LONG
"Non può e non deve mancare nel curriculum di ogni agonista o di ogni semplice cicloturista che si diletta, anche saltuariamente, a partecipare alle granfondo".
Ecco, io non ho mai condiviso questo assunto: sarà perchè per me la Maratona era essenzialmente il Sella Ronda (che reputo ancora il giro più bello che un ciclista possa fare), sarà perchè era troppo farraginosa ed aleatoria la procedura per l'iscrizione, sarà perchè l'idea di partecipare a gare con più di 3/4 mila persone non mi ha mai entusiasmato, sarà perchè è dal 2014 che faccio gare e non mi sono mai sentito "monco" per questa carenza, oppure più semplicemente sarà perchè la mia indole anticonformista non mi ha mai permesso di omologarmi a luoghi comuni. No, si può essere cicloturisti e agonisti anche senza Maratona
Per questi motivi pur avendone sempre apprezzato i contenuti tecnici, l'efficienza dell'organizzazione e la bellezza dell'evento non vi avevo mai preso parte; d'altronde le Dolomiti sono lì da mille anni, e per altri mille anni lì resteranno; c'è ogni grazia di bike day (per giunta gratis) che è la soluzione migliore per pedalare col naso all'insù , come imporrebbero i panorami che fanno da cornice a questo splendido contesto paesaggitico .
Però, però, però... c'è sempre un però. E quest'anno è arrivato per me: è da un po' di tempo che mi sono un po' scocciato delle gare in bici, dei sacrifici, delle trasferte, e di tutto il tempo e le energie mentali che bisogna dedicare al nostro sport se lo si fa in modo agonistico.
Sicchè, quasi per scaramanzia, presagendo un "ritiro" a vita non agonistica molto prossimo, avevo pensato che non sarebbe stato male chiudere con la Maratona. Esattamente come ha scritto @garbino82 ...
Premetto che dopo il Prestigio conseguito nel 2015 ho smesso di fare giri troppo lunghi; mi sono dedicato a medio fondo e ciclocross (discipline per le quali sono più portato rispetto alle granfondo) e, anche nelle uscite tra amici, le classiche girate del fine settimana, non ho mai più superato le 4/5 ore in sella. Non avevo più voglia e testa per soffrire più di così tante ore.
Non mi pongo il problema al momento dell'obolo di preiscrizione: se verrò sorteggiato, mi dico, imposterò la stagione ciclistica su questo evento e mi allenerò di conseguenza. Nel frattempo riduco il calendario delle medio fondo, male non farà, mi ripeto, anche per provare ad arrivare un po' più carico alla stagione autunnale del cross.
Non vengo sorteggiato. Va beh, pazienza, me ne faccio una ragione.
Un anima pia del Forum che ci tiene a rimanere anonimo, dopo avermi inutilmente aiutato a partecipare alla seconda opportunità del click charity day (forse perchè intenerito dal fatto che avrei voluto far vedere ai miei genitori, ormai in età, la maestosità delle Dolomiti), mi mette in contatto con un suo caro amico che, non potendo partecipare, poteva cedere il dorsale. Prego il presidente del mio team di tesserarlo e rilevo la sua iscrizione.
Sono dentro. Sembra quasi impossibile.
Il mio caro amico anima pia del Forum, che avrebbe potuto partecipare personalmente ma ha lasciato a me l'opportunità, pone un'unica condizione: mi "suggerisce caldamente" , diciamo così, di partecipare al lungo. E' un debito morale che lì per lì non mi spaventa... e che sarà mai mi dico, quando sarà il momento vedremo.. mal che vada ad inventare scuse, i ciclisti, sono secondi solo agli scolaretti inadempienti con la maestra... Abbozzo comunque una cronotabella per chidere il lungo in 7 ore : chi mi conosce dice che quel chrono è alla mia portata, anche se io tendo ad essere molto cauto per la mancanza di allenamento specifico.
