Quelli del team Sky bevono la "scialappa"...?

gx2

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Gigiant

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Apprendista Velocista
15 Ottobre 2012
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Lance Armstrong
Tu come la interpreti? :mrgreen:

Maybe I'd implement lifetime bans for people who did blood bags or EPO - or something that you know is 100 per cent cheating. I think in this day and age if there are new cases, I would like to see those guys out of the sport.

Bè come proposta mi sembra sensata.
I casi si ridurrebbero di molto...

Questa proposta + il "rovistare" nel passato anche di 15-20 anni(qualora fosse possibile)bè ridurrebbero i casi di doping del 90% secondo me.

Due idee semplici ma che non vengono applicate(la prima sicuro no, la seconda ultimamente si ma non ha senso fare quello che hanno fatto: ci vogliono delle sanzioni altrimenti serve relativamente).
 

gx2

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Gigiant
Bè come proposta mi sembra sensata.
I casi si ridurrebbero di molto...

Questa proposta + il "rovistare" nel passato anche di 15-20 anni(qualora fosse possibile)bè ridurrebbero i casi di doping del 90% secondo me.

Due idee semplici ma che non vengono applicate(la prima sicuro no, la seconda ultimamente si ma non ha senso fare quello che hanno fatto: ci vogliono delle sanzioni altrimenti serve relativamente).

ti facevo meno politically correct :mrgreen:
scherzo, a voler essere proprio malpensanti io la interpreto così

Squalificate pure a vita quelli che si fanno EPO e sostanze dopanti al 100% (cosa voglia dire non è ben chiaro...io credo intendesse chi non è coperto da certificato), NON tutti i dopati indiscriminatamente.
Lasciando così intendere (ai malpensanti come me :mrgreen:) che lui (e tanti altri suoi colleghi...figuriamoci) è ben coperto per alcune sostanze/pratiche.

Se sei veramente contro il doping vuoi la squalifica a vita per tutti (medici preparatori e responsabili compresi)!!Mica c'è un doping di serie a e serie b, e se c'è in base a cosa alcune pratiche sono di serie a ed altre di b? Probabilmente in base a quelle che usa lui...

ma quanto sono malpensante!!! :mrgreen:
 

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Lance Armstrong
ti facevo meno politically correct :mrgreen:
scherzo, a voler essere proprio malpensanti io la interpreto così

Squalificate pure a vita quelli che si fanno EPO e sostanze dopanti al 100% (cosa voglia dire non è ben chiaro...io credo intendesse chi non è coperto da certificato), NON tutti i dopati indiscriminatamente.
Lasciando così intendere (ai malpensanti come me :mrgreen:) che lui (e tanti altri suoi colleghi...figuriamoci) è ben coperto per alcune sostanze/pratiche.

Se sei veramente contro il doping vuoi la squalifica a vita per tutti (medici preparatori e responsabili compresi)!!Mica c'è un doping di serie a e serie b, e se c'è in base a cosa alcune pratiche sono di serie a ed altre di b? Probabilmente in base a quelle che usa lui...

ma quanto sono malpensante!!! :mrgreen:

No, dai...ciò che dice si capisce chiaramente senza doppi sensi: parla di Doping in generale.
Del resto anche la frase che riporti dice:
"blood bags or EPO - or something that you know is 100 per cent cheating"

Cioè trasfusioni o EPO o qualcosa che viene accertata al 100% come doping( ---> imbroglio).
Con "something" si riferisce a qualsiasi sostanza dopante...
 

championcip

Gregario
5 Settembre 2007
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BMC Promachine SLC01, Specy Tarmac Comp, Maxxy Speed
ti facevo meno politically correct :mrgreen:
scherzo, a voler essere proprio malpensanti io la interpreto così

Squalificate pure a vita quelli che si fanno EPO e sostanze dopanti al 100% (cosa voglia dire non è ben chiaro...io credo intendesse chi non è coperto da certificato), NON tutti i dopati indiscriminatamente.
Lasciando così intendere (ai malpensanti come me :mrgreen:) che lui (e tanti altri suoi colleghi...figuriamoci) è ben coperto per alcune sostanze/pratiche.

