Buonasera a tutti amici! Scusate il lungo silenzio, dettato anche in parte dal non aver usato la Wilier nell'ultimo periodo. Ma oggi sono tornato a pedalarla, ecco qua:
L'Autunno Viennese è finalmente al suo apice: cieli blu, aria tersa e pungente, colori saturi e temperatura mite. Il momento perfetto per andare ancora in bici, ancora poche settimane e il grigio e la nebbia la faranno da padrone.
Così stamattina cerco di sbrigare i lavori in casa il più in fretta possibile, in modo da tenermi almeno 3-4 ore di luce per un bel giro in bici. Diciamocelo, la mtb è una vera figata, soprattutto perchè sei totalmente immerso nella pace dei boschi. Ma richiede attenzione costante e tecnica; oltrettutto da questa stagione, col sole un po' basso, i boschi fanno presto a rimanere in ombra, e la visibilità cala e il freddo aumenta. Per carità, spettacolo impagabile vedere la luce che filtra tra le foglie, ma oggi avevo voglia di sole pieno, vento, e lasciar scorrere la bici... Ergo, tiro fuori la Wilier - trascurata ormai da tempo - e parto. Per un attimo la sensazione di terrore: com'è stretto il manubrio rispetto a quello della mtb! E come senti tutte le asperità della strada con i copertoncini gonfiati a 8 bar! Poi - si dice "è come andare in bicicletta, una volta imparato non si scorda più" no? - ritorna la confidenza e mi posso godere il percorso.
Uscire da Vienna verso sud non è così semplice, bisogna attraversare tutti i quartieri collinari solcati da grandi arterie di collegamento, che portano sempre un po' di traffico. Ma senza troppo stress riesco ad arrivare a Perchtolsdorf, cominciano strade di collina, paesini e boschi! Giro per Kaltenleutgeben; non ho programmato il percorso e non so come sarà l'altimetria; seguo la carta avendo deciso di fare un giro per la parte sud-ovest del wienerwald.
La strada fino a Kalten si rivela tutta in leggera, ma costante, salita. Superato il paese decido di proseguire oltre, in direzione di Klausen. Qui la strada sale un po' con uno strappetto abbastanza deciso, ma si apre tra alpeggi inondati dal sole e circondati da boschi che dal verde cominciano a piegare sul rosso. Uno spettacolo. Arrivato a Klausen piego verso nord, verso posti conosciuti come Pressbaum - merito di un'altra scorribanda wilieromunita di qualche mese fa. La strada è sempre ondulata, spesso sale abbastanza dolcemente ma intervalla tratti in discesa o falsopiano. Nel complesso, veramente bella da fare in bici.
Il bello di andare in bici da corsa è che puoi facilmente raggiungere velocità discrete, senza emettere un rumore. Attraverso boschi e colline nel completo silenzio, rotto solo dal leggerissimo ronzio della catena che scorre. Quando la velocità sale un po' si sente solo il sibilo delle
ruote che fendono l'aria, simile a quello di una lama di coltello, e molto più gradevole dell'uluato un po' cupo dei
copertoni da mtb sull'asfalto. Le folate di vento alzano e fanno ricadere le foglie morte, e per certi aspetti anche io mi sento un po' spinto dal vento, lasciando scorrere la bici, che del resto non si fa pregare, e la testa.
A Pressbaum mi fermo in riva al lago per rifocillarmi un po' (ormai ho 50km nelle gambe) e per coprirmi (sono uscito in divisa estiva con una giacchetta, ma ormai il sole cala dietro le colline e l'aria si fa fredda). Dietro di me c'è un parco giochi per bambini, sorta di mini bike park con le rampe per fare le evoluzioni; e i bambini ci si divertono in monopattino, con lo skate o la bmx. Alcuni ragazzini di una decina d'anni sulla bmx sanno saltare non male, chissà se un giorno saranno campioncini?
Riparto verso Vienna, passando per Wolfsgraben (che richiede un'ultima salita, non ostica ma discreta, e costante), da lì piego verso casa attraversando Breitenfurt. La strada è ora in discesa; a parte alcuni tratti è abbastanza dolce, bisogna sempre spingere per mantenere l'andatura ma il ritmo è alto. Rientro a Vienna che ormai è buio, riattraverso la città da sudovest fino ad arrivare alla ciclabile della Wien che mi porta dritto a casa. Sono a casa con 82 km pedalati, mi sento stanco ma non esausto. E soprattutto, felice. Per avere ancora negli occhi il sole, i colori dell'autunno, e sulla faccia la sensazione dell'aria pungente.