Salve vorrei sapere se il n. di rpm a rullo equivalgono alle stesse rpm fatte su strada.
se nn è.così, quanto sarebbe in % lo scarto?
Per essere piu chiaro, esempio : 100 rpm su strada = 100 rpm su rullo; oppure
100 rpm su strada = 110 rpm su rullo.
vorrei saperlo per far si che sul rullo mi avvicini il più possibile ad una pedalata più reale possibile e soprattutto quando prendo la bici nel fine settimana nn trovi differenza di pedalata a parità di rapporti
Mio Rullo
Elite hidromag E force 5 livelli di resistenza.
Grazie ed un saluto a tutti
Prendo spunto dall'ultimo post di [MENTION=47842]mag[/MENTION] per ritornare al livello iniziale della discussione e dire la mia:
la domanda di rendez non è così banale come sembra.
Una RPM corrisponde ad un giro intero di pedivella, su questo siamo tutti d'accordo. Potremmo quindi rispondere che 100 RPM su strada siano uguali a 100 RPM sui rulli perché sempre di 100 giri parliamo.
Però se ho ben compreso l'intenzione di rendez, lui vorrebbe simulare una condizione di pedalata reale, sapendo che se fa 100 RPM sul rullo con un certo sforzo, queste corrispondano poi a 100 su strada a pari intensità.
Rispondono bene giampy63 e mag quando spiegano che le condizioni non sono paragonabili perchè interviene un fattore di resistenza non confrontabile. Qui ci mettiamo il fondo stradale, la pendenza e la resistenza aerodinamica.
C'è però un altro fattore molto interessante che riguarda i rulli con resistenza magnetica permanente, è questo il caso di rendez, di zeno63 e di blu_silver: questi rulli rispondono ad un fenomeno fisico che fa sì che ad alte velocità la forza frenante raggiunga un picco massimo per poi decrescere.
Sostanzialmente il discorso funziona così: a basse velocità la rotazione della piastra in prossimità dei magneti genera un campo magnetico che ha proprietà frenanti. Più si avvicinano i magneti alla piastra, cosa che facciamo aumentando la resistenza del rullo, più la forza frenante è presente.
Se però pedaliamo ad alta velocità e quindi ad alte RPM, una volta superata la resistenza iniziale si assiste alla riduzione del freno magnetico fino al suo annullamento. Raggiunta questa ultima fase interviene un fenomeno inverso dove viene generata una forza di repulsione che sarà mantenuta insieme alla velocità.
Questo spiega come sia possibile pedalare a 200 RPM -e anche più- su un rullo, come dimostra nel filmato blu_silver ed è, in piccola scala, quello che permette ai treni a levitazione magnetica di non essere trattenuti dalla resistenza del campo elettro-magnetico e, al contempo, di viaggiare all'interno del campo di repulsione galleggiando senza generare attrito.
C'è però da dire una cosa: per superare la fase frenante del campo magnetico dobbiamo avere la potenza per raggiungere il picco massimo di attrazione e superarlo aumentando la velocità e mantenendola.
Questo cambia ovviamente in base all'intensità del valore impostato sul rullo.
A livello 1, ad esempio, chiunque riesca a pedalare ad alte RPM potrà benissimo sperimentare il fenomeno, mentre per replicarlo ai livelli massimi di resistenza ci vuole una potenza non indifferente.
Spiegato il funzionamento della resistenza magnetica dei rulli, la risposta alla domanda iniziale appare più semplice: anche volendo escludere i fattori di resistenza aerodinamica e di pendenza, 100 RPM su rullo
non sono uguali a 100 RPM su strada perchè la resistenza magnetica ha un comportamento fisico che non ha nessun termine di confronto con l'ambiente reale.
E' anzi possibile che pedalare su rullo a 150 RPM
sia più semplice che farlo a 90 su una strada piana di asfalto liscio.
Per ottenere una simulazione di pedalata reale, o meglio,
che si avvicini maggiormente alla realtà, bisogna utilizzare ciclo-ergometri dotati di resistenza elettro-magnetica gestita tramite software e sensori di potenza e cadenza.