Commenti per la discussione "Nuovi casi di doping tra gli amatori"

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kelme

Gregario
19 Giugno 2008
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massa
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Per sparare a zero devi avere la coscienza pulita...
Essendo stipendiati Rai penso che se dovesse saltar fuori qualcosa su di loro poi rischierebbero di esser cacciati,quindi meglio far dichiarazioni di facciata senza infastidire nessuno.
 

7merak7

Apprendista Cronoman
16 Dicembre 2005
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Vicenza
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Per sparare a zero devi avere la coscienza pulita...
Essendo stipendiati Rai penso che se dovesse saltar fuori qualcosa su di loro poi rischierebbero di esser cacciati,quindi meglio far dichiarazioni di facciata senza infastidire nessuno.

era un invito al nostro amico che ne sa più di noi, a quanto dice :mrgreen:
 

stefano2013

Apprendista Passista
25 Marzo 2013
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Pastrengo (VR)
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maddiline
Chiedevo solo di un tuo aiuto,pare tu sia molto preparato in materia.
C'è poco da ridere quando si parla di "medicinali salva vita",ma potrebbero diventare barzellette i tuoi racconti su di un forum invece che in sedi adatte,federazioni o questure che siano.
Sempre se realmente a conoscenza,da ex pro,come tu dici di esserlo.

Vedi io non scrivo quì per combattere il doping, io la mia lotta contro il doping l'ho fatta anni fa allenandomi duramente, sacrificando la mia vita di ragazzo per questo sport meraviglioso, con l'illusione che con il duro lavoro e la passione avrei potuto combattere il doping....quella battaglia l'ho persa inesorabilmente, scoprendo sulla mia pelle che è una battaglia impari....ora scrivo quì per il semplice motivo di apportare il mio contributo ad una discussione, niente di più.
Quello che ho visto e so io lo sanno ancora meglio gli organi federali così come le procure antidoping....purtroppo il doping non si combatte con le indagini della magistratura o con i controlli antidoping farsa...La federazione deve avere la voglia e il coraggio di dire basta...potrebbe farlo...

http://capodacqua.blogautore.repubb...one-di-hamilton-tutto-il-marcio-del-ciclismo/
 

lucianogiuseppe

Apprendista Cronoman
16 Maggio 2011
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Pinarello Dogma, Trek Domane
Assolutamente in disaccordo. Se non fosse stato per la magistratura o per i controlli antidoping attualmente il ciclismo(e non solo) sarebbe ancora infestato da pseudo dottori e fior fior di dopati.
Si, ma la Magistratura ed i controlli Antidoping servono solo ad individuare la punta dell'iceberg; finchè non passa l'idea che il Dopato è un imbecille, un frustrato da emarginare sempre e comunque, un "coglione" da indicare a dito ed al lubridio pubblico, il Doping non cesserà mai :angrymod:
 
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lucianogiuseppe

Apprendista Cronoman
16 Maggio 2011
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Pinarello Dogma, Trek Domane
...mica voglio ucciderli i Dopati; per me possono benissimo tornare a gareggiare, una volta scontata la pena e vale anche per quelli non ancora scoperti, ma di cui si ha la certezza che si aiutano...voglio solo che li si indichi a dito:" Quello è uno che si è dopato, quello è un imbecille che si dopa" e giù risate di scherno...basta un po' di "sano" sputtanamento...almeno quello...!!!
 
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Ambatula

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Diego56

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22 Gennaio 2009
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Rivara Canavese
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In acciaio
Perchè non si inizia indicando su Wikipedia, il sito del ciclismo etc. anche l'indicazione "condannato per doping dal....al.... Almeno chiunque leggesse quelle pagine potrebbe sapere se quel corridore è stato "pulito" o no.
 

Travis Tygart Fan

Apprendista Scalatore
25 Gennaio 2013
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.
Doping e omertà: parla Spinosa, il pm che fermò il medico di Armstrong

Intervista esclusiva a Giovanni Spinosa, il pubblico ministero che alla fine degli anni '90 scoperchiò il vaso di Pandora sul doping in Italia.
Combattere il doping. Un mantra che si racconta quotidianamente nelle stanze del potere sportivo, ma un mantra che nasconde, spesso, la scarsa - o nulla - volontà di fare veramente qualcosa. Al punto che la vera lotta al doping è stata fatta non dallo sport, ma dalla giustizia ordinaria. Come da Giovanni Spinosa, pubblico ministero, primo magistrato ad aprire il vaso di Pandora.
Il dottor Spinosa, quando lavorava a Bologna, istituì, infatti, il processo che coinvolse il professor Michele Ferrari (quello di Lance Armstrong, per intenderci). Con lui abbiamo parlato di lotta al doping.


