Approvata la nuova normativa amatoriale: rivoluzione etica e tutela della salute

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angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
Interessante e a mio modo condivisibile analisi. Si torna dunque a monte. La mancanza del requisito etico, producendo di fatto il medesimo effetto di una squalifica, ovvero la non partecipazione come amatore alle gare, sarebbe non un requisito, ma una sanzione (come la squalifica).
In questo, Francini afferma che l'introduzione di una squalifica non è competenza di una federazione (e credo abbia ragione), tu sostieni che non sia manco giusta. nel merito più che nel diritto.
Inquadrarla come squalifica, per me la rende solo iniqua se applicata ai casi precedenti alla su aentrata in vigore (come ho sempre pensato sin dall'inizio, requisito o squalifica che fosse). Per il resto spero che rimanga, chiamatela come vi pare e che non ne venga sancita l'illeggittimità procedurale. Chi si è dopato, sta bene a casa. Manco cicloturista. A casa proprio.
Rimaniamo in attesa della guerra di carte bollate che Francini ci paventa...e rimaniamo in attesa di questo CF. :roll:

[MENTION=6633]samuelgol[/MENTION]
La squalifica é competenza degli organi sportivi di ogni singola Federazione, ci mancherebbe: in Italia solo per i fatti di doping la squalifica é di competenza esclusiva del Tribunale Nazionale Antidoping presso il CONI che applica il codice WADA.
Per sua natura se tu non sei "tesserato" non puoi scontare nessuna squalifica. Esempio: un tesserato che ha subito una squalifica, a fine anno non rinnova più la tessera pensando cosi di far morire la squalifica, la parte che non ha scontato gli verrà applicata nel momento che si tessererà di nuovo .....
Le sanzioni per i fatti di doping sono definiti dal Codice WADA per tutti i soggetti tesserati negli sport del mondo riconosciuti dal CIO.
a) il regolamento WADA é ripreso come regolamento sportivo (titolo XIV)dal regolamento UCI
b) lo Statuto UCI, obbliga la FCI a rispettare i regolamenti UCI
c) il requisito etico e la regola ex-agonisti si pongono in contrasto quanto previsto dai punti a) e b).
Molto semplice il concetto sotto l'aspetto procedurale e tecnico/normativo. In tale contesto non c'entra nulla il fatto che tutti possiamo essere d'accordo che dalla data del (?stabilita dall'UCI?) venga applicata la radiazione (sanzione) per gli amatori che sono positivi la prima volta.
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
[MENTION=6633]samuelgol[/MENTION]
La squalifica é competenza degli organi sportivi di ogni singola Federazione: ci mancherebbe.
......................
Le sanzioni per i fatti di doping sono definiti dal Codice WADA per tutti i soggetti tesserati negli sport del mondo riconosciuti dal CIO.
.......

Allora specifico anche se mi pareva chiaro :bua:
La squalifica la applica la giustizia sportiva della singola federazione.....sulla base dei range sanzionatori previsti dalla Wada. Va bene? E' corretto? :wacko:
 

lore78

Pedivella
13 Settembre 2011
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Sempre sporca, ahimé
Interessante e a mio modo condivisibile analisi. Si torna dunque a monte. La mancanza del requisito etico, producendo di fatto il medesimo effetto di una squalifica, ovvero la non partecipazione come amatore alle gare, sarebbe non un requisito, ma una sanzione (come la squalifica).
...
Rimaniamo in attesa della guerra di carte bollate che Francini ci paventa...e rimaniamo in attesa di questo CF. :roll:

Per me non è una sanzione, né si può parlare di un requisito che produce i medesimi effetti della squalifica.
La libertà di associazione e la partecipazione alle granfondo è garantita attraverso il tesseramento da cicloturista.
Dice: ma sei escluso a vita dalle classifiche!
Ma siamo sicuri che le classifiche siano un interesse meritevole di tutela? Per lo meno al punto che esserne esclusi significa "sanzionare" in senso proprio?
Rovesciamo la prospettiva: se domani il Consiglio Federale decidesse che a tutela dell'etica nello sport che dal 2015 si fanno solo cicloturistiche e che le granfondo competitive sono abolite, come la definiremmo: una sanzione? Una norma comunque illegittima? O legittima solo perché "mal comune, mezzo gaudio". Non credo. Credo che saremmo tutti d'accordo nel definirla una scelta politica della federazione; certamente non condivisibile, spropositata, durissima, eccessiva, il bambino con l'acqua sporca ecc... Ma legittima.

