Dal Mattinopadova:
Ciclisti amatoriali dopati Altri dieci casi in arrivo
Continuano gli accertamenti del Nas: analizzate sei gare in tutto il Veneto Farmaci ordinati via internet difficili da intercettare, via ai controlli al traguardo
di Enrico Ferro
Doping nel ciclismo amatoriale: gli atleti positivi non sono soltanto due. I casi riscontrati sarebbero già una decina, chiaro segno di un malcostume diffuso anche in ambienti non professionisti. È il responso che emerge dopo i controlli condotti in sei gare che si sono svolte nelle province del Veneto. Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nas di Padova.
Laltro giorno il Coni ha ufficializzato la sospensione di due atleti, Sauro Bembo e Moreno Buso, risultati positivi a seguito dei controlli effettuati al termine del campionato del mondo su strada dellAcsi disputato lo scorso 12 luglio a Borgoricco. I due atleti correvano per lAsd Team Adige di Vescovana e la "3B Impianti" di Saonara. La notizia è piombata come una bomba sullambiente del ciclismo amatoriale ma i casi di Bembo e Buso, purtroppo, non sarebbero isolati.
In questi mesi, infatti, i carabinieri del nucleo anti sofisticazioni hanno organizzato una serie di controlli a margine delle gare amatoriali. Gli eventi sportivi da verificare sono stati scelti sulla base delle notizie raccolte grazie ad alcuni informatori e chiaramente i blitz sono stati concordati poi con il Coni e il Ministero della Salute. Si tratta di sei gare organizzate tra le province di Padova, Rovigo, Treviso e Verona: competizioni nel corso delle quali sono stati eseguiti prelievi ad alcuni ciclisti. Quelli risultati poi positivi agli esami di laboratorio sarebbero una decina. I carabinieri del Nas stanno attendendo i referti, così come il Coni che potrebbe quindi sospendere altri atleti.
La notizia ha scosso il mondo del ciclismo amatoriale, su cui ora però sta per abbattersi una tegola ancora peggiore.
Mentre un tempo i blitz anti doping venivano organizzati con intercettazioni, pedinamenti e riscontri tecnici, ora è tutto molto più complesso. Sì, perché i prodotti dopanti più diffusi tra i ciclisti si acquistano quasi tutti via internet. Li ordinano allestero, li pagano con la carta di credito e i medicinali proibiti arrivano con il corriere espresso. Intercettare questi traffici, quindi, è sempre più difficile. Per questo le forze dellordine hanno deciso di concentrare lattività su quello che è in terminal ultimo di ogni ciclista: la gara. I militari del Nas arrivano, installano una tenda-laboratorio e sorteggiano gli atleti da sottoporre ai test, come è successo il 12 luglio scorso a Borgoricco.