Approvata la nuova normativa amatoriale: rivoluzione etica e tutela della salute

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gx2

via col vento
29 Ottobre 2008
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Dove non ci sono troll, frustrati e rosiconi
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Bici
Gigiant
Per l'amor del cielo...scripta manent, chi avrà voglia se lo andrà a rileggere.

Domanda: appurato che non sai se e cosa ha deciso il CF, sai almeno se ieri si sono riuniti o meno come dicevi? Non dovrebbe essere una info riservata e per te che stai dietro a queste cose, notizia facilmente accessibile (io non saprei a chi altri chiedere, nè dove leggerlo ;nonzo%)

il 3d riunioni consulta si è "mosso" :mrgreen:
pare quindi che si siano riuniti
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
marginale secondo chi e quali criteri?
PER ME è marginale la vostra (ma che comprendo) battaglia.

o-o

Quando si fa parte di un contesto sportivo si accettano le regole che la Federazione Internazionale ti da.
Hai mai visto altri sport in Italia applicare regole che non siano uguali a quelle applicate nel resto del mondo: sarebbe l'anarchia.
Quindi il problema verte su questi fatti:
1) può la FCi disattendere le norme FCI?
2) può la FCi stabilire requisiti etici che non sono previsti dalle normative UCI?
3) può la FCI stabilire norme che incidono sullo status di atleti tesserati per altre federazioni?
A queste domande la risposta é sempre e solo NO.

E' una questione di competenza e diritto.
La FCI può legiferare in alcuni settori, ben definiti dai regolamenti UCI, mentre non ha questo potere negli altri ove DEVE APPLICARE in toto il regolamento UCI.
In questo senso é marginale la bontà della norma.
Può essere buonissima, ma se non viene prima ratificata dal Direttivo UCI ed inserita nel Regolamento dell'UCI, non è consentito a nessuno di applicarla.

E tutti fate riferimento solo al requisito etico e non al fatto che molti tesserati "cicloturisti " (a causa del requisito etico e per la regola ex-agonisti) vengano fatti partecipare alle gare agonistiche, ove non possono assolutamente partecipare!

Quando la regola discende da un concetto reso pubblicamente sabato dall'Avv. Santilli, nel convegno dell'Aimec (medici del Ciclismo) di Solbiate Olona, ove ha affermato: "In Italia faccio come voglio io" é chiaro che non vi può essere nessun discorso.
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
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Bozen
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
Quando si fa parte di un contesto sportivo si accettano le regole che la Federazione Internazionale ti da.
Hai mai visto altri sport in Italia applicare regole che non siano uguali a quelle applicate nel resto del mondo: sarebbe l'anarchia........
Alcune norme sono uguali per tutti. Altre sono a discrezione della singola federazione.
Il fuorigioco, piuttosto che la moviola in campo, piuttosto che il numero delle sostituzioni disponibili a partita in corso ecc.ecc. sono emanazione della FIFA. Diciamo le regole generali.
Ciò che attiene all'organizzazione interna è invece emanazione autonoma della singola federazione. Per cui se anche le sanzioni in fatto di doping sono generali, ad esempio non sono generali il numero delle squadre nelle varie serie, le categorie di età nelle giovanili, le possibilità di tesserare 2/3/4/5 extracomunitari ecc.ecc.ecc.
Temo proprio (o meglio non lo temo affatto) che una siffatta regolamentazione di requisiti per l'accesso alla categoria degli amatori, piuttosto che a quella dei cicloturisti, non sia affatto emanazione esclusiva UCI, come non lo sarebbe in campo FIFA o altre federazioni internazionali e quindi l'idea che mi sono fatto è che non sarà affatto bocciata.
In questo sono stati molti fini e cavillosi....estenderla a tutti gli amatori, poteva sembrare una sanzione (non emanabile da una federazione). Riservandola solo ai cicloturisti, la fanno passare come un requisito e quindi competenza interna della federazione.
Staremo a vedere.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
Alcune norme sono uguali per tutti. Altre sono a discrezione della singola federazione.
Il fuorigioco, piuttosto che la moviola in campo, piuttosto che il numero delle sostituzioni disponibili a partita in corso ecc.ecc. sono emanazione della FIFA. Diciamo le regole generali.
Ciò che attiene all'organizzazione interna è invece emanazione autonoma della singola federazione. Per cui se anche le sanzioni in fatto di doping sono generali, ad esempio non sono generali il numero delle squadre nelle varie serie, le categorie di età nelle giovanili, le possibilità di tesserare 2/3/4/5 extracomunitari ecc.ecc.ecc.
Temo proprio (o meglio non lo temo affatto) che una siffatta regolamentazione di requisiti per l'accesso alla categoria degli amatori, piuttosto che a quella dei cicloturisti, non sia affatto emanazione UCI, come non lo sarebbe in campo FIFA o altre federazioni internazionali e quindi l'idea che mi sono fatto è che non sarà affatto bocciata.

Libero di credere quello che vuoi: é un tuo diritto!
Io invece credo che quelle regole saranno cambiate, mi auguro dal Consiglio Federale della FCI in una presa di coscienza della loro responsabilità (che non é solo sportiva, essendo un Consiglio di Amministrazione) altrimenti sarà presa da altri.
E non sarebbe nemmeno la prima volta che l'UCI interviene facendo modificare le decisioni della FCI.

Tornando alle cose che scrivi sono quelle che ho scritto io:
la Federazione é competente a decidere sulla normativa dei minori di anni 16, sull'attività dei cicloturisti, mentre in tutte le altre categorie la normativa é già stabilita dall'UCI.
Per un semplice motivo che il ciclismo è regolato da categorie di età, e non per valori e capacità personali.
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
Libero di credere quello che vuoi: é un tuo diritto!
Io invece credo che quelle regole saranno cambiate, mi auguro dal Consiglio Federale della FCI in una presa di coscienza della loro responsabilità, altrimenti sarà presa da altri.
E non sarebbe nemmeno la prima volta che l'UCI interviene facendo modificare le decisioni della FCI.
Riguardo al fatto che le federazioni abbiano potere gestionale, non lo credo. Lo so e te ne ho fatti alcuni esempi.
Sul merito della questione, aspetto serenamente gli eventi. Sarò contento se gli squalificati saranno esclusi come quest'anno. Per me è una sanzione, giuridicamente potrebbe non essere considerata tale e siccome conta l'interpretazione giuridica con cui la si inquadra, tale interpretazione farà anche la differenza sulla sua bocciatura o meno. Se sarà considerata sanzione anche giuridicamente, allora penso sarebbe bocciata, se sarà considerato requisito (come penso che giuridicamente sia) non credo sarà bocciata.
 

nyx

Pignone
13 Maggio 2013
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GOOMAH G733
Alcune norme sono uguali per tutti. Altre sono a discrezione della singola federazione.
Il fuorigioco, piuttosto che la moviola in campo, piuttosto che il numero delle sostituzioni disponibili a partita in corso ecc.ecc. sono emanazione della FIFA. Diciamo le regole generali.
Ciò che attiene all'organizzazione interna è invece emanazione autonoma della singola federazione. Per cui se anche le sanzioni in fatto di doping sono generali, ad esempio non sono generali il numero delle squadre nelle varie serie, le categorie di età nelle giovanili, le possibilità di tesserare 2/3/4/5 extracomunitari ecc.ecc.ecc.
Temo proprio (o meglio non lo temo affatto) che una siffatta regolamentazione di requisiti per l'accesso alla categoria degli amatori, piuttosto che a quella dei cicloturisti, non sia affatto emanazione esclusiva UCI, come non lo sarebbe in campo FIFA o altre federazioni internazionali e quindi l'idea che mi sono fatto è che non sarà affatto bocciata.
In questo sono stati molti fini e cavillosi....estenderla a tutti gli amatori, poteva sembrare una sanzione (non emanabile da una federazione). Riservandola solo ai cicloturisti, la fanno passare come un requisito e quindi competenza interna della federazione.
Staremo a vedere.

Si ma fino ad un certo punto, perché la norma etica di fatto vieta la partecipazione a tesserati esteri che nel loro paese hanno potuto tesserarsi a tutti gli effetti come cicloamatori (Master). Quindi la norma etica di fatto inibisce la partecipazione anche a coloro che, in quanto tesserati, avrebbero tutti i diritti di competere. Non lo so ma alcuni aspetti non quadrano...per lo meno non del tutto. La FCI decide che un tesserato della federazione tedesca non può partecipare, sulla base di quale regola?
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
Si ma fino ad un certo punto, perché la norma etica di fatto vieta la partecipazione a tesserati esteri che nel loro paese hanno potuto tesserarsi a tutti gli effetti come cicloamatori (Master). Quindi la norma etica di fatto inibisce la partecipazione anche a coloro che, in quanto tesserati, avrebbero tutti i diritti di competere. Non lo so ma alcuni aspetti non quadrano...per lo meno non del tutto. La FCI decide che un tesserato della federazione tedesca non può partecipare, sulla base di quale regola?
Sulla base di una norma di organizzazione interna analoga nel principio in base al quale ad esempio un tesserato ghanese in Italia non può giocare a calcio se la squadra che vuole tesserarlo non ha un posto libero da extracomunitario....ad esempio.
Pensa che in quel caso viene addirittura "discriminato" non in base ad una qualità, (l'essere senza precedenti squalifiche ad esempio) ma in base a una nazionalità.
 

