La mia
Sportful comincia martedì scorso. Mi trovavo in vacanza in puglia con la moglie, il giorno prima mi ero fatto l'ultimo lungo, 170 Km splendidi (giro del Gargano + varianti).
Il giorno dopo, un po' per ingenuità mia, un po' per inciviltà di certa gente, un po' per il destino, esattamente alle 13.30 di una assolata giornata, pronti per ripartire verso casa dopo l'ultimo bagno, mi accorgo che mi hanno sfondato il finestrino della macchina e portato via TUTTO.
Valigie, computer, etc. soprattutto la BICI, e non solo! Scarpe, completini, caschetto, etc.
Solo chi ama la bici sa cosa vuol dire. Mi sentivo spaesato, tra le non-disgrazie era la cosa più brutta che potesse capitarmi. Non sapevo che fare, mi ero preparato a lungo e, dopo la mia prima partecipazione l'anno scorso in 8h45 minuti, volevo migliorarmi e puntavo a stare sotto le 8.30.
Mercoledì e giovedì sono passati nella disperata ricerca di una bici usata. Alla fine la trovo, della mia misura, ad un buon prezzo (per il mio attuale budget). Il problema è che si trovava a Cesenatico, io a Verona. Giorno di ferie, viaggio in giornata. Incontro il proprietario (un utente del forum, che saluto

), un'occhiata alla bici, la compro.
Sabato mattina compro scarpe e caschetto.
Le misure le imposto in maniera (spero) simile alla precedente (di cui non avevo le misure esatte dal momento che me la ero regolata a sensazioni), ho giusto il tempo di farmi una Torricella il sabato alle 14.00.
Sensazioni strane. Basti dire che prima avevo il 34-50 e corone ovali, adesso ho un 39-53 e corone tonde. Poi cambiando scarpe (ho approfittato di un'offerta) cambia sempre tutto...
Decido comunque di partire per il B&B di Feltre, dove mi aspettavano alcuni compagni di squadra. Durante il viaggio ripenso a quando, qualche anno fa, avevo come rapporto minimo il 39x25, e venivo comunque su (magari un po' duretto) più o meno dappertutto. Mi dico che posso farcela, dopotutto la Sportful non ha pendenze estreme.
Domenica mattina sono in griglia. Parto, mi sento bene fino all'attacco del forcella Franche, poi alla prima salita il 39 e soprattutto il passaggio da corona ovale a tonda chiedono il conto. Crampi ovunque. Ancora crampi. Rallento un po', scollino. Mi dico che se mi gestisco sul Duran posso farcela. Faccio il Duran con calma, nonostante tutto la gamba gira anche con il 39x28, arrivo in cima più o meno sano, anche se inizio ad avvertire un po' di malessere generalizzato...Crampi ancora, questa volta alla pancia!
Attacco la Staulanza con malessere diffuso, crampi alla pancia, sto per mollare. Circa a metà una scena tragicomica, ho improvvisamente un attacco di diarrea e mi DEVO fermare a bordo strada!! Mi scuso pubblicamente con chiunque abbia assistito all'orrendo spettacolo. Mi fermo circa 5 minuti, poi riparto, mi sembra di stare un po' meglio... in qualche modo arrivo in cima. Bevo un sacco, di cibo mangio solo un po' di banana. Mi succhio dei limoni. Mi sento svuotato.
Mi butto in discesa, mi attacco ad un gruppo fino all'inizio del Valles. Fino a Falcade la salita non è difficile, al ristoro mi fermo ancora per bere. Solo bere, non ho appetito.
Il tratto duro del Valles è un calvario. Crampi alle gambe, in muscoli che non pensavo nemmeno di avere. Non mi fermo, ma vado pianissimo. Non riesco a fare che poche pedalate seduto, poi partono i crampi. Mi alzo sui pedali, mi risiedo, poi ripartono. Un tizio su una Cannondale mi dice di non mollare. Lentissimo (per come avrei voluto salire) arrivo in cima. Stavolta riesco a mangiare qualcosa. La pancia sembra essersi sistemata. Bevo ancora, mangio una barretta e un panino. Le calorie entrate in circolo iniziano a scorrermi per il corpo sul Rolle, ho ancora qualche crampo alle gambe ma pedalo bene, un po' duro ma salgo bene. Arrivo in cima rinfrancato, mi godo la discesa delle discese, mi accodo ad un bel gruppo nel tratto in piano.
Mi sento meglio. All'inizio del Croce d'Aune mi sento le forze tornare. Salgo bene, molto bene! Recupero parecchie posizioni, salgo di rabbia. E' la mia vendetta nei confronti dei ladri di sogni. Me la mangio quella salita, penso di essere salito meglio dell'anno scorso. Discesa velocissima. Il pavè. Vedo il traguardo. Lo taglio in 8h 46 minuti. Mi butto sul prato stremato, sono grato al mondo per avermi fatto provare quello che ho provato, guardo la mia nuova compagna di pedalate che fino a qualche giorno prima apparteneva a qualcun altro, ed ora ha già condiviso con me un pezzetto di vita.
Sono felice e orgoglioso di me stesso.
Alla prossima, Feltre.