccato da un terzo Professionista (...della birra): lui l'auto ce l'aveva ma preferiva lasciarla lì e venire a prenderla qualche giorno dopo. Alle 22.30 circa, partii per Bolzano con un carico di tre ciclisti sbronzi e tre biciclette MTB belle lercie! Io stavo abbastanza bene, ma avevo pur sempre bevuto due birroni. Inoltre volevo arrivare a casa il prima possibile, perché avevo urgenza di andare in bagno (eh, si sa ...le birre...fermentano). Invece venne fuori che due di loro abitavano a Collepietra un paesino montano a 20 km da Bolzano. "Ah, questa non ci voleva", pensai, ma non potevo mollarli a Bolzano. Chiesi alla mia pancia di resistere ancora un po'. Chiesi al terzo dove abitava. Era il più sbronzo e per lui rispose uno dei due:"vicino a Collepietra" Per fortuna, pensai. A Collepietra scaricai uno dei due, perché l'altro che nel frattempo si era un po' ripreso, si rese conto che da solo non sarei riuscito a trovare il maso dove abitava Josef, il terzo 'mbriago, perché era isolato dal resto del paese, e si offrì di accompagnarmi. Bel gesto, e rivelatosi indispensabile, perchè Josef era ormai in coma e ronfava come un ghiro. Pur essendo nel compresorio di Collepietra, la strada mi parve interminabile: curve, tornanti, salite, discese, boschi "ma dove diavolo abita sto qui!? In Tajikistan??" pensai.
Il mal di pancia si faceva sempre più forte. Poi finalmente giungemmo al maso. Scaricammo Josef, che sembrava più un sacco di patate che un forte MTBiker e tornammo a Collepietra. Salutai Hannes e mi fiondai verso casa dove giunsi appena in tempo "per non esplodere". Era mezzanotte e 45': più di due ore dopo aver lasciato Sarentino

Pensare che quando hai scritto che al maso avevi scaricato Josef al primo momento avevo pensato fosse il nome che avevi dato al nascituro...:mrgreen:
 

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si grazie
ma visto che la natura chiamava era il caso di rispondere nella natura stessa è una sensazione bellissima (a meno che non ti siedi sulle ortiche)

ma essendo tipo fiorino li hai caricati tutti le cassone dietro?

cmq a me capitò una sera nella nuova comitva in cui sto uscendo mi chiese se potevo prendere la macchina e accompagnare le ragazze a casa al ritorno dissi vabbene la città è piccolina... non centra col ciclismo lo dico lo stesso? vabbè lo dico

cmq la città di cava dei tirreni ha una parte centrale e poi ha tante frazioni su varie montagne ma io questo non lo sapevo

cmq per accompagnare le varie ragazze a casa ho fatto un giro di circa 30 km... alla faccia di piccolina!!!
 

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ma visto che la natura chiamava era il caso di rispondere nella natura stessa è una sensazione bellissima (a meno che non ti siedi sulle ortiche)

ma essendo tipo fiorino li hai caricati tutti le cassone dietro?



cmq per accompagnare le varie ragazze a casa ho fatto un giro di circa 30 km... alla faccia di piccolina!!!

:mrgreen:....vedi? ...ad essere disponibili???
La mia Seat Terra aveva anche i sedili posteriori, ma con 3 bici e 3 persone ho dovuto abbassarli. Sì, in effetti uomini e mezzi erano stivati in maniera non troppo regolare:mrgreen:


P.S. espletare i propri bisogni fra la natura sará anche bellissimo, ma io ho bisogno del water, di qualcosa da sfogliare, di tranquillità e di tempoo-o
 

kar38

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idem ho sempre "insella" nel bagno, ma in caso di emergenza va bene la natura

hahahahah mi sono ricordato la storia di un amico che ama le camminate in montagna solo che una di quelle mattine il suo intestino decise di ribellarsi e decise di rovinare quella camminata e fu costretto a cercare un posto dove espletare ma non aveva con se nulla con cui pulirsi

ma trova un ruscello con all'interno della piante a foglia larga... testuali parole "altro che 10 piani di morbidezza qua sono 100 piani" anche quando lo raccontava aveva una faccia contenta manco avesse vinto al superenalotto

