ACSI ciclismo, situazione risolta?

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troppe
.......il che la dice lunga..........
Non si è ancora capito che chi sgancia in caso di rogne è il presidente della società organizzatrice !

Andy

In caso di rogne il ciclista si potrebbe rivalere sulla società organizzatrice chiamandosi i carabinieri o chiedendo indennizzo in euro x così auto e tempo.
La consulta da pareri. Solo il coni può estromettere un ente dal CONI.
Quindi prima di non far partire un tesserato acsi io ci penserei 10 volte. Stesso ragionamento valle x gare acsi con ciclisti di altre eps.
 

Bicllo

Pignone
24 Marzo 2012
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In caso di rogne il ciclista si potrebbe rivalere sulla società organizzatrice chiamandosi i carabinieri o chiedendo indennizzo in euro x così auto e tempo.
La consulta da pareri. Solo il coni può estromettere un ente dal CONI.
Quindi prima di non far partire un tesserato acsi io ci penserei 10 volte. Stesso ragionamento valle x gare acsi con ciclisti di altre eps.

Quello che dici ha sicuramente dei fondamenti, però la questione più importante da chiarire è quella della copertura assicurativa.
Da quel che si è scritto e lento in questi "lunghi anni", se un E.P.S. non è formalmente riconosciuto dagli altri, un suo tesserato è equiparabile ad un "non tesserato", con tutta la casistica già vista nel 2012 a proposito delle tessere giornaliere ecc. ecc.

Possiamo essere d'accordo sulla poca correttezza e sulla ampia discutibilità dell'ultimo comunicato della Consulta, è comunque un atto formale che sancisce un fatto; l'ACSI non viene ammesso all'attività condivisa degli altri Enti + FCI e questo, per certe polizze assicurative, può essere motivo sufficiente a negare la copertura. A quel punto, in caso di incidente, iniziano i problemi.
Se io fossi il presidente di una A.S.D. che deve organizzare in questo week end, prima di rischiare vorrei il massimo delle garanzie scritte da parte dell'ufficio legale della compagnia che assicura l'ente cui mi sono affiliato.
 
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cinelli

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indovina
Dipende dal senso di responsabilità di chi organizza la gara.
Io personalmente non lo iscriverei, ho famiglia e figli a casa.
Appunto.

In caso di rogne il ciclista si potrebbe rivalere sulla società organizzatrice chiamandosi i carabinieri o chiedendo indennizzo in euro x così auto e tempo.
La consulta da pareri. Solo il coni può estromettere un ente dal CONI.
Quindi prima di non far partire un tesserato acsi io ci penserei 10 volte. Stesso ragionamento valle x gare acsi con ciclisti di altre eps.
Anche i Carabinieri sanno leggere...
La Consulta non ha estromesso nessuno dal CONI ma ha sospeso con effetto immediato ACSI dai accordi reciproci di sua competenza, vietando la partecipazione di atleti ACSI a gare di altri enti della Consulta e vice versa, con atto formale e pubblico, chiaramente datato:
http://www.consultanazionaleciclismo.it/cnc/Data/Sites/1/GalleryImages/comunicati/20131125comunicato6.pdf
 

Surplace

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In caso di rogne il ciclista si potrebbe rivalere sulla società organizzatrice chiamandosi i carabinieri o chiedendo indennizzo in euro x così auto e tempo.
La consulta da pareri. Solo il coni può estromettere un ente dal CONI.
Quindi prima di non far partire un tesserato acsi io ci penserei 10 volte. Stesso ragionamento valle x gare acsi con ciclisti di altre eps.

Credo che "auto e tempo" costino meno di "invalidità o morte".
Insisto nel non farli partire.
:mrgreen:

Andy
 

Iceluke

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Un grazie ai veri appassionati della bicicletta
Non ce lo aspettavamo, con grande sorpresa, il giorno dopo il comunicato della Consulta, ci sono giunte tantissime adesioni dei veri amanti della bicicletta con annessi attestati di stima e incitamento a proseguire il nostro cammino.

Una segnalazione unanime che evidenzia l’ottusità di alcune decisioni che non hanno nulla a che fare con lo sport ma solo con le poltrone.

Tutti ci incoraggiano a proseguire per affermare la facoltà del libero associazionismo riconosciuto, ad ignorare coloro che vogliono governare lo sport, non legittimati da nessuno, con i divieti e non con progetti educativi.

