i voti di spazio ciclismo
Alexander Kristoff (Team Katusha),
10: Semplicemente straordinario. Dopo la Milano - Sanremo dello scorso anno, il norvegese si prende un'altra Classica Monumento, concludendo una settimana a dir poco esaltante con cinque vittorie in quattro giorni di corsa. In una condizione eccezionale, oggi ha dimostrato di saper leggere benissimo la corsa, agganciandosi a Terpstra nel momento decisivo. La settimana prossima c'è la Parigi - Roubaix che, a questo punto, può rappresentare un obiettivo verosimile.
Niki Terpstra (Etixx - QuickStep),
8.5: Con un Kristoff così c'era ben poco da fare quest'oggi. Il neerlandese ha il merito di promuovere l'azione decisiva, ma sulla sua ruota si porta l'uomo sbagliato. Nel finale probabilmente pecca di generosità, dando qualche cambio di troppo. La sua condizione comunque è buona, ed è lecito attenderlo protagonista domenica, a caccia di uno storico bis alla Roubaix.
Greg Van Avermaet (BMC),
8: Il terzo posto porta inevitabilmente qualche rimpianto. Nel finale di corsa era in condizioni ottimali, avendo a disposizione un ottimo
Daniel Oss (voto 7) e soprattutto una gamba esplosiva. Si fa sorprendere sul Kruisberg al momento dello scatto di Terpstra e Kristoff e quando cerca di rimediare è ormai troppo tardi. La sua azione sul Paterberg è comunque degna di nota ed è da sottolineare anche il suo spirito combattivo.
Tiesj Benoot (Lotto Soudal),
7.5: Al primo Giro delle Fiandre della carriera, questo ragazzo coglie un bel quinto posto. Ha solamente 21 anni, ma dimostra di trovarsi a proprio agio sulle strette stradine fiamminghe. Ha il futuro dalla sua parte e sicuramente nei prossimi anni sarà protagonista. L'importante sarà non adagiarsi su questo bel risultato, ma continuare a lavorare duramente.
Jesse Sergent (Trek),
Damien Gaudin (Ag2r La Mondiale)
Ralf Matzka (Bora - Argon18),
Matthew Brammeier (MTN - Qhubeka),
Dylan Groenewegen (Team Roompot),
Marco Frapporti (Androni - Sidermec) e
Lars Bak (Lotto Soudal),
7: Menzione d'onore per i fuggitivi della prima ora che oggi, oltre alle difficoltà del percorso, devono fare i conti con la follia di un auto del cambio
ruote, che stende Sergent costretto al ritiro.
André Greipel (Lotto Soudal),
7: Il tedesco si rende protagonista di una prova molto generosa. Tenta a più riprese l'attacco per favorire i capitani ed è anche uno dei più attivi nel condurre l'inseguimento a Terpstra e Kristoff nel finale. Alla fine termina quindicesimo e viene da pensare che se si fosse mosso diversamente avrebbe potuto ambire anche a qualcosa di più.
Peter Sagan (Tinkoff - Saxo),
7: Ennesimo piazzamento per lo slovacco in una grande classica. Il 4° posto odierno non è certamente da buttar via e, nel complesso, la sua gestione di corsa è stata buona. Sul Paterberg è stato l'unico in grado di rispondere allo scatto di Van Avermaet, dimostrando di avere anche una buona condizione. Peccato che la sua squadra si sia letteralmente sgretolata di fronte alle prime difficoltà.
Lars Boom (Astana),
6.5: Sulla carta il Fiandre è meno adatto a lui rispetto alla Roubaix, ma il neerlandese sfodera una prestazione di alto livello. Protagonista nelle fasi decisive della corsa, riesce a concludere in sesta posizione dimostrando di stare molto bene. Domenica prossima sarà da tenere d'occhio, considerando che anche i suoi compagni Laurens De Vreese e Alexey Lutsenko sembrano star bene.
John Degenkolb (Giant - Alpecin),
6: Sceglie di adottare la stessa tattica della Milano - Sanremo, restando al coperto nelle prime posizioni del gruppo. Questa volta però la scelta non paga, complice un percorso più selettivo e i tanti attacchi. Non perde mai le ruote dei migliori, ma non ha la forza per tentare di fare la differenza. Alla fine coglie un settimo posto, che non è da buttar via.
Filippo Pozzato (Lampre - Merida),
6: Davvero un peccato che il vicentino sia stato colpito dal virus la scorsa settimana. Oggi si è difeso benissimo sui Muri del Fiandre, chiudendo con i migliori, a ridosso della top 10. Probabilmente i problemi di salute hanno condizionato la sua prestazione, ma sembra essere in ripresa. Domenica alla Roubaix può sperare di fare ancora meglio.
Jurgen Roelandts (Lotto Soudal),
5.5: Sembrava star bene e la sua squadra gli ha sempre permesso di stare al coperto. È mancato un po' nel finale, non trovando la forza di tentare o seguire gli attacchi. Una prova complessivamente anonima, che gli frutta comunque un ottavo posto.
Stijn Devolder (Trek),
5: Ci si aspettava molto dal belga che, senza Cancellara e forte di una buona condizione, poteva essere un grande protagonista del Fiandre. Purtroppo non ha più la brillantezza dei tempi migliori e si è notato nel finale. Ha il merito di aver fatto una bella selezione sul Koppenberg, ma da quel momento non si è più visto.
Geraint Thomas (Sky),
5: Grande favorito alla vigilia, il gallese fa lavorare la squadra fin dall'inizio dando l'impressione di grande convinzione. Prova nel finale a fare la differenza, ma la gamba non è la stessa di Harelbeke e il quattordicesimo posto finale ne dà la conferma. Giornata negativa, ma il bilancio complessivo della sua Campagna del Nord è comunque ottimo.
Heinrich Haussler e
Sylvain Chavanel (IAM Cycling),
4.5: Doppia bocciatura per gli atleti della formazione svizzera, che partivano con buone ambizioni. Ad eccezione di qualche timida accelerazione del francese, la loro prestazione è stata negativa, ai limiti dell'anonimo. Peccato, poteva essere una bella opportunità.
Sep Vanmarcke (Lotto NL - Jumbo),
4: È il grande deluso della corsa. Partito con grandi ambizioni, il belga è stato il primo dei big a saltare, perdendo contatto sul Taaienberg. Resta da capire se quella odierna sia stata una giornata storta o è il segnale di una condizione non ottimale. Alle pietre Parigi - Roubaix la definitiva sentenza.
Veicoli organizzazione,
0: Una delle corse più attese dell'anno purtroppo ci ha regalato situazioni negative. In due circostanze le automobili neutre del cambio ruote, con manovre azzardate e distrazioni, hanno provocato la caduta di due atleti. Jesse Sergent, protagonista della fuga del mattino, ha riportato la frattura della clavicola, mentre Sebastien Chavanel ha avuto conseguenze meno gravi, dovendo comunque abbandonare la corsa. Una pagina nera nella storia della classica fiamminga.
Arnaud Démare (FDJ),
sv: Non si può dire certo che sia fortunato. Dopo il problema meccanico alla Milano - Sanremo, il francese viene tradito ancora una volta dalla bicicletta in uno dei momenti decisivi della corsa, dovendo effettuare un doppio cambio in poco tempo. Impossibile sapere cosa avrebbe potuto fare, ma pedalare sulle pietre con una bici con misure diverse non è affatto facile. Domenica alla Roubaix, con la quale ha un credito dopo lo scorso anno, spera di aver chiuso i conti con la dea bendata.