Si chiama omeostasi, fa parte della natura umana. Prima di montare i freni a dischi in formula uno, dopo che la Jaguar aveva dimostrato in lungo e in largo quanto fossero superiori, ce n'è voluto di tempo. Lo stesso dicasi per il motore centrale. Poi tutti i freni divennero a disco e tutti i motori, centrali. Attenzione non sto facendo un paragone tecnico auto-bici e dicendo che i freni in bici abbiano la stessa importanza che in auto, ma, a maggior ragione, che anche dove contavano e come, ci volle del tempo per affermare il principio.
Può sembrare paradossale, ma anche se c'è un riscontro eclatante la natura umana tende a essere conservatrice. Figuriamoci se non c'é un riscontro eclatante.
Dopo di che riflettiamo su un altro fatto.
Una Formula 1 o una LMP1 non hanno nulla, dico nulla, in comune con un'auto utilizzata da i comuni mortali.
Nel ciclismo, e questo è un fatto bellissimo, la mia bici, marcata UCI., è esattamente quella equivalente a una F1 . Potranno essere un po' più attenti nella selezione di un singolo esemplare, Froome si potrà fare un salva catena su misura e montare una asimmetrica (sempre un prodotto di serie), ma la bici del pro è di fatto identica a quella dell'amatore al top.
Ora, poiché il disco, non fosse altro per il risparmio dei cerchi e per gli altri motivi indicati dagli altri (modulabilità, resa col bagnato, etc) è una soluzione più razionale per l'amatore, è chiaro che con un occhio al mercato e considerato che i pro sono dei testimonial, a prescindere dal vantaggio minimo per loro, la tendenza è di superare a breve l'innato conservatorismo e passare a breve tutti al disco.