Riportiamo virgolettato il testo di una delle tante lettere pervenutaci oggi:

“signori della Consulta, se inizialmente avevate ragione, adesso rischiate grosso e questa mossa si sta rivelando solo la classica “manovra politica di fine anno dal sapore amaro” che ancora una volta sta creando confusione e scompiglio tra chi è interessato solo a pedalare e di questi giochini non ne vuole sapere” Qual è la vera intenzione della sospensione in questo momento che è sospesa l’attività?”

Come sempre la saggezza risiede sul “sellino” non dietro la scrivania.

L’ACSI ha risolto il problema UDACE, ma per qualcuno non era quella la preoccupazione , anzi quello era un falso problema dietro il quale trincerarsi per continuare a giustificare insuccessi e delusioni. Ora temono che l’ACSI possa crescere ulteriormente e liberamente e cercano di difendersi come possono, anche con mezzi illegittimi.

Per conto nostro registriamo un aumento di consensi, e proseguiamo per la nostra strada.

Lo sport rende liberi, non vogliamo essere prigionieri di queste circostanze e di questo sgradevole contesto. Acsi e' riconosciuta dal Coni e come tale potrà esercitare tutta l'attività riconosciuta rispettando sempre le regole dell'ordinamento sportivo.

Restiamo a disposizione di tutti i ciclisti veri e liberi continuando la nostra missione. Grazie del vostro inaspettato sostegno, la verità, come la ragione, emergerà sempre.

Roma, 28 novembre 2013
 

Surplace

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Pina & Surplace
L’ACSI ha risolto il problema UDACE....

Ma dai, riepilogando, non è proprio così....
Le gare sono su UDACE1.
Il Regolamento ACSI non c'è, ma c'è quello su UDACE1
Lo Statuto pure.
A Cuneo (e altri lidi) gli "altri" che non sono ACSI non corrono.
Il Campionato Italiano Pista 2014 del 7 luglio è organizzato dal GS Amici dell'Udace.
Insomma....... non è tutt'oro quello che luccica.

Andy
 

cinelli

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indovina
Non c'è stato un contraddittorio in coni... Sarebbero state 2 versioni da confutare... Ma come abbiamo visto...

Non c'e' molto da confutare, anche gli ultimi annunci si sono rivelati solo fumo... che fine hanno fatto i deferimenti alla Procuratore Sociale (28 Ottobre) o gli organigrammi senza commistione da rendere noti a breve (9 novembre)?

Comunque se riferisci alla riunione della Consulta, penso che ci sara' stato contraddittorio eccome... purtroppo non ci degnano di un verbale, ma e' chiaro che ACSI abbia argomentato il suo caso, evidentamente senza convincere.

Se invece riferisci ai vertici della CONI, ACSI sostiene di aver gia' aperto un dialogo, e' un suo diritto... di sicuro dovra' spiegare il suo annuncio di una diffida, questa si inconsueta (a proposito, il Comunicato numero 6 e' sempre al suo posto).
 

Luca-FuntosBike

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Aspettiamo fiduciosi la giustizia sportiva... Che è l'unica ad aver veramente voce in capitolo :-)

In merito avrei dubbi... Qui la giustizia ordinaria potrebbe esser chiamata in causa dopo l'ultimo comunicato. I danni sono evidenti... Comunque settimana prossima si risolverà tutto e ... Magari la giustizia rimborserà le fughe di "capitali" o i macati introiti ... :-) sto giro di giostra è più serio di quello di inizio anno .... Sempre che acsi abbia intenzione di farsi rimborsare....
 

gbraccioni

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In merito avrei dubbi... Qui la giustizia ordinaria potrebbe esser chiamata in causa dopo l'ultimo comunicato. I danni sono evidenti... Comunque settimana prossima si risolverà tutto e ... Magari la giustizia rimborserà le fughe di "capitali" o i macati introiti ... :-) sto giro di giostra è più serio di quello di inizio anno .... Sempre che acsi abbia intenzione di farsi rimborsare....

Acsi ha già adito le vie legali in due diverse sedi giurisdizionali.
Confido che la Consulta si rimangi l'assurda decisione adottata prima che intervenga la decisione del Tribunale.
 