Se sei veramente contro il doping vuoi la squalifica a vita per tutti (medici preparatori e responsabili compresi)!!Mica c'è un doping di serie a e serie b, e se c'è in base a cosa alcune pratiche sono di serie a ed altre di b? Probabilmente in base a quelle che usa lui...

ma quanto sono malpensante!!! :mrgreen:

Questo tipo di dichiarazioni equivoche lasciano spazio ad interpretazioni che ovviamente lasciano l'amaro in bocca. Dire e subito dopo negare, una pratica ormai desueta. Il ciclismo se vuole riformarsi deve riformare i vertici, tutto il resto è solo marketing.
 

gx2

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Gigiant
No, dai...ciò che dice si capisce chiaramente senza doppi sensi: parla di Doping in generale.
Del resto anche la frase che riporti dice:
"blood bags or EPO - or something that you know is 100 per cent cheating"

Cioè trasfusioni o EPO o qualcosa che viene accertata al 100% come doping( ---> imbroglio).

appunto, mi piacerebbe capire qual è il doping al 90% 80% secondo lui...quello che può essere doping...o può essere anche una cura?
E' proprio la frase che non mi è chiara, e per la quale, se fossi stato un giornalista, avrei chiesto un chiarimento.
 

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Apprendista Velocista
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Lance Armstrong
appunto, mi piacerebbe capire qual è il doping al 90% 80% secondo lui...quello che può essere doping...o può essere anche una cura?
E' proprio la frase che non mi è chiara, e per la quale, se fossi stato un giornalista, avrei chiesto un chiarimento.

Secondo me intendeva dire che la sanzione dovrebbe essere dato solo qualora venisse accertato lo cheating al 100%
E non magari per uno che, lontano dalle corse, usa il cortisone per il raffreddore... (questa cosa comunque è altrettanto pericolosa...infatti l'abbiamo già verificata negli ultimi anni)

Del resto c'è una lista di sostanze che non si possono usare ed anche quelle non comprese nella lista(perchè sconosciute)ma che alterano le prestazioni sono bandite e lo sanno tutti...tra le stesse non c'è differenza.
Se prendi una di quelle sei dopato, punto.
Non penso che volesse dire "squalifica a vita per chi usa EPO, testosterone e trasfusioni e assolti tutti gli altri che usano il resto".
 

