Maratona dles Dolomites 2018

faberfortunae

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30 Settembre 2011
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LONG


"Non può e non deve mancare nel curriculum di ogni agonista o di ogni semplice cicloturista che si diletta, anche saltuariamente, a partecipare alle granfondo".

Ecco, io non ho mai condiviso questo assunto: sarà perchè per me la Maratona era essenzialmente il Sella Ronda (che reputo ancora il giro più bello che un ciclista possa fare), sarà perchè era troppo farraginosa ed aleatoria la procedura per l'iscrizione, sarà perchè l'idea di partecipare a gare con più di 3/4 mila persone non mi ha mai entusiasmato, sarà perchè è dal 2014 che faccio gare e non mi sono mai sentito "monco" per questa carenza, oppure più semplicemente sarà perchè la mia indole anticonformista non mi ha mai permesso di omologarmi a luoghi comuni. No, si può essere cicloturisti e agonisti anche senza Maratona

Per questi motivi pur avendone sempre apprezzato i contenuti tecnici, l'efficienza dell'organizzazione e la bellezza dell'evento non vi avevo mai preso parte; d'altronde le Dolomiti sono lì da mille anni, e per altri mille anni lì resteranno; c'è ogni grazia di bike day (per giunta gratis) che è la soluzione migliore per pedalare col naso all'insù , come imporrebbero i panorami che fanno da cornice a questo splendido contesto paesaggitico .

Però, però, però... c'è sempre un però. E quest'anno è arrivato per me: è da un po' di tempo che mi sono un po' scocciato delle gare in bici, dei sacrifici, delle trasferte, e di tutto il tempo e le energie mentali che bisogna dedicare al nostro sport se lo si fa in modo agonistico.

Sicchè, quasi per scaramanzia, presagendo un "ritiro" a vita non agonistica molto prossimo, avevo pensato che non sarebbe stato male chiudere con la Maratona. Esattamente come ha scritto @garbino82 ...


Premetto che dopo il Prestigio conseguito nel 2015 ho smesso di fare giri troppo lunghi; mi sono dedicato a medio fondo e ciclocross (discipline per le quali sono più portato rispetto alle granfondo) e, anche nelle uscite tra amici, le classiche girate del fine settimana, non ho mai più superato le 4/5 ore in sella. Non avevo più voglia e testa per soffrire più di così tante ore.

Non mi pongo il problema al momento dell'obolo di preiscrizione: se verrò sorteggiato, mi dico, imposterò la stagione ciclistica su questo evento e mi allenerò di conseguenza. Nel frattempo riduco il calendario delle medio fondo, male non farà, mi ripeto, anche per provare ad arrivare un po' più carico alla stagione autunnale del cross.

Non vengo sorteggiato. Va beh, pazienza, me ne faccio una ragione.

Un anima pia del Forum che ci tiene a rimanere anonimo, dopo avermi inutilmente aiutato a partecipare alla seconda opportunità del click charity day (forse perchè intenerito dal fatto che avrei voluto far vedere ai miei genitori, ormai in età, la maestosità delle Dolomiti), mi mette in contatto con un suo caro amico che, non potendo partecipare, poteva cedere il dorsale. Prego il presidente del mio team di tesserarlo e rilevo la sua iscrizione.

Sono dentro. Sembra quasi impossibile.

Il mio caro amico anima pia del Forum, che avrebbe potuto partecipare personalmente ma ha lasciato a me l'opportunità, pone un'unica condizione: mi "suggerisce caldamente" , diciamo così, di partecipare al lungo. E' un debito morale che lì per lì non mi spaventa... e che sarà mai mi dico, quando sarà il momento vedremo.. mal che vada ad inventare scuse, i ciclisti, sono secondi solo agli scolaretti inadempienti con la maestra... Abbozzo comunque una cronotabella per chidere il lungo in 7 ore : chi mi conosce dice che quel chrono è alla mia portata, anche se io tendo ad essere molto cauto per la mancanza di allenamento specifico.

Il meteo dalle mie parti, specie nei week end,da marzo a giugno, non è stato dei migliori , impegni di lavoro e malanni fisici vari non mi hanno consentito di prepararmi a dovere... (appunto, che vi avevo scritto poco sopra? ) ragion per cui con l'avvicinarsi dell'evento si fa sempre più strada l'idea di evitare il lungo e tornare a Corvara più presto per godermi la festa con i miei vecchi che avrei portato con me per l'occasione.

Il venerdì si parte per Corvara. All'arrivo trovo un paese interamente dedicato ai ciclisti, non un paese che deve sopportare i cilcisti, ma un paese che li vuole supportare: è come portare un bambino al luna park. In questo, a mio avviso, sta la principale differenza con la maggioranza delle zone dove vengono organizzare le altre gare. Qui la gente se sei ciclista ti supporta. In quattro anni che vado in vacanza a pedalare in Alto Adige, l'unico alterco l'ho avuto con l'autista di un pulmann napoletano sul Sella. La Maratona, per le importanti ricadute economiche che comporta anche per il territorio è l'apice di tutto ciò, di quel bike friendly che chiude la settimana del ciclista (e stiamo ancora ad interrogarci del perchè queste manifestazioni - come IX Colli del resto - hanno così grande successo ...)

Il villaggio a Badia è ben dislocato e per evitare che si creino ingorghi ed inquinamento, da Corvara, si può ( e si deve, aggiungo io) accedervi comodamente attraverso il servizio navette. Soggiorno in un modesto monolocale a Corvara, spesa contenuta ma ottima comodità. Soprattutto prenotato già prima della certezza della partecipazione: un pensiero in meno. C'è una lunga coda per il ritiro del pacco gara: ma è altrettanto efficiente l'organizzazione che sta dietro agli sportelli: in due e due quattro la coda viene smaltita ed il pacco viene consegnato. Mi provo la maglia ordinata in taglia L. Mi è larga e subito dopo vado allo stand dove senza batter ciglio trovo la M che fa per me. Il pacco è di ottima qualità, inutile dirlo. Se penso a certe gare di casa nostra con un pacco di pasta, fogliacci di carta inutile ed un paio di calze mi vien da ridere (attenzione parlo gare la cui quota di partecipazione può arrivare anche ad € 50 al giorno della manifestazione, sul campo gara)..

Il sabato faccio la classica sgambatina pre gara e le sensazioni sono buone. Provo il Campolongo di buona mattina per non rompere troppo le balle a chi deve fruire dei passi visto che il giorno successivo resteranno completamente chiusi. Precauzione del tutto inutile dal momento che dalle nove in poi del sabato sarà una lunga, disordinata costante litania di ciclisti arancioni allegramente su e giù per le strade della gara, senza sentire uno, dico un automobilista, lamentarsi. Eden.

Porto i miei nei ristoranti di Corvara che conosco da anni. Loro si abbuffano, io ci vado piano: già sono 70 kg, non mi pare il caso di portarne a spasso di più in una gara da oltre 4 mila di dislivello, sì perchè ormai il dado è tratto: non posso deludere chi mi ha dato la possibilità di partecipare nè i miei compagni di pedalata che, in coro, si aspettano il 138 km. Come farò non lo so o meglio, la tabella me lo dice senza troppi giri di parole, ma tra il dire ed il fare.... c'è di mezzo il m.. Giau.

Esco alle cinque e dieci con la mia tuta da imbianchino. Sotto ho optato per il completo estivo del Team, manicotti e Gabba che avrei lasciato ai miei, cambiandolo con un antivento leggero e smanicato, all'attacco del secondo Campolongo. L'idea di ghiacciarmi giù dal Pordoi e dal Sella non mi piaceva per nulla, ho preferito coprirmi un po' di più a costo di patire caldo sulla seconda e terza salita (col senno di poi errore fatale )

In griglia così bardato non soffro minimamente il freddo ( e ci mancherebbe) anche se vedo molti, meno coperti, restare costantemente a braccia conserte nel tentativo di non dissipare il poco di caldo rilasciato dal corpo.

Parto col pettorale novemila ottocento e rotti, ragion per cui sono nell'ultima griglia dove arrivo di buon ora. Dietro di me sento un'inflessione toscana che non mi suona nuova, "Certo che te c'ha n gran cuore a forar la Gabba..." mi volto e vedo un gruppo di ragazzi dei quali uno mi ricorda qualcuno di noto... vedo il frontalino personalizzato e noto che in effetti, ha il suo stesso cognome... "Non l'ho forata, ho messo le calamitine... "che ma tu non sei per caso il fratello di Michele?" dico a quello vicino, "Certo che si, e tu chissei?"

E così dopo i convenevoli di rito scatta il selfie all' @Airone del Chianti "Airone i plebei dell'ultima griglia ti salutano..." "e t'infamano" aggiunge un altro...

Si parte. Il botto della partenza pur essendo assordante, lì per lì passa quasi in secondo piano, purtroppo era invece un chiaro presagio della giornata che m'attendeva..

Faccio il primo tratto verso Corvara ed il primo Campolongo al massimo delle mie possibilità: l'idea è di provare a forzare subito e rifiatare poi su Pordoi e Sella, giusto per agganciare qualcuno della griglia precedente e tentare di restare lì intruppato il più a lungo possibile.

L'operazione riesce quasi alla perfezione, perchè a metà del Campolongo dopo essere stato sempre in tiro, e dove ho poi toccato la posizione parziale più alta della giornata al tappeto, tocca mettere il piede a terra ed evitare una caduta da inerzia proprio davanti a me. Va bè un paio di minuti e si riparte, niente di che, mi dico, chiudo il passo in spinta e mi butto giù verso Arabba, o meglio vorrei buttarmi giù, ma non ci si riesce: troppi ciclisti, la discesa (non delle più veloci) raramente fa registrare velocità superiori ai 40 all'ora: troppa gente e troppa gente che non sa pedalare in discesa (ed io non sono certo un manico eh...).


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faberfortunae

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Il Pordoi va via così come il Sella, salgo regolare sul primo che scendo invece molto forte, riguadagnando quel che avevo perso nell'amministrarmi in salita, salgo forte il secondo fino all'ingorgo dove dopo aver controllato ad occhio la velocità di smaltimento dell'ingorgo e la ripidità della pendenza da risalire, eventualmente, bici in spalla propendo - da crossista della domenica - per la seconda: avevo fatto un buon Sella in spinta, e mi dispiaceva dover buttare tutto alle ortiche (per rispettare la chronotabella) per un ingorgo. Guadagno il passo e scendo ancora al massimo delle mie possibilità, pedalando costantemente. Controllo il mio rivale sul Garmin che ho impostato ad un media oraria utile al raggiungimento dell'under 7: sono esattamente in pari dopo la terza discesa. Tutto fila a meraviglia. Certo c'è molta gente ma man mano che la giostra del Sella Ronda avanza, la densità diminuisce, gli spazi in discesa aumentano e ci si può fidare a prendere qualche rischio in più (che per i più forti immagino sia l'ordinario modo di andare in discesa..). Ah, la chiusura totale delle strade, il manto stradale quasi perfetto, discese scorrevoli e mai troppo complicate tecnicamente... un Luna Park. L'unica cosa che mi viene da notare è che gli arrivi ai passi sono molto più suggestivi nell'altro senso di marcia. La gara fa il SR in senso orario mentre gli arrivi in vetta, non parlo dei passi, sono molto più suggestivi nel senso opposto.