Dottor Spinosa, il mondo sportivo appare omertoso quando si parla di doping. Come avete fatto a scalfire questa superficie di silenzio?
"Il primo processo che facemmo - che anticipò anche quello famoso contro la Festina in Francia - coinvolse il professor Ferrari. Per riuscirci ci avvalemmo di un ciclista professionista, Filippo Simeoni, il quale ci spiegò nel dettaglio non solo i fatti, ma soprattutto il sistema che era alle spalle del fenomeno doping. Un metodo che sistematicamente alterava l'organismo degli atleti. Capimmo, dunque, che si era fatto un salto di qualità, passando dalla pastiglia che migliorava la singola prestazione a un lavoro ben più sistematico e programmatico atto a modificare l'organismo".
Ma non fu facile, immagino.
"Ricorderà sicuramente un Tour de France, credo quello del 2004, quando in una tappa proprio Simeoni andò in fuga. Non era uomo di classifica, eppure fu proprio Lance Armstrong (sodale di Ferrari, ndr.) a lanciarsi al suo inseguimento. Lo raggiunse, gli intimò di aspettare il gruppo e, quando ciò avvenne, Simeoni venne pesantemente e platealmente insultato da molti corridori (tra cui il compagno di squadra Cipollini, da poco finito nei guai per doping, ndr.). Il perché è ovvio: aveva rotto quel muro di omertà che c'era e che, ahimè, c'è ancora".
I professionisti sono ormai diventati uomini di spettacolo prima che sportivi. Il problema doping va affrontato tenendo presente anche ciò?
"Lei ha ragione e bisogna ricordare che tra i professionisti girano tanti, tantissimi soldi. Io non mi occupo più di lotta al doping, ma sono convinto che gli interventi eclatanti che vediamo ancora oggi, quelli mediatici che riguardano i grandi campioni servano a poco. Il vero dramma del doping è il mondo degli amatori. Sono le gare juniores e amatoriali quelle più pericolose. Vediamo maratone, corse ciclistiche dove ragazzini o dilettanti fanno tempi degni dei professionisti. E' qui che bisognerebbe colpire, ma anche qui ormai si parla di macchine che fanno soldi ed è difficile trovare la volontà di intervenire".
Lei ha processato il professor Ferrari, discepolo del famoso professor Conconi. Che opinione ha di Conconi?
"Senza sarcasmo o ironia, lo definisco un grande scienziato. Il professor Conconi è una persona che ha rivoluzionato gli studi legati al corpo umano, al consumo calorico e ai limiti cui si può mirare. La scienza è importante e il professor Conconi è stato un grande scienziato. Quello che è sbagliato è l'uso che ne è stato fatto da lui e, soprattutto, dai suoi allievi. Sbagliato è applicare la scienza allo sport, distorcendoli entrambi".
Lei non si occupa più di doping, ma questo mondo lo conosce benissimo. Crede che la lotta al doping sia possibile, o è una battaglia persa?
"La lotta al doping si può e si deve fare tra i giovani e gli amatori. E' un problema culturale, bisogna far capire che non stanno facendo il Giro d'Italia e che devono lottare con le loro armi. Però, guardando i dati sulla diffusione si deve prendere atto che il doping esiste in profondità e combatterlo è difficile. Per il mondo professionistico, invece, non credo più che si possa fare".


http://sportemotori.blogosfere.it/2...a-il-pm-che-fermo-il-medico-di-armstrong.html

http://www.chiarelettere.it/author/spinosa-giovanni/#biografiautore
 
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ascia69

Apprendista Velocista
1 Ottobre 2007
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Umbro, Genovese d'adozione
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RIDLEY ORION, Vitus Chrono Simoncini cx
Doping e omertà: parla Spinosa, il pm che fermò il medico di Armstrong

Intervista esclusiva a Giovanni Spinosa, il pubblico ministero che alla fine degli anni '90 scoperchiò il vaso di Pandora sul doping in Italia.
Combattere il doping. Un mantra che si racconta quotidianamente nelle stanze del potere sportivo, ma un mantra che nasconde, spesso, la scarsa - o nulla - volontà di fare veramente qualcosa. Al punto che la vera lotta al doping è stata fatta non dallo sport, ma dalla giustizia ordinaria. Come da Giovanni Spinosa, pubblico ministero, primo magistrato ad aprire il vaso di Pandora.
Il dottor Spinosa, quando lavorava a Bologna, istituì, infatti, il processo che coinvolse il professor Michele Ferrari (quello di Lance Armstrong, per intenderci). Con lui abbiamo parlato di lotta al doping.