Travis Tygart Fan

Apprendista Scalatore
25 Gennaio 2013
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DUBBIO 1. Il primo dubbio è su Chris Froome, che senza dubbio è stato il dominatore assoluto del Tour de Centenario. Lui per primo l’ha capito e l’ha ammesso: impossibile non avere perplessità dopo quanto successo quest’inverno. Dopo la vicenda Armstrong, nulla sarà più come prima. I giornali e i loro giornalisti si sono visti accusare di aver tenuto chiusi gli occhi per anni: non tutti, ma moltissimi. Così, alla prima occasione, i giornali e i loro giornalisti hanno fatto vedere a tutti l’effetto che fa. Hanno mostrato a Froome, e non solo a lui, cosa può succedere quando si cerca di guardare al di là del proprio naso senza uno straccio di prova.
Per quanto mi riguarda, e lasciando da parte le VAM e le varie potenze stimate, mi limito a valutare quello che i miei occhi hanno potuto vedere: soprattutto quella domenica sul Mont Ventoux. Le accelerazioni di Froome, il suo mulinare forsennato sui pedali mi hanno lasciato semplicemente basito. Posso dirlo? È un mio diritto? Credo proprio di sì. Dopo più di trent’anni di militanza nel mondo del ciclismo e non so quante corse, penso di poter dire quando ho dei dubbi. E in questo caso ne ho avuti più d’uno. Poi, dopo aver usato la pancia (leggi l’istinto) sono tornato alla ragione e mi sono rasserenato, in attesa delle prove inconfutabili che devono essere prodotte per mettere all’indice un atleta. E, francamente, in futuro spero che i miei dubbi non siano mai avvalorati o suffragati da uno straccio di prova. Meglio una figura da bischero in più che un nuovo terremoto che potrebbe risultare per tutti fatale.
A scanso di equivoci, voglio anche dire che l’operazione trasparenza messa in atto dal Team Sky - ma questo vale anche per tutte quelle squadre che l’hanno fatto prima e lo faranno in seguito - poco m’importa. I dati contenuti nell’SRM del keniota bianco li ha forniti il team Sky, e quelli che sono stati chiamati a valutarli e lo faranno in seguito non hanno potuto e non potranno far altro che dare un giudizio su dati parziali, selezionati alla bisogna dal team della maglia gialla. Quindi, lasciamo da parte la trasparenza e affidiamoci ai laboratori: l’unica Cassazione che io conosca.
A quelli che invece dicono che oggi è dura farla franca e che alla lunga la verità viene sempre a galla, vorrei ricordare che la verità di Armstrong è venuta fuori solo grazie alla giustizia ordinaria, all’Interpol e agli 007 che l’assicurazione Sca, la Us Postal e via elencando hanno messo in campo per incastrare il texano. Insomma, la giustizia sportiva e l’antidoping, in questa storia, non c’entrano assolutamente niente. Se fosse stato per loro, Armstrong sarebbe ancora qui a raccontarcela.
Infine, un ultimo dubbio: siamo poi sicuri - come sostiene Dave Brailsford, grande capo del Team Sky - che la vittoria di Froome e questo Tour segni «l’inizio di una nuova era»? Con cinque ispanici nei primi dieci siamo proprio certi di quello che molti vanno in giro dicendo? Io no.

Pier Augusto Stagi, editoriale di tuttoBICI di agosto
http://www.tuttobiciwe b.it/index.php?page=news&cod=61531&tp=n
 

Travis Tygart Fan

Apprendista Scalatore
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Dal blog di Capodacqua:
Froome, la potenza e le spiegazioni “scientifiche”