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lentoluca

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secondo la donna: troppe
...tutto questo conferma le mie teorie... ok a pensare male... in italia.. ci si indovina sempre... tutto questo sulle nostre spalle...
Bhe, il cappello introduttivo sull'origine degli eps è vero, quanto segue verosimile ma non dimostrabile, anche se in molti, a pelle, la si può pensare così, permettimo di dissentire sulla chiosa finale, ci si lamenta sul fatto che fci e di rimando gli eps lascino, molte, troppe, incombenze sulle spalle delle Asd, pensa cosa succederebbe in un mondo ciclistico fatto solo di certificati e polizze, senza nessun tramite: sarebbe una giungla peggiore di quella attuale, senza contare che nessuno impedirebbe di fare tutte le gare ad invito, peggio di quanto avviente ora, quindi la giungla si infittirebbe
 

Iceluke

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Io in Francia corro regolamente.. Tutto a carico del ciclista.. Responsabilità comprese. Difatto nessuno infrange il codice della strada... E se cadi... Prima paghi e poi ti curano. La gente si diverte.. Sono quasi tutti individuali.. E pensano a divertirsi... Questo per me è il ciclismo. Non quello che si fa da noi :-(
 
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Va a finire che le PERSONE invece che gli enti dovranno ROMBORSARE ACSI e magari udace.... Come abbiamo visto in questi giorni, anche dopo un ventennio la giustizia ci mette un pochino di giustizia. Io avessi usato la consulta ed il coni per sviluppare fatti personali o politiche di onterrsse... Avrei molti problemi a dormire la notte...




Il blog di Cycling Pro
LA POLITICA CHE UCCIDE IL CICLOTURISMO ITALIANO
In un Paese normale (Gran Bretagna, Francia, Germania…) la partecipazione a manifestazioni ciclistiche amatoriali, anche agonistiche, è quasi sempre libera. Per chi lo desidera, esiste naturalmente la possibilità (acquistando un pacchetto assicurativo) di tesserarsi a una federazione che in ciascuna nazione è una e una sola: quella ciclistica in Gran Bretagna, quella cicloturistica in Francia. In un Paese NON normale (l’Italia) esistono una federazione e DODICI enti di promozione sportiva che distribuiscono tredici tipi diversi di tessere in due diverse versioni (cicloamatori e cicloturisti): totale 26 tessere.

Gli enti (nati quasi tutti come costole di partiti politici, movimenti religiosi o sindacali) ricevono cospicui finanziamenti pubblici, non sono obbligati ad osservare norme di trasparenza sul numero di tesserati e società affiliate e, quando possono, si sbranano tra loro cercando di sopravvivere e di far sopravvivere i loro apparati. Gli enti del ciclismo sono riuniti in un’associazione (senza riconoscimento giuridico) chiamata Consulta dove enti che hanno decine di migliaia di tesserati hanno lo stesso “peso politico” di altri che per il ciclismo che non organizzano nemmeno una gara in un anno o, se lo fanno, mettono in piedi dei puri pro forma.

Il 25 novembre. Istigati da Federciclismo e Uisp, nove enti aderenti alla Consulta hanno fatto fuori l’Acsi (ex Udace) «a fronte di notizie certe che testimoniano tuttora sul territorio una realtà completamente diversa, che parlano di commistione tra ACSI ed UDACE e di comportamenti contrari alle disposizioni della Consulta». Cosa questo significhi non si capisce, sta di fatto che gli undici (in mezzo ci sono anche Opes e Msp, che nemmeno hanno un settore ciclistico, Libertas o Endas di cui non abbiamo mai sentito parlare in relazione alle due ruote) hanno vietato ai tesserati più numerosi la partecipazione ai loro eventi, mettendo in enorme difficoltà (alla vigilia dei rinnovo tesseramenti o a tessere 2014 già rilasciate) migliaia di atleti e presidenti di società: difficile pensare che non l’abbiamo fatto per provare a spartirsi un po’ di tesserati. Parallelamente, la Consulta è riuscita ad eleggere un Ufficio di Presidenza e ben due Commissioni (Studi e Prevenzioni Doping) distribuendo cariche (dodici) anche a gente con zero competenza ciclistica.