Dottor Spinosa, il mondo sportivo appare omertoso quando si parla di doping. Come avete fatto a scalfire questa superficie di silenzio?
"Il primo processo che facemmo - che anticipò anche quello famoso contro la Festina in Francia - coinvolse il professor Ferrari. Per riuscirci ci avvalemmo di un ciclista professionista, Filippo Simeoni, il quale ci spiegò nel dettaglio non solo i fatti, ma soprattutto il sistema che era alle spalle del fenomeno doping. Un metodo che sistematicamente alterava l'organismo degli atleti. Capimmo, dunque, che si era fatto un salto di qualità, passando dalla pastiglia che migliorava la singola prestazione a un lavoro ben più sistematico e programmatico atto a modificare l'organismo".
Ma non fu facile, immagino.
"Ricorderà sicuramente un Tour de France, credo quello del 2004, quando in una tappa proprio Simeoni andò in fuga. Non era uomo di classifica, eppure fu proprio Lance Armstrong (sodale di Ferrari, ndr.) a lanciarsi al suo inseguimento. Lo raggiunse, gli intimò di aspettare il gruppo e, quando ciò avvenne, Simeoni venne pesantemente e platealmente insultato da molti corridori (tra cui il compagno di squadra Cipollini, da poco finito nei guai per doping, ndr.). Il perché è ovvio: aveva rotto quel muro di omertà che c'era e che, ahimè, c'è ancora".
I professionisti sono ormai diventati uomini di spettacolo prima che sportivi. Il problema doping va affrontato tenendo presente anche ciò?
"Lei ha ragione e bisogna ricordare che tra i professionisti girano tanti, tantissimi soldi. Io non mi occupo più di lotta al doping, ma sono convinto che gli interventi eclatanti che vediamo ancora oggi, quelli mediatici che riguardano i grandi campioni servano a poco. Il vero dramma del doping è il mondo degli amatori. Sono le gare juniores e amatoriali quelle più pericolose. Vediamo maratone, corse ciclistiche dove ragazzini o dilettanti fanno tempi degni dei professionisti. E' qui che bisognerebbe colpire, ma anche qui ormai si parla di macchine che fanno soldi ed è difficile trovare la volontà di intervenire".
Lei ha processato il professor Ferrari, discepolo del famoso professor Conconi. Che opinione ha di Conconi?
"Senza sarcasmo o ironia, lo definisco un grande scienziato. Il professor Conconi è una persona che ha rivoluzionato gli studi legati al corpo umano, al consumo calorico e ai limiti cui si può mirare. La scienza è importante e il professor Conconi è stato un grande scienziato. Quello che è sbagliato è l'uso che ne è stato fatto da lui e, soprattutto, dai suoi allievi. Sbagliato è applicare la scienza allo sport, distorcendoli entrambi".
Lei non si occupa più di doping, ma questo mondo lo conosce benissimo. Crede che la lotta al doping sia possibile, o è una battaglia persa?
"La lotta al doping si può e si deve fare tra i giovani e gli amatori. E' un problema culturale, bisogna far capire che non stanno facendo il Giro d'Italia e che devono lottare con le loro armi. Però, guardando i dati sulla diffusione si deve prendere atto che il doping esiste in profondità e combatterlo è difficile. Per il mondo professionistico, invece, non credo più che si possa fare".


[url]http://sportemotori.blogosfere.it/2013/04/doping-e-omerta-parla-spinosa-il-pm-che-fermo-il-medico-di-armstrong.html[/URL]

[url]http://www.chiarelettere.it/author/spinosa-giovanni/#biografiautore[/URL]
Brava persona pure Cipollini.....complimenti....e questo viene osannato ogni volta che va in televisione....ma che schifo....
 

Deciso

Apprendista Cronoman
27 Settembre 2005
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Montorsoli (FI)
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Orbea Aero, F8 Pinarello, Orbea Terra
Non so se è gia stato detto, ma su CT di Aprile c'è un trafiletto in basso a destra (non mi ricordo la pagina) in cui si dice che la Consulta dal 2014 vieterà la partecipazione a gare di soggetti squalificati per doping e tesserabili da società ma solo come cicloturisti.
 