In attesa di analisi veramente “terze” e relativi dati ufficiali che a due mesi dal Tour de France ancora non arrivano, torniamo a ragionare sulle prestazione eccezionali in salita di Chris Froome, il keniano d’Inghilterra vincitore dell’ultima “grande boucle”. Lo spunto lo offre un recente articolo della rivista “Cycling Pro”,una delle più autorevoli del settore. Ragioniamo, ovviamente, su dati stimati. Perchè, come detto di dati reali non c’è nemmeno l’ombra. Anche se sappiamo che nulla è più facilmente misurabile di un corridore che percorre una salita di una determinata pendenza, ad una determinata velocità, portando in cima il proprio peso e quello della bicicletta con relativi attriti volventi e di fondo stradale, nonché con temperatura e umidità e variazioni di quota conosciute. Per cui i dati di stima difficilmente non collimano con quelli reali. Qual’è la nostra tesi? Per una volta non è quella del doping sospetto, bensì quella che, viste le prestazioni, sia necessario dimostrare scientificamente, cioè con i crismi della scienza e non dei servizi giornalistici più o meno accattivanti, che tali prestazioni siano possibili. Cioè che tali performances rientrino in una gamma “umana” accettabile. Ma, per quanto la rivista si sforzi di sostenere la tesi del fisico straordinario e dell’atleta-fenomeno, per la maglia gialla 2013, tuttavia, resta ancora molto da indagare e dimostrare.Anche perchè, come è facile ricavare dai grafici pubblicati e dall’accurata analisi delle prestazioni al Tour, confrontate anche con quelle “normalizzate”, secondo una formula di calcolo collaudata, di altri avversari, emerge chiarissimo un dato: i risultati di Froome sono al di sopra di quelli realizzati nei tanto deprecati anni dell’epo e del doping selvaggio. Prestazioni notevolmente migliori, almeno ad analizzare alcuni parametri. E per andare più forte in salita di quanto non accadesse nei lustri della farmacia proibita occorre essere fenomeni veri e propri. Oppure…Ragion per cui c’è un motivo di più per chiedere all’anglo keniano di svelarsi finalmente e senza remore. Ne va della sua credibilità e dell’intero ciclismo. Se tutto è a posto perché rifiutare?
Froome, secondo quanto riporta “Cycling Pro”, avrebbe toccato i 1778 m/h di Vam (velocità ascensionale media, il dislivello in metri che si riesce a coprire in un’ora su una salita) nell’ascesa di Aux 3 domaines; i 1722 in quella del Ventoux con l’incredibile exploit di scattare a 7,2 dalla vetta ad una frequenza di pedalate vicina alle 130 al minuto, ritmo non semplice da raggiungere perfino in pianura; su una salita dalla pendenza media pari all’8,7%, nonchè dopo più di 5 ore di corsa, le prime delle quali pedalate a velocità vertiginose, vicine ai 50 all’ora. Per il Ventoux i dati pre passaporto bio riferirebbero di una Vam media (misurata sulle migliori prestazioni) di circa 1680 m/h e quelli post passaporto di circa 1620 m/h. Dunque siamo ben oltre. Il che non vuol dire necessariamente doping. Ma andrebbe spiegato. Sull’Alpe d’Huez la Vam sarebbe stata di 1640 m/h, contro i 1610 m/h post passaporto e i 1665 pre passaporto. Cifra quest’ultima che corrisponderebbe alle stime fatte sulla stessa prestazione del keniano con la formula di Di Prampero (la più complessa, che tiene conto di tutte o quasi le variabili) che peraltro calcola un valore di circa 5,9 – 6 watt/kg per il keniano, cifra molto vicina al limite considerato “sospetto” dai fisiologi. Quella prestazione, però, non è stata fra le migliori al Tour, avendo accusato il numero uno di Sky la famosa crisi di fame ed essendo finito settimo sul traguardo di Huez. Gli bastava difendersi visto il vantaggio in classifica ed è presumibile che potesse fare di meglio in condizioni più favorevoli.
Froome per avere più credito ora si vale della consulenza di Fredric Grappe, fisiologo, specialista, dottore di scienza della salute, nonché “maitre” di conferenze universitarie HDR presso l’UFR-Staps di Besancons, considerato un vero e proprio guru della scienza d’allenamento. Grappe si è fatto garante delle sue prestazioni. Anche se a bene vedere, valori da Vam superiori ai 1620 mt/h sono stati ritenuti fuori scala da lui stesso. Una scala che va per gli atleti dai 1440 m/h ai 1620 m/h, appunto.
