Avevo detto la mia in questa discussione, già 2 anni e mezzo fa.
In questo lasso di tempo sono cambiate alcune cose, ma una cosa non è mai cambiata, la passione per questo meraviglioso sport.
Forse, anzi sicuramente, il pensiero in merito all'oggetto della discussione, è influenzata dal percorso delle nostre vite, da come siamo cresciuti, dai valori che ci sono stati dati e dalle esperienze che abbiamo vissuto.
Io posso dire tranquillamente che la bici mi ha salvato la vita, mi ha dato disciplina e mi ha reso una persona migliore. Mi ha fatto conoscere valori che non avevo e mi ha fatto vivere la sofferenza con la giusta consapevolezza, facendomi capire che nella vita si può soffrire per poi magari anche godere, che non è tutta una salita, poi c'è anche la discesa.
Ecco perché non esiste una risposta uguale per tutti, ecco perché nessuno ha ragione.
Io sono molto metodico in quello che faccio e mi piace seguire allenamenti specifici, così come uscite libere, curo in maniera maniacale l'alimentazione, questo anche perché ci sono costretto e tutto questo, mi ha portato a 37 anni, ad avere uno stato di forma e benessere che purtroppo, vedo essere molto scarseggiante fra la maggior parte dei miei coetanei e questo, lo dico senza peli sulla lingua, mi dà molto gusto
Cos'è la felicità?
Per me è fare quello che più amo e quello che più amo è pedalare.
Amo la mia vita, amo la mia famiglia, amo il mio lavoro, amo i miei amici e amo la mia compagna di vita, ma allo stesso tempo amo la bici e tutta la passione che gli dedico, non è certo per compensare carenze o mancanze, come qualcuno ha scritto (non riferito a me, ma in generale)
Per forze maggiori sono dovuto stare lontano dalla bici per 6 mesi, convinto che non avrei potuto più pedalare, ho venduto tutto, proprio come scritto dal mio compagno di squadra rapportoagile, ma non perché ero arrivato alla frutta, magari fosse stato per quello.
In questi 6 mesi, sono stato bene, ho fatto altro, ho rispolverato vecchie passioni, ma l'emozione che mi dava la bici, non me le ha date nient'altro.
Dopo 6 mesi sono andato da un medico (grazie proprio al consiglio di un utente del forum, EMAC :eek:) per curare la mia patologia e mi ha subito detto che potevo tornare a pedalare, il giorno dopo sono andato a ricomprarmi tutto, non avevo più niente, neanche un calzino.
Questa esperienza mi ha fatto capire moltissime cose, non ha nessuna importanza come viviamo la nostra passione, perché nessuno ha il segreto del buon vivere, nessuno!
A quello che ha scritto rapportoagile, potrei ribadire con considerazioni diametralmente opposte alle sue, sentendomi comunque nel giusto, quello che conta è vivere le emozioni fino in fondo, poi dove queste ci porteranno, fà niente, intanto le abbiamo vissute, ci hanno fatto assaporare nuovi gusti e prospettive, se poi tutto questo finirà o semplicemente si ridimensionerà, qual è il problema?
Non vale anche per tutto il resto nella vita? Anzi qui si rischia molto meno, se di rischio si può parlare...rischio di cosa? Di finire a panza all'aria sul divano? Come rapportoagile :asd:
Io dico: "occhi a non esagerare a dire agli altri di non esagerare con l'entusiasmo...per la bici"... perché si rischia di ritrovarsi a 50 anni (se và bene) grassi, stufi e svogliati, guardando quello che fanno gli altri e non pensando a quello che non abbiamo fatto noi.
In questo lasso di tempo sono cambiate alcune cose, ma una cosa non è mai cambiata, la passione per questo meraviglioso sport.
Forse, anzi sicuramente, il pensiero in merito all'oggetto della discussione, è influenzata dal percorso delle nostre vite, da come siamo cresciuti, dai valori che ci sono stati dati e dalle esperienze che abbiamo vissuto.
Io posso dire tranquillamente che la bici mi ha salvato la vita, mi ha dato disciplina e mi ha reso una persona migliore. Mi ha fatto conoscere valori che non avevo e mi ha fatto vivere la sofferenza con la giusta consapevolezza, facendomi capire che nella vita si può soffrire per poi magari anche godere, che non è tutta una salita, poi c'è anche la discesa.
Ecco perché non esiste una risposta uguale per tutti, ecco perché nessuno ha ragione.
Io sono molto metodico in quello che faccio e mi piace seguire allenamenti specifici, così come uscite libere, curo in maniera maniacale l'alimentazione, questo anche perché ci sono costretto e tutto questo, mi ha portato a 37 anni, ad avere uno stato di forma e benessere che purtroppo, vedo essere molto scarseggiante fra la maggior parte dei miei coetanei e questo, lo dico senza peli sulla lingua, mi dà molto gusto
Cos'è la felicità?
Per me è fare quello che più amo e quello che più amo è pedalare.
Amo la mia vita, amo la mia famiglia, amo il mio lavoro, amo i miei amici e amo la mia compagna di vita, ma allo stesso tempo amo la bici e tutta la passione che gli dedico, non è certo per compensare carenze o mancanze, come qualcuno ha scritto (non riferito a me, ma in generale)
Per forze maggiori sono dovuto stare lontano dalla bici per 6 mesi, convinto che non avrei potuto più pedalare, ho venduto tutto, proprio come scritto dal mio compagno di squadra rapportoagile, ma non perché ero arrivato alla frutta, magari fosse stato per quello.
In questi 6 mesi, sono stato bene, ho fatto altro, ho rispolverato vecchie passioni, ma l'emozione che mi dava la bici, non me le ha date nient'altro.
Dopo 6 mesi sono andato da un medico (grazie proprio al consiglio di un utente del forum, EMAC :eek:) per curare la mia patologia e mi ha subito detto che potevo tornare a pedalare, il giorno dopo sono andato a ricomprarmi tutto, non avevo più niente, neanche un calzino.
Questa esperienza mi ha fatto capire moltissime cose, non ha nessuna importanza come viviamo la nostra passione, perché nessuno ha il segreto del buon vivere, nessuno!
A quello che ha scritto rapportoagile, potrei ribadire con considerazioni diametralmente opposte alle sue, sentendomi comunque nel giusto, quello che conta è vivere le emozioni fino in fondo, poi dove queste ci porteranno, fà niente, intanto le abbiamo vissute, ci hanno fatto assaporare nuovi gusti e prospettive, se poi tutto questo finirà o semplicemente si ridimensionerà, qual è il problema?
Non vale anche per tutto il resto nella vita? Anzi qui si rischia molto meno, se di rischio si può parlare...rischio di cosa? Di finire a panza all'aria sul divano? Come rapportoagile :asd:
Io dico: "occhi a non esagerare a dire agli altri di non esagerare con l'entusiasmo...per la bici"... perché si rischia di ritrovarsi a 50 anni (se và bene) grassi, stufi e svogliati, guardando quello che fanno gli altri e non pensando a quello che non abbiamo fatto noi.

mai colto veramente ciò che la bici trasmette 