Al di là di questo, tre mi paiono le interpretazioni:
E' una norma comunque sanzionatoria: è illegittima, stando a Francini, qualsiasi sia l'arco temporale che vi si voglia ricomprendere (solo il futuro o anche il passato). Dovrebbe essere immediatamente oggetto di ricorso per abrogazione, con tante scuse a tutti.
E' una norma di fatto sanzionatoria e comunque iniqua. Può darsi, ma risponde ad una precisa scelta politica. Il rimedio non mi pare investa profili di legittimità: si "scala" la Federazione e la si fa cambiare.
E' una norma disciplinare che fissa limiti all'attività agonistica bilanciando gli interessi costituzionalmente rilevanti (posto che la partecipazione alla classifica di una gf è tutto fuorché di rilievo costituzionale) e garantendo ampio accesso alle manifestazioni sportive.

Io propendo per quest'ultima interpretazione. Verrà, forse, un tempo in cui il requisito etico non sarà più necessario perché ampiamente acquisito nella coscienza dei singoli. Fino ad allora i dopati di ogni tempo possono fare i cicloturisti.

PS: A proposito delle carte bollate. Se Francini ha fatto un nuovo ricorso potrebbe postarcelo. Sarei curioso di leggerlo e farmi un'idea in merito.
 
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andre.road

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Per me non è una sanzione, né si può parlare di un requisito che produce i medesimi effetti della squalifica.
La libertà di associazione e la partecipazione alle granfondo è garantita attraverso il tesseramento da cicloturista.
Dice: ma sei escluso a vita dalle classifiche!
Ma siamo sicuri che le classifiche siano un interesse meritevole di tutela?


Io condivido il ragionamento che hai impostato sin dal post precedente.
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
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Io condivido il ragionamento che hai impostato sin dal post precedente.
Io no. Le classifiche non sono meritevoli di tutela. Lo sono le persone, anche chi commette degli errori. Quindi se una norma è illegittima è illeggittima. Io questo non lo so, lo deciderà, spero con serenità di giudizio, colui che sarà chiamato a valutare un ricorso (ammesso che ci sia).
Se questa è una sanzione e non un requisito, come il ragionamento di Boogerd parrebbe sostenere, applicarlo ex ante è sbagliato. Anche ove fosse una sanzione parziale, sarebbe come se ad uno invece di dargli la reclusione, gli dai i domiciliari.
Detto questo io spero ne sia riconosciuta quantomeno la legittimità. Che poi sia o meno estesa al passato, cambia per poche persone, che andrebbero in ogni caso ad esaurirsi col tempo.
 
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Apprendista Velocista
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[...]
PS: A proposito delle carte bollate. Se Francini ha fatto un nuovo ricorso potrebbe postarcelo. Sarei curioso di leggerlo e farmi un'idea in merito.
Oh, mon Dieu ... e chi ci salva adesso? :mrgreen:

... A parte le battute (sono d'accordo con te al 100% lore78) ecco un autorevole opinine in merito alle norme etiche che stanno determinando svolte epocali nelle varie federazioni (almeno sulla carta): scrive Giorgio Calcaterra, noto campione ultrarunner, in merito alla "Carta Etica" di FIDAL ...

"Quest’anno invece quando sono venuto a conoscenza della carta Etica non ho potuto fare a meno di parlare, perché se si scrive sul sito Fidal che chi ha avuto più di due anni di squalifica non può vestire la maglia nazionale, poi non si può dire ma vale solo da adesso in poi, l’Etica è Etica! Io ho fatto il mio intervento quando ho saputo di questa carta etica, è vero era uscita già da un po’, ma io non l’avevo ancora letta. Comunque ora ho capito, in certi ambienti si parla di Etica ma poi si guarda altro. Altre persone pur essendo state squalificate per più di due anni, erano state convocate dopo la pubblicazione della carta etica e quindi per il principio di uguaglianza non si poteva non portare Di Cecco in nazionale. Per smorzare le polemiche sarebbe bastato che qualcuno si prendesse le proprie responsabilità, spiegando questo, dicendo cioè che la carta etica era stata fatta superficialmente e che quindi poteva dare adito ad interpretazioni."
[url]http://www.giorgiocalcaterra.com/?p=467[/URL]
(leggete tutto l'articolo per rendervi conto di come l'etica è importante nel mondo dello sport).

Anche io spero che si prosegua sulla strada intrapresa caro lore78 affinchè tutto ciò che di buono è stato fatto non sia gettato alle ortiche.
 

andre.road

Scalatore
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Io no. Le classifiche non sono meritevoli di tutela. Lo sono le persone, anche chi commette degli errori. Quindi se una norma è illegittima è illeggittima. Io questo non lo so, lo deciderà, spero con serenità di giudizio, colui che sarà chiamato a valutare un ricorso (ammesso che ci sia)...

Mi sembra un ragionamento (quello di @lore78) che lascia la porta aperta anche ad argomentazioni contrarie e comunque nel pieno rispettto del modo in cui si forma la prassi giuridica. Nessuno di noi al momento può sapere come e se verrà giudicata questa presunta illegittimità. E come, eventualmente, verrà argomentata la tesi opposta. Certo è che il diritto si occupa anche di normare situazioni e sanzionare comportamenti. In questo senso non è che interessi tanto distinguere la situazione dalla persona, oppure un requisito da una sanzione. Forse, in via politica e non giurisprudenziale, si potrebbe discutere dei termini. Per esempio: bloccare il tesseramento agonistico per due anni dopo la prima squalifica e far scattare il requisito a tempo indeterminato dopo la seconda squalifica. Ma parliamo per l'appunto di politica e diplomazia non di scontro frontale.

Io credo che basta qualche anno per ottenere effetti altrimenti insperati.
 

bach7

Velocista
10 Gennaio 2011
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Pinifarina
Per me non è una sanzione, né si può parlare di un requisito che produce i medesimi effetti della squalifica.
La libertà di associazione e la partecipazione alle granfondo è garantita attraverso il tesseramento da cicloturista.
Dice: ma sei escluso a vita dalle classifiche!
Ma siamo sicuri che le classifiche siano un interesse meritevole di tutela? Per lo meno al punto che esserne esclusi significa "sanzionare" in senso proprio?
Rovesciamo la prospettiva: se domani il Consiglio Federale decidesse che a tutela dell'etica nello sport che dal 2015 si fanno solo cicloturistiche e che le granfondo competitive sono abolite, come la definiremmo: una sanzione? Una norma comunque illegittima? O legittima solo perché "mal comune, mezzo gaudio". Non credo. Credo che saremmo tutti d'accordo nel definirla una scelta politica della federazione; certamente non condivisibile, spropositata, durissima, eccessiva, il bambino con l'acqua sporca ecc... Ma legittima.

Al di là di questo, tre mi paiono le interpretazioni:
E' una norma comunque sanzionatoria: è illegittima, stando a Francini, qualsiasi sia l'arco temporale che vi si voglia ricomprendere (solo il futuro o anche il passato). Dovrebbe essere immediatamente oggetto di ricorso per abrogazione, con tante scuse a tutti.
E' una norma di fatto sanzionatoria e comunque iniqua. Può darsi, ma risponde ad una precisa scelta politica. Il rimedio non mi pare investa profili di legittimità: si "scala" la Federazione e la si fa cambiare.
E' una norma disciplinare che fissa limiti all'attività agonistica bilanciando gli interessi costituzionalmente rilevanti (posto che la partecipazione alla classifica di una gf è tutto fuorché di rilievo costituzionale) e garantendo ampio accesso alle manifestazioni sportive.

Io propendo per quest'ultima interpretazione. Verrà, forse, un tempo in cui il requisito etico non sarà più necessario perché ampiamente acquisito nella coscienza dei singoli. Fino ad allora i dopati di ogni tempo possono fare i cicloturisti.

PS: A proposito delle carte bollate. Se Francini ha fatto un nuovo ricorso potrebbe postarcelo. Sarei curioso di leggerlo e farmi un'idea in merito.

perfettamente d'accordo.
mi permetto di sottolineare che il requisito etico riguarda solo le manifestazioni fci, quindi a maggior ragione rimane comunque la libertà a coloro che non rispondono ai requisiti etici di gareggiare in tutte le altre gare non fci.

quindi non solo non viene impedito di partecipare (possono sempre tesserarsi come cicloturisti) ma se volessero potrebbero anche gareggiare.

inoltre tutti quelli che non hanno i requisiti etici o che non sono d'accordo con questa iniziativa potrebbero organizzarsi e dimostrare tutto il loro malcontento, magari non tesserandosi proprio o spingendo le proprie società a ritirarsi e magari organizzarsi diversamente.

sono sicuro che, se in numero adeguato, si potrebbe ottenere quell'attenzione che fino ad ora è mancata.

e lo dico non certo con l'idea del "se non vi sta bene togliete fuori dalle scatole" (che per gli ex dopati personalmente mi starebbe anche bene :mrgreen:).

ma invece della battaglia "solitaria" della morganti di turno se fossero in tanti a far sentire la loro voce, probabilmente qualcuno potrebbe decidere di ascoltarli.

infatti l'idea generale è che siano davvero in pochi quelli che non hanno il requisito etico o che non siano favorevoli all'introduzione di questa norma.

e mi fa piacere che sul forum ci siano persone che, nonostante la pensino in maniera opposta, si "sgolino" ripetendo 100 volte il loro punto di vista.

su strada, durante le uscite, al negozio, invece regna il silenzio...

alle gare quest'anno quando ci sono stati "comportamenti poco etici" solo mormorii, qualche battuta molto velata... che alla fine ha sortito comunque l'effetto di ristabilire il giusto...

ma dopo un anno ancora il silenzio tra quelli che la norma interessa davvero ed in prima persona lo fa da padrone...
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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a) Per me non è una sanzione, né si può parlare di un requisito che produce i medesimi effetti della squalifica.
b) La libertà di associazione e la partecipazione alle granfondo è garantita attraverso il tesseramento da cicloturista.

c) PS: A proposito delle carte bollate. Se Francini ha fatto un nuovo ricorso potrebbe postarcelo. Sarei curioso di leggerlo e farmi un'idea in merito.

Non vorrei apparire quello che non mi piace essere, però prima di parlare di regole, di norme, bisognerebbe almeno conoscerle.
Brevemente le risposte:
a) qualsiasi fatto normativo che ti impedisca di accedere ad una tessera e di svolgere l'attività, che il possesso della stessa ti consentirebbe di fare, nel mondo sportivo si chiama SANZIONE.
Per cui nessuno può impormi di non fare l'attività che voglio svolgere, a meno che questo venga sancito da regole tecniche: età, idoneità fisica, oppure sanzione disciplinare irrogata da Organo di giustizia in corso di esecuzione.
Per cui se io voglio fare il MASTER, al termine di una squalifica di 6 anni per doping, nessuno me lo può impedire stante le norme vigenti.

b) Affermi: La libertà di associazione e la partecipazione alle granfondo é garantita dalla tessera di cicloturista.
Questa é una solenne cavolata. Fate la stessa confusione di Santilli che ritiene uguali le granfondo cicloturistiche e le granfondo amatoriali.
Con la tessera da cicloturista non puoi fare l'agonismo.
Sarebbe bene che leggeste cosa è scritto in quel documento che si chiama REGOLAMENTO TECNICO DELL'ATTIVITA' CICLOTURISTICA E AMATORIALE
in vigore, dal quale le Norme attuative annuali emanate dalla SAN non possono derogare, al link:
http://www.federciclismo.it/attivita/amatoriale/regolamenti/tecnicomaster04.pdf

c) che ricorso vuoi leggere se ancora il CF non ha approvato la normativa?
Lascia che esca l'approvazione o meno definitiva del Consiglio federale, che non é quella fatta dal Presidente federale, e poi prepareremo il ricorso.
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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Oh, mon Dieu ... e chi ci salva adesso? :mrgreen:

... A parte le battute (sono d'accordo con te al 100% lore78) ecco un autorevole opinine in merito alle norme etiche che stanno determinando svolte epocali nelle varie federazioni (almeno sulla carta): scrive Giorgio Calcaterra, noto campione ultrarunner, in merito alla "Carta Etica" di FIDAL ...

"Quest’anno invece quando sono venuto a conoscenza della carta Etica non ho potuto fare a meno di parlare, perché se si scrive sul sito Fidal che chi ha avuto più di due anni di squalifica non può vestire la maglia nazionale, poi non si può dire ma vale solo da adesso in poi, l’Etica è Etica! Io ho fatto il mio intervento quando ho saputo di questa carta etica, è vero era uscita già da un po’, ma io non l’avevo ancora letta. Comunque ora ho capito, in certi ambienti si parla di Etica ma poi si guarda altro. Altre persone pur essendo state squalificate per più di due anni, erano state convocate dopo la pubblicazione della carta etica e quindi per il principio di uguaglianza non si poteva non portare Di Cecco in nazionale. Per smorzare le polemiche sarebbe bastato che qualcuno si prendesse le proprie responsabilità, spiegando questo, dicendo cioè che la carta etica era stata fatta superficialmente e che quindi poteva dare adito ad interpretazioni."
[url]http://www.giorgiocalcaterra.com/?p=467[/URL]
(leggete tutto l'articolo per rendervi conto di come l'etica è importante nel mondo dello sport).