Il dato più clamoroso, riconosciuto anche da Grappe, è la grande capacità di Froome di trasportare ossigeno ai muscoli. Si chiama “consumo di ossigeno” (sigla VO2max), si esprime in millilitri al minuto per kg di peso. “La potenza aerobica di Froome – dice Grappe – è estremamente elevata, il che fa presupporre un consumo di ossigeno vicino ai livelli più alti conosciuti dalla scienza, anche se Sky non ha mai misurato questo valore in laboratorio”. Un fatto davvero singolare quest’ultimo, che è abbastanza strano per un team che fa della tecnologia, del perfezionismo e della scienza un “must” assoluto. Infatti il consumo di ossigeno è un parametro fondamentale per ogni allenatore; serve, correlato dal altri parametri, per capire i limiti fisici e fisiologici dell’atleta, per calibrare gli allenamenti e per stilare le relative tabelle. Cycling Pro ipotizza un valore fra 87 e 89 ml/kg/min. In realtà, applicando al tempo realizzato da Froome sull’Alpe di Huez la stessa formula di Di Prampero, si ottiene un consumo di ossigeno (VO2) specifico della scalata del keniano (40’56”) pari a circa 83,4 ml/kg/min, ma siccome il valore massimo (VO2max) si colloca a circa un 10%-12% in più, si può stimare un VO2max fra 91,8 e 93,4 Il che non è riportato attualmente in alcun testo di fisiologia. Si tratta di valori elevatissimi, tutti da verificare scientificamente; peraltro intuibili anche da altre situazioni di corsa alla “grande boucle”. Come lo scatto a quasi 130 pedalate al minuto scalando il Ventoux già citato. Cycling Pro, accogliendo la tesi di Sky, ora rivela che si trattava di un attacco pianificato su un tratto che spianava dopo una impennata all’11%; un tratto visionato e pedalato in precedenza da Froome, il quale, sempre secondo la rivista, partendo dalle 90 pedalate al minuto e dai circa 390 watt è riuscito a frullare le gambe fino alle 130 rivoluzioni al minuto producendo qualcosa come 600 watt. Rimane una prestazione comunque strabiliante, tanto più che la progressione è fatta da seduto, senza approfittare dell’aiuto del peso nell’azione fuori sella e poi perché arriva dopo cinque ore e passa di corsa ed è seguita da un ritmo di gara asfissiante ancora per molti minuti. Grappe sostiene che Froome ha un “potenza molto lineare” ovvero che la sua perdita di potenza fra uno sforzo di 20 minuti e uno di 60 minuti è di circa 0,88 watt/kg. Ma qui siamo a 7,2 chilometri dalla vetta e con 235,3 km alle spalle; ovvero più di cinque ore di sella pedalate a ritmo sostenutissimo. E la spiegazione di Grappe non è esaustiva. Cosa vuol dire “potenza lineare”? A quale livello di sforzo si registra quel calo di potenza fra i 20 minuti e l’ora? E ancora: tale calo vale per la prima ora e rimane costante o aumenta con l’aumentare delle ore? E di quanto? Insomma ci sarebbe da approfondire ben oltre i dati resi pubblici da Froome e la Sky. I dati citati da Grappe, appunto; lo stesso prof che ai tempi di Armstrong si diceva convinto che il texano potesse esprimere per via naturale potenze attorno ai 460/470 watt (valori elevatissimi) in lunghe salite anche al termine di sfiancanti tappe di montagna. Ma oggi sappiamo cosa c’era veramente dietro quei risultati: e cioè il doping che il texano ha ammesso e confessato. Quella di Sky è un’ottima iniziativa, tesa ad allontanare i sospetti. Ma pur sempre un’iniziativa di parte. L’equivalente di una “perizia” di parte. Quello che veramente manca ancora al giorno d’oggi per uscire dal dubbio definitivamente, è un’analisi veramente “terza”, una batteria di test effettuati da un gruppo di esperti mondiali neutri (fisiologi, medici, tecnici, allenatori, ecc.) per stabilire se davvero il fisico umano possa raggiungere quelle prestazioni. Un dato essenziale che cancellerebbe definitivamente ogni sospetto.

