Uno sguardo dal di dentro del mondo agonistico giovanile

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Big_63

Passista
28 Maggio 2009
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Bergamo
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per quanto mi riguarda,se la vita mi ha insegnato qualcosa è che nella vita conta molto di più avere i controcazzi che non un quoziente intelligente di 150...ne ho visti tanti fare i fenomeni(sia a scuola che nello sport) per poi arenarsi ma quelli che poi si sono realizzati erano coloro che magari non godevano del miglior talento ma delle maggior voglia.
è tutto vero cmq nello sport come nella vita professionale per raggiungere obiettivi top, oltre al grande impegno, determinazione ed al fatto di avere 2 palle quadrate, occorrono qualità decisamente superiori.
Qualora dovessero mancare una o più di queste doti bisogna accettare di vivere serenamente la propria "mediocrità".
 

el pistolero 95

Scalatore
7 Settembre 2011
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è tutto vero cmq nello sport come nella vita professionale per raggiungere obiettivi top, oltre al grande impegno, determinazione ed al fatto di avere 2 palle quadrate, occorrono qualità decisamente superiori.
Qualora dovessero mancare una o più di queste doti bisogna accettare di vivere serenamente la propria "mediocrità".

e la mediocrità molte volte consente di vivere più felicemente e superficialmente la vita...in ogni caso nessuna scelta è da disprezzare anche se apparentemente può essere motivo di minor orgoglio personale.
 

Zarathustra87

Pedivella
15 Settembre 2007
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Barzago (LC)
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So che potrebbe essere ingenuità la mia, o magari parlo a causa di situazioni personali non certo agiate ma comunque non difficili; ma quello che mi sento di sottolineare è che non si vive solo per i soldi; cioè non credo che scelte come questa debbano essere guidate esclusivamente da aspettative di stipendio/carriera/contratti precari o meno; esiste anche la passione, i sogni, la realizzazione personale; altrimenti non si spiegherebbe neppure perchè ogni anno migliaia di persone spendano fior di quattrini per partecipare a granfondo amatoriali oppure per andare a vedere le grandi gare
 

Gamba_tri

via col vento
29 Marzo 2005
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Genova
www.sportintranslation.com
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L'università di Trento ha avviato ormai da Qlc anno il progetto UniTeamTn nel mondo del triathlon. Qst 'anno ha "sfornato" Gianluca Pozzati che ha cominciato ad entrare stabilmente nel giro della nazionale e continua il percorso di studi con ottimi profitti.
IMHO nn bisogna essere superiori ma semplicemente avere una vita organizzata al 100% e se ci riescono col tri che prevede tre sport, certo ci van sacrifici xchè si alzano la mattina alle 5 x essere in piscina alle 6 ma se vuoi primeggiare esci anche se piove o fa freddo quindi è tutto fattibile.


Spedito con piccione viaggiatore ;)

a 17 anni io ho smesso con il ciclismo giovanile e passato al Triathlon che è molto più gestibile del ciclismo su strada giovanile
 

montesaktm

Pedivella
17 Maggio 2011
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trento
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Domane 5.2
;nonzo%;nonzo% Ma questo discorso non si può fare per dei ragazzi che frequentano l'università. Questi ragazzi devono solo pensare a studiare e se lo fanno, a fare bene il loro sport. Chi vuole studiare e prendere bei voti a scuola, di tempo per gli allenamenti ne rimangono pochi e purtroppo bisogna rubarli allo studio e al divertimento. Chi va all'università e vive in casa tutte le cose che hai elencato tu non le deve fare o almeno non tutte per cui non vedo cosa centrano.

Considera che ci sono centinaia di migliaia di studenti fuori sede, e quelle cose iniziano ad avere un certo peso..oltre a studiare e allenarti devi arrangiarti su tutto, mettici il tempo che perdi a tornare a casa in viaggi e sei a posto
 

lucas.

Scalatore
17 Aprile 2008
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Coppi mythical
;nonzo%;nonzo% Ma questo discorso non si può fare per dei ragazzi che frequentano l'università. Questi ragazzi devono solo pensare a studiare e se lo fanno, a fare bene il loro sport. Chi vuole studiare e prendere bei voti a scuola, di tempo per gli allenamenti ne rimangono pochi e purtroppo bisogna rubarli allo studio e al divertimento. Chi va all'università e vive in casa tutte le cose che hai elencato tu non le deve fare o almeno non tutte per cui non vedo cosa centrano.

Purtroppo spesso e volentieri non è così, per i più svariati motivi, in primis "la povertà" economica e culturale della famiglia di provenienza. Difficile uscirne brillantemente affrancandosi dai problemi.