Anche io spero che si prosegua sulla strada intrapresa caro lore78 affinchè tutto ciò che di buono è stato fatto non sia gettato alle ortiche.

Tra Fidal e FCI vi é uno strano connubio:
a parte i medici federali (FCI e FIDAL) Fischetto e Fiorello invischiati nella vicenda del marciatore olimpionico
avevamo il presidente della CDFN della FCI che era Procuratore federale della FIDAL,
abbiamo un componente della Corte Federale che é nella Procura Federale della Fidal

L'etica é importante nello sport: ma é scritta nel Codice di Comportamento etico sportivo emanato dal CONI: non è quella del requisito etico voluto da Santilli.
 
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angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
perfettamente d'accordo.
mi permetto di sottolineare che il requisito etico riguarda solo le manifestazioni fci, quindi a maggior ragione rimane comunque la libertà a coloro che non rispondono ai requisiti etici di gareggiare in tutte le altre gare non fci.

Forse ti sfugge qualcosa ........
il requisito etico e la norma ex-agonisti valgono per la FCI e per tutti gli EPS.
Forse vuoi dire che alcuni pur avendolo accettato non lo applicano?
Questo é provato.....
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
...........
Io credo che basta qualche anno per ottenere effetti altrimenti insperati.
Io credo che la via sia una sola: controlli. Quanti più se ne possono fare e il più possibile random (nel senso non necessariamente solo i primi 3).
Dopo di che, non servirà discutere con la wada, con l'uci, con la fci, con Francini, con Boogerd, con Sindaco, sul fatto che le norme sia legittime proceduralmente o nel merito.
I controlli li decidiamo da soli (intesi come ente che li effettua). Facciamoli. E una bella regolata se la daranno i furbetti. E parallelamente combattere per un cambiamento delle norme in maniera chiara, senza dover mascherare sanzioni con la parola requisito, perchè chi decide la norma sa di non aver il potere di sanzionare (non mi viene in mente altra ragione, altrimenti).
 

cacciatorino

Scalatore
12 Agosto 2012
6.374
201
Porto Recanati, ma con l'appennino nel cuore
www.stimarchetti.it
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perfettamente d'accordo.
mi permetto di sottolineare che il requisito etico riguarda solo le manifestazioni fci, quindi a maggior ragione rimane comunque la libertà a coloro che non rispondono ai requisiti etici di gareggiare in tutte le altre gare non fci.

Sei sicuro che non sia esteso a tutti gli EPS che aderiscono alla consulta?
 

cacciatorino

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I controlli li decidiamo da soli (intesi come ente che li effettua). Facciamoli. E una bella regolata se la daranno i furbetti. E parallelamente combattere per un cambiamento delle norme in maniera chiara, senza dover mascherare sanzioni con la parola requisito, perchè chi decide la norma sa di non aver il potere di sanzionare (non mi viene in mente altra ragione, altrimenti).

Ma quanto impatterebbe, a livello economico, fare dei controlli seri e capillari? Ho paure che manderebbero a ramengo tutte le gare che non fanno almeno 2-300 partenti.
 

andre.road

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Io credo che la via sia una sola: controlli. Quanti più se ne possono fare e il più possibile random (nel senso non necessariamente solo i primi 3)..

Certo che se introduci il requisito etico e poi - in via ipotetica - lasci che i controlli si indeboliscano, a quel punto il requisito/sanzione diventa una sorta di tagliola che colpisce a discrezione, senza alcun effetto benefico ai fini della tutela degli interessi generali.
 