Un vizio, un inguaribile morbo italico questo delle poltrone a cui non sfugge nemmeno il ciclismo amatoriale che, sul fronte politico, riesce a mutuare il peggio della politica vera. A questo punto il nostro sogno è solo quello di un movimento tutelato da certificati medici e polizze assicurative, libero da enti e federazioni che lo stanno soffocando, spegnendo, umiliando. Questo è il ciclismo che vogliamo, che vorremmo raccontare.
 

lentoluca

Apprendista Velocista
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secondo la donna: troppe
Io in Francia corro regolamente.. Tutto a carico del ciclista.. Responsabilità comprese. Difatto nessuno infrange il codice della strada... E se cadi... Prima paghi e poi ti curano. La gente si diverte.. Sono quasi tutti individuali.. E pensano a divertirsi... Questo per me è il ciclismo. Non quello che si fa da noi :-(
con tutto il male che si può pensare dei francesi, hanno un senso civico che anche il miglior italiano si sogna, e questo si trasmette in tutti gli aspetti della vita sociale, non ultimo il fatto che nessuno si sognerebbe di inventarsi un eps se quello che fa la federazione non gli va bene, da qui a discendere (è un esempio teorico, ovvio :mrgreen::mrgreen:) se io domani decido di fare la parigi roubaix cyclo vado, so quali sono le mie responsabilità e ne vengo messo al corrente, in italia se un prof (diciamo olandese o belga) in attività decide di fare la milano san remo cicloturistica, la fci gli fa la tessera giornaliera mantenendogli in classifica il nome della sua squadra, poi a seguito di proteste per il fatto che è un prof lo squalifica: è solo la differenza di la serietà fra italiani e francesi ... o-oo-o ....e il motivo per cui il nostro sistema paese è allo sfascio ed il loro no

chiedo scusa per l'OT era solo per rispondere e anche farsi due risate
 
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via col vento
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la mia e basta
Un vizio, un inguaribile morbo italico questo delle poltrone a cui non sfugge nemmeno il ciclismo amatoriale che, sul fronte politico, riesce a mutuare il peggio della politica vera. A questo punto il nostro sogno è solo quello di un movimento tutelato da certificati medici e polizze assicurative, libero da enti e federazioni che lo stanno soffocando, spegnendo, umiliando. Questo è il ciclismo che vogliamo, che vorremmo raccontare.

... è solo la differenza di la serietà fra italiani e francesi ... ....e il motivo per cui il nostro sistema paese è allo sfascio ed il loro no
chiedo scusa per l'OT era solo per rispondere e anche farsi due risate
...o anche un pianto commiserevole... :cry: ...perchè ormai, vista la situazione, c'è poco da ridere... :asd2:
 
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Pignone
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Lentoluca ha scritto una cosa verissima: una qualsiasi organizzazione funziona grazie al lavoro delle persone che ne sono parte. Una situazione "normale" prevede che se tizio non è d'accordo con le scelte di caio, si lavora "all'interno dell'organizzazione" per individuare il miglior compromesso che possa soddisfare le parti.
In Italia, quando l'organizzazione non ci soddisfa, invece di lavorare dall'interno per cambiarla si preferisce uscire per farne una nuova che soddisfi soprattutto le proprie esigenze.

E' una logica insulsa e stupida, in cui ognuno guarda al proprio piccolo interesse senza curarsi del "bene comune", è una storia che probabilmente deriva ancora dall'epoca dei Comuni e che ci ha portato ad avere un parlamento con "anta" schieramenti politici, un frazionamento in regioni, provincie, comuni, frazioni, comunità, ecc. ecc. dove ognuno vuole contare qualcosa e dire la sua, senza però costruire nulla.
Ovviamente l'ordinamento sportivo non poteva essere diverso, da cui la nascita di 12 EPS ed il frazionamento in leghe, settori, comitati, ecc. ecc. ecc.

Tutti noi, però, dovremmo imparare a guardare le situazioni come parte in causa e non come se ne fossimo totalmente al di fuori: i dirigenti (a qualsiasi livello) sono sempre e comunque espressione delle persone che decidono di dar loro fiducia e se guardiamo solo all'uovo di oggi (mi basta aver la possibilità di correre domenica, del resto non mi importa nulla), non lamentiamoci se poi domani non ci sarà la gallina (un'organizzazione sportiva efficace ed efficiente che risponda alle nostra aspettative).

... possiamo scegliere se uscire dal campo vittoriosi come squadra oppure venire annientati uno per uno...
 
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Boh... io arrivo dal motociclismo e la Federazione nazionale è solo una (FMI - www.federmoto.it ).
Non conosco le ragioni storiche per cui siano sorti così tanti enti di promozione sportiva per il ciclismo.

Bicllo ha scritto:
... possiamo scegliere se uscire dal campo vittoriosi come squadra oppure venire annientati uno per uno...
Mi ricorda vagamente la storia dei "blue chip SDAM"... :asd: