

Ma questo discorso non si può fare per dei ragazzi che frequentano l'università. Questi ragazzi devono solo pensare a studiare e se lo fanno, a fare bene il loro sport. Chi vuole studiare e prendere bei voti a scuola, di tempo per gli allenamenti ne rimangono pochi e purtroppo bisogna rubarli allo studio e al divertimento. Chi va all'università e vive in casa tutte le cose che hai elencato tu non le deve fare o almeno non tutte per cui non vedo cosa centrano.
Purtroppo spesso e volentieri non è così, per i più svariati motivi, in primis "la povertà" economica e culturale della famiglia di provenienza. Difficile uscirne brillantemente affrancandosi dai problemi.
L'università di Trento ha avviato ormai da Qlc anno il progetto UniTeamTn nel mondo del triathlon. Qst 'anno ha "sfornato" Gianluca Pozzati che ha cominciato ad entrare stabilmente nel giro della nazionale e continua il percorso di studi con ottimi profitti.
IMHO nn bisogna essere superiori ma semplicemente avere una vita organizzata al 100% e se ci riescono col tri che prevede tre sport, certo ci van sacrifici xchè si alzano la mattina alle 5 x essere in piscina alle 6 ma se vuoi primeggiare esci anche se piove o fa freddo quindi è tutto fattibile.
Spedito con piccione viaggiatore
Paradossalmente, sia pur nella sua difficoltà, il triathlon è maggiormente gestibile perchè:
- il nuoto si fa al coperto con qualsiasi condizione meteo esterna
- la corsa impegna relativamente poco tempo e si fa senza problemi anche se piove e fa freddo senza pagare conseguenze troppo care.
e la mediocrità molte volte consente di vivere più felicemente e superficialmente la vita...in ogni caso nessuna scelta è da disprezzare anche se apparentemente può essere motivo di minor orgoglio personale.
Dipende dalla consapevolezza e dalle aspettative. Uno che aveva alte aspettative potrebbe ritrovarsi distrutto dal fallimento. Così come uno che ha consapevolezza della propria mediocrità e fallimento credo stia male per questa cosa, e viva male. Cmq non è facile primeggiare o cmq aggiungere obiettivi ambiziosi. Inoltre il fatto che emerga chi ha molte motivazioni è sì importante e cosa buona ma è tipico della scuola italiana dove conta di più lo studio a memoria che non le capacità mentali o quoziente intellettivo ed è il motivo per cui molti ripiegano su facoltà meno impegnative pur di prendere una laurea.
So che potrebbe essere ingenuità la mia, o magari parlo a causa di situazioni personali non certo agiate ma comunque non difficili; ma quello che mi sento di sottolineare è che non si vive solo per i soldi; cioè non credo che scelte come questa debbano essere guidate esclusivamente da aspettative di stipendio/carriera/contratti precari o meno; esiste anche la passione, i sogni, la realizzazione personale; altrimenti non si spiegherebbe neppure perchè ogni anno migliaia di persone spendano fior di quattrini per partecipare a granfondo amatoriali oppure per andare a vedere le grandi gare
Non è tanto una questione di soldi purtroppo ma ormai la lotta per la vita per non finire carne da macello in qualche fabbrica in balia di contratti precari penalizzanti, stipendi da fame e tutto ciò che ne consegue senza poter , spesso, migliorare in un secondo momento la propria condizione.
Questo per via del fatto che con i tempi che corrono la classe operaia sta perdendo col passare del tempo le condizioni di vita dignitose che prima aveva. Questo potrebbe diventare un incubo per parecchi studenti e condizionare le scelte di vita come può essere quella di marco .