Il meteo dalle mie parti, specie nei week end,da marzo a giugno, non è stato dei migliori , impegni di lavoro e malanni fisici vari non mi hanno consentito di prepararmi a dovere... (appunto, che vi avevo scritto poco sopra? ) ragion per cui con l'avvicinarsi dell'evento si fa sempre più strada l'idea di evitare il lungo e tornare a Corvara più presto per godermi la festa con i miei vecchi che avrei portato con me per l'occasione.
Il venerdì si parte per Corvara. All'arrivo trovo un paese interamente dedicato ai ciclisti, non un paese che deve sopportare i cilcisti, ma un paese che li vuole supportare: è come portare un bambino al luna park. In questo, a mio avviso, sta la principale differenza con la maggioranza delle zone dove vengono organizzare le altre gare. Qui la gente se sei ciclista ti supporta. In quattro anni che vado in vacanza a pedalare in Alto Adige, l'unico alterco l'ho avuto con l'autista di un pulmann napoletano sul Sella. La Maratona, per le importanti ricadute economiche che comporta anche per il territorio è l'apice di tutto ciò, di quel bike friendly che chiude la settimana del ciclista (e stiamo ancora ad interrogarci del perchè queste manifestazioni - come IX Colli del resto - hanno così grande successo ...)
Il villaggio a Badia è ben dislocato e per evitare che si creino ingorghi ed inquinamento, da Corvara, si può ( e si deve, aggiungo io) accedervi comodamente attraverso il servizio navette. Soggiorno in un modesto monolocale a Corvara, spesa contenuta ma ottima comodità. Soprattutto prenotato già prima della certezza della partecipazione: un pensiero in meno. C'è una lunga coda per il ritiro del pacco gara: ma è altrettanto efficiente l'organizzazione che sta dietro agli sportelli: in due e due quattro la coda viene smaltita ed il pacco viene consegnato. Mi provo la maglia ordinata in taglia L. Mi è larga e subito dopo vado allo stand dove senza batter ciglio trovo la M che fa per me. Il pacco è di ottima qualità, inutile dirlo. Se penso a certe gare di casa nostra con un pacco di pasta, fogliacci di carta inutile ed un paio di calze mi vien da ridere (attenzione parlo gare la cui quota di partecipazione può arrivare anche ad € 50 al giorno della manifestazione, sul campo gara)..
Il sabato faccio la classica sgambatina pre gara e le sensazioni sono buone. Provo il Campolongo di buona mattina per non rompere troppo le balle a chi deve fruire dei passi visto che il giorno successivo resteranno completamente chiusi. Precauzione del tutto inutile dal momento che dalle nove in poi del sabato sarà una lunga, disordinata costante litania di ciclisti arancioni allegramente su e giù per le strade della gara, senza sentire uno, dico un automobilista, lamentarsi. Eden.
Porto i miei nei ristoranti di Corvara che conosco da anni. Loro si abbuffano, io ci vado piano: già sono 70 kg, non mi pare il caso di portarne a spasso di più in una gara da oltre 4 mila di dislivello, sì perchè ormai il dado è tratto: non posso deludere chi mi ha dato la possibilità di partecipare nè i miei compagni di pedalata che, in coro, si aspettano il 138 km. Come farò non lo so o meglio, la tabella me lo dice senza troppi giri di parole, ma tra il dire ed il fare.... c'è di mezzo il m.. Giau.
Esco alle cinque e dieci con la mia tuta da imbianchino. Sotto ho optato per il completo estivo del Team, manicotti e Gabba che avrei lasciato ai miei, cambiandolo con un antivento leggero e smanicato, all'attacco del secondo Campolongo. L'idea di ghiacciarmi giù dal Pordoi e dal Sella non mi piaceva per nulla, ho preferito coprirmi un po' di più a costo di patire caldo sulla seconda e terza salita (col senno di poi errore fatale )
In griglia così bardato non soffro minimamente il freddo ( e ci mancherebbe) anche se vedo molti, meno coperti, restare costantemente a braccia conserte nel tentativo di non dissipare il poco di caldo rilasciato dal corpo.
