antidoping: a cosa serve?

Lurens74

Apprendista Passista
22 Febbraio 2007
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Nice place to live!!
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tra corsa e mtb 6....

speravo di aver spiegato che la mia intenzione era di sdrammatizzare, ma visto che quando si parla di doping si finisce sempre di parlare dei soliti: di Basso, di Pantani, Ulrich, di Fuentes, di Rumsas, ecc. con l'inevitabile, e giusta, chiusura del topic per la caccia alle streghe.
allora adesso, contrariamente alla mia firma, faccio il serio e vi espongo la mia idea.

Visto che l'avviamento allo sport dovrebbe essere a carico delle varie federazioni affiliate al Coni, ma che in realtà così non è, perchè non andiamo noi a chiedere un incontro con i ragazzi delle scuole, come atleti dilettanti, a spiegare quanto è bello il nostro sport, e che soprattutto va inteso a TUTTI i livelli sempre come una competizione pulita e nelle regole?
domenica o Lunedì sicuramente vedo il presidente della società in cui sono tesserato e gli chiedo se come squadra si può fare qualcosa...io sono disponibile a prendermi delle ferie per andare nelle scuole.
 

Hard_climber

Passista
29 Novembre 2005
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Mi sembra ovvio
Ma qualcuno conosce la procedura o la prassi del controllo antidoping?
I regolamenti FCi e UDACE non sono esaustivi.
Esiste una notifica scritta, ma questa è consegnata all'atleta solo quando si presenta nella sala del controllo o prima perchè vi si rechi?
E poi, le chiamate dello speaker sono valide? E quando e quante volte avvengono? E la lista dei sorteggiata dove è esposta?
Non credo che siano domande banali, perchè se arrivo 2 ore dopo i primi e non so di essere chiamato rischio la squalifica.
 
Visto che l'avviamento allo sport dovrebbe essere a carico delle varie federazioni affiliate al Coni, ma che in realtà così non è, perchè non andiamo noi a chiedere un incontro con i ragazzi delle scuole, come atleti dilettanti, a spiegare quanto è bello il nostro sport, e che soprattutto va inteso a TUTTI i livelli sempre come una competizione pulita e nelle regole?
domenica o Lunedì sicuramente vedo il presidente della società in cui sono tesserato e gli chiedo se come squadra si può fare qualcosa...io sono disponibile a prendermi delle ferie per andare nelle scuole.

Questo potrebbe essere un ottimo punto di inizio, per comunque una lotta contro i mulini a vento, però se nessuno fa niente, nessuno farà niente.
 

Lurens74

Apprendista Passista
22 Febbraio 2007
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tra corsa e mtb 6....
Questo potrebbe essere un ottimo punto di inizio, per comunque una lotta contro i mulini a vento, però se nessuno fa niente, nessuno farà niente.

quoto, a me però premeva anche essere compreso nell'intento di non prenderci sul serio a litigare tra noi, che siamo più o meno tutti concordi nel condannare il doping. nel senso che è inutile gridarci contro l'un l'altro per dire le stesse cose per poi degenerare nella caccia alle streghe degna dell'inquisizione.
 

dru

Passista
....Ma ormai Ciclismo uguale doping, anzi non si parla di ciclismo
ma di cosa vi si sparano o vi sparate in vena, quando sanno
che vai in bici non importa se a fare la spesa o partecipe al
giro d'Italia.
....

purtroppo è vero!
io lavoro in una società abbastanza grande dove ciclismo = doping... ed io per i miei colleghi sono un dopato! magari lo dicono per scherzo magari no, visto che spesso mi fanno domande del tipo: "nn ci credo che vai a correre senza prendere nulla", "come fai a lavorare e poi andare a correre", "in genere che ti prendi"... e cosi via.

purtroppo il ciclismo paga il conto di tutti gli sport, la gente lo sa e va avanti con l'uguaglianza di cui sopra.
credo che ormai si è in un punto tale che uscirne sarà molto difficile... per nn dire impossibile.
saluti
dru
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
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@giumbi: guarda che nessuno vieta di parlare di doping. parliamone pure.

il risultato però non sia il solito topic nel quale vengono dette sempre le stesse cose, ovvero:

1. accuse a rumsas (basta, abbiamo capito che vi sta sui marroni)
2. accuse a tani (nn va + tanto di moda, ma ogni tanto capita)
3. accuse e difese per pantani
4. accuse a tutti quelli che arrivano prima di me alle granfondo
5. accuse a chi fa i controlli
6. citazione di ipotetici casi (non documentati ovviamente) di corse a circuito vinte da dopati che poi hanno vinto il prosciutto.

