Club Wilier (parte settima)

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Marcostefano

Apprendista Velocista
30 Agosto 2012
1.230
23
Mongrassano(CS)
www.noircol.com
Bici
BMC slr02/Sram Force 22/Mavic Ksyrium Elite S
Grande Marco ;)
Fatto un bel giretto? La gamba buona?
Ciaoo Campione!
Io oggi riposo, domani vediamo cosa mi consiglia la SL, se uscire o no. Gambe non al Top ancora un po' stanchine. Caso mai giretto soft e via di agilità.
Ciaoo belli ;)

Ciao mitico! o-o
La gamba sempre scarsa è :mrgreen:,per fortuna la spin te la mantiene bene o-o

Oggi un giro leggero di 42 km,cercando di sfuggire alla pioggia :mrgreen:
 

giop1968

Apprendista Scalatore
21 Luglio 2011
2.216
13
Pordenone
Visita sito
Bici
Wilier Zero.7
Buonasera a tutti amici! Sono di ritorno da un bel we lungo sui laghi di Salisburgo con mio fratello... e naturalmente le biciclette! anche se la mtb stavolta.

Se avete voglia (e una mezz'ora da perdere) per leggere un racconto semiserio e un po' romanzato della giornata in cui ci siamo fatti una salitona che porta a delle bellissime grotte di ghiaccio... mi fa piacere condividerlo con voi! Però è lungo, poi non dite che non vi avevo avvertito! ;-)


Cronaca di un we nel Salzkammergut con mio fratello, all'insegna di km in bicicletta, rischio di sfiga colossale, avventure e disavventure, cazzate e tante tante risate insieme...

[...]
Giorno 2: Venerdì. Ci svegliamo pronti ad affrontare la prima giornata di scorribande per il salisburghese. Le previsioni non sono delle migliori: fuori dalla finestra il cielo è a dir poco plumbeo e non sembra voler schiarire. Pazienza, abbiamo come meta le grotte di ghiaccio dell'Eisriesenwelt, l'idea è quella di fare la salita in bici, visitare le grotte e poi tornar giù. Ma alla peggio non tiriamo fuori le bici dal bagagliaio. Durante il trasferimento a Werfen comincia a piovere allegramente su di noi, quando arriviamo al parcheggio ai piedi della salita ci accoglie una magnifica giornata novembrina fatta di nuvole basse e pioggia... L'ideale per farsi 500m di dislivello in bici fino a 1000m di quota!
Che la salita sia brutale lo sapevamo: circa 5km oltre il 10% medio di pendenza, con punte sopra il 20%; in tutta sincerità avevo sconsigliato a mio fratello di farla, soprattutto perchè la sua bici, con un 24x28, non ha i rapporti giusti per farla in agilità, per il suo grado di allenamento. Ancora ancora io con la mtb, alla peggio si mette su il rampichino e si frulla come un criceto, ma si continua a salire... Ad ogni buon conto per rinfrescarci la memoria sta un minaccioso cartello che punta in direzione di una montagna avvolta nelle nubi, con scritto "Eisriesenwelt 5km". Corredato da un altro cartello con il segnale di 21% di pendenza, giusto per chi ancora avesse dei dubbi.
Ma mio fratello in linea di principio non è contrario a provarci, cosa che mi impressiona molto: "Già che siam qui, val la pena tentare. Al massimo se muoio torno giù". Very good man, that's the spirit!
Mentre meditiamo sul da farsi cercando di capire se il tempo peggiorerà inesorabilmente o la pioggia ci concederà tregua, arrivano due camper di turisti spagnoli, i quali - con un parcheggio VUOTO - si piazzano di culo uno alla nostra destra e uno alla nostra sinistra, a pochi centrimetri dalle nostre portiere. Uno dei due fa pure il pelo alla mia bici appoggiata alla fiancata della macchina! La pioggia sembra scemare un po', e con un po' di incoscienza e coraggio ci guardiamo e ci diciamo: "Siamo qui, ci proviamo!". Ci cambiamo in macchina come profughi, io abbastanza liberamente al riparo del portellone aperto (non mi smutando però), mio fratello dentro il bagagliaio coprendosi con un telo. I turisti spagnoli e gli altri astanti ci guardano con fare allibito. Io penso che sarebbe utile avere sulla macchina un adesivo tipo "SIAMO CICLISTI, NON FAN DEI VILLAGE PEOPLE!". In effetti per uno non avvezzo a queste cose, due che si spogliano nudi in un parcheggio e si mettono completini attillati in lycra può risultare abbastanza sospetta come cosa...

Quando siamo pronti ed equipaggiati (zaini preparati con mantelline, antivento, guanti, etc etc...) i turisti spagnoli ci guardano un'ultima volta attraverso i finestrini dell'autobus che li porterà in vetta, con chiara espressione da "Questi qui sono due idioti completi, non ce la faranno mai!". Io per tutta risposta li saluto portando la mano al casco, come a dire "bon voyage, ci vediamo in vetta!". Ma ammetto che penso "Non sarebbe molto più semplice se anche noi salissimo lì sopra con loro??".
Partiamo. Dopo circa 500m in piano la strada gira una curva, oltrepassa un ponticello e si fa subito SPIETATA. Non ho modo di controllare l'esatta pendenza ma sono pronto a scommettere che 10% sia davvero il valore più basso. Solo nei tornanti stacca un po', ma girare ogni curva significa vedersi davanti un nuovo muro che sale quasi verticale davanti a te, fino a scomparire dietro la curva successiva. Grazie ai rapportini della mtb io riesco a non essere quasi sotto sforzo, ma vedo mio fratello che arranca di peso ed è ampiamente fuori soglia. NONDIMENO NON E' INTENZIONATO A MOLLARE. Ogni tanto ci fermiamo in qualche tornante a rifiatare un pelo, tanto non abbiamo tempi da fare, qui l'impresa è arrivare in cima e basta! Proprio in uno di questi assistiamo a una scena incredibile: nel bel mezzo di una rampa ripidissima il vecchio mercedes Vito - viola e ballonato oltre l'indecenza! - di estoni che ci ha appena superato si inchioda a metà! Le altre macchine si arrabattano per superarlo, sfrizionando in prima al 20% e oltre di pendenza, noi cerchiamo di non fermarci (ripartire sarebbe un casino) e ci infiliamo anche noi per superarlo. Fermi nella curva lo vediamo scendere di culo in folle fino al tornante precedente, pensiamo "girerà indietro e tornerà giù"... E INVECE NO!! Sta fermo qualche secondo poi dà giù gas a tutta e riprende la rampa!! "Oggesù, questo è matto!" fa mio fratello. Stavolta ce la fa, ma non sa che subito dopo la curva lo aspetta un'altra rampa uguale... Ora siamo noi, quando ci passa davanti, a scuotere vistosamente la testa come a dire "non ce la puoi fare". Difatti sulla seconda rampa rallenta fin quasi a fermarsi, si sentono le ruote che slittano (è pure bagnato il fondo), la frizione ulula, ma per una specie di miracolo riesce ad andare avanti! Io nel frattempo mi sbraccio alle altre macchine che vengono dietro di rallentare, indicando che dietro la curva più su c'è un matto praticamente fermo. La cosa sembra risolversi senza problemi, la coda di macchine sparisce dietro la curva. O l'estone ce l'ha fatta, oppure è stato spinto giù nel burrone da quelli dietro.

Ripartiamo. L'umidità è totale, sudiamo fino alla putrefazione, ma per fortuna non è freddo, quindi quando ci fermiamo non ci agghiacciamo. In un'altra sosta convinco Eug a magiare qualcosa per non andare in crisi di zuccheri, e gli porgo il mio fruttino Zuegg di sopravvivenza. Ora, il fruttino Zuegg alla mela cotogna è un concentrato di marmellata e zucchero che copre da solo il fabbisogno calorico di un minatore per una giornata; presente la Manna nella Bibbia? Traduzione errata, erano fruttini Zuegg quelli che piovevano, ma per esigenze di publicità occulta hanno dovuto mettere un nome neutro... Si aggiunga che il presente fruttino, avendo qualche mese di vita (è ancora un residuato bellico dalla mia migrazione dall'Italia a Vienna, qui trovo solo barrette cioccolatose di compensato Ikea marchiate Billa), si è ulteriormente disidratato... insomma, un fruttino mummificato, con un potere allappante triplo rispetto al normale (che già è tanto)! Non ha perso il suo potere calorico però, questo è l'importante. Mio fratello lo guarda sconcertato, ma ne mangia metà senza lamentarsi.

Poco a poco arriviamo in cima, sentire la strada spianare sotto le ruote è sempre una liberazione! Ci fermiamo proprio sotto l'ingresso del centro visitatori, ora un paio di foto di rito ci stanno tutte! Un paio di italiani che ci hanno visto salire ci scattano la foto e ci fanno i complimenti. Sono fiero di mio fratello, del fatto che sia stato lui a volerci provare e che non abbia mai mollato! Vai Eug, ora che hai fatto questa non avrai più paura di niente!!
Facciamo i biglietti (40 cocuzze!) e ci avviamo a piedi sul sentiero che porta alla stazione di valle della teleferica (la più ripida di Austria per inciso). Alla baita ci cambiamo con vestiti asciutti e ci rifocilliamo con Leberkase, Wurstel e birrozze strameritati. Poi ci mettiamo pazientemente in fila PER L'ORA E MEZZA DI CODA PER PRENDERE QUELLA CA...O DI TELEFERICA! Ma alla fine viene anche il nostro turno, saliamo su, percorriamo l'ultimo tratto di sentiero che porta all'ingresso e siamo finalmente alle grotte di ghiaccio!
Ci consegnano una lampada al carburo e ci intruppiamo con altri visitatori dietro alla nostra guida. Dentro fa zero gradi e l'oscurità è totale, rotta solo dalle lampade nostre e della guida. E oltrettutto è ancora salita, 700 gradini a salire e 700 a scendere! Ma lo spettacolo è unico: stalattiti e stalagmiti, pilastri grossi come quelli di una cattedrale, laghetti, pareti, crestoni affilatissimi e figure ardite, tutto di ghiaccio! La fiammella verde della lampada al magnesio della guida fa risaltare la trasparenza del ghiaccio, e crea un'atmosfera incredibile. Rotta solo dalla povera bambinetta quattro-cinquenne della famiglia turca (?) dietro di noi, la quale - giustamente - terrorizzata, strilla come un aquilotto per tutto il tempo, impedendoci di sentire l'80% di quel che dice la guida.
"Ma tu pensa cosa deve aver provato il primo che è stato qui", continua a ripetere mio fratello; in effetti deve essere stato qualcosa di veramente impressionante, considerando che lo è ancora oggi, pur essendo uno solo delle migliaia di visitatori giornalieri...