Dopo il Gardena dove mi faccio tirare dai tedesconi sul falso piano prima degli ultimi tornanti, arrivo di nuovo a Corvara dove mi fermo per spogliarmi della Gabba e cambiare le borracce dai miei, una sorta di visita parenti che mi fa perdere qualcosa in termini di tempo ma non mi interessa nulla, e ci mancherebbe altro: noto però un paio di particolari che torneranno utili a spiegare tante cose in seguito che molti di voi capiranno già. La Gabba è inzuppata come se avesse piovuto e una delle due borracce da 500 è oltre la metà...

Faccio il secondo Campolongo in perfetto orario (quasi) sulla tabella, scendo verso Livinallongo e di lì, viste le sensazioni ed i risultati parziali, in linea col mio obbiettivo, giro a destra verso Selva di Cadore. Affronto con rispetto il Santa Lucia scendo veloce verso l'attacco del Giau dove non immagino minimamente l'agonia che mi attende... Le prime rampe del Giau sono durette, mi dico, normale che si salga con parsimonia.

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faberfortunae

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Vedo però che anche volendo la velocità non si muove più dai 6/7 km/h... Cosa sta succedendo? Forse il Garmin è guasto mi dico... no, non è il Garmin ad essere guasto, purtroppo... non vado più.

Si spegne la luce all'improvviso. Zero forza. Sono in affanno e sudo copiosamente. Non riesco a calmarmi e concentrarmi.. pian piano mi assale quella sensazione di panico che accompagna i momenti appena precedenti la classica cotta. Ci sono, ci sono in mezzo. Sono nella cotta perfetta, non nella tempesta perfetta, ma nella cotta perfetta. Non riesco a mangiare nulla perchè il gel e le marmellatine ingurgitate fin lì me lo proibiscono avendo annullato ogni appetito. Bevo inizio a bere furiosamente, brutto segno, lo so, ma non riesco a fare nulla: l'acqua scende giù e mi gonfia lo stomaco come una rana. L a sensazione che lascia subito è consolatoria per il palato e per la gola arse da tante generose boccate di aria calda inspirata senza la minima regolarità, ma il peso quando arriva giù nella pancia si sente, eccome. E' un circolo da cui non riesco ad uscire; iniziano a superarmi molti, tantissimi numeri provenienti dalla mia griglia: altro bruttissimo segno. Soprattutto perchè a farlo sono quei tedesconi ed olandesi che tutto diresti furochè abituati alle salite ed ai passi dolomitici... vado sempre più piano, ma non ho forze per reagire.

Inizio ad aspettarli, so che tra un po' arriveranno, la giornata nera è appena iniziata e come ogni agonia del ciclista che si rispetti, arriveranno anche loro ad infliggere il colpo di grazia. Sapete già di chi sto parlando, o meglio di cosa: i crampi, malefici crampi. Quei ferocissimi cani, tanto golosi del mio interno coscia (e dire che non sono mica la Rodriguez eh..) arrivano. Inesorabili: dal quarto quinto chilometro del Giau. Provo a scalare un dente e pedalare più duro, per poco svengo dal dolore. La luce è davvero intensa, mi infilo gli occhiali che avevo riposto sul casco per non inondare le lenti con le stille di sudore. Continua ad essere tutto bianco... forse sono già al trapasso mi dico.. No, il peggio deve ancora arrivare. La mazzata arriva dopo aver risolto il primo attacco di crampi, quando mi si schiudono i quattro chilometri finali di quella montagna lì (d'ora in poi la chiamerò così, se non vi dispiace). Una processione di ciclisti che cammina silenziosa (non si sente volare una mosca) e che vedo innalzarsi sempre di più sulla parete che si apre di fronte a me.

E quando ci arrivo io fin lassù? E quando mai potrei chiuder... nemmeno il tempo di preoccuparmi e deprimermi ulteriormente che arriva la seconda raffica di crampi, che ristabilisce la par condicio. Stavolta è la coscia sinistra. I cani ormai sazi hanno lasciato il posto al branco di pirana. Buon appetito ragazzi. Divertitivi almeno voi, penso. Maledetto me ed il momento in cui dopo 4 ore e rotti di gara ho deciso di girare a destra. O forse avrei dovuto fermarmi proprio a Corvara dopo il Sella Ronda...

Insomma vi risparmio tutte le domande che mi sono fatto in quella lunghissima ora e mezza di ascesa al passo.

Alla fine arrivo, per arrivare ci arrivo su. Sempre senza mai superare i 6, 7 all'ora e dopo due soste per crampi. Stremato e senza forze. Appoggio la bici al cavalletto mi infilo l'antivento per ripararmi e m'impongo di mettere qualcosa sotto i denti. Mangio a fatica un mezzo panino e tento di ripartire, dopo aver riempito di nuovo le due borracce che avevo svuotato su quella montagna lì.

La discesa è bella, c'è poca gente e riesco a ritrovare la concentrazione per scendere decentemente. Le gambe rispondono, provo a forzare all'uscita di qualche tornante per capire se cani e pirana si sono saziati. Pare di si. Un sollievo: la priorità ora è riuscire a tornare a Corvara, Il peggio è alle spalle mi dice un signore che mi aveva visto prima in difficoltà.

Mente.

Il Falzarego è lungo 10 km, chissà perchè nella mia testa si era radicata l'opinione che fosse solo 6 km e che fosse una salita analoga a quella che si prende da Livinallongo... Ma soprattutto che non fosse una salita così permalosa.

Si perchè il forte vento gelido contrario che ha deciso di far soffiare in faccia a tutti quelli che salivano lungo quegli apparentemente semplici drittoni infiniti con pendenza media 3, 4 % può spiegarsi solo per una sua incurabile permalosità, stanco di essere considerato, a torto, un colle quasi estraneo alle difficoltà del lungo. Insomma un complesso di inferiorità mai adeguatamente curato che ieri ha esitato in questa bella vendetta. "Una volta fatto il Giau, sei arrivato" "Ah si?" "Ve lo do io - sei arrivato" deve aver pensato il Falzarego mentre aveva in mano il numero di telefono di Eolo, ovviamente consapevole che anche la toponomastica lo avrebbe aiutato nella sua vendetta (che senso avrebbe altrimenti indicare che il passo si trova non ai meno 4 km, ma ai meno 4.5 km, non ai meno 3 km, ma ai meno 3.5 km... )

E così un'altra settimana l'ho passata sul Falzarego (ma in questa non era compresa la salopette dedicata della Maratona). Ovviamente in buona compagnia di cani e piranha dal momento che sulla montagna là avevano dimenticato di servirsi il dessert...

Eh ma adesso ci arrivo veh a Corvara, oh se ci arrivo. Fosse l'ultima cosa che faccio... mi dico.

Dopo la sosta al ristoro del Falzarego ( giusto così, per riempire le solite due borracce) scalo il Valparola che ieri mi sembrava il Mortirolo.

E mi lancio, si, mi lancio ormai completamente vuoto verso Corvara. Ad Armentarola vado pian pianino perchè intuisco cosa mi aspetta dopo in rapida successione... il crampiberg (ma a sono già venuti quindi non dovrebbe spaventarmi dato che si son mangiati tutto il quadricipite) ed il muro del gatto...

Faccio il primo senza problemi, anzi pedalando pure bene ed arrivo a La Villa dove alla svolta a destra do una rapida occhiata su per vedere il prossimo mistero doloroso.

Vedo l'arco gonfiabile e mi dico beh, non mi sembra così duro.. solita retorica da promozione evento mi rispondo. Inizio la salita di buona lena, butto giù tutto quello che ho, ancora un po' e la catena mi esce sul corpetto, fiducioso che passerò indenne il tanto temuto Muro... e chissa mai...

Poi però vedo meglio e mi accorgo che molti salgono a piedi e spingono la bici fin sotto un altro gonfiabile, posto poco sopra l'altro. Non è il quanto sopra, ma il "dove sopra". Capisco che lo striscione gonfiabile che avevo visto non era la colma, ma l'inizio dello strappo duro, la cui fine è posta - praticamente in verticale - poco più sopra ed è delimitata dal secondo gonfiabile.

Mi vengono i crampi al cervello questa volta.

Ma ancora una volta voglio resistere, questa volta per il servizio fotografico che presumo verrà scattato proprio lì. Quello davanti a me urla e strepita come un cavallo imbizzarito, perde l'equilibrio e mette il piede a terra, io mantengo la calma e respirando con tre bocche supero il muro senza fermarmi nonostante la minaccia dei miei commensali di giornata si stesse materializzando di nuovo.

Beh in una giornata agonisticamente da dimenticare, almeno una gioia.

Riparto per Corvara e quasi a suggellare una giornata di sofferenza epica mi assalgono ancora i crampi sulla via del ritorno, quasi pianeggiante.

Roba seria, da costringermi a scendere dalla bici ancora una volta e fermarmi a bordo strada.

Risalgo e come un bambino a cui hanno appena staccato le rotelle timidamente arrivo a Corvara senza nemmeno la forza per esultare.

Chiudo in 8.19, un tempo altissimo rispetto all'obbiettivo che mi ero fissato, che da subito sento "nemico", ma che poi, man mano che passa la delusione , imparo ad accettare e a ringraziare ugualmente. Ci rido su, ci scherzo con gli amici e coi compagni che si congratulano ugualmente. Va bene così: tra il rimpianto di realizzare un tempo più decente scegliendo un percorso più adatto al mio grado e tipo di allenamento ed essere riuscito a portare a casa il lungo, devo dire la verità, sono ancora combattuto.

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faberfortunae

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sempre una in meno...
Non so se ho fatto la scelta giusta a girare per il lungo dove sono emerse lacune che per essere colmate avrebbero richiesto una preparazione (ed una gestione di gara) diverse. Non mi sono divertito come avrei voluto e come io intendo la bici. Le ultime tre ore e mezza sono state infernali e non so se valga la pena sopportarle solo per poter dire "i did it" senza una grossa motivazione dietro. Equilibrio è essenzialmente consapevolezza dei propri limiti. Ma è anche consapevolezza che non si può fare sempre e comunque ciò che si vuole: riguardo alla mia Maratona so una cosa. Potrò aver deluso chi si aspettava da me una performance migliore (me stesso innanzitutto..), ma so che sarebbe stata maggiore la delusione se l'avessi fatta svoltando a Livinallongo: i "patti" erano questi e l'impegno dato ad un amico, che quello è per me l'anima pia del Forum, è stato rispettato.

A quasi 47 anni le consapevolezze e le sfide della vita, però, debbono essere altre, ragion per cui ieri sera ho scritto una bella lettera di congedo al mio Rivale del Garmin (che detto per la cronaca, al suo arrivo s'era preoccupato per me al punto da chiamare i Carabinieri... :-)xxxx). Per il momento L'ho messo in aspettativa, poi vedremo. Magari si trova un'altro lavoro da solo e non ho nemmeno bisogno di licenziarlo definitivamente ... La mia Maratona ha avuto comunque un grandissimo significato per me. Stare con i miei genitori tre giorni, godere della loro compagnia, vederli interessati alle "mie cose", ridere e scherzare con loro della mia cotta, in questo autentico paradiso è valso molto di più che un qualsiasi buon risultato..

Sulla gara che posso dirvi?

Si tratta di un percorso meraviglioso (tanto per dire qualcosa di nuovo) nel quale la gestione delle energie è fondamentale (ma va?) e bla bla bla... la verità è che nella curriculum di un cicloturista agonista, che si diletta a partecipare anche solo a qualche granfondo, ecco, questa gara non può proprio mancare :mrgreen:

PS vi allego una foto della mia Maratona
 
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samuelgol

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24 Settembre 2007
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
Hai fatto bene a fare il lungo. Per non soffrire dovevi solo gestire alcune cose diversamente. Abbigliamento, alimentazione, ritmo iniziale. Mica tutti quelli che fanno il lungo, anche quelli che ti sono arrivati dietro, sono morti in quella maniera. Non è colpa del lungo è colpa tua.
Gli unici autorizzati a non fare il lungo (imho) sono quelli che sul lungo arriverebbero nei 10/15/20 e sul medio possono giocarsi la vittoria assoluta, che comunque ha il suo valore.
Girare per il medio ti avrebbe fatto soffrire meno, ma tanto arrivavi ennesimo lo stesso. Magari ti vien voglia come sfida di riprovarci, magari no. Ma ora hai fatto "amicizia" col Giau puoi dormire sonni tranquilli.....almeno finchè non fai amicizia pure col Rombo >@<
 

faberfortunae

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Hai fatto bene a fare il lungo. Per non soffrire dovevi solo gestire alcune cose diversamente. Abbigliamento, alimentazione, ritmo iniziale. Mica tutti quelli che fanno il lungo, anche quelli che ti sono arrivati dietro, sono morti in quella maniera. Non è colpa del lungo è colpa tua.
Gli unici autorizzati a non fare il lungo (imho) sono quelli che sul lungo arriverebbero nei 10/15/20 e sul medio possono giocarsi la vittoria assoluta, che comunque ha il suo valore.
Girare per il medio ti avrebbe fatto soffrire meno, ma tanto arrivavi ennesimo lo stesso. Magari ti vien voglia come sfida di riprovarci, magari no. Ma ora hai fatto "amicizia" col Giau puoi dormire sonni tranquilli.....almeno finchè non fai amicizia pure col Rombo >@<


Anche tu ragioni come l'anima Pia del Forum, il mio amico... che dire, siete maggioranza. :hail:
 

jbar

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28 Settembre 2015
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Donzelli 1926

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Petgold969

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Non so se ho fatto la scelta giusta a girare per il lungo dove sono emerse lacune che per essere colmate avrebbero richiesto una preparazione (ed una gestione di gara) diverse. Non mi sono divertito come avrei voluto e come io intendo la bici. Le ultime tre ore e mezza sono state infernali e non so se valga la pena sopportarle solo per poter dire "i did it" senza una grossa motivazione dietro. Equilibrio è essenzialmente consapevolezza dei propri limiti. Ma è anche consapevolezza che non si può fare sempre e comunque ciò che si vuole: riguardo alla mia Maratona so una cosa. Potrò aver deluso chi si aspettava da me una performance migliore (me stesso innanzitutto..), ma so che sarebbe stata maggiore la delusione se l'avessi fatta svoltando a Livinallongo: i "patti" erano questi e l'impegno dato ad un amico, che quello è per me l'anima pia del Forum, è stato rispettato.

A quasi 47 anni le consapevolezze e le sfide della vita, però, debbono essere altre, ragion per cui ieri sera ho scritto una bella lettera di congedo al mio Rivale del Garmin (che detto per la cronaca, al suo arrivo s'era preoccupato per me al punto da chiamare i Carabinieri... :-)xxxx). Per il momento L'ho messo in aspettativa, poi vedremo. Magari si trova un'altro lavoro da solo e non ho nemmeno bisogno di licenziarlo definitivamente ... La mia Maratona ha avuto comunque un grandissimo significato per me. Stare con i miei genitori tre giorni, godere della loro compagnia, vederli interessati alle "mie cose", ridere e scherzare con loro della mia cotta, in questo autentico paradiso è valso molto di più che un qualsiasi buon risultato..

Sulla gara che posso dirvi?

Si tratta di un percorso meraviglioso (tanto per dire qualcosa di nuovo) nel quale la gestione delle energie è fondamentale (ma va?) e bla bla bla... la verità è che nella curriculum di un cicloturista agonista, che si diletta a partecipare anche solo a qualche granfondo, ecco, questa gara non può proprio mancare :mrgreen:

PS vi allego una foto della mia Maratona

Mi riconosco in pieno nella tua storia. Unica differenza è che io ho avuto la fortuna che non ho dato retta al cuore che mi diceva di proseguire ma alla testa e al bivio ho girato x il medio. Il Giau lo avevo affrontato altre volte e sapevo bene che non perdona. Così il calvario è durato meno e alla fine la soddisfazione di arrivare a Corvara come un umano è stata tanta. Mi porto a casa la splendida settimana passata in quei luoghi splendidi, soprattutto del giri fatti prima della gara. Ii giorno più bello è stato il sabato quando ho noleggiato una Ebike e mi sono goduto una splendida escursione con mia figlia. Non credo di tornare più alla Maratona ma di sicuro ripercorrerò da ospite quelle splendide salite con la testa alta a godere di quei luoghi incantevoli. o-o
 

senzasosta

Maglia Amarillo
19 Luglio 2011
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Cervelo r5 Specialized Roubaix
La Sportfull mia intenzione di metterci 8/30 metre alla Maratona un 6:30


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Complimenti a tutti e tanta invidia, spero come ogni anno che il prossimo sia quello buono.

Comunque sono due gare diverse, la Maratona fatta per fare il tempo secondo me è una gara molto difficile da interpretare, devi essere bravo a gestire bene le tue forze, mentre la Sportful sei un pò più "vittima" del gruppo nel bene e nel male.
 
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jan80

Ammiraglia
3 Marzo 2008
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Colnago
La Sportfull mia intenzione di metterci 8/30 metre alla Maratona un 6:30


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si ma hai scritto diverso...che non capisci come mai hai fatto 7 ore allMDD E 9 ore e 30 alla sportfull....facendo intendere che eri andato bene alla MDD E MALE ALLA sPORTFULL.....
cOMUNQUE CHIARITITO....VOLEVI ANDAR MEGLIO SU ENTRAMBE
 
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Takusaru

Pignone
26 Maggio 2016
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Specialized Tarmac
Fatta la mia prima MDD, partito dalla fettuccia della terza griglia, puntavo alle 6h ho chiuso in 6:09, ci tengo a dire che il traffico sul primo Campolongo, intenso ma scorrevole, non può avermi rallentato che più di 30 secondi, il tempo l'ho perso io sul Falzarego...

Leggo sempre lamentele, su tappi e rallentamenti. Vanno messi in conto, siamo in tanti, significa che bisogna pedalare di più, prendiamo con lo spirito giusto anche questa "caratteristica"!!! :cool:
 

Forrest 1

Pignone
14 Aprile 2017
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KTM
Oggi partendo da Colfosco e risalendo il Gardena abbiamo incontrato due ragazzi di non più di 15 anni che scendevano a piedi con un sacco nero raccogliendo i gel usati e le carte delle barrette cadute "per errore"...
Io trovo l organizzazione della MDD eccezionale esattamente come il rapporto qualità/prezzo.

Sono altoatesini, o meglio, sudtirolesi.
Tra le qualità che hanno non gli manca certo l’amore per la terra in cui vivono e che gli da da vivere. E non dimentichiamo che sono montanari abituati a sgobbare fin da ragazzini.
Anche durante la gara vedevo volontari che tiravano su rifiuti, da noi (parlo per me, quindi Lombardia) avrebbero detto che non era compito loro[emoji122]

.
 

daybyday

Pedivella
8 Febbraio 2013
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Lucca
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Specialized S WORKS SL8
Si....
Confermo che anche oggi le strade erano piene, inizio a dare ragione a Messner... ho fatto Falzarego e Sella, m'avranno superato 100 moto, svariate macchine 2 autobus e un camion. Comunque quando sono in queste zone, non posso non uscire in bici, anche con tutta la stanchezza accumulata, 40km qui ti rimettono al mondo
Si...ha proprio ragione Messner...