Parto col pettorale novemila ottocento e rotti, ragion per cui sono nell'ultima griglia dove arrivo di buon ora. Dietro di me sento un'inflessione toscana che non mi suona nuova, "Certo che te c'ha n gran cuore a forar la Gabba..." mi volto e vedo un gruppo di ragazzi dei quali uno mi ricorda qualcuno di noto... vedo il frontalino personalizzato e noto che in effetti, ha il suo stesso cognome... "Non l'ho forata, ho messo le calamitine... "che ma tu non sei per caso il fratello di Michele?" dico a quello vicino, "Certo che si, e tu chissei?"
E così dopo i convenevoli di rito scatta il selfie all' @Airone del Chianti "Airone i plebei dell'ultima griglia ti salutano..." "e t'infamano" aggiunge un altro...
Si parte. Il botto della partenza pur essendo assordante, lì per lì passa quasi in secondo piano, purtroppo era invece un chiaro presagio della giornata che m'attendeva..
Faccio il primo tratto verso Corvara ed il primo Campolongo al massimo delle mie possibilità: l'idea è di provare a forzare subito e rifiatare poi su Pordoi e Sella, giusto per agganciare qualcuno della griglia precedente e tentare di restare lì intruppato il più a lungo possibile.
L'operazione riesce quasi alla perfezione, perchè a metà del Campolongo dopo essere stato sempre in tiro, e dove ho poi toccato la posizione parziale più alta della giornata al tappeto, tocca mettere il piede a terra ed evitare una caduta da inerzia proprio davanti a me. Va bè un paio di minuti e si riparte, niente di che, mi dico, chiudo il passo in spinta e mi butto giù verso Arabba, o meglio vorrei buttarmi giù, ma non ci si riesce: troppi ciclisti, la discesa (non delle più veloci) raramente fa registrare velocità superiori ai 40 all'ora: troppa gente e troppa gente che non sa pedalare in discesa (ed io non sono certo un manico eh...).
segue%
"Non può e non deve mancare nel curriculum di ogni agonista o di ogni semplice cicloturista che si diletta, anche saltuariamente, a partecipare alle granfondo".
Ecco, io non ho mai condiviso questo assunto: sarà perchè per me la Maratona era essenzialmente il Sella Ronda (che reputo ancora il giro più bello che un ciclista possa fare), sarà perchè era troppo farraginosa ed aleatoria la procedura per l'iscrizione, sarà perchè l'idea di partecipare a gare con più di 3/4 mila persone non mi ha mai entusiasmato, sarà perchè è dal 2014 che faccio gare e non mi sono mai sentito "monco" per questa carenza, oppure più semplicemente sarà perchè la mia indole anticonformista non mi ha mai permesso di omologarmi a luoghi comuni. No, si può essere cicloturisti e agonisti anche senza Maratona
Per questi motivi pur avendone sempre apprezzato i contenuti tecnici, l'efficienza dell'organizzazione e la bellezza dell'evento non vi avevo mai preso parte; d'altronde le Dolomiti sono lì da mille anni, e per altri mille anni lì resteranno; c'è ogni grazia di bike day (per giunta gratis) che è la soluzione migliore per pedalare col naso all'insù , come imporrebbero i panorami che fanno da cornice a questo splendido contesto paesaggitico .
Però, però, però... c'è sempre un però. E quest'anno è arrivato per me: è da un po' di tempo che mi sono un po' scocciato delle gare in bici, dei sacrifici, delle trasferte, e di tutto il tempo e le energie mentali che bisogna dedicare al nostro sport se lo si fa in modo agonistico.
Sicchè, quasi per scaramanzia, presagendo un "ritiro" a vita non agonistica molto prossimo, avevo pensato che non sarebbe stato male chiudere con la Maratona. Esattamente come ha scritto @garbino82 ...
Premetto che dopo il Prestigio conseguito nel 2015 ho smesso di fare giri troppo lunghi; mi sono dedicato a medio fondo e ciclocross (discipline per le quali sono più portato rispetto alle granfondo) e, anche nelle uscite tra amici, le classiche girate del fine settimana, non ho mai più superato le 4/5 ore in sella. Non avevo più voglia e testa per soffrire più di così tante ore.
Non mi pongo il problema al momento dell'obolo di preiscrizione: se verrò sorteggiato, mi dico, imposterò la stagione ciclistica su questo evento e mi allenerò di conseguenza. Nel frattempo riduco il calendario delle medio fondo, male non farà, mi ripeto, anche per provare ad arrivare un po' più carico alla stagione autunnale del cross.
Non vengo sorteggiato. Va beh, pazienza, me ne faccio una ragione.
Un anima pia del Forum che ci tiene a rimanere anonimo, dopo avermi inutilmente aiutato a partecipare alla seconda opportunità del click charity day (forse perchè intenerito dal fatto che avrei voluto far vedere ai miei genitori, ormai in età, la maestosità delle Dolomiti), mi mette in contatto con un suo caro amico che, non potendo partecipare, poteva cedere il dorsale. Prego il presidente del mio team di tesserarlo e rilevo la sua iscrizione.
Sono dentro. Sembra quasi impossibile.
Il mio caro amico anima pia del Forum, che avrebbe potuto partecipare personalmente ma ha lasciato a me l'opportunità, pone un'unica condizione: mi "suggerisce caldamente" , diciamo così, di partecipare al lungo. E' un debito morale che lì per lì non mi spaventa... e che sarà mai mi dico, quando sarà il momento vedremo.. mal che vada ad inventare scuse, i ciclisti, sono secondi solo agli scolaretti inadempienti con la maestra... Abbozzo comunque una cronotabella per chidere il lungo in 7 ore : chi mi conosce dice che quel chrono è alla mia portata, anche se io tendo ad essere molto cauto per la mancanza di allenamento specifico.
Il meteo dalle mie parti, specie nei week end,da marzo a giugno, non è stato dei migliori , impegni di lavoro e malanni fisici vari non mi hanno consentito di prepararmi a dovere... (appunto, che vi avevo scritto poco sopra? ) ragion per cui con l'avvicinarsi dell'evento si fa sempre più strada l'idea di evitare il lungo e tornare a Corvara più presto per godermi la festa con i miei vecchi che avrei portato con me per l'occasione.
Il venerdì si parte per Corvara. All'arrivo trovo un paese interamente dedicato ai ciclisti, non un paese che deve sopportare i cilcisti, ma un paese che li vuole supportare: è come portare un bambino al luna park. In questo, a mio avviso, sta la principale differenza con la maggioranza delle zone dove vengono organizzare le altre gare. Qui la gente se sei ciclista ti supporta. In quattro anni che vado in vacanza a pedalare in Alto Adige, l'unico alterco l'ho avuto con l'autista di un pulmann napoletano sul Sella. La Maratona, per le importanti ricadute economiche che comporta anche per il territorio è l'apice di tutto ciò, di quel bike friendly che chiude la settimana del ciclista (e stiamo ancora ad interrogarci del perchè queste manifestazioni - come IX Colli del resto - hanno così grande successo ...)
Il villaggio a Badia è ben dislocato e per evitare che si creino ingorghi ed inquinamento, da Corvara, si può ( e si deve, aggiungo io) accedervi comodamente attraverso il servizio navette. Soggiorno in un modesto monolocale a Corvara, spesa contenuta ma ottima comodità. Soprattutto prenotato già prima della certezza della partecipazione: un pensiero in meno. C'è una lunga coda per il ritiro del pacco gara: ma è altrettanto efficiente l'organizzazione che sta dietro agli sportelli: in due e due quattro la coda viene smaltita ed il pacco viene consegnato. Mi provo la maglia ordinata in taglia L. Mi è larga e subito dopo vado allo stand dove senza batter ciglio trovo la M che fa per me. Il pacco è di ottima qualità, inutile dirlo. Se penso a certe gare di casa nostra con un pacco di pasta, fogliacci di carta inutile ed un paio di calze mi vien da ridere (attenzione parlo gare la cui quota di partecipazione può arrivare anche ad € 50 al giorno della manifestazione, sul campo gara)..