chissà com'erano queste foglie ;nonzo%
 

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Scapin Dyapason
Era il 1999 ed ero iscritto per una delle 4 edizioni della Dolomiti Superbike cui ho partecipato. Erano ca. le 7.00 di mattina aVillabassa e mancava un'oretta alla partenza. E come sempre mi capitava, l'emozione mi costrinse a cercare urgentemente un bagno.:cac:
montai in sella e cercai un bar. Ce n'erano diversi, ma la lunghezza della coda per usufruire del WC era proporzionale alla vicinanza al luogo di partenza. Evidentemente l'emozione aveva effetti lassativi anche su altri concorrenti. Mi allontanai un po' dal centro finchè notai un bar che pareva essere meno affollato. Entrai, ordinai un caffé e poi andai verso il WC-Uomini, dove c'era solo un ciclista che aspettava il suo turno. Dopo un po' si apri la porta e dal gabinetto uscì nientepopodimeno che Alessandro Fontana del team DBR, all'epoca uno dei più forti biker italiani.
Ci fece un sorriso e si allontanò. Il tipo davanti a me (ca 175 cm x un centinaio di kg) entrò, e quando uscì disse:"Minch', Fontana sará anche un ottimo biker, ma anche a livello di puzze non scherza. Mi conforta sapere che anche lui si cag' sotto a correre contro gente come me"! Lo disse con una tale naturalezza e in un modo che mi piegai dal ridere. ...E quando entrai io, dovetti constatare che era vero. Anche se sicuramente l'odore pestilenziale era causato dai molti "scarichi" e non solo quello del buon Fontana.
 

mabon12

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Non sono mai abbastanza!
io però non l'ho postato all'ora di cena, ma verso le 17 (ora di merenda):mrgreen::mrgreen:

Beh, se proprio dobbiamo parlarne :mrgreen:... pazzesco quello che succedeva prima di certe gare amatoriali ai tempi in cui gareggiavo (immagino anche adesso!)
Scena classica: un solo bar nei pressi del ritrovo, cesso intasato e tutti che, non avendo alternative, continuavano ad usarlo :bleah:
 

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Scapin Dyapason
Ca. 13 anni fa, ad inizio stagione mi sottoposi, come ogni anno alla visita sportiva per idoneità agonistica. Mai avuto problemi ad ottenerla, ma quella volta mi capitó una dottoressa -nota per essere o molto pignola o insicura- che non convinta del mio ECG dopo la prova-scalino, mi prenotò per la prova da sforzo approfondita. "In cosa consiste?" le chiesi
"Dovrá pedalare su un cicloergometro per un tot di tempo. Se vuole dopo puó farsi la doccia"
Qualche giorno dopo mi presentai presso l'ambulatorio della Medicina dello Sport. Mi accolse un'infermiera bella, ma bella che ricordava vagamente Angelina Jolie. Indossai le braghette da ciclismo e le scarpe da ginnastica e, trattenendo il più possibile la pancetta, tornai da lei. Mi applicò gli elettrodi sul torace e mi fece salire su cicloergometro. Era gentile, ma un po' freddina e decisa (sarà stata abituata a trattare con i "galletti") e mi disse:"Inizi a pedalare. Ogni minuto il computer indurirá la pedalata. Continui finchè ce la fa"
"Tsss, ragazza" pensai "Sono un ciclista quasi professionista io. Te lo distruggo questo aggeggio" In realtà dissi:"Beh, essendo io un ciclista mi sembra piuttosto semplice la cosa"
"Eh, dicono tutti così, poi scoppiano"
rispose
Iniziai con la pedalata agile con nonchalance, frullando
a oltre 110 rpm.
"Tranquillo, non esageri" mi disse
Dopo 10 minuti ca. l'agilità era molto ridotta e sorriso beffardo aveva lasciato il posto ad una bocca aperta in cerca di aria.
Entrò nella stanza anche il medico che domandò:"Come va qui?"
Io cercai di nascondere la fatica e mi sforzai di tornare ad una pedalata il più tonda e regolare possibile.
Sotto il cicloergometro, che continuava inesorabilmente ad indurirsi", si era formato il Lago di Garda...di sudore!
Ormai il mio volto mostrava tutti i segni della fatica, la pedalata era diventata così dura che lo Stelvio in confronto era in discesa.
Ma con Angelina Jolie che mi osservava non potevo schiattare e arrendermi.
Finchè venne il medico a "salvarmi" e disse:"OK, basta così".
Non riuscivo neanche a parlare ma ci provai:"Po..r...ca mis...er...ia, c...he fa...tica". Lei sorrise e disse:Beh, non ce n'é uno che non faccia fatica. Lo scopo è proprio questo"
Comunque alla fine sono risultato idoneo e con referto finale"Ottima condizione fisica, Watt erogati 350"...non male, dai! Ma fu il cicloergometro a distruggere me e non il contrario
 
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