8888

Apprendista Velocista
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Io credo che la via sia una sola: controlli. Quanti più se ne possono fare e il più possibile random (nel senso non necessariamente solo i primi 3).
Dopo di che, non servirà discutere con la wada, con l'uci, con la fci, con Francini, con Boogerd, con Sindaco, sul fatto che le norme sia legittime proceduralmente o nel merito.
I controlli li decidiamo da soli (intesi come ente che li effettua). Facciamoli. E una bella regolata se la daranno i furbetti. E parallelamente combattere per un cambiamento delle norme in maniera chiara, senza dover mascherare sanzioni con la parola requisito, perchè chi decide la norma sa di non aver il potere di sanzionare (non mi viene in mente altra ragione, altrimenti).
Atteggiamento che da sempre produce effetti scarsissimi: il doping è sempre stato un passo avanti all'antidoping; si può praticare anche fuori dal periodo agonistico con risultati notoriamente efficaci; a molti imbecilli interessa zero di esser beccati.
In mezzo a tutto ciò sta il dramma di una società con una morale deviata e pericolosa: sposta il tuo punto di vista dall'amatoriale, consideralo un punto di partenza, vedilo in ambito giovanile, poi di disciplina, poi esteso alle altre federazioni. Capisci di cosa abbiamo bisogno?

Lo sport è l'ultimo baluardo dell'etica e del buon senso. Si devono trovare strade per cambiare le persone, la mentalità, ma strade nuove perchè tutto ciò che è stato prima di oggi (in Italia) ha fallito.
 

angelo francini

Gregario
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Ma quanto impatterebbe, a livello economico, fare dei controlli seri e capillari? Ho paure che manderebbero a ramengo tutte le gare che non fanno almeno 2-300 partenti.

Il sistema sarebbe quello che applicammo all'origine del problema in FCI sull'agonismo:
X lire (oggi euro) x gara per tassa controllo medico a prescindere che il controllo in quella gara si effettui o no.
In tal modo non caricavi solo l'organizzatore ella gara in cui facevi i controlli.

Comunque all'epoca (1999). se non ricordo male. un controllo su 4 atleti incideva per circa 1.4/1.600.000 lire fra spese del medico e dell'ispettore, esami sui campioni prelevati e gestione amministrativa (spedizione dei campioni al laboratorio, ecc).
Comunque é quasi impossibile fare controlli capillari.

Oggi dovrei informarmi .....
 

angelo francini

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Atteggiamento che da sempre produce effetti scarsissimi: il doping è sempre stato un passo avanti all'antidoping; si può praticare anche fuori dal periodo agonistico con risultati notoriamente efficaci; a molti imbecilli interessa zero di esser beccati.
In mezzo a tutto ciò sta il dramma di una società con una morale deviata e pericolosa: sposta il tuo punto di vista dall'amatoriale, consideralo un punto di partenza, vedilo in ambito giovanile, poi di disciplina, poi esteso alle altre federazioni. Capisci di cosa abbiamo bisogno?

Lo sport è l'ultimo baluardo dell'etica e del buon senso. Si devono trovare strade per cambiare le persone, la mentalità, ma strade nuove perchè tutto ciò che è stato prima di oggi (in Italia) ha fallito.

E perché ha fallito? Perché l'antidoping é il braccio destro, il doping é il braccio sinistro, ma in mezzo vi é la stessa testa.....
Quello che in questi giorni si legge sui media dovrebbe aprire gli occhi.
 
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cacciatorino

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Porto Recanati, ma con l'appennino nel cuore
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Il sistema sarebbe quello che applicammo all'origine del problema in FCI sull'agonismo:
X lire (oggi euro) x gara per tassa controllo medico a prescindere che il controllo in quella gara si effettui o no.
In tal modo non caricavi solo l'organizzatore ella gara in cui facevi i controlli.

Comunque all'epoca (1999). se non ricordo male. un controllo su 4 atleti incideva per circa 1.4/1.600.000 lire fra spese del medico e dell'ispettore, esami sui campioni prelevati e gestione amministrativa (spedizione dei campioni al laboratorio, ecc).
Comunque é quasi impossibile fare controlli capillari.

Oggi dovrei informarmi .....

Se pensi ad una gara in circuito che fa 100 partenti, fanno 1000-1500 euro di incassi....
 

angelo francini

Gregario
27 Ottobre 2014
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colnago
Se pensi ad una gara in circuito che fa 100 partenti, fanno 1000-1500 euro di incassi....

Infatti all'epoca si aveva lo stesso problema, ma i controlli dovevano arrivare sul territorio.
Si scelse la formula di far pagare x per le gare juniores, xx per le u23 e via dicendo.
Poi i controlli li facevi dove decideva il responsabile antidoping.
In tal modo i costi di quella decina di controlli che si facevano ogni settimana sul territorio erano distribuiti su tutti gli organizzatori, senza colpire solo quello della gara in cui si svolgeva il controllo.
Le altre grandi gare internazionali e nazionali, invece pagavano la tassa antidoping piena.
 
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