http://capodacqua.blogautore.repubb...ome-la-potenza-e-le-spiegazioni-scientifiche/
 

abraxas

Gregario
25 Maggio 2005
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Dal blog di Capodacqua:
Froome, la potenza e le spiegazioni “scientifiche”

In attesa di analisi veramente “terze” e relativi dati ufficiali che a due mesi dal Tour de France ancora non arrivano, torniamo a ragionare sulle prestazione eccezionali in salita di Chris Froome, il keniano d’Inghilterra vincitore dell’ultima “grande boucle”. Lo spunto lo offre un recente articolo della rivista “Cycling Pro”,una delle più autorevoli del settore. Ragioniamo, ovviamente, su dati stimati. Perchè, come detto di dati reali non c’è nemmeno l’ombra. Anche se sappiamo che nulla è più facilmente misurabile di un corridore che percorre una salita di una determinata pendenza, ad una determinata velocità, portando in cima il proprio peso e quello della bicicletta con relativi attriti volventi e di fondo stradale, nonché con temperatura e umidità e variazioni di quota conosciute. Per cui i dati di stima difficilmente non collimano con quelli reali. Qual’è la nostra tesi? Per una volta non è quella del doping sospetto, bensì quella che, viste le prestazioni, sia necessario dimostrare scientificamente, cioè con i crismi della scienza e non dei servizi giornalistici più o meno accattivanti, che tali prestazioni siano possibili. Cioè che tali performances rientrino in una gamma “umana” accettabile. Ma, per quanto la rivista si sforzi di sostenere la tesi del fisico straordinario e dell’atleta-fenomeno, per la maglia gialla 2013, tuttavia, resta ancora molto da indagare e dimostrare.Anche perchè, come è facile ricavare dai grafici pubblicati e dall’accurata analisi delle prestazioni al Tour, confrontate anche con quelle “normalizzate”, secondo una formula di calcolo collaudata, di altri avversari, emerge chiarissimo un dato: i risultati di Froome sono al di sopra di quelli realizzati nei tanto deprecati anni dell’epo e del doping selvaggio. Prestazioni notevolmente migliori, almeno ad analizzare alcuni parametri. E per andare più forte in salita di quanto non accadesse nei lustri della farmacia proibita occorre essere fenomeni veri e propri. Oppure…Ragion per cui c’è un motivo di più per chiedere all’anglo keniano di svelarsi finalmente e senza remore. Ne va della sua credibilità e dell’intero ciclismo. Se tutto è a posto perché rifiutare?
Froome, secondo quanto riporta “Cycling Pro”, avrebbe toccato i 1778 m/h di Vam (velocità ascensionale media, il dislivello in metri che si riesce a coprire in un’ora su una salita) nell’ascesa di Aux 3 domaines; i 1722 in quella del Ventoux con l’incredibile exploit di scattare a 7,2 dalla vetta ad una frequenza di pedalate vicina alle 130 al minuto, ritmo non semplice da raggiungere perfino in pianura; su una salita dalla pendenza media pari all’8,7%, nonchè dopo più di 5 ore di corsa, le prime delle quali pedalate a velocità vertiginose, vicine ai 50 all’ora. Per il Ventoux i dati pre passaporto bio riferirebbero di una Vam media (misurata sulle migliori prestazioni) di circa 1680 m/h e quelli post passaporto di circa 1620 m/h. Dunque siamo ben oltre. Il che non vuol dire necessariamente doping. Ma andrebbe spiegato. Sull’Alpe d’Huez la Vam sarebbe stata di 1640 m/h, contro i 1610 m/h post passaporto e i 1665 pre passaporto. Cifra quest’ultima che corrisponderebbe alle stime fatte sulla stessa prestazione del keniano con la formula di Di Prampero (la più complessa, che tiene conto di tutte o quasi le variabili) che peraltro calcola un valore di circa 5,9 – 6 watt/kg per il keniano, cifra molto vicina al limite considerato “sospetto” dai fisiologi. Quella prestazione, però, non è stata fra le migliori al Tour, avendo accusato il numero uno di Sky la famosa crisi di fame ed essendo finito settimo sul traguardo di Huez. Gli bastava difendersi visto il vantaggio in classifica ed è presumibile che potesse fare di meglio in condizioni più favorevoli.
