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Glicogeno muscolare[modifica | modifica wikitesto]
Nei muscoli sono immagazzinati i 2/3 del glicogeno dell'organismo (circa 200-300 grammi) sotto forma di catene più corte e più leggere. Il glicogeno muscolare è una fonte di energia prontamente disponibile per il muscolo in attività. Contrariamente al glicogeno epatico, quello contenuto nel muscolo scheletrico non può essere rilasciato nel circolo ematico per essere sfruttato da altri tessuti, ma solo dal muscolo stesso, principalmente durante l'attività. Questo perché il muscolo è carente dell'enzima glucosio-6-fosfatasi (l'enzima che rimuove il gruppo fosfato dal glucosio-6-fosfato). Dopo che il glicogeno è fosforilato nelle cellule muscolari dall'enzima esochinasi (l'enzima che attacca il gruppo fosfato al glucosio), non può essere defosforilato. Poiché il glucosio fosforilato non può essere trasportato all'esterno della cellula, il glucosio-6-fosfato rimane intrappolato all'interno. Il glicogeno contenuto nel muscolo scheletrico è approssimativamente di 12-16 g/kg, per un totale di circa 300-400 g. Il tasso con cui il glicogeno muscolare è ossidato dipende largamente dall'intensità dell'esercizio e dal sistema energetico attivato. Ad intensità basse e moderate dell'esercizio aerobico, gran parte dell'energia può essere ottenuta dalla fosforilazione ossidativa del acetil-CoA derivato dai lipidi, con un minimo consumo di glucidi. Con l'aumento dell'intensità, l'ossidazione di lipidi non riesce a far fronte alle richieste energetiche, così il glicogeno muscolare comincia a prevalere sempre più, diventando ad alte intensità il substrato principale. Ad intensità ancora più alte nell'esercizio di durata, viene raggiunta la soglia anaerobica, in cui i carboidrati, e quindi il glicogeno, diventano l'unico substrato utilizzato, questo perché l'energia anaerobica è data soprattutto dal suo catabolismo. Nell'esercizio anaerobico lattacido, i carboidrati rappresentano praticamente l'unico substrato energetico, e il glicogeno muscolare in questo caso assume un ruolo determinante[2]. Il glicogeno lega a sé una quantità d'acqua notevole, pari a 2,7 g, quindi dopo uno sforzo fisico intenso e prolungato, la perdita di peso può essere notevole: il consumo di glicogeno comporta una perdita di peso di quasi 400 g. Nel muscolo, a differenza del fegato, la captazione di glucosio è lenta, ed è il fattore limitante del metabolismo dei carboidrati.