sembola

Scalatore
22 Aprile 2004
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Siena
www.sembola.it
Bici
verde
una cosa é certa: gli interessi di chi ha imposto quelle regole sono funzionali a scopi che con il ciclismo hanno nulla a che fare.
E sono una scusa solo per loro.

Punti di vista. A me di non vedere più fra i piedi dei dopati, almeno tra gli amatori, pare uno scopo assolutamente funzionale a quello che è l'interesse a medio-lungo termine dell'ambiente ciclistico. Possiamo discutere se la norma funzioni o no o se sia coerente con l'impianto normativo nazionale e internazionale, ma come minimo è un segnale chiaro.

Detto questo, finchè certe obiezioni sono formulate in modo tecnico non ho difficoltà a credere che chi le avanza sia mosso da motivazioni di tipo giuridico e legalitario; quando sono condite da altre considerazioni viene da pensare che anche le motivazioni, e magari anche gli interessi in gioco, siano ben altri ed che anche questi ben poco coerenti con quelli del movimento.
 

nyx

Pignone
13 Maggio 2013
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GOOMAH G733
Sulla base di una norma di organizzazione interna analoga nel principio in base al quale ad esempio un tesserato ghanese in Italia non può giocare se la squadra che vuole tesserarlo non ha un posto libero da extracomunitario....ad esempio.
prensa che in quel caso viene addirittura "discriminato" non in base ad una qualità, (l'essere senza precedenti squalifiche ad esempio) ma in base a una nazionalità.

è diverso in questo caso; si sta dicendo che un giocatore ghanese non può giocare con la sua squadra del Ghana dove è regolarmente tesserato perché in Italia lo stesso non avrebbe potuto essere tesserato
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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Si ma fino ad un certo punto, perché la norma etica di fatto vieta la partecipazione a tesserati esteri che nel loro paese hanno potuto tesserarsi a tutti gli effetti come cicloamatori (Master). Quindi la norma etica di fatto inibisce la partecipazione anche a coloro che, in quanto tesserati, avrebbero tutti i diritti di competere. Non lo so ma alcuni aspetti non quadrano...per lo meno non del tutto. La FCI decide che un tesserato della federazione tedesca non può partecipare, sulla base di quale regola?

La FCI, ma forse i vertici non lo sanno, ha chiesto ufficialmente ad una Federazione estera di ritirare una tessera ad un Master!
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
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è diverso in questo caso; si sta dicendo che un giocatore ghanese non può giocare con la sua squadra del Ghana dove è regolarmente tesserato perché in Italia lo stesso non avrebbe potuto essere tesserato
sono diversi i particolari del fatto, ovvio. Il mio era un esempio di organizzazione interna di competenza della federazione.
La FCI dice: chi vuole correre in Italia come amatore nelle manifestazioni da me organizzate deve avere questo requisito (non lo ha imposto agli enti, sono questi che si sono uniformati).
La FIGC dice: chi vuole giocare in serie A (anche B e C credo), non può farlo se è di un paese non appartenente ad una lista extraUE.

La Uefa dice: se vuoi avere 25 giocatori in Champions League, almeno tot (4 mi pare) devono essere del tuo vivaio, sennò puoi presentare solo una lista ridotta.

Le regole del calcio sono uguali ovunque, quelle organizzative sono competenza dell'ente che organizza la manifestazione. Idem nel ciclismo e negli altri sport.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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Punti di vista. A me di non vedere più fra i piedi dei dopati, almeno tra gli amatori, pare uno scopo assolutamente funzionale a quello che è l'interesse a medio-lungo termine dell'ambiente ciclistico. Possiamo discutere se la norma funzioni o no o se sia coerente con l'impianto normativo nazionale e internazionale, ma come minimo è un segnale chiaro.