L'università di Trento ha avviato ormai da Qlc anno il progetto UniTeamTn nel mondo del triathlon. Qst 'anno ha "sfornato" Gianluca Pozzati che ha cominciato ad entrare stabilmente nel giro della nazionale e continua il percorso di studi con ottimi profitti.
IMHO nn bisogna essere superiori ma semplicemente avere una vita organizzata al 100% e se ci riescono col tri che prevede tre sport, certo ci van sacrifici xchè si alzano la mattina alle 5 x essere in piscina alle 6 ma se vuoi primeggiare esci anche se piove o fa freddo quindi è tutto fattibile.

Spedito con piccione viaggiatore ;)

Paradossalmente, sia pur nella sua difficoltà, il triathlon è maggiormente gestibile perchè:
- il nuoto si fa al coperto con qualsiasi condizione meteo esterna
- la corsa impegna relativamente poco tempo e si fa senza problemi anche se piove e fa freddo senza pagare conseguenze troppo care.





e la mediocrità molte volte consente di vivere più felicemente e superficialmente la vita...in ogni caso nessuna scelta è da disprezzare anche se apparentemente può essere motivo di minor orgoglio personale.

Dipende dalla consapevolezza e dalle aspettative. Uno che aveva alte aspettative potrebbe ritrovarsi distrutto dal fallimento. Così come uno che ha consapevolezza della propria mediocrità e fallimento credo stia male per questa cosa, e viva male. Cmq non è facile primeggiare o cmq aggiungere obiettivi ambiziosi. Inoltre il fatto che emerga chi ha molte motivazioni è sì importante e cosa buona ma è tipico della scuola italiana dove conta di più lo studio a memoria che non le capacità mentali o quoziente intellettivo ed è il motivo per cui molti ripiegano su facoltà meno impegnative pur di prendere una laurea.

So che potrebbe essere ingenuità la mia, o magari parlo a causa di situazioni personali non certo agiate ma comunque non difficili; ma quello che mi sento di sottolineare è che non si vive solo per i soldi; cioè non credo che scelte come questa debbano essere guidate esclusivamente da aspettative di stipendio/carriera/contratti precari o meno; esiste anche la passione, i sogni, la realizzazione personale; altrimenti non si spiegherebbe neppure perchè ogni anno migliaia di persone spendano fior di quattrini per partecipare a granfondo amatoriali oppure per andare a vedere le grandi gare

Non è tanto una questione di soldi purtroppo ma ormai la lotta per la vita per non finire carne da macello in qualche fabbrica in balia di contratti precari penalizzanti, stipendi da fame e tutto ciò che ne consegue senza poter , spesso, migliorare in un secondo momento la propria condizione.
Questo per via del fatto che con i tempi che corrono la classe operaia sta perdendo col passare del tempo le condizioni di vita dignitose che prima aveva. Questo potrebbe diventare un incubo per parecchi studenti e condizionare le scelte di vita come può essere quella di marco .
 

freeroad

Apprendista Scalatore
25 Settembre 2012
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preferibilmente dove la strada sale
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qualcuna
;nonzo%;nonzo% Ma questo discorso non si può fare per dei ragazzi che frequentano l'università. Questi ragazzi devono solo pensare a studiare e se lo fanno, a fare bene il loro sport. Chi vuole studiare e prendere bei voti a scuola, di tempo per gli allenamenti ne rimangono pochi e purtroppo bisogna rubarli allo studio e al divertimento. Chi va all'università e vive in casa tutte le cose che hai elencato tu non le deve fare o almeno non tutte per cui non vedo cosa centrano.

;nonzo% io quando andavo all'universita' facevo esattamente quello che tu dici che uno studente non dovrebbe fare. Vivendo da sola non avrei potuto fare diversamente. Eppure di lauree ne ho prese due, e in bici ci sono sempre andata.
 

Gamba_tri

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anche il triathlon in quanto ad impegno non scherza ...
in che senso è più gestibile?

nuoto e corsa li puoi fare di notte,al mattino prima delle lezioni, quando piove o nevica e un'ora e mezza è sufficiente per allenare un Triathlon olimpico, poi puoi aggiungerci due tre uscite in bici nel weekend qualche seduta sui rulli, parliamo di soli 40km con una gara la settimana.
Correre tra gli juniores o, peggio, tra gli under 23 significa allenarsi 3-4 ore al giorno, di mattino o pomeriggio quando ci sono le lezioni e correre il sabato, la domenica, a volte il martedì più le gare a tappe. Difficile gestire gli orari per studiare e seguire le lezioni.
 

Diego56

Apprendista Passista
22 Gennaio 2009
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Rivara Canavese
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In acciaio
Ma difatti se leggete bene quello che ho scritto ho detto " per i ragazzi che vivono in casa " . Per quelli che vivono fuori casa, vanno all'università e riescono anche nello sport tanto di cappello, veramente complimenti se riuscite a gestire il tutto.
 

(Ale74)

Maglia Amarillo
17 Agosto 2010
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sì -il carbonio è tornato ed è pure andato... ora rimetto in pista l'alluminio....
Mi sembra che l'argomento originale si sia concluso (purtroppo).
Chiudiamo.
 
Stato
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