Froome per avere più credito ora si vale della consulenza di Fredric Grappe, fisiologo, specialista, dottore di scienza della salute, nonché “maitre” di conferenze universitarie HDR presso l’UFR-Staps di Besancons, considerato un vero e proprio guru della scienza d’allenamento. Grappe si è fatto garante delle sue prestazioni. Anche se a bene vedere, valori da Vam superiori ai 1620 mt/h sono stati ritenuti fuori scala da lui stesso. Una scala che va per gli atleti dai 1440 m/h ai 1620 m/h, appunto.
Il dato più clamoroso, riconosciuto anche da Grappe, è la grande capacità di Froome di trasportare ossigeno ai muscoli. Si chiama “consumo di ossigeno” (sigla VO2max), si esprime in millilitri al minuto per kg di peso. “La potenza aerobica di Froome – dice Grappe – è estremamente elevata, il che fa presupporre un consumo di ossigeno vicino ai livelli più alti conosciuti dalla scienza, anche se Sky non ha mai misurato questo valore in laboratorio”. Un fatto davvero singolare quest’ultimo, che è abbastanza strano per un team che fa della tecnologia, del perfezionismo e della scienza un “must” assoluto. Infatti il consumo di ossigeno è un parametro fondamentale per ogni allenatore; serve, correlato dal altri parametri, per capire i limiti fisici e fisiologici dell’atleta, per calibrare gli allenamenti e per stilare le relative tabelle. Cycling Pro ipotizza un valore fra 87 e 89 ml/kg/min. In realtà, applicando al tempo realizzato da Froome sull’Alpe di Huez la stessa formula di Di Prampero, si ottiene un consumo di ossigeno (VO2) specifico della scalata del keniano (40’56”) pari a circa 83,4 ml/kg/min, ma siccome il valore massimo (VO2max) si colloca a circa un 10%-12% in più, si può stimare un VO2max fra 91,8 e 93,4 Il che non è riportato attualmente in alcun testo di fisiologia. Si tratta di valori elevatissimi, tutti da verificare scientificamente; peraltro intuibili anche da altre situazioni di corsa alla “grande boucle”. Come lo scatto a quasi 130 pedalate al minuto scalando il Ventoux già citato. Cycling Pro, accogliendo la tesi di Sky, ora rivela che si trattava di un attacco pianificato su un tratto che spianava dopo una impennata all’11%; un tratto visionato e pedalato in precedenza da Froome, il quale, sempre secondo la rivista, partendo dalle 90 pedalate al minuto e dai circa 390 watt è riuscito a frullare le gambe fino alle 130 rivoluzioni al minuto producendo qualcosa come 600 watt. Rimane una prestazione comunque strabiliante, tanto più che la progressione è fatta da seduto, senza approfittare dell’aiuto del peso nell’azione fuori sella e poi perché arriva dopo cinque ore e passa di corsa ed è seguita da un ritmo di gara asfissiante ancora per molti minuti. Grappe sostiene che Froome ha un “potenza molto lineare” ovvero che la sua perdita di potenza fra uno sforzo di 20 minuti e uno di 60 minuti è di circa 0,88 watt/kg. Ma qui siamo a 7,2 chilometri dalla vetta e con 235,3 km alle spalle; ovvero più di cinque ore di sella pedalate a ritmo sostenutissimo. E la spiegazione di Grappe non è esaustiva. Cosa vuol dire “potenza lineare”? A quale livello di sforzo si registra quel calo di potenza fra i 20 minuti e l’ora? E ancora: tale calo vale per la prima ora e rimane costante o aumenta con l’aumentare delle ore? E di quanto? Insomma ci sarebbe da approfondire ben oltre i dati resi pubblici da Froome e la Sky. I dati citati da Grappe, appunto; lo stesso prof che ai tempi di Armstrong si diceva convinto che il texano potesse esprimere per via naturale potenze attorno ai 460/470 watt (valori elevatissimi) in lunghe salite anche al termine di sfiancanti tappe di montagna. Ma oggi sappiamo cosa c’era veramente dietro quei risultati: e cioè il doping che il texano ha ammesso e confessato. Quella di Sky è un’ottima iniziativa, tesa ad allontanare i sospetti. Ma pur sempre un’iniziativa di parte. L’equivalente di una “perizia” di parte. Quello che veramente manca ancora al giorno d’oggi per uscire dal dubbio definitivamente, è un’analisi veramente “terza”, una batteria di test effettuati da un gruppo di esperti mondiali neutri (fisiologi, medici, tecnici, allenatori, ecc.) per stabilire se davvero il fisico umano possa raggiungere quelle prestazioni. Un dato essenziale che cancellerebbe definitivamente ogni sospetto.