Detto questo, finchè certe obiezioni sono formulate in modo tecnico non ho difficoltà a credere che chi le avanza sia mosso da motivazioni di tipo giuridico e legalitario; quando sono condite da altre considerazioni viene da pensare che anche le motivazioni, e magari anche gli interessi in gioco, siano ben altri ed che anche questi ben poco coerenti con quelli del movimento.

Ma cosa c'entra questo discorso con la LEGITTIMITA' di una regola.
E' come se in Italia un tribunale stabilisse di condannare a morte un serial killer, quando la Costituzione bandisce la pena di morte.

Magari sarebbe anche giusto condannarlo, ma la legge non lo consente e quindi nessuno può fare diversamente, finché il Parlamento non cambia la Costituzione!
 

nyx

Pignone
13 Maggio 2013
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GOOMAH G733
sono diversi i particolari del fatto, ovvio. Il mio era un esempio di organizzazione interna di competenza della federazione.
La FCI dice: chi vuole correre in Italia come amatore nelle manifestazioni da me organizzate deve avere questo requisito (non lo ha imposto agli enti, sono questi che si sono uniformati).
La FIGC dice: chi vuole giocare in serie A (anche B e C credo), non può farlo se è di un paese non appartenente ad una lista extraUE.

La Uefa dice: se vuoi avere 25 giocatori in Champions League, almeno tot (4 mi pare) devono essere del tuo vivaio, sennò puoi presentare solo una lista ridotta.

Le regole del calcio sono uguali ovunque, quelle organizzative sono competenza dell'ente che organizza la manifestazione. Idem nel ciclismo e negli altri sport.

è molto tirata secondo me...forse (e non ne sarei felice) Angelo Francini ha qualche argomento valido in favore della sua tesi
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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sono diversi i particolari del fatto, ovvio. Il mio era un esempio di organizzazione interna di competenza della federazione.
La FCI dice: chi vuole correre in Italia come amatore nelle manifestazioni da me organizzate deve avere questo requisito (non lo ha imposto agli enti, sono questi che si sono uniformati).
La FIGC dice: chi vuole giocare in serie A (anche B e C credo), non può farlo se è di un paese non appartenente ad una lista extraUE.

La Uefa dice: se vuoi avere 25 giocatori in Champions League, almeno tot (4 mi pare) devono essere del tuo vivaio, sennò puoi presentare solo una lista ridotta.

Le regole del calcio sono uguali ovunque, quelle organizzative sono competenza dell'ente che organizza la manifestazione. Idem nel ciclismo e negli altri sport.


Perfetto: adesso sei arrivato nel mio.
Le grandi GF italiane sono nel calendario internazionale ed aperte agli stranieri TESSERATI PER UNA FEDERAZIONE riconosciuta dall'UCI, come le gare regionali dei CR di confine sono aperte ai Paesi confinanti.

Se alla tua gara partecipa un Master tesserato alla Federaz. San Marino, che per la FCI sarebbe un "non Etico", come fa la FCI ad impedirgli di correre?
Lui arriva con la sua tessera di Master, é iscritto e sai dove si mettono la dichiarazione MENDACE la Fci, la San e il C.O.? ........ la Giuria lo fa partire e basta, perché non può fare diversamente.

E parlo di San Marino e non della Norvegia!
Per il semplice motivo che la Fed. di San Marino non fa capo al CONI (com Olimpico Italiano) ma fa capo al CONS (com. olimpico sanmarinese).

PS: continuate a parlare di CICLOAMATORI (definizione valida per quelli che hanno meno di 29 anni) mentre dovreste parlare di MASTER che é la definizione che é contenuta nel Reg. Tecnico Amatoriale della FCI che riprende quello dell'UCI.
 

giorgibe

Apprendista Scalatore
28 Settembre 2005
2.002
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Home made
Ma cosa c'entra questo discorso con la LEGITTIMITA' di una regola.
E' come se in Italia un tribunale stabilisse di condannare a morte un serial killer, quando la Costituzione bandisce la pena di morte.

Magari sarebbe anche giusto condannarlo, ma la legge non lo consente e quindi nessuno può fare diversamente, finché il Parlamento non cambia la Costituzione!

perfetto, fa ricorso fino alla fine.
lungo e costoso ? per gli altri non è diverso.
non va bene ? fa altri ricorsi.
 
Stato
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