Finita la visita ci riacclimatiamo e ci rimettiamo in coda (sic!) per riprendere la teleferica. Abbiamo anche una certa fretta perchè sono le cinque e in teoria per un check-in tardivo (dopo le 19) al nostro b&b si pagano 25 euro di giunta. Io cerco su internet il numero di telefono, per avvertire che forse arriveremo tardi (booking non lo comunica!), lo trovo in un sito di turismo locale (o meglio, trovo il numero di telefono di UNA pension Gamsjaeger - così si chiama - nei dintorni di Gosau, il seguito prova che non è così scontato che fosse la nostra...) e chiamo. Mi tranquillizzano sul fatto che entro le 22 non c'è problema, quindi tiriamo un sospiro di sollievo.
Quando recuperiamo le nostre bici si sta alzando un ventaccio minaccioso che non promette nulla di buono, e abbiamo ancora la discesa da fare. Ci mettiamo le antivento e ci fiondiamo giù. Non sale più nessuno, dato che l'ultimo ingresso alle grotte è stato ore fa, e siamo anche ormai tra gli ultmi a scendere. Pur scendendo con prudenza, in OTTO MINUTI spaccati percorriamo quello che all'andata ci era voluta UN'ORA per salire! Siamo giù alla macchina contenti come bambini e giusto in tempo prima che si abbatta su di noi un meraviglioso diluvio con un vento che fa piovere praticamente in orizzontale da quanto tira forte. Tanto ormai giornata è fatta, chissenefrega.
Percorriamo sotto l'acqua i 50km per Gosau, in un paesaggio di colline montagne casette (e nient'altro) tanto deprimente con il brutto tempo quanto idilliaco con il sole... Crediamo sia fatta, ormai ci aspetta una doccia calda, la cena e il letto, per oggi di avventure ne abbiamo viste abbastanza! Poveri illusi che siamo!

Seguendo le indicazioni di Booking attraversiamo Gosau, ridente paesino di... 500 abitanti, Gosau Mittertal, di... 50 abitanti, e arriviamo finalmente a Gosau Hintertal (non a caso "il fondo della valle"!), megalopoli di quattro case e 20 abitanti! Complici le nuvole bassissime e la pioggia battente, che non aiutano ad apprezzare la bellezza del luogo, mio fratello mi guarda torvo, ridimensionando molto l'immagine bucolica del maso nella campagna che gli avevo prospettato come nostra meta alberghiera. Attraversato un ponticello troviamo effettivamente un cartello con i nomi di vari Ferienwohnungen/Pensioni tra cui il Gamsjaeger, con il relativo numero civico (442, che ci preoccupa un po'). Ci addentriamo per 'sta stradina nei campi ma di Gamsjaeger neanche l'ombra. Nemmeno un maso che assomigli a quello in foto su booking. Nel frattempo si sta facendo buio, grazie anche alla coltre di nuvole da inverno nucleare.
Quando ci pare di essere andati ragionevolmente troppo oltre giriamo indietro e richiamiamo la pensione per telefono. "No avete sbagliato", ci fanno, "dovete tornare indietro a Gosau Mittertal, entrare in paese, superare il Gasthof Kirchenwirt e ci trovate". Ok, strano che su booking desse un indirizzo totalmente sballato, e strano anche che proprio lì dove doveva essere indicasse Gamsjaeger, ma tant'è. Torniamo a Mittertal e troviamo "Il Gamsjaeger" senza difficoltà. Ovviamente non assomiglia in niente a quello che in teoria abbiamo prenotato.
Entriamo, è praticamente casa della famiglia Gamsjaeger, e ci accoglie un ingresso con armadi a muro in compensato laccato stile Mercatone Uno. Mio fratello mi guarda con fare omicida. A me va bene qualsiasi cosa, basta che ci sia una doccia e un letto. NESSUNO CI ACCOGLIE.
Esco e suono il campanello, si presenta la signora con cui ho parlato al telefono a cui - nel mio povero tedesco - dico che abbiamo una prenotazione con booking. Lei mi guarda come se parlassi arabo e dice, guardando un foglietto stropicciato: "Kova...ic?". "Nein, Z-A-F-F-A-G-N-I-N-I, GABRIELE", scandisco io. "Kova...ic?". "Oh oh", fa mio fratello.
Al termine di una conversazione irreale in cui io arrivo a chiedere "Ma è con lei che ho parlato al telefono?!?", capiamo che effettivamente NON E' QUESTA la NOSTRA Pension Gamsjaeger! "Ci saranno almeno ottanta famiglie Gamsjaeger con una pensione o affittacamere nella valle!", fa la signora, ridendo. Nei nostri cervelli, all'unisono, passa una sola frase: "MA PENSA TE CHECCULO EH!"
Considerando che sono quasi le otto, piove, siamo stanchi e affamati, assumo la faccia da cucciolo spaurito e cerco di muoverla a compassione chiedendole se sa almeno DOV'E' QUELL'ALTRO Gamsjaeger di Hintertal. Grazie a Dio lo sa (pfiu!), e ci spiega che dobbiamo tornare dove eravamo prima, ma invece che girare dobbiamo seguire la strada principale e subito dopo la prima curva lo troveremo. Prima di lasciarci ci raccomanda: "Nel caso una camera libera ce l'ho eh... con la colazione!".

Seguiamo le sue indicazioni e in effetti troviamo questo maso dipinto di verde a righe bianche - che assomiglia vagamente a un chioschetto del luna park, secondo me - con la scritta Gamsjager, Hintertal 336 (l'indirizzo di Booking! Ma la casa non è quella della foto, comunque). Cosa indicasse il cartello di prima resterà un mistero irrisolto.
Entrando vedo una signora lavare dei bicchieri dietro il bancone e penso si tratti della proprietaria, quindi le ripeto la tiritera della prenotazione. "Ma io sono un'ospite!", mi fa, e mi indica la sala da pranzo. Qualcosa non va, e cominicio a pensare che si tratti più di un Ferienwohnung che di un b&b/pension vero e proprio... Ad ogni buon conto il posto è giusto, la padrona aveva la nostra prenotazione e ci consegna le chiavi. L'impressione sul tipo di strutura alberghiera si rivelerà totalmente corretta la mattina dopo, quando vedrò altri due inquilini farsi la colazione (!) e chiederò, preso dal dubbio prima di tuffare le mani nella borsa della spesa nel frigorifero - "ma questa roba la compra ciascuno per sé o la mette a disposizione l'hotel?". "L'abbiamo comprata noi!", mi fanno, brandendo orgogliosi il loro cetriolino mattutino. Vorrei tanto andare a conoscere Dennis, da Schwedelbach in Germania, che aveva perfino commentato "ottima colazione!" su booking, e fargli notare che SICURAMENTE non era QUESTO, dei 3800 della valle, il Gamsjaeger in cui ha alloggiato! Mavafancuuuuulo te, il Gamsjaeger e Booking!

Ad ogni modo un letto c'è, e qui, per 25 euro a testa, non si può chiedere di meglio, quindi non ci lamentiamo. Oltretutto la sortita a Mittertal ci ha fruttato vedere il Kirchenwirt, che sembra ottimo e soprattutto è pieno di macchine austriache parcheggiate (garanzia di buona cucina locale, di solito). Infatti si rivelerà un scelta ottima, non solo per la padella di groestl di sanguinaccio che mi scoffano con libidine, ma anche in virtù del fatto che - ci spiegano - come ogni venerdì fanno balli tradizionali in lederhosen e dirndl (e le ragazze offrono i grappini).
E così fu sera fu mattina anche oggi, e terminò la nostra giornata epica... Se avete letto fin qui, grazie della pazienza e spero che vi siate fatti due risate come noi ce le siamo fatte a viverle queste cose! ;-)

Qui un po' di foto:

Gabriele sei sempre il solito mito!!
Leggere i tuoi racconti ogni volta mi fa sbellicare dalle risate da solo...peccato che stavolta non ci fosse Odino a farvi compagnia :mrgreen:
Grande impresa...grande racconto...e grandi foto!!
A presto o-o
 

Mattia16

Pignone
9 Giugno 2013
267
4
35
Salerno
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Bici
Wilier Cento
Buongiorno campioni! Vi scrivo in diretta da una pineta che dopo 40 km di sole cocente ti obbliga a fermarti e respirare un po' d'aria fresca e buona :mrgreen: felice giornata a tutti!
1009523_10201813673288744_555528574_o.jpg
 

Hawk83

Ammiraglia
19 Aprile 2009
16.037
99
Bellano (LC)
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Bici
Wilier Zero7 2014 con DurAce Di2
Buonasera a tutti amici! Sono di ritorno da un bel we lungo sui laghi di Salisburgo con mio fratello... e naturalmente le biciclette! anche se la mtb stavolta.

Se avete voglia (e una mezz'ora da perdere) per leggere un racconto semiserio e un po' romanzato della giornata in cui ci siamo fatti una salitona che porta a delle bellissime grotte di ghiaccio... mi fa piacere condividerlo con voi! Però è lungo, poi non dite che non vi avevo avvertito! ;-)


Cronaca di un we nel Salzkammergut con mio fratello, all'insegna di km in bicicletta, rischio di sfiga colossale, avventure e disavventure, cazzate e tante tante risate insieme...

[...]
Giorno 2: Venerdì. Ci svegliamo pronti ad affrontare la prima giornata di scorribande per il salisburghese. Le previsioni non sono delle migliori: fuori dalla finestra il cielo è a dir poco plumbeo e non sembra voler schiarire. Pazienza, abbiamo come meta le grotte di ghiaccio dell'Eisriesenwelt, l'idea è quella di fare la salita in bici, visitare le grotte e poi tornar giù. Ma alla peggio non tiriamo fuori le bici dal bagagliaio. Durante il trasferimento a Werfen comincia a piovere allegramente su di noi, quando arriviamo al parcheggio ai piedi della salita ci accoglie una magnifica giornata novembrina fatta di nuvole basse e pioggia... L'ideale per farsi 500m di dislivello in bici fino a 1000m di quota!
Che la salita sia brutale lo sapevamo: circa 5km oltre il 10% medio di pendenza, con punte sopra il 20%; in tutta sincerità avevo sconsigliato a mio fratello di farla, soprattutto perchè la sua bici, con un 24x28, non ha i rapporti giusti per farla in agilità, per il suo grado di allenamento. Ancora ancora io con la mtb, alla peggio si mette su il rampichino e si frulla come un criceto, ma si continua a salire... Ad ogni buon conto per rinfrescarci la memoria sta un minaccioso cartello che punta in direzione di una montagna avvolta nelle nubi, con scritto "Eisriesenwelt 5km". Corredato da un altro cartello con il segnale di 21% di pendenza, giusto per chi ancora avesse dei dubbi.
Ma mio fratello in linea di principio non è contrario a provarci, cosa che mi impressiona molto: "Già che siam qui, val la pena tentare. Al massimo se muoio torno giù". Very good man, that's the spirit!
Mentre meditiamo sul da farsi cercando di capire se il tempo peggiorerà inesorabilmente o la pioggia ci concederà tregua, arrivano due camper di turisti spagnoli, i quali - con un parcheggio VUOTO - si piazzano di culo uno alla nostra destra e uno alla nostra sinistra, a pochi centrimetri dalle nostre portiere. Uno dei due fa pure il pelo alla mia bici appoggiata alla fiancata della macchina! La pioggia sembra scemare un po', e con un po' di incoscienza e coraggio ci guardiamo e ci diciamo: "Siamo qui, ci proviamo!". Ci cambiamo in macchina come profughi, io abbastanza liberamente al riparo del portellone aperto (non mi smutando però), mio fratello dentro il bagagliaio coprendosi con un telo. I turisti spagnoli e gli altri astanti ci guardano con fare allibito. Io penso che sarebbe utile avere sulla macchina un adesivo tipo "SIAMO CICLISTI, NON FAN DEI VILLAGE PEOPLE!". In effetti per uno non avvezzo a queste cose, due che si spogliano nudi in un parcheggio e si mettono completini attillati in lycra può risultare abbastanza sospetta come cosa...