[URL]http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2013/09/04/froome-la-potenza-e-le-spiegazioni-scientifiche/[/URL]

o-o
l'avevo già letto, e lo rileggo con piacere. Vorrei che ci fossero tanti altri giornalisti sportivi che si documentano come lui in maniera competente, e non la schiera di pennivendoli da strapazzo che inondano di peana celebrativi le pagine di certi giornali, salvo poi non sapere la differenza tra una moltiplica ed un pacco pignone
 

Travis Tygart Fan

Apprendista Scalatore
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l'avevo già letto, e lo rileggo con piacere. Vorrei che ci fossero tanti altri giornalisti sportivi che si documentano come lui in maniera competente, e non la schiera di pennivendoli da strapazzo che inondano di peana celebrativi le pagine di certi giornali, salvo poi non sapere la differenza tra una moltiplica ed un pacco pignone
Concordo.o-o
 

mach1

Passista
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vedendo horner e froome, considerando il passato di questo sport e facendo riferimento al sempre valido paradigma della foresta, direi che dall'anno prossimo ci sarà da divertirsi ( in senso lato :wacko: ). Qui siamo all'inizio di una nuova corsa agli armamenti.
 

Leonardo Landini

Apprendista Velocista
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vedendo horner e froome, considerando il passato di questo sport e facendo riferimento al sempre valido paradigma della foresta, direi che dall'anno prossimo ci sarà da divertirsi ( in senso lato :wacko: ). Qui siamo all'inizio di una nuova corsa agli armamenti.
Ancora una volta il nostro sport ci fornisce in diretta l'ennesimo bluff.Che a 42 anni Horner diventa un campione ma chi ci crede?.Bluff ennesimo.Basta fanno pena.
 

foxmulder74

Pedivella
7 Ottobre 2008
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Tra le Dolomiti
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Troppo poca
Non sono off topic: Horner ha pubblicato sul suo sito i valori relativi alle rilevazioni per il passaporto biologico. A parte il fatto che ematocrito ed emoglobina hanno subito un brusco calo dopo l'inizio della Vuelta per poi tornare a salire man mano che ci si avvicinava al finale di corsa (segnale non certo confortante), ho avuto un'intuizione. Non sono un ematologo, né ho letto per intero tutta questa discussione che è lunghissima e seguo "a sprazzi", quindi mi scuso se ci ha giá pensato qualcun altro. Ma se la nuova "scialappa" altro non fosse che una metodologia di trattamento del sangue estratto, in grado, ad esempio filtrando alcuni elementi corpuscolari del sangue, di "sistemare" i valori relativi a reticolociti e off-score una volta reiunfuso? Ai posters l'ardua sentenza...
 

Travis Tygart Fan

Apprendista Scalatore
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Froome:

“È un bene che la WADA abbia previsto di allungare le squalifiche da due a quattro anni, e che il ciclismo sia in prima linea in questa lotta”. Secondo il nativo del Kenya, infatti, il ciclismo è oggi “la disciplina di durata più pulita”. “Quando alla prima condanna coloro che imbrogliano prendono quattro anni di sospensione, è una cosa seria in uno sporto nel quale le carriere sono brevi. Si può essere professionisti per circa 15 anni. È una sanzione dura ed è ciò di cui abbiamo bisogno nel ciclismo”, ha continuato.
Froome è anche tornato sulle voci riguardanti l’uso di sostanze vietate da parte sua, soprattutto dopo la schiacciante vittoria al Tour de France: “Mi ha ferito ma me l’aspettavo, perché dopo i fatti di Lance Armstrong tutti pongono questa domanda. Qualsiasi corridore porti la maglia gialla si troverà a dover rispondere ad accuse di doping”, ha concluso il ciclista.
http://www.olimpiazzurra.com/2013/11/ciclismo-doping-froome-favorevole-alle-nuove-regole/
 

micky

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4 Gennaio 2006
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Graziella Deluxe
Singolare che per fare solo il controllo dovesse fare i test in Kenya e che pure il trattamento (più volte all'anno) si potesse fare solo in Kenya.

Se ci fosse qualche dottore nel forum sarebbe interessante sentire il parere di un'esperto.