marginale secondo chi e quali criteri?
PER ME è marginale la vostra (ma che comprendo) battaglia.
Quando si fa parte di un contesto sportivo si accettano le regole che la Federazione Internazionale ti da.
Hai mai visto altri sport in Italia applicare regole che non siano uguali a quelle applicate nel resto del mondo: sarebbe l'anarchia.
Quindi il problema verte su questi fatti:
1) può la FCi disattendere le norme FCI?
2) può la FCi stabilire requisiti etici che non sono previsti dalle normative UCI?
3) può la FCI stabilire norme che incidono sullo status di atleti tesserati per altre federazioni?
A queste domande la risposta é sempre e solo NO.
E' una questione di competenza e diritto.
La FCI può legiferare in alcuni settori, ben definiti dai regolamenti UCI, mentre non ha questo potere negli altri ove DEVE APPLICARE in toto il regolamento UCI.
In questo senso é marginale la
bontà della norma.
Può essere buonissima, ma se non viene prima ratificata dal Direttivo UCI ed inserita nel Regolamento dell'UCI, non è consentito a nessuno di applicarla.
E tutti fate riferimento solo al requisito etico e non al fatto che molti tesserati "
cicloturisti " (a causa del requisito etico e per la regola ex-agonisti) vengano fatti partecipare alle gare agonistiche, ove non possono assolutamente partecipare!
Quando la regola discende da un concetto reso pubblicamente sabato dall'Avv. Santilli, nel convegno dell'Aimec (medici del Ciclismo) di Solbiate Olona, ove ha affermato: "In Italia faccio come voglio io" é chiaro che non vi può essere nessun discorso.