Quando siamo pronti ed equipaggiati (zaini preparati con mantelline, antivento, guanti, etc etc...) i turisti spagnoli ci guardano un'ultima volta attraverso i finestrini dell'autobus che li porterà in vetta, con chiara espressione da "Questi qui sono due idioti completi, non ce la faranno mai!". Io per tutta risposta li saluto portando la mano al casco, come a dire "bon voyage, ci vediamo in vetta!". Ma ammetto che penso "Non sarebbe molto più semplice se anche noi salissimo lì sopra con loro??".
Partiamo. Dopo circa 500m in piano la strada gira una curva, oltrepassa un ponticello e si fa subito SPIETATA. Non ho modo di controllare l'esatta pendenza ma sono pronto a scommettere che 10% sia davvero il valore più basso. Solo nei tornanti stacca un po', ma girare ogni curva significa vedersi davanti un nuovo muro che sale quasi verticale davanti a te, fino a scomparire dietro la curva successiva. Grazie ai rapportini della mtb io riesco a non essere quasi sotto sforzo, ma vedo mio fratello che arranca di peso ed è ampiamente fuori soglia. NONDIMENO NON E' INTENZIONATO A MOLLARE. Ogni tanto ci fermiamo in qualche tornante a rifiatare un pelo, tanto non abbiamo tempi da fare, qui l'impresa è arrivare in cima e basta! Proprio in uno di questi assistiamo a una scena incredibile: nel bel mezzo di una rampa ripidissima il vecchio mercedes Vito - viola e ballonato oltre l'indecenza! - di estoni che ci ha appena superato si inchioda a metà! Le altre macchine si arrabattano per superarlo, sfrizionando in prima al 20% e oltre di pendenza, noi cerchiamo di non fermarci (ripartire sarebbe un casino) e ci infiliamo anche noi per superarlo. Fermi nella curva lo vediamo scendere di culo in folle fino al tornante precedente, pensiamo "girerà indietro e tornerà giù"... E INVECE NO!! Sta fermo qualche secondo poi dà giù gas a tutta e riprende la rampa!! "Oggesù, questo è matto!" fa mio fratello. Stavolta ce la fa, ma non sa che subito dopo la curva lo aspetta un'altra rampa uguale... Ora siamo noi, quando ci passa davanti, a scuotere vistosamente la testa come a dire "non ce la puoi fare". Difatti sulla seconda rampa rallenta fin quasi a fermarsi, si sentono le ruote che slittano (è pure bagnato il fondo), la frizione ulula, ma per una specie di miracolo riesce ad andare avanti! Io nel frattempo mi sbraccio alle altre macchine che vengono dietro di rallentare, indicando che dietro la curva più su c'è un matto praticamente fermo. La cosa sembra risolversi senza problemi, la coda di macchine sparisce dietro la curva. O l'estone ce l'ha fatta, oppure è stato spinto giù nel burrone da quelli dietro.

Ripartiamo. L'umidità è totale, sudiamo fino alla putrefazione, ma per fortuna non è freddo, quindi quando ci fermiamo non ci agghiacciamo. In un'altra sosta convinco Eug a magiare qualcosa per non andare in crisi di zuccheri, e gli porgo il mio fruttino Zuegg di sopravvivenza. Ora, il fruttino Zuegg alla mela cotogna è un concentrato di marmellata e zucchero che copre da solo il fabbisogno calorico di un minatore per una giornata; presente la Manna nella Bibbia? Traduzione errata, erano fruttini Zuegg quelli che piovevano, ma per esigenze di publicità occulta hanno dovuto mettere un nome neutro... Si aggiunga che il presente fruttino, avendo qualche mese di vita (è ancora un residuato bellico dalla mia migrazione dall'Italia a Vienna, qui trovo solo barrette cioccolatose di compensato Ikea marchiate Billa), si è ulteriormente disidratato... insomma, un fruttino mummificato, con un potere allappante triplo rispetto al normale (che già è tanto)! Non ha perso il suo potere calorico però, questo è l'importante. Mio fratello lo guarda sconcertato, ma ne mangia metà senza lamentarsi.

Poco a poco arriviamo in cima, sentire la strada spianare sotto le ruote è sempre una liberazione! Ci fermiamo proprio sotto l'ingresso del centro visitatori, ora un paio di foto di rito ci stanno tutte! Un paio di italiani che ci hanno visto salire ci scattano la foto e ci fanno i complimenti. Sono fiero di mio fratello, del fatto che sia stato lui a volerci provare e che non abbia mai mollato! Vai Eug, ora che hai fatto questa non avrai più paura di niente!!
Facciamo i biglietti (40 cocuzze!) e ci avviamo a piedi sul sentiero che porta alla stazione di valle della teleferica (la più ripida di Austria per inciso). Alla baita ci cambiamo con vestiti asciutti e ci rifocilliamo con Leberkase, Wurstel e birrozze strameritati. Poi ci mettiamo pazientemente in fila PER L'ORA E MEZZA DI CODA PER PRENDERE QUELLA CA...O DI TELEFERICA! Ma alla fine viene anche il nostro turno, saliamo su, percorriamo l'ultimo tratto di sentiero che porta all'ingresso e siamo finalmente alle grotte di ghiaccio!
Ci consegnano una lampada al carburo e ci intruppiamo con altri visitatori dietro alla nostra guida. Dentro fa zero gradi e l'oscurità è totale, rotta solo dalle lampade nostre e della guida. E oltrettutto è ancora salita, 700 gradini a salire e 700 a scendere! Ma lo spettacolo è unico: stalattiti e stalagmiti, pilastri grossi come quelli di una cattedrale, laghetti, pareti, crestoni affilatissimi e figure ardite, tutto di ghiaccio! La fiammella verde della lampada al magnesio della guida fa risaltare la trasparenza del ghiaccio, e crea un'atmosfera incredibile. Rotta solo dalla povera bambinetta quattro-cinquenne della famiglia turca (?) dietro di noi, la quale - giustamente - terrorizzata, strilla come un aquilotto per tutto il tempo, impedendoci di sentire l'80% di quel che dice la guida.
"Ma tu pensa cosa deve aver provato il primo che è stato qui", continua a ripetere mio fratello; in effetti deve essere stato qualcosa di veramente impressionante, considerando che lo è ancora oggi, pur essendo uno solo delle migliaia di visitatori giornalieri...

Finita la visita ci riacclimatiamo e ci rimettiamo in coda (sic!) per riprendere la teleferica. Abbiamo anche una certa fretta perchè sono le cinque e in teoria per un check-in tardivo (dopo le 19) al nostro b&b si pagano 25 euro di giunta. Io cerco su internet il numero di telefono, per avvertire che forse arriveremo tardi (booking non lo comunica!), lo trovo in un sito di turismo locale (o meglio, trovo il numero di telefono di UNA pension Gamsjaeger - così si chiama - nei dintorni di Gosau, il seguito prova che non è così scontato che fosse la nostra...) e chiamo. Mi tranquillizzano sul fatto che entro le 22 non c'è problema, quindi tiriamo un sospiro di sollievo.
Quando recuperiamo le nostre bici si sta alzando un ventaccio minaccioso che non promette nulla di buono, e abbiamo ancora la discesa da fare. Ci mettiamo le antivento e ci fiondiamo giù. Non sale più nessuno, dato che l'ultimo ingresso alle grotte è stato ore fa, e siamo anche ormai tra gli ultmi a scendere. Pur scendendo con prudenza, in OTTO MINUTI spaccati percorriamo quello che all'andata ci era voluta UN'ORA per salire! Siamo giù alla macchina contenti come bambini e giusto in tempo prima che si abbatta su di noi un meraviglioso diluvio con un vento che fa piovere praticamente in orizzontale da quanto tira forte. Tanto ormai giornata è fatta, chissenefrega.
Percorriamo sotto l'acqua i 50km per Gosau, in un paesaggio di colline montagne casette (e nient'altro) tanto deprimente con il brutto tempo quanto idilliaco con il sole... Crediamo sia fatta, ormai ci aspetta una doccia calda, la cena e il letto, per oggi di avventure ne abbiamo viste abbastanza! Poveri illusi che siamo!