Ma anche a me farebbe piacere che quando si parla di ruote non si sentisse sempre dire che i mozzi Mavic fanno schifo, che quando si parla di integratori non si dicesse che è meglio il pane e salame, che una bdc di 2 etti in meno non fa vincere le gare, che ci vogliono le gambe…
Sono tutti argomenti triti e ritriti che, inevitabilmente, giocoforza, ciclicamente, periodicamente si ripetono in quanto il forum è ormai in piedi da anni, che non tutti, io per primo, hanno la capacità di dire sempre cose nuove e stimolanti, che si aggiungono ogni giorno nuovi utenti che in buona fede immaginano di affrontare il problema da una sfaccettatura differente dal solito quando invece, prima che loro arrivassero, era lo stesso problema era stata vivisezionato più e meglio di quanto loro non facciano adesso.
Di chi è la colpa ?
Di nessuno !
Credimi, te lo dico col cuore in mano, voglio davvero bene al forum, io come te avrei piacere che il forum crescesse ( ricordi, fui io a “ presentarti “ Fulvio e a farti conoscere che personaggio fosse, che opportunità per il forum costituisse ) ma è inevitabile, è normale, non può essere che così.
Col tempo gli argomenti non possono non ripetersi e alla lunga si dicono sempre le stesse cose; ma, come detto, ciò non riguarda solo l’argomento doping. Quest’ultimo, malauguratamente è diventato una componente del nostro sport, un aspetto del quale la gente parla né più né meno di quanto parli di tecnica, allenamento o componentistica.
Non parlarne, non affrontarlo, secondo me, per certi aspetti, addirittura più a fondo di altri aspetti, sarebbe quasi omertoso; poi, purtroppo, il problema è il livello della discussione ( esattamente come tutti gli altri argomenti, però ! ).
D’altronde, non tutti siamo Donati o Dal Monte !
 
Hai perfettamente ragione Giumbi.
Devo dire che "la colpa", secondo me, è che mancano le fondamenta per parlare di tanti argomenti, non solo di doping, tanti scrivono per sentito dire, scrivono luoghi comuni.
Basterebbe cercare, mentre si scrive, di pensare se si ha veramente la capacità di poter sostenere un determinato argomento.
Non ci vuole nulla a dire, si scusa ho sbagliato, forse hai ragione, hey, potevi dirmelo in un altro modo ma quello che dici è vero, riconoscere quello che si può e quello che non si può.
Compreso me, sembriamo tutti scienziati; e quando qualcuno ce lo fa notare ci inalberiamo, un'attacco alle nostre fondamenta.
Invece di essere di stimolo, ci si barrica dietro le proprie convinzioni.
Come si fa lancia in resta a difendere le proprie opinioni, escludendo quelle degli altri, professando libertà e trasparenza, calpestando le idee altrui?
Ecco basterebbe questo.
Dico male?
Poi, secondo me, esiste anche la malattia del protagonismo.
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
5.283
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Condivido.
Qua da dietro una tastiera sappiamo tutti di tutto.
Chissà che risate si faranno i pochi che sanno veramente di certi argomenti.
Ci dovrebbe essere la buona creanza di fare un passo indietro, di ascoltare, magari pure di controbattere ( se si ha qualcosa da dire ), ma intervenire, sempre e comunque dall'alto di un'esperienza formatasi in pochi mesi di frequentazione di questo mondo ( chi ha orecchie per intendere intenda ) non arricchisce molto la discussione.
E questo riguarda me per primo, per carità, ci sono un'infinità di argomenti sui quali non mi permetterei mai di aprire bocca ( l'argomento doping a me sta molto a cuore ma forse ricorderai che quando ci fu la proposta di aprire una sezione in cui si sarebbero dovuti evidenziare rischi e pericoli derivanti dall'assunzione di determinati prodotti, io votai favorevolmente perchè, appunto, estremamente interessato a combattere l'argomento, ma la premessa fu che io mi sarei guardato bene dallo scrivere in quanto assolutamente non all'altezza ) ma di cui leggo volentieri per imparare, con la speranza, almeno, di riuscire a riconoscere tra chi merita di essere ascoltato davvero e chi va lasciato perdere.
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
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Be' immagino sia stato uno scherzo sicuramente; se ci fosse davvero qualche disgraziato che volesse intraprendere questa strada, maestri ben peggiori li troverebbe ad ogni piè sospinto, basta leggere cosa succede ogni volta si presentano i NAS o chi per loro ad una qualunque corsa del panorama nazionale.
 

dru

Passista
Condivido.
Qua da dietro una tastiera sappiamo tutti di tutto.
Chissà che risate si faranno i pochi che sanno veramente di certi argomenti.
.....

ciao,

in questi giorni sono stato "co-protagonista" di un acceso duello tra ingegneri e fisici... beh, devo dire che abbaimo scritto circa 350 post senza mai esagerare con i toni... beh per un attimo si stava andando oltre, ma poi ci si è rimessi nei ranghi...

penso sia uno dei 3ad piu belli a cui abbia mai partecipato proprio perche chi scriveva sapeva cosa stesse scrivendo... nn si andava per luoghi comuni o dicerie popolari tramandate oralmente nei secoli :-)
giu di formule, equazioni, ecc... il tutto in maniera civile, direi.

il problema penso sia proprio questo: spesso tutti scrivono, la buttano là, magari ne sono pure convinti senza però sapere su quali basi (è un dogma) e quindi nn c'è confronto, nn c'è crescita e soprattutto nn c'è un fine se nn far incaxxare i moderatori e scannarci tra di noi.

ripeto, ringrazio fast, albertop e tutti gli altri (scusate ma nn ricordo esattamente tutti i nick) per la bella discussione... sarebbe da usare come esempio di modo civile di affrontare una problematica.

salutoni a tutti
dru
 

Lenky

Scalatore
3 Ottobre 2004
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Gorizia
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Bici
...un ricordo
Voglio, per stimolare una civile e costruttiva discussione, riproporre questo stupendo editