Premesso che le IIb, come ben saprai :smile:, non sono usualmente espresse nell'uomo (infatti si fà riferimento alle IIx), senza conoscere la tua effettiva "popolazione" di fibre nei vari gruppi muscolari coinvolti è difficile pensare di poter ottenere una risposta utile.In due prove,una della durata di mezzora e l'altra della durata di circa un'ora, c'è qualcuno che mi sa indicare quanto vengono sollecitate,quindi in che modo e per quanto tempo, le fibre lente di tipo I,le fibre rapide ossidativo-glicolitiche di tipo IIA e le fibre glicolitiche a contrazione rapida di tipo IIB
E siccome i metodi di indagine sono un po' troppo invasivi per poter essere di routine, di solito si utilizzano altri metodi di analisi per individuare le condizioni di funzionamento e collocarle lungo la scala delle intensità. Con un approccio più "da campo" (vedi misuratore di potenza) si può anche pensare di gestire il tutto tralasciando un pochino questi dettagli (ma poi la questione si fa meno interessante
Per il livello di intensità massimale richiesto, il tipo di substrati necessari a mentenerla, la disponibilità di substrati "locali" (glicogeno, ma non solo) e la resistenza alla fatica del tutto adeguata a sostenere carichi di durata già significativa le fibre IIa sono l'ideale... non per nulla ci sono1) Nonostante la prova di mezzora o un'ora siano due prove maggiormente aerobiche,quanto può contribuire un buon allenamento delle fibre IIB e soprattutto IIA,quindi dei meccanismi creatinfosfato e glicolitici nei primi minuti della prova?
2) Per quanto riguarda l'allenamento,è utile allenare questo tipo di fibre per prove da 30-60 minuti o è più consigliabile fare allenamenti mirati solo al miglioramento delle fibre mioglobiniche di tipo I?
1) Questione principalmente di durata della prova e conseguente strategia di pacing ottimale... in generale e i prima approssimazione più è lunga la prova meno conviene sfruttare intensità *molto* elevate all'inizio, visto che l'affaticamento crescerebbe troppo in fretta (l'affaticabilità delle IIx è comunque molto più elevata rispetto a I e, IIa) per permettere di sfruttare le capacità nei minuti (ora) successivi. Questo in generale non significa che allenamenti che reclutano le IIx non possano essere utili anche in termini di endurance (stando alle indicazioni di letteratura, e presumibilmente in funzione della biomeccanica della singola disciplina).
2) Non fosse altro che per una questione di specificità dello sforzo, una quota dell'allenamento sarà in prossimità del medesimo livello di intensità richiesta nella prova. Quindi è ovviamente utile esercitarsi a quelle intensità perchè si recluta quella tipologia di fibre (IIa), che conseguentemente verranno "allenate", comunque insieme ad altri fattori e a tutte le fibre muscolari coinvolte. E non solo in quel modo: l'effetto non è semplicemente additivo, ma dipende dalla successione degli esercizi svolti.
Un possibile riferimento è la tabella riepilogativa degli adattamenti su "Training and racing with a power meter"; ovviamente è semplificata perchè tiene conto solo dell'intensità, mentre anche la successione degli esercizi che esegui interviene a definire la qualità del carico allenante e, conseguentemente, gli adattamenti che TU otterrai per quella sessione (gli adattamenti non sono uguali per tutti, chiaramente).In caso di risposta affermativa inoltre sapete indicarmi delle tipologie di allenamento per le fibre di tipo IIB ma soprattutto IIA magari elencando fisiologicamente quali sono i benefici che possono apportare sulla gara?
Per le tipologie la questione è complessa, in quanto potrebbe valer la pena di individualizzarle (ad esempio, determinando l'informazione su cui basare questo approccio, a partire dai modelli fast twitch / slow twitch - vedi le indicazioni sul libro e sul sito di Steve Magness, considerando le differenze fra corsa e ciclismo).
Solo per discutere e senza pretese di essere esaustivo (anche perché non sarei in grado di esserlo).

