Io sono di pianura e quindi già parto con un certo senso di inadeguatezza alla montagna... Nel caso di questa Marcialonga mi sembra di capire che le condizioni fossero al limite per tutti, anche per i montanari e la cosa mi conforta un po' visto che dopo 55 km mi sono fermato, oltre che per il freddo (gestibile) e il bagnato (già meno gestibile), anche per il timore di avere un problema qualsiasi sul lungo e trovarsi da solo senza assistenza, e alla fine soprattutto perché di fatto non mi stavo divertendo.
Per quanto riguarda l'abbigliamento ero ben coperto, mi sembrava anche ben sistemato per la pioggia, ma con quelle discese allagate l'acqua entrava in mani, piedi, testa senza ostacoli. Sotto la mantellina avevo una
gabba, avevo i guanti invernali e i copriscarpe impermeabili. Ma già dopo la prima discesa ero fradicio. Una volta spogliato, in albergo, ho messo l'abbigliamento in un sacchetto e sarà pesato 3 kg.
Forse un giacca migliore sarebbe servita a qualcosa, ma mi chiedo davvero come fosse possibile rimanere a busto asciutto domenica, per non parlare di mani e piedi.
Per quanto riguarda il resto, è stata una delle pochissime occasioni che posso paragonare ad una mitica GF Campagnolo (si chiamava ancora così), anno 2004. Pioggia già alla partenza, previsioni pessime. Ero un quasi neofita e partii vestito adeguatamente per fare al massimo 2 ore in collina (manicotti, guantini estivi, la mantellina che ci diedero in regalo alla Nove colli lo stesso anno... larghissima e con tenuta all'acqua ridicola). Pioggia dall'inizio alla fine, trovammo nevischio su Cima Campo e sul Manghen, discese terrificanti in un torrente di acqua, più di 8 ore ecc.. ecc... Alla fine però arrivai in fondo.
Questo per dire che in caso di condizioni difficili l'abbigliamento fa molto, ma la testardaggine e le palle (che evidentemente non ho più) fanno almeno altrettanto.
Poi non voglio dire che abbia senso andare in bici da amatori in quelle condizioni, penso proprio che non ce l'abbia.