Seguendo le indicazioni di Booking attraversiamo Gosau, ridente paesino di... 500 abitanti, Gosau Mittertal, di... 50 abitanti, e arriviamo finalmente a Gosau Hintertal (non a caso "il fondo della valle"!), megalopoli di quattro case e 20 abitanti! Complici le nuvole bassissime e la pioggia battente, che non aiutano ad apprezzare la bellezza del luogo, mio fratello mi guarda torvo, ridimensionando molto l'immagine bucolica del maso nella campagna che gli avevo prospettato come nostra meta alberghiera. Attraversato un ponticello troviamo effettivamente un cartello con i nomi di vari Ferienwohnungen/Pensioni tra cui il Gamsjaeger, con il relativo numero civico (442, che ci preoccupa un po'). Ci addentriamo per 'sta stradina nei campi ma di Gamsjaeger neanche l'ombra. Nemmeno un maso che assomigli a quello in foto su booking. Nel frattempo si sta facendo buio, grazie anche alla coltre di nuvole da inverno nucleare.
Quando ci pare di essere andati ragionevolmente troppo oltre giriamo indietro e richiamiamo la pensione per telefono. "No avete sbagliato", ci fanno, "dovete tornare indietro a Gosau Mittertal, entrare in paese, superare il Gasthof Kirchenwirt e ci trovate". Ok, strano che su booking desse un indirizzo totalmente sballato, e strano anche che proprio lì dove doveva essere indicasse Gamsjaeger, ma tant'è. Torniamo a Mittertal e troviamo "Il Gamsjaeger" senza difficoltà. Ovviamente non assomiglia in niente a quello che in teoria abbiamo prenotato.
Entriamo, è praticamente casa della famiglia Gamsjaeger, e ci accoglie un ingresso con armadi a muro in compensato laccato stile Mercatone Uno. Mio fratello mi guarda con fare omicida. A me va bene qualsiasi cosa, basta che ci sia una doccia e un letto. NESSUNO CI ACCOGLIE.
Esco e suono il campanello, si presenta la signora con cui ho parlato al telefono a cui - nel mio povero tedesco - dico che abbiamo una prenotazione con booking. Lei mi guarda come se parlassi arabo e dice, guardando un foglietto stropicciato: "Kova...ic?". "Nein, Z-A-F-F-A-G-N-I-N-I, GABRIELE", scandisco io. "Kova...ic?". "Oh oh", fa mio fratello.
Al termine di una conversazione irreale in cui io arrivo a chiedere "Ma è con lei che ho parlato al telefono?!?", capiamo che effettivamente NON E' QUESTA la NOSTRA Pension Gamsjaeger! "Ci saranno almeno ottanta famiglie Gamsjaeger con una pensione o affittacamere nella valle!", fa la signora, ridendo. Nei nostri cervelli, all'unisono, passa una sola frase: "MA PENSA TE CHECCULO EH!"
Considerando che sono quasi le otto, piove, siamo stanchi e affamati, assumo la faccia da cucciolo spaurito e cerco di muoverla a compassione chiedendole se sa almeno DOV'E' QUELL'ALTRO Gamsjaeger di Hintertal. Grazie a Dio lo sa (pfiu!), e ci spiega che dobbiamo tornare dove eravamo prima, ma invece che girare dobbiamo seguire la strada principale e subito dopo la prima curva lo troveremo. Prima di lasciarci ci raccomanda: "Nel caso una camera libera ce l'ho eh... con la colazione!".

Seguiamo le sue indicazioni e in effetti troviamo questo maso dipinto di verde a righe bianche - che assomiglia vagamente a un chioschetto del luna park, secondo me - con la scritta Gamsjager, Hintertal 336 (l'indirizzo di Booking! Ma la casa non è quella della foto, comunque). Cosa indicasse il cartello di prima resterà un mistero irrisolto.
Entrando vedo una signora lavare dei bicchieri dietro il bancone e penso si tratti della proprietaria, quindi le ripeto la tiritera della prenotazione. "Ma io sono un'ospite!", mi fa, e mi indica la sala da pranzo. Qualcosa non va, e cominicio a pensare che si tratti più di un Ferienwohnung che di un b&b/pension vero e proprio... Ad ogni buon conto il posto è giusto, la padrona aveva la nostra prenotazione e ci consegna le chiavi. L'impressione sul tipo di strutura alberghiera si rivelerà totalmente corretta la mattina dopo, quando vedrò altri due inquilini farsi la colazione (!) e chiederò, preso dal dubbio prima di tuffare le mani nella borsa della spesa nel frigorifero - "ma questa roba la compra ciascuno per sé o la mette a disposizione l'hotel?". "L'abbiamo comprata noi!", mi fanno, brandendo orgogliosi il loro cetriolino mattutino. Vorrei tanto andare a conoscere Dennis, da Schwedelbach in Germania, che aveva perfino commentato "ottima colazione!" su booking, e fargli notare che SICURAMENTE non era QUESTO, dei 3800 della valle, il Gamsjaeger in cui ha alloggiato! Mavafancuuuuulo te, il Gamsjaeger e Booking!

Ad ogni modo un letto c'è, e qui, per 25 euro a testa, non si può chiedere di meglio, quindi non ci lamentiamo. Oltretutto la sortita a Mittertal ci ha fruttato vedere il Kirchenwirt, che sembra ottimo e soprattutto è pieno di macchine austriache parcheggiate (garanzia di buona cucina locale, di solito). Infatti si rivelerà un scelta ottima, non solo per la padella di groestl di sanguinaccio che mi scoffano con libidine, ma anche in virtù del fatto che - ci spiegano - come ogni venerdì fanno balli tradizionali in lederhosen e dirndl (e le ragazze offrono i grappini).
E così fu sera fu mattina anche oggi, e terminò la nostra giornata epica... Se avete letto fin qui, grazie della pazienza e spero che vi siate fatti due risate come noi ce le siamo fatte a viverle queste cose! ;-)

Qui un po' di foto:


Bellissimo racconto, bellissime foto, paesaggi stupendi, bel giro, sei davvero un grande Gabriele, complimenti!!!!o-oo-o
 

Iena1975

Apprendista Velocista
26 Maggio 2010
1.378
204
Veneto
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Bici
Giant TCR Advanced SL
Buonasera a tutti amici! Sono di ritorno da un bel we lungo sui laghi di Salisburgo con mio fratello... e naturalmente le biciclette! anche se la mtb stavolta.

Se avete voglia (e una mezz'ora da perdere) per leggere un racconto semiserio e un po' romanzato della giornata in cui ci siamo fatti una salitona che porta a delle bellissime grotte di ghiaccio... mi fa piacere condividerlo con voi! Però è lungo, poi non dite che non vi avevo avvertito! ;-)


Cronaca di un we nel Salzkammergut con mio fratello, all'insegna di km in bicicletta, rischio di sfiga colossale, avventure e disavventure, cazzate e tante tante risate insieme...

[...]
Giorno 2: Venerdì. Ci svegliamo pronti ad affrontare la prima giornata di scorribande per il salisburghese. Le previsioni non sono delle migliori: fuori dalla finestra il cielo è a dir poco plumbeo e non sembra voler schiarire. Pazienza, abbiamo come meta le grotte di ghiaccio dell'Eisriesenwelt, l'idea è quella di fare la salita in bici, visitare le grotte e poi tornar giù. Ma alla peggio non tiriamo fuori le bici dal bagagliaio. Durante il trasferimento a Werfen comincia a piovere allegramente su di noi, quando arriviamo al parcheggio ai piedi della salita ci accoglie una magnifica giornata novembrina fatta di nuvole basse e pioggia... L'ideale per farsi 500m di dislivello in bici fino a 1000m di quota!
Che la salita sia brutale lo sapevamo: circa 5km oltre il 10% medio di pendenza, con punte sopra il 20%; in tutta sincerità avevo sconsigliato a mio fratello di farla, soprattutto perchè la sua bici, con un 24x28, non ha i rapporti giusti per farla in agilità, per il suo grado di allenamento. Ancora ancora io con la mtb, alla peggio si mette su il rampichino e si frulla come un criceto, ma si continua a salire... Ad ogni buon conto per rinfrescarci la memoria sta un minaccioso cartello che punta in direzione di una montagna avvolta nelle nubi, con scritto "Eisriesenwelt 5km". Corredato da un altro cartello con il segnale di 21% di pendenza, giusto per chi ancora avesse dei dubbi.
Ma mio fratello in linea di principio non è contrario a provarci, cosa che mi impressiona molto: "Già che siam qui, val la pena tentare. Al massimo se muoio torno giù". Very good man, that's the spirit!
Mentre meditiamo sul da farsi cercando di capire se il tempo peggiorerà inesorabilmente o la pioggia ci concederà tregua, arrivano due camper di turisti spagnoli, i quali - con un parcheggio VUOTO - si piazzano di culo uno alla nostra destra e uno alla nostra sinistra, a pochi centrimetri dalle nostre portiere. Uno dei due fa pure il pelo alla mia bici appoggiata alla fiancata della macchina! La pioggia sembra scemare un po', e con un po' di incoscienza e coraggio ci guardiamo e ci diciamo: "Siamo qui, ci proviamo!". Ci cambiamo in macchina come profughi, io abbastanza liberamente al riparo del portellone aperto (non mi smutando però), mio fratello dentro il bagagliaio coprendosi con un telo. I turisti spagnoli e gli altri astanti ci guardano con fare allibito. Io penso che sarebbe utile avere sulla macchina un adesivo tipo "SIAMO CICLISTI, NON FAN DEI VILLAGE PEOPLE!". In effetti per uno non avvezzo a queste cose, due che si spogliano nudi in un parcheggio e si mettono completini attillati in lycra può risultare abbastanza sospetta come cosa...

Quando siamo pronti ed equipaggiati (zaini preparati con mantelline, antivento, guanti, etc etc...) i turisti spagnoli ci guardano un'ultima volta attraverso i finestrini dell'autobus che li porterà in vetta, con chiara espressione da "Questi qui sono due idioti completi, non ce la faranno mai!". Io per tutta risposta li saluto portando la mano al casco, come a dire "bon voyage, ci vediamo in vetta!". Ma ammetto che penso "Non sarebbe molto più semplice se anche noi salissimo lì sopra con loro??".
Partiamo. Dopo circa 500m in piano la strada gira una curva, oltrepassa un ponticello e si fa subito SPIETATA. Non ho modo di controllare l'esatta pendenza ma sono pronto a scommettere che 10% sia davvero il valore più basso. Solo nei tornanti stacca un po', ma girare ogni curva significa vedersi davanti un nuovo muro che sale quasi verticale davanti a te, fino a scomparire dietro la curva successiva. Grazie ai rapportini della mtb io riesco a non essere quasi sotto sforzo, ma vedo mio fratello che arranca di peso ed è ampiamente fuori soglia. NONDIMENO NON E' INTENZIONATO A MOLLARE. Ogni tanto ci fermiamo in qualche tornante a rifiatare un pelo, tanto non abbiamo tempi da fare, qui l'impresa è arrivare in cima e basta! Proprio in uno di questi assistiamo a una scena incredibile: nel bel mezzo di una rampa ripidissima il vecchio mercedes Vito - viola e ballonato oltre l'indecenza! - di estoni che ci ha appena superato si inchioda a metà! Le altre macchine si arrabattano per superarlo, sfrizionando in prima al 20% e oltre di pendenza, noi cerchiamo di non fermarci (ripartire sarebbe un casino) e ci infiliamo anche noi per superarlo. Fermi nella curva lo vediamo scendere di culo in folle fino al tornante precedente, pensiamo "girerà indietro e tornerà giù"... E INVECE NO!! Sta fermo qualche secondo poi dà giù gas a tutta e riprende la rampa!! "Oggesù, questo è matto!" fa mio fratello. Stavolta ce la fa, ma non sa che subito dopo la curva lo aspetta un'altra rampa uguale... Ora siamo noi, quando ci passa davanti, a scuotere vistosamente la testa come a dire "non ce la puoi fare". Difatti sulla seconda rampa rallenta fin quasi a fermarsi, si sentono le ruote che slittano (è pure bagnato il fondo), la frizione ulula, ma per una specie di miracolo riesce ad andare avanti! Io nel frattempo mi sbraccio alle altre macchine che vengono dietro di rallentare, indicando che dietro la curva più su c'è un matto praticamente fermo. La cosa sembra risolversi senza problemi, la coda di macchine sparisce dietro la curva. O l'estone ce l'ha fatta, oppure è stato spinto giù nel burrone da quelli dietro.