Il sabato faccio la classica sgambatina pre gara e le sensazioni sono buone. Provo il Campolongo di buona mattina per non rompere troppo le balle a chi deve fruire dei passi visto che il giorno successivo resteranno completamente chiusi. Precauzione del tutto inutile dal momento che dalle nove in poi del sabato sarà una lunga, disordinata costante litania di ciclisti arancioni allegramente su e giù per le strade della gara, senza sentire uno, dico un automobilista, lamentarsi. Eden.
Porto i miei nei ristoranti di Corvara che conosco da anni. Loro si abbuffano, io ci vado piano: già sono 70 kg, non mi pare il caso di portarne a spasso di più in una gara da oltre 4 mila di dislivello, sì perchè ormai il dado è tratto: non posso deludere chi mi ha dato la possibilità di partecipare nè i miei compagni di pedalata che, in coro, si aspettano il 138 km. Come farò non lo so o meglio, la tabella me lo dice senza troppi giri di parole, ma tra il dire ed il fare.... c'è di mezzo il m.. Giau.
Esco alle cinque e dieci con la mia tuta da imbianchino. Sotto ho optato per il completo estivo del Team, manicotti e Gabba che avrei lasciato ai miei, cambiandolo con un antivento leggero e smanicato, all'attacco del secondo Campolongo. L'idea di ghiacciarmi giù dal Pordoi e dal Sella non mi piaceva per nulla, ho preferito coprirmi un po' di più a costo di patire caldo sulla seconda e terza salita (col senno di poi errore fatale )
In griglia così bardato non soffro minimamente il freddo ( e ci mancherebbe) anche se vedo molti, meno coperti, restare costantemente a braccia conserte nel tentativo di non dissipare il poco di caldo rilasciato dal corpo.
Parto col pettorale novemila ottocento e rotti, ragion per cui sono nell'ultima griglia dove arrivo di buon ora. Dietro di me sento un'inflessione toscana che non mi suona nuova, "Certo che te c'ha n gran cuore a forar la Gabba..." mi volto e vedo un gruppo di ragazzi dei quali uno mi ricorda qualcuno di noto... vedo il frontalino personalizzato e noto che in effetti, ha il suo stesso cognome... "Non l'ho forata, ho messo le calamitine... "che ma tu non sei per caso il fratello di Michele?" dico a quello vicino, "Certo che si, e tu chissei?"
E così dopo i convenevoli di rito scatta il selfie all' @Airone del Chianti "Airone i plebei dell'ultima griglia ti salutano..." "e t'infamano" aggiunge un altro...
Si parte. Il botto della partenza pur essendo assordante, lì per lì passa quasi in secondo piano, purtroppo era invece un chiaro presagio della giornata che m'attendeva..
Faccio il primo tratto verso Corvara ed il primo Campolongo al massimo delle mie possibilità: l'idea è di provare a forzare subito e rifiatare poi su Pordoi e Sella, giusto per agganciare qualcuno della griglia precedente e tentare di restare lì intruppato il più a lungo possibile.
L'operazione riesce quasi alla perfezione, perchè a metà del Campolongo dopo essere stato sempre in tiro, e dove ho poi toccato la posizione parziale più alta della giornata al tappeto, tocca mettere il piede a terra ed evitare una caduta da inerzia proprio davanti a me. Va bè un paio di minuti e si riparte, niente di che, mi dico, chiudo il passo in spinta e mi butto giù verso Arabba, o meglio vorrei buttarmi giù, ma non ci si riesce: troppi ciclisti, la discesa (non delle più veloci) raramente fa registrare velocità superiori ai 40 all'ora: troppa gente e troppa gente che non sa pedalare in discesa (ed io non sono certo un manico eh...).
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