A proposito di acqua e caldo: cinque anni fa vado sull'Etna (ho casa estiva lì intorno) e decido di farlo dal versante più bello e impegnativo quello da Zafferana Etnea, 18 km all'8% medio, generalmente faccio quello classico da Nicolosi per me più comodo e "facile".
Rabbocco acqua a Zafferana e parto convinto di trovarne altra, abituato all'Appennino ligure dove ce ne è sin troppa...era fine luglio, mi ero attardato per cui inizio la salita quasi a mezzogiorno.
Un caldo fotonico!!
Però non era la prima volta che affrontavo "quel" caldo sull'Etna, ragion per cui parto felicemente.
Dopo pochissimi km sparisce la vegetazione e quindi...solo lava!
Secondo voi in un ambiente simile c'è acqua? Sulla Luna c'è? Su Marte? Ecco... uguale per chi non c'è mai stato.
Dopo dieci dodici km fine della borraccia e inizio delle visioni mistiche.
Incomincio a non star bene e a vedere i moschini. Mi dico che qui finisco per terra a friggere sull'asfalto rovente e non passa anima viva. Tornare indietro poteva essere una soluzione ma non sono molto convinto, rischio di andare lungo giù di sotto...
Ad un tratto un'apparizione: nel nulla più assoluto un venditore rumeno di miele a lato della strada che mi incita. Gli chiedo dell'acqua e lui prende una di quelle bottiglie belle, di plastica, da due litri, che gronda di condensa da tanto è fresca, la apre e mi riempie la borraccia!
Gli avrei comprato tutta la baracca!
Da quel giorno pianifico i miei giri più impegnativi a partire dalle posizioni delle fontanelle, e sono diventato mappatore per OpenStreetMap.
Ovviamente mappatore di fontanelle