Ripartiamo. L'umidità è totale, sudiamo fino alla putrefazione, ma per fortuna non è freddo, quindi quando ci fermiamo non ci agghiacciamo. In un'altra sosta convinco Eug a magiare qualcosa per non andare in crisi di zuccheri, e gli porgo il mio fruttino Zuegg di sopravvivenza. Ora, il fruttino Zuegg alla mela cotogna è un concentrato di marmellata e zucchero che copre da solo il fabbisogno calorico di un minatore per una giornata; presente la Manna nella Bibbia? Traduzione errata, erano fruttini Zuegg quelli che piovevano, ma per esigenze di publicità occulta hanno dovuto mettere un nome neutro... Si aggiunga che il presente fruttino, avendo qualche mese di vita (è ancora un residuato bellico dalla mia migrazione dall'Italia a Vienna, qui trovo solo barrette cioccolatose di compensato Ikea marchiate Billa), si è ulteriormente disidratato... insomma, un fruttino mummificato, con un potere allappante triplo rispetto al normale (che già è tanto)! Non ha perso il suo potere calorico però, questo è l'importante. Mio fratello lo guarda sconcertato, ma ne mangia metà senza lamentarsi.

Poco a poco arriviamo in cima, sentire la strada spianare sotto le ruote è sempre una liberazione! Ci fermiamo proprio sotto l'ingresso del centro visitatori, ora un paio di foto di rito ci stanno tutte! Un paio di italiani che ci hanno visto salire ci scattano la foto e ci fanno i complimenti. Sono fiero di mio fratello, del fatto che sia stato lui a volerci provare e che non abbia mai mollato! Vai Eug, ora che hai fatto questa non avrai più paura di niente!!
Facciamo i biglietti (40 cocuzze!) e ci avviamo a piedi sul sentiero che porta alla stazione di valle della teleferica (la più ripida di Austria per inciso). Alla baita ci cambiamo con vestiti asciutti e ci rifocilliamo con Leberkase, Wurstel e birrozze strameritati. Poi ci mettiamo pazientemente in fila PER L'ORA E MEZZA DI CODA PER PRENDERE QUELLA CA...O DI TELEFERICA! Ma alla fine viene anche il nostro turno, saliamo su, percorriamo l'ultimo tratto di sentiero che porta all'ingresso e siamo finalmente alle grotte di ghiaccio!
Ci consegnano una lampada al carburo e ci intruppiamo con altri visitatori dietro alla nostra guida. Dentro fa zero gradi e l'oscurità è totale, rotta solo dalle lampade nostre e della guida. E oltrettutto è ancora salita, 700 gradini a salire e 700 a scendere! Ma lo spettacolo è unico: stalattiti e stalagmiti, pilastri grossi come quelli di una cattedrale, laghetti, pareti, crestoni affilatissimi e figure ardite, tutto di ghiaccio! La fiammella verde della lampada al magnesio della guida fa risaltare la trasparenza del ghiaccio, e crea un'atmosfera incredibile. Rotta solo dalla povera bambinetta quattro-cinquenne della famiglia turca (?) dietro di noi, la quale - giustamente - terrorizzata, strilla come un aquilotto per tutto il tempo, impedendoci di sentire l'80% di quel che dice la guida.
"Ma tu pensa cosa deve aver provato il primo che è stato qui", continua a ripetere mio fratello; in effetti deve essere stato qualcosa di veramente impressionante, considerando che lo è ancora oggi, pur essendo uno solo delle migliaia di visitatori giornalieri...

Finita la visita ci riacclimatiamo e ci rimettiamo in coda (sic!) per riprendere la teleferica. Abbiamo anche una certa fretta perchè sono le cinque e in teoria per un check-in tardivo (dopo le 19) al nostro b&b si pagano 25 euro di giunta. Io cerco su internet il numero di telefono, per avvertire che forse arriveremo tardi (booking non lo comunica!), lo trovo in un sito di turismo locale (o meglio, trovo il numero di telefono di UNA pension Gamsjaeger - così si chiama - nei dintorni di Gosau, il seguito prova che non è così scontato che fosse la nostra...) e chiamo. Mi tranquillizzano sul fatto che entro le 22 non c'è problema, quindi tiriamo un sospiro di sollievo.
Quando recuperiamo le nostre bici si sta alzando un ventaccio minaccioso che non promette nulla di buono, e abbiamo ancora la discesa da fare. Ci mettiamo le antivento e ci fiondiamo giù. Non sale più nessuno, dato che l'ultimo ingresso alle grotte è stato ore fa, e siamo anche ormai tra gli ultmi a scendere. Pur scendendo con prudenza, in OTTO MINUTI spaccati percorriamo quello che all'andata ci era voluta UN'ORA per salire! Siamo giù alla macchina contenti come bambini e giusto in tempo prima che si abbatta su di noi un meraviglioso diluvio con un vento che fa piovere praticamente in orizzontale da quanto tira forte. Tanto ormai giornata è fatta, chissenefrega.
Percorriamo sotto l'acqua i 50km per Gosau, in un paesaggio di colline montagne casette (e nient'altro) tanto deprimente con il brutto tempo quanto idilliaco con il sole... Crediamo sia fatta, ormai ci aspetta una doccia calda, la cena e il letto, per oggi di avventure ne abbiamo viste abbastanza! Poveri illusi che siamo!

Seguendo le indicazioni di Booking attraversiamo Gosau, ridente paesino di... 500 abitanti, Gosau Mittertal, di... 50 abitanti, e arriviamo finalmente a Gosau Hintertal (non a caso "il fondo della valle"!), megalopoli di quattro case e 20 abitanti! Complici le nuvole bassissime e la pioggia battente, che non aiutano ad apprezzare la bellezza del luogo, mio fratello mi guarda torvo, ridimensionando molto l'immagine bucolica del maso nella campagna che gli avevo prospettato come nostra meta alberghiera. Attraversato un ponticello troviamo effettivamente un cartello con i nomi di vari Ferienwohnungen/Pensioni tra cui il Gamsjaeger, con il relativo numero civico (442, che ci preoccupa un po'). Ci addentriamo per 'sta stradina nei campi ma di Gamsjaeger neanche l'ombra. Nemmeno un maso che assomigli a quello in foto su booking. Nel frattempo si sta facendo buio, grazie anche alla coltre di nuvole da inverno nucleare.
Quando ci pare di essere andati ragionevolmente troppo oltre giriamo indietro e richiamiamo la pensione per telefono. "No avete sbagliato", ci fanno, "dovete tornare indietro a Gosau Mittertal, entrare in paese, superare il Gasthof Kirchenwirt e ci trovate". Ok, strano che su booking desse un indirizzo totalmente sballato, e strano anche che proprio lì dove doveva essere indicasse Gamsjaeger, ma tant'è. Torniamo a Mittertal e troviamo "Il Gamsjaeger" senza difficoltà. Ovviamente non assomiglia in niente a quello che in teoria abbiamo prenotato.
Entriamo, è praticamente casa della famiglia Gamsjaeger, e ci accoglie un ingresso con armadi a muro in compensato laccato stile Mercatone Uno. Mio fratello mi guarda con fare omicida. A me va bene qualsiasi cosa, basta che ci sia una doccia e un letto. NESSUNO CI ACCOGLIE.
Esco e suono il campanello, si presenta la signora con cui ho parlato al telefono a cui - nel mio povero tedesco - dico che abbiamo una prenotazione con booking. Lei mi guarda come se parlassi arabo e dice, guardando un foglietto stropicciato: "Kova...ic?". "Nein, Z-A-F-F-A-G-N-I-N-I, GABRIELE", scandisco io. "Kova...ic?". "Oh oh", fa mio fratello.
Al termine di una conversazione irreale in cui io arrivo a chiedere "Ma è con lei che ho parlato al telefono?!?", capiamo che effettivamente NON E' QUESTA la NOSTRA Pension Gamsjaeger! "Ci saranno almeno ottanta famiglie Gamsjaeger con una pensione o affittacamere nella valle!", fa la signora, ridendo. Nei nostri cervelli, all'unisono, passa una sola frase: "MA PENSA TE CHECCULO EH!"
Considerando che sono quasi le otto, piove, siamo stanchi e affamati, assumo la faccia da cucciolo spaurito e cerco di muoverla a compassione chiedendole se sa almeno DOV'E' QUELL'ALTRO Gamsjaeger di Hintertal. Grazie a Dio lo sa (pfiu!), e ci spiega che dobbiamo tornare dove eravamo prima, ma invece che girare dobbiamo seguire la strada principale e subito dopo la prima curva lo troveremo. Prima di lasciarci ci raccomanda: "Nel caso una camera libera ce l'ho eh... con la colazione!".

Seguiamo le sue indicazioni e in effetti troviamo questo maso dipinto di verde a righe bianche - che assomiglia vagamente a un chioschetto del luna park, secondo me - con la scritta Gamsjager, Hintertal 336 (l'indirizzo di Booking! Ma la casa non è quella della foto, comunque). Cosa indicasse il cartello di prima resterà un mistero irrisolto.
Entrando vedo una signora lavare dei bicchieri dietro il bancone e penso si tratti della proprietaria, quindi le ripeto la tiritera della prenotazione. "Ma io sono un'ospite!", mi fa, e mi indica la sala da pranzo. Qualcosa non va, e cominicio a pensare che si tratti più di un Ferienwohnung che di un b&b/pension vero e proprio... Ad ogni buon conto il posto è giusto, la padrona aveva la nostra prenotazione e ci consegna le chiavi. L'impressione sul tipo di strutura alberghiera si rivelerà totalmente corretta la mattina dopo, quando vedrò altri due inquilini farsi la colazione (!) e chiederò, preso dal dubbio prima di tuffare le mani nella borsa della spesa nel frigorifero - "ma questa roba la compra ciascuno per sé o la mette a disposizione l'hotel?". "L'abbiamo comprata noi!", mi fanno, brandendo orgogliosi il loro cetriolino mattutino. Vorrei tanto andare a conoscere Dennis, da Schwedelbach in Germania, che aveva perfino commentato "ottima colazione!" su booking, e fargli notare che SICURAMENTE non era QUESTO, dei 3800 della valle, il Gamsjaeger in cui ha alloggiato! Mavafancuuuuulo te, il Gamsjaeger e Booking!