Zener

Apprendista Scalatore
14 Gennaio 2005
2.384
82
Laddove c'era una volta il velodromo olimpico
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Orbea Orca OMR 2015 Dark - Orbea Orca 2009 Campione Italiano
.....
bisogna far capire che non stanno facendo il Giro d'Italia e che devono lottare con le loro armi.
.....

Se il doping è dannoso come accertato (oltre ad alterare le prestazioni) non è che fare il Giro d'Italia ne giustifica l'impiego. Il NO al doping deve essere categorico sempre. Altrimenti si potrebbe anche sostenere il contrario: "No al doping nel giro d'Italia in quanto una competizione sportiva ufficiale in cui si possono alterare i risultati sportivi ufficiali su cui si fanno anche scommesse sportive (frode); ammesso a livello amatoriale, tanto son problemi loro e chissenefrega. Se uno si vuole drogare si droga, se si vuol dopare che si dopi, la salute/vita è la sua e ci fà quel che vuole".
 

Travis Tygart Fan

Apprendista Scalatore
25 Gennaio 2013
2.436
37
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.
Se il doping è dannoso come accertato (oltre ad alterare le prestazioni) non è che fare il Giro d'Italia ne giustifica l'impiego. Il NO al doping deve essere categorico sempre. Altrimenti si potrebbe anche sostenere il contrario: "No al doping nel giro d'Italia in quanto una competizione sportiva ufficiale in cui si possono alterare i risultati sportivi ufficiali su cui si fanno anche scommesse sportive (frode); ammesso a livello amatoriale, tanto son problemi loro e chissenefrega. Se uno si vuole drogare si droga, se si vuol dopare che si dopi, la salute/vita è la sua e ci fà quel che vuole".
Ovvio, ma il senso era un altro.
 

Zener

Apprendista Scalatore
14 Gennaio 2005
2.384
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Laddove c'era una volta il velodromo olimpico
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Orbea Orca OMR 2015 Dark - Orbea Orca 2009 Campione Italiano
Ovvio, ma il senso era un altro.

Sì, l'ho capito che il senso era un altro solo che più volte ho sentito fare discorsi con distinzioni tra "mondi" ciclistici. Volevo sottolineare come questo modo di parlare sia pericoloso proprio perchè poi all'interno del mondo amatoriale con questo ragionamento si vanno a giustificare taluni comportamenti
 

igi

Pignone
14 Gennaio 2008
180
3
Casalecchio, BO
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Carraro road, Dynatek tt, Visual track (tutte made in Italy, in effetti...)
Non so se è gia stato detto, ma su CT di Aprile c'è un trafiletto in basso a destra (non mi ricordo la pagina) in cui si dice che la Consulta dal 2014 vieterà la partecipazione a gare di soggetti squalificati per doping e tesserabili da società ma solo come cicloturisti.

Sarebbe ora.
 

CuoreMatto

Apprendista Cronoman
23 Marzo 2009
3.189
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Empolis (Tuscany)
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Brand e No Brand
Se il doping è dannoso come accertato (oltre ad alterare le prestazioni) non è che fare il Giro d'Italia ne giustifica l'impiego. Il NO al doping deve essere categorico sempre. Altrimenti si potrebbe anche sostenere il contrario: "No al doping nel giro d'Italia in quanto una competizione sportiva ufficiale in cui si possono alterare i risultati sportivi ufficiali su cui si fanno anche scommesse sportive (frode); ammesso a livello amatoriale, tanto son problemi loro e chissenefrega. Se uno si vuole drogare si droga, se si vuol dopare che si dopi, la salute/vita è la sua e ci fà quel che vuole".
Il problema, Andrea, è che chi si è ammalato col doping, poi va a carico del SSN e quindi a carico mio, tuo, ecc....e questo non mi sta bene.
 

Audax

Pedivella
12 Gennaio 2008
369
14
Provincia di Pesaro
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Canyon Ultimate CF 8.0
Il problema, Andrea, è che chi si è ammalato col doping, poi va a carico del SSN e quindi a carico mio, tuo, ecc....e questo non mi sta bene.

Tesi pericolosa: Si potrebbe applicare a chi fa motociclismo, a chi fa alpinismo, a chi scia, a chi va in bicicletta, ecc ecc insomma a tutte quelle attività più o meno rischiose
Saluti
 
Stato
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