Ad ogni modo un letto c'è, e qui, per 25 euro a testa, non si può chiedere di meglio, quindi non ci lamentiamo. Oltretutto la sortita a Mittertal ci ha fruttato vedere il Kirchenwirt, che sembra ottimo e soprattutto è pieno di macchine austriache parcheggiate (garanzia di buona cucina locale, di solito). Infatti si rivelerà un scelta ottima, non solo per la padella di groestl di sanguinaccio che mi scoffano con libidine, ma anche in virtù del fatto che - ci spiegano - come ogni venerdì fanno balli tradizionali in lederhosen e dirndl (e le ragazze offrono i grappini).
E così fu sera fu mattina anche oggi, e terminò la nostra giornata epica... Se avete letto fin qui, grazie della pazienza e spero che vi siate fatti due risate come noi ce le siamo fatte a viverle queste cose! ;-)

Qui un po' di foto:


Bellissimo racconto...o-oo-oo-oo-o
 

Iena1975

Apprendista Velocista
26 Maggio 2010
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Veneto
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Giant TCR Advanced SL
Buongiorno, oggi un breve giretto di 90Km con 600mt di disl. media 30,2
Le gambe sono stanche:bua::bua:
Mi sa che uscirò ancora Giovedì e magari Venerdì..:wacko::wacko:
Poi pausa fino a Lunedì, quando tenterò lo Stelvio...:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

Morfeo01

Apprendista Scalatore
21 Settembre 2012
2.022
18
Santa Margherita Ligure
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Cannondale Supersix, Bianchi Specialissima
Grande Marco ;)
Fatto un bel giretto? La gamba buona?
Ciaoo Campione!
Io oggi riposo, domani vediamo cosa mi consiglia la SL, se uscire o no. Gambe non al Top ancora un po' stanchine. Caso mai giretto soft e via di agilità.
Ciaoo belli ;)

Chissà cosa gli ha consigliato la SL.... Ad ora non si è ancora sentito il Grande Alberto!!!
 

mariocorto

Scalatore
27 Febbraio 2011
7.048
31
near Udine
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TREK EMONDA SLR Sram Red 22
Chissà cosa gli ha consigliato la SL.... Ad ora non si è ancora sentito il Grande Alberto!!!

Ihm... 5 ore che non si sente... per me oggi spiansva il monte zoncolan... il kaiser... vedrete, ieri si era informatori tutti i dati... lui si allena in maniera scientifica, aspettiamo e ne sentiremo delle belle, comunque sarà una super prestazione!
 

Morfeo01

Apprendista Scalatore
21 Settembre 2012
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Cannondale Supersix, Bianchi Specialissima
Gabriele, bellissimo racconto!!
Un consiglio, mandato a CicloTurismo con le foto: il tuo è un bellissimo racconto e quelli che vedo pubblicati non sono neanche lontanamente vicino alle tue descrizioni!
 

Mattia16

Pignone
9 Giugno 2013
267
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Salerno
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Wilier Cento
Buonasera a tutti amici! Sono di ritorno da un bel we lungo sui laghi di Salisburgo con mio fratello... e naturalmente le biciclette! anche se la mtb stavolta.

Se avete voglia (e una mezz'ora da perdere) per leggere un racconto semiserio e un po' romanzato della giornata in cui ci siamo fatti una salitona che porta a delle bellissime grotte di ghiaccio... mi fa piacere condividerlo con voi! Però è lungo, poi non dite che non vi avevo avvertito! ;-)


Cronaca di un we nel Salzkammergut con mio fratello, all'insegna di km in bicicletta, rischio di sfiga colossale, avventure e disavventure, cazzate e tante tante risate insieme...

[...]
Giorno 2: Venerdì. Ci svegliamo pronti ad affrontare la prima giornata di scorribande per il salisburghese. Le previsioni non sono delle migliori: fuori dalla finestra il cielo è a dir poco plumbeo e non sembra voler schiarire. Pazienza, abbiamo come meta le grotte di ghiaccio dell'Eisriesenwelt, l'idea è quella di fare la salita in bici, visitare le grotte e poi tornar giù. Ma alla peggio non tiriamo fuori le bici dal bagagliaio. Durante il trasferimento a Werfen comincia a piovere allegramente su di noi, quando arriviamo al parcheggio ai piedi della salita ci accoglie una magnifica giornata novembrina fatta di nuvole basse e pioggia... L'ideale per farsi 500m di dislivello in bici fino a 1000m di quota!
Che la salita sia brutale lo sapevamo: circa 5km oltre il 10% medio di pendenza, con punte sopra il 20%; in tutta sincerità avevo sconsigliato a mio fratello di farla, soprattutto perchè la sua bici, con un 24x28, non ha i rapporti giusti per farla in agilità, per il suo grado di allenamento. Ancora ancora io con la mtb, alla peggio si mette su il rampichino e si frulla come un criceto, ma si continua a salire... Ad ogni buon conto per rinfrescarci la memoria sta un minaccioso cartello che punta in direzione di una montagna avvolta nelle nubi, con scritto "Eisriesenwelt 5km". Corredato da un altro cartello con il segnale di 21% di pendenza, giusto per chi ancora avesse dei dubbi.
Ma mio fratello in linea di principio non è contrario a provarci, cosa che mi impressiona molto: "Già che siam qui, val la pena tentare. Al massimo se muoio torno giù". Very good man, that's the spirit!
Mentre meditiamo sul da farsi cercando di capire se il tempo peggiorerà inesorabilmente o la pioggia ci concederà tregua, arrivano due camper di turisti spagnoli, i quali - con un parcheggio VUOTO - si piazzano di culo uno alla nostra destra e uno alla nostra sinistra, a pochi centrimetri dalle nostre portiere. Uno dei due fa pure il pelo alla mia bici appoggiata alla fiancata della macchina! La pioggia sembra scemare un po', e con un po' di incoscienza e coraggio ci guardiamo e ci diciamo: "Siamo qui, ci proviamo!". Ci cambiamo in macchina come profughi, io abbastanza liberamente al riparo del portellone aperto (non mi smutando però), mio fratello dentro il bagagliaio coprendosi con un telo. I turisti spagnoli e gli altri astanti ci guardano con fare allibito. Io penso che sarebbe utile avere sulla macchina un adesivo tipo "SIAMO CICLISTI, NON FAN DEI VILLAGE PEOPLE!". In effetti per uno non avvezzo a queste cose, due che si spogliano nudi in un parcheggio e si mettono completini attillati in lycra può risultare abbastanza sospetta come cosa...

Quando siamo pronti ed equipaggiati (zaini preparati con mantelline, antivento, guanti, etc etc...) i turisti spagnoli ci guardano un'ultima volta attraverso i finestrini dell'autobus che li porterà in vetta, con chiara espressione da "Questi qui sono due idioti completi, non ce la faranno mai!". Io per tutta risposta li saluto portando la mano al casco, come a dire "bon voyage, ci vediamo in vetta!". Ma ammetto che penso "Non sarebbe molto più semplice se anche noi salissimo lì sopra con loro??".
Partiamo. Dopo circa 500m in piano la strada gira una curva, oltrepassa un ponticello e si fa subito SPIETATA. Non ho modo di controllare l'esatta pendenza ma sono pronto a scommettere che 10% sia davvero il valore più basso. Solo nei tornanti stacca un po', ma girare ogni curva significa vedersi davanti un nuovo muro che sale quasi verticale davanti a te, fino a scomparire dietro la curva successiva. Grazie ai rapportini della mtb io riesco a non essere quasi sotto sforzo, ma vedo mio fratello che arranca di peso ed è ampiamente fuori soglia. NONDIMENO NON E' INTENZIONATO A MOLLARE. Ogni tanto ci fermiamo in qualche tornante a rifiatare un pelo, tanto non abbiamo tempi da fare, qui l'impresa è arrivare in cima e basta! Proprio in uno di questi assistiamo a una scena incredibile: nel bel mezzo di una rampa ripidissima il vecchio mercedes Vito - viola e ballonato oltre l'indecenza! - di estoni che ci ha appena superato si inchioda a metà! Le altre macchine si arrabattano per superarlo, sfrizionando in prima al 20% e oltre di pendenza, noi cerchiamo di non fermarci (ripartire sarebbe un casino) e ci infiliamo anche noi per superarlo. Fermi nella curva lo vediamo scendere di culo in folle fino al tornante precedente, pensiamo "girerà indietro e tornerà giù"... E INVECE NO!! Sta fermo qualche secondo poi dà giù gas a tutta e riprende la rampa!! "Oggesù, questo è matto!" fa mio fratello. Stavolta ce la fa, ma non sa che subito dopo la curva lo aspetta un'altra rampa uguale... Ora siamo noi, quando ci passa davanti, a scuotere vistosamente la testa come a dire "non ce la puoi fare". Difatti sulla seconda rampa rallenta fin quasi a fermarsi, si sentono le ruote che slittano (è pure bagnato il fondo), la frizione ulula, ma per una specie di miracolo riesce ad andare avanti! Io nel frattempo mi sbraccio alle altre macchine che vengono dietro di rallentare, indicando che dietro la curva più su c'è un matto praticamente fermo. La cosa sembra risolversi senza problemi, la coda di macchine sparisce dietro la curva. O l'estone ce l'ha fatta, oppure è stato spinto giù nel burrone da quelli dietro.

Ripartiamo. L'umidità è totale, sudiamo fino alla putrefazione, ma per fortuna non è freddo, quindi quando ci fermiamo non ci agghiacciamo. In un'altra sosta convinco Eug a magiare qualcosa per non andare in crisi di zuccheri, e gli porgo il mio fruttino Zuegg di sopravvivenza. Ora, il fruttino Zuegg alla mela cotogna è un concentrato di marmellata e zucchero che copre da solo il fabbisogno calorico di un minatore per una giornata; presente la Manna nella Bibbia? Traduzione errata, erano fruttini Zuegg quelli che piovevano, ma per esigenze di publicità occulta hanno dovuto mettere un nome neutro... Si aggiunga che il presente fruttino, avendo qualche mese di vita (è ancora un residuato bellico dalla mia migrazione dall'Italia a Vienna, qui trovo solo barrette cioccolatose di compensato Ikea marchiate Billa), si è ulteriormente disidratato... insomma, un fruttino mummificato, con un potere allappante triplo rispetto al normale (che già è tanto)! Non ha perso il suo potere calorico però, questo è l'importante. Mio fratello lo guarda sconcertato, ma ne mangia metà senza lamentarsi.

Poco a poco arriviamo in cima, sentire la strada spianare sotto le ruote è sempre una liberazione! Ci fermiamo proprio sotto l'ingresso del centro visitatori, ora un paio di foto di rito ci stanno tutte! Un paio di italiani che ci hanno visto salire ci scattano la foto e ci fanno i complimenti. Sono fiero di mio fratello, del fatto che sia stato lui a volerci provare e che non abbia mai mollato! Vai Eug, ora che hai fatto questa non avrai più paura di niente!!
Facciamo i biglietti (40 cocuzze!) e ci avviamo a piedi sul sentiero che porta alla stazione di valle della teleferica (la più ripida di Austria per inciso). Alla baita ci cambiamo con vestiti asciutti e ci rifocilliamo con Leberkase, Wurstel e birrozze strameritati. Poi ci mettiamo pazientemente in fila PER L'ORA E MEZZA DI CODA PER PRENDERE QUELLA CA...O DI TELEFERICA! Ma alla fine viene anche il nostro turno, saliamo su, percorriamo l'ultimo tratto di sentiero che porta all'ingresso e siamo finalmente alle grotte di ghiaccio!
Ci consegnano una lampada al carburo e ci intruppiamo con altri visitatori dietro alla nostra guida. Dentro fa zero gradi e l'oscurità è totale, rotta solo dalle lampade nostre e della guida. E oltrettutto è ancora salita, 700 gradini a salire e 700 a scendere! Ma lo spettacolo è unico: stalattiti e stalagmiti, pilastri grossi come quelli di una cattedrale, laghetti, pareti, crestoni affilatissimi e figure ardite, tutto di ghiaccio! La fiammella verde della lampada al magnesio della guida fa risaltare la trasparenza del ghiaccio, e crea un'atmosfera incredibile. Rotta solo dalla povera bambinetta quattro-cinquenne della famiglia turca (?) dietro di noi, la quale - giustamente - terrorizzata, strilla come un aquilotto per tutto il tempo, impedendoci di sentire l'80% di quel che dice la guida.
"Ma tu pensa cosa deve aver provato il primo che è stato qui", continua a ripetere mio fratello; in effetti deve essere stato qualcosa di veramente impressionante, considerando che lo è ancora oggi, pur essendo uno solo delle migliaia di visitatori giornalieri...

Finita la visita ci riacclimatiamo e ci rimettiamo in coda (sic!) per riprendere la teleferica. Abbiamo anche una certa fretta perchè sono le cinque e in teoria per un check-in tardivo (dopo le 19) al nostro b&b si pagano 25 euro di giunta. Io cerco su internet il numero di telefono, per avvertire che forse arriveremo tardi (booking non lo comunica!), lo trovo in un sito di turismo locale (o meglio, trovo il numero di telefono di UNA pension Gamsjaeger - così si chiama - nei dintorni di Gosau, il seguito prova che non è così scontato che fosse la nostra...) e chiamo. Mi tranquillizzano sul fatto che entro le 22 non c'è problema, quindi tiriamo un sospiro di sollievo.
Quando recuperiamo le nostre bici si sta alzando un ventaccio minaccioso che non promette nulla di buono, e abbiamo ancora la discesa da fare. Ci mettiamo le antivento e ci fiondiamo giù. Non sale più nessuno, dato che l'ultimo ingresso alle grotte è stato ore fa, e siamo anche ormai tra gli ultmi a scendere. Pur scendendo con prudenza, in OTTO MINUTI spaccati percorriamo quello che all'andata ci era voluta UN'ORA per salire! Siamo giù alla macchina contenti come bambini e giusto in tempo prima che si abbatta su di noi un meraviglioso diluvio con un vento che fa piovere praticamente in orizzontale da quanto tira forte. Tanto ormai giornata è fatta, chissenefrega.
Percorriamo sotto l'acqua i 50km per Gosau, in un paesaggio di colline montagne casette (e nient'altro) tanto deprimente con il brutto tempo quanto idilliaco con il sole... Crediamo sia fatta, ormai ci aspetta una doccia calda, la cena e il letto, per oggi di avventure ne abbiamo viste abbastanza! Poveri illusi che siamo!

Seguendo le indicazioni di Booking attraversiamo Gosau, ridente paesino di... 500 abitanti, Gosau Mittertal, di... 50 abitanti, e arriviamo finalmente a Gosau Hintertal (non a caso "il fondo della valle"!), megalopoli di quattro case e 20 abitanti! Complici le nuvole bassissime e la pioggia battente, che non aiutano ad apprezzare la bellezza del luogo, mio fratello mi guarda torvo, ridimensionando molto l'immagine bucolica del maso nella campagna che gli avevo prospettato come nostra meta alberghiera. Attraversato un ponticello troviamo effettivamente un cartello con i nomi di vari Ferienwohnungen/Pensioni tra cui il Gamsjaeger, con il relativo numero civico (442, che ci preoccupa un po'). Ci addentriamo per 'sta stradina nei campi ma di Gamsjaeger neanche l'ombra. Nemmeno un maso che assomigli a quello in foto su booking. Nel frattempo si sta facendo buio, grazie anche alla coltre di nuvole da inverno nucleare.
Quando ci pare di essere andati ragionevolmente troppo oltre giriamo indietro e richiamiamo la pensione per telefono. "No avete sbagliato", ci fanno, "dovete tornare indietro a Gosau Mittertal, entrare in paese, superare il Gasthof Kirchenwirt e ci trovate". Ok, strano che su booking desse un indirizzo totalmente sballato, e strano anche che proprio lì dove doveva essere indicasse Gamsjaeger, ma tant'è. Torniamo a Mittertal e troviamo "Il Gamsjaeger" senza difficoltà. Ovviamente non assomiglia in niente a quello che in teoria abbiamo prenotato.
Entriamo, è praticamente casa della famiglia Gamsjaeger, e ci accoglie un ingresso con armadi a muro in compensato laccato stile Mercatone Uno. Mio fratello mi guarda con fare omicida. A me va bene qualsiasi cosa, basta che ci sia una doccia e un letto. NESSUNO CI ACCOGLIE.
Esco e suono il campanello, si presenta la signora con cui ho parlato al telefono a cui - nel mio povero tedesco - dico che abbiamo una prenotazione con booking. Lei mi guarda come se parlassi arabo e dice, guardando un foglietto stropicciato: "Kova...ic?". "Nein, Z-A-F-F-A-G-N-I-N-I, GABRIELE", scandisco io. "Kova...ic?". "Oh oh", fa mio fratello.
Al termine di una conversazione irreale in cui io arrivo a chiedere "Ma è con lei che ho parlato al telefono?!?", capiamo che effettivamente NON E' QUESTA la NOSTRA Pension Gamsjaeger! "Ci saranno almeno ottanta famiglie Gamsjaeger con una pensione o affittacamere nella valle!", fa la signora, ridendo. Nei nostri cervelli, all'unisono, passa una sola frase: "MA PENSA TE CHECCULO EH!"
Considerando che sono quasi le otto, piove, siamo stanchi e affamati, assumo la faccia da cucciolo spaurito e cerco di muoverla a compassione chiedendole se sa almeno DOV'E' QUELL'ALTRO Gamsjaeger di Hintertal. Grazie a Dio lo sa (pfiu!), e ci spiega che dobbiamo tornare dove eravamo prima, ma invece che girare dobbiamo seguire la strada principale e subito dopo la prima curva lo troveremo. Prima di lasciarci ci raccomanda: "Nel caso una camera libera ce l'ho eh... con la colazione!".

Seguiamo le sue indicazioni e in effetti troviamo questo maso dipinto di verde a righe bianche - che assomiglia vagamente a un chioschetto del luna park, secondo me - con la scritta Gamsjager, Hintertal 336 (l'indirizzo di Booking! Ma la casa non è quella della foto, comunque). Cosa indicasse il cartello di prima resterà un mistero irrisolto.
Entrando vedo una signora lavare dei bicchieri dietro il bancone e penso si tratti della proprietaria, quindi le ripeto la tiritera della prenotazione. "Ma io sono un'ospite!", mi fa, e mi indica la sala da pranzo. Qualcosa non va, e cominicio a pensare che si tratti più di un Ferienwohnung che di un b&b/pension vero e proprio... Ad ogni buon conto il posto è giusto, la padrona aveva la nostra prenotazione e ci consegna le chiavi. L'impressione sul tipo di strutura alberghiera si rivelerà totalmente corretta la mattina dopo, quando vedrò altri due inquilini farsi la colazione (!) e chiederò, preso dal dubbio prima di tuffare le mani nella borsa della spesa nel frigorifero - "ma questa roba la compra ciascuno per sé o la mette a disposizione l'hotel?". "L'abbiamo comprata noi!", mi fanno, brandendo orgogliosi il loro cetriolino mattutino. Vorrei tanto andare a conoscere Dennis, da Schwedelbach in Germania, che aveva perfino commentato "ottima colazione!" su booking, e fargli notare che SICURAMENTE non era QUESTO, dei 3800 della valle, il Gamsjaeger in cui ha alloggiato! Mavafancuuuuulo te, il Gamsjaeger e Booking!

Ad ogni modo un letto c'è, e qui, per 25 euro a testa, non si può chiedere di meglio, quindi non ci lamentiamo. Oltretutto la sortita a Mittertal ci ha fruttato vedere il Kirchenwirt, che sembra ottimo e soprattutto è pieno di macchine austriache parcheggiate (garanzia di buona cucina locale, di solito). Infatti si rivelerà un scelta ottima, non solo per la padella di groestl di sanguinaccio che mi scoffano con libidine, ma anche in virtù del fatto che - ci spiegano - come ogni venerdì fanno balli tradizionali in lederhosen e dirndl (e le ragazze offrono i grappini).
E così fu sera fu mattina anche oggi, e terminò la nostra giornata epica... Se avete letto fin qui, grazie della pazienza e spero che vi siate fatti due risate come noi ce le siamo fatte a viverle queste cose! ;-)

Qui un po' di foto:

non ho parole o-o per l'impresa, per il racconto e per le foto o-o
solo: complimenti!
 

mariocorto

Scalatore
27 Febbraio 2011
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Buongiorno, oggi un breve giretto di 90Km con 600mt di disl. media 30,2
Le gambe sono stanche:bua::bua:
Mi sa che uscirò ancora Giovedì e magari Venerdì..:wacko::wacko:
Poi pausa fino a Lunedì, quando tenterò lo Stelvio...:mrgreen::mrgreen::mrgreen:


essì un po di pausa ci vuole...cavolo esci tutti i giorni e....fai un mare di chilometri e....a che medie ragazzi!! Complimenti!!:mrgreen:
 

Gzaf

Apprendista Passista
25 Giugno 2010
825
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Romagnolo migrante, attualmente a Barcellona
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Wilier Izoard XP 105 R7 (2012)
bellissimo racconto Gabriele, certo che anche tuo fratello ci da sotto, buon sangue non mente...poi le foto sono veramente stupende...sei unico!! o-o

Gabriele sei sempre il solito mito!!
Leggere i tuoi racconti ogni volta mi fa sbellicare dalle risate da solo...peccato che stavolta non ci fosse Odino a farvi compagnia :mrgreen:
Grande impresa...grande racconto...e grandi foto!!
A presto o-o

Bellissimo racconto, bellissime foto, paesaggi stupendi, bel giro, sei davvero un grande Gabriele, complimenti!!!!o-oo-o

Bellissimo racconto...o-oo-oo-oo-o

Gabriele, bellissimo racconto!!
Un consiglio, mandato a CicloTurismo con le foto: il tuo è un bellissimo racconto e quelli che vedo pubblicati non sono neanche lontanamente vicino alle tue descrizioni!

non ho parole o-o per l'impresa, per il racconto e per le foto o-o
solo: complimenti!

Grazie ragazzi! Sono contento che vi siate divertiti a leggere delle nostre avventure! ;-)

Se volete qui c'é il seguito:

Cronaca di un we nel Salzkammergut con mio fratello. Giorno 3: Sabato, in cui sfidammo ancora una volta Giove Pluvio ed esplorammo Halstatt e l'Attersee.

Dopo le avventure di ieri ci godiamo finalmente il sonno nella nostra pension Gamsjaeger. Niente di che, l'unica osservazione da fare - a parte i soli cessi deviati con vista cacca, very Austrian style - é il fatto che ok il piumone invece delle lenzuola, ma questi manco il lenzuolo di sotto hanno messo, solo un coprimaterasso in spugna che tanto comodo non é. Pazienza. La luce dell'alba ci accoglie accompagnata da una pioggia battente stile prodromi del diluvio universale; non potendoci fare niente ci riaddormentiamo e ci godiamo un sonno decente fino alle nove circa. Una volta alzati propongo a mio fratello di andare subito a fare colazione, poi decidere il da farsi. Scendiamo giú e abbiamo la magnifica conversazione con i due turisti del cetriolo, dalla quale capiamo che di far colazione, lí, non se ne parla. Torniamo mestamente in camera, ci docciamo, chiudiamo le borse e partiamo verso Gosau "capoluogo" alla ricerca di un bar per fare colazione. Naturalmente continua a piovere e la coltre di nubi da inverno nucleare della sera prima non accenna a dileguarsi. Lungo la strada un magnifico hotel/gasthof con terrazza ci accoglie, mio fratello si ferma e io scendo a chiedere se possiamo fare colazione. Entro e trovo la tipica sala da pranzo da ristorante austriaco: tavolini con le panche di legno imbottite, sedioline di legno con lo schienale a cuoricino, tendine di pizzo, e una magnifica tavola imbandita con il buffet pieno di marmellatini e leccornie varie su cui vedo che giá molti hanno pasteggiato quella mattina. Chiedo e la cameriera mi dice che non sa, e comincia a cercare tal Brigitte. "Brigitte, BRIGITTE!!!" Urla per tutto l'hotel e in cucina, e pure ad un telefono interno. Ma di Brigitte nemmeno l'ombra. Poi si scusa con me: da quel che capisco la colazione era fino alle 10 (sono ovviamente le 10 e 10), e lo chef non c'é piú, quindi non mi puó far sedere. "Mica voglio una wiener schnitzel a colazione, mi basta un caffé! A che mi serve lo chef!", vorrei obiettare, ma mi limito a guardare come un mendicante quei marmellatini, che mi andrebbero piú che bene, poi volto tristemente i tacchi e me ne vado. Cheppalle.

Proseguiamo fino "al centro cittá" cercando un bar: negozi di souvenirs, tabaccherie, etc etc finché vuoi, ma di bar... nemmeno l'ombra. Mio fratello propone alla peggio di andare al supermercato, comprare due panini col prosciutto e fare colazione in macchina. Ma sinceramente ho mal di testa da mancanza di caffé, il tempo fa cagare e si prospetta una giornata noiosissima non potendo andare in bici, e l'ipotesi di fare colazione come uno sfollato seduto sul portellone della macchina sotto la pioggia, con un surrogato di caffé da supermercato tipo il Caldo-caldo nestlé non mi alletta per niente. Quindi la terrei come extrema ratio, se proprio dobbiamo. Continuiamo la ricerca di un bar, o qualcosa che ci possa dare un caffé caldo e qualcosa da mettere sotto i denti. Finché lo vediamo, LUI, L'UNICO edificio di Gosau recante la scritta "Café". Naturalmente come si chiama? CAFE' GAMSJAEGER! Incuranti della maledizione che pende su di noi come una spada di Damocle, parcheggiamo e ci dirigiamo con passo sicuro attraverso il vialetto. L'interno rispetta tutti i canoni della sala da pranzo austriaca di cui sopra, tutto molto idilliaco e caratteristico, se non fosse per il fatto che il LOCALE E' DESERTO. Mi sembra uno di quei saloon dei film western nelle cittá fantasma, dove l'unica cosa che si muove sono le porte che sbattono nel vento. La radio trasmette grandi successi della musica popolare austriaca degli anni sessanta e settanta, una goduria.
Dietro al bancone c'é un uomo anziano a cui chiedo se possiamo accomodarci per fare colazione. Lui resta un po' interdetto, come se non fosse preparato alla domanda (Probabilmente pensa "Oddio, clienti! E mo' che faccio?"), ma ci dá il permesso di accomodarci. Quando ci chiede cosa prendiamo ordino un caffé e una fetta della Haustorte che capeggia orgogliosa la lista di trecentomila torte caserecce listate a menu. Ok, non c'é nessuno ma almeno la colazione sará buona! Lui si ritira a consultarsi in cucina sulla disponibilitá della suddetta torta. Un tempo interminabile trascorre.
Con mio fratello immaginiamo la conversazione dietro la porta della cucina: Lui: "Ci sono due che vogliono la Haustorte!". La moglie: "Ma non ce l'abbiamo, non l'abbiamo mai fatta, non é mai venuto nessuno!". Lui: "Presto, mescola un po' di farina e burro e cacciala in forno, inventa qualcosa! Poi gli diremo che é tipica di qui!". ...
Quando invece torna dice di avere una torta ai frutti rossi e un'altra alla banana; ok, vada per i frutti rossi. Quando le due fette arrivano si capisce chiaramente che non sono fatte in casa: troppo identiche e squadrate per essere state tagliate da una mano umana. Il che dá un preoccupante indizio a favore della nostra teoria sulla Haustorte... Comunque sono ottime, e ce le ingolliamo con soddisfazione insieme a un buon caffé.

Ripartiamo diretti a Hallstatt, sull'omonimo lago. E' patrimonio mondiale dell'umanitá e ce lo visiteremo, anche senza le bici. Poi se il tempo mette al meglio ci penseremo. Quando arriviamo a qualche chilometro dalla cittá, lungo il lago, ha smesso di piovere. "Ci proviamo?". "Dai!". Entriamo in un parcheggio lungo la strada, c'é solo una macchina parcheggiata i cui occupanti non sono nel raggio di visuale. Con Eug scherziamo che probabilmente trattasi di inguattoni infrattatisi nel bosco a fare le loro cose. Stiamo per cambiarci, lui sempre con un po' piú di remore di me dettate dal pudore, e lui commenta: "Almeno non c'é nessuno". IN QUEL PRECISO MOMENTO arrivano, nell'ordine: una macchina con famiglia, un camper di turisti della repubblica ceca con tanto di bambina piccola, un pullmino di tamarri escursionisti tedeschi, un CAMION DEI SURGELATI (!) e per soprammercato i due inguattoni risalgono dal bosco e ritornano alla loro macchina. "Ma cazzo, non ci posso credere!!", sbotta mio fratello. Per giunta i camperisti scendono dal camper e si mettono con le braccia incrociate a guardarci, con le biciclette e gli zaini smollati intorno alla macchina, come se fossimo degli animali rari. Io non mi farei ancora una volta troppi problemi a cambiarmi, ma devo ammettere che la bambina mi suscita qualche scrupolo: poi come glielo spiega la mamma cosa stiamo facendo?? Io ripenso all'adesivo "SIAMO CICLISTI, NON I VILLAGE PEOPLE", che ora vorrei da attaccare come un fascione su tutta la portiera.

Pazienza, ciascuno si fa gli affari suoi alla fine e noi ci cambiamo come i soliti profughi. Prendiamo le bici e partiamo; dopo un paio di foto in riva al lago, baciati dai primi benevoli squarci di sole, dirigiamo ad Hallstatt. Lungo la strada, da dietro una curva, sbuca un furgoncino con scritto, a caratteri cubitali: "Bäckerei GAMSJAGER". Aaaaaarrgh!!! Ma allora é una maledizione!!
Il resto della giornata trascorre senza ulteriori intoppi, e ci godiamo il bello della nostra vacanza: Hallstatt é incredibile, arroccata sul lago, e in loco ci godiamo un lauto pranzetto di pesce proprio in riva al lago. Ripresa la macchina puntiamo sul nuovo hotel, sull'Attersee, il quale si rivela essere carino e confortevole (e per fortuna univoco!). Il proprietario é un vecchio signore austriaco allegro e loquace, peccato non sapere bene il tedesco da poterci fare un po' di chiacchiere... Riprese le bici pedaliamo un po' su e giú tra le colline intorno al lago, baciati da un timido solicello un po' variabile ma pur sempre apprezzabile. L'attersee é il piú grande di tutti, e praticamente completamente contornato dalla statale trafficatissima, dove non é proprio il miglior posto pedalare. Ma da un paio di stradine ciclabili un po' piú in alto riusciamo a godere di una magnifica vista su quasi tutto il lago. Sulla via del ritorno la stradina si fa un sentierino sterrato con una rampa di pochi metri ma ripidissima. Mio fratello, pochi metri avanti a me, si pianta; io lo supero a fatica col rampichino e lo aspetto subito di lá. Penso che salirá a piedi, ma passano un paio di minuti e non lo vedo salire. Il signore sulla panchina accanto a me capisce e sporge la testa per vedere se arriva. Finché non lo vedo scollinare, IN BICICLETTA: era tornato giú e l'aveva presa a tutta per orgoglio, pur di non farla a piedi! Ridendo dentro di me gli faccio: "Allora quand'é che la compri la mountain bike?" . In effetti anche sul resto dello sterrato si lancia con una certa scioltezza, e lo sento esclamare qualche volta: "Waaaa, che figata!". Sorrido tra me e me, é bello condividere le stesse emozioni con le persone a cui vuoi piú bene...

Dopo le ultime foto nei campi di girasole al tramonto e sulla collinetta del Kalvarienberg dietro il paese (come suggerisce il nome, lungo il vialetto che porta in cima si trova un calvario, cioé 14 cappellette della via crucis, per farsela davvero - e in salita -, la via crucis, non il giro della chiesa come da noi), ci cambiamo in hotel, prendiamo la macchina e giriamo il lago fino a trovare un ristorante pescheria in riva. La cena é assicurata, e si rivela essere ottima anche stasera!
Alla fine, nonostante le dissaventure, che ci hanno in fondo solo fatto ridere senza causarci grossi problemi, e nonostante l'apparente inclemenza del tempo, comincio a pensare che stia venendo fuori una gran bella vacanza, come me l'ero immaginata... E di certo é "quality time", speso benissimo in compagnia di mio fratello...


Ora forse le foto che avevo messo (una sintesi dei tre giorni e mezzo) prenderanno molto piú senso...
Buona serata a tutti e buon divertimento a tutti in sella alle nostre amate Wilier (e altre)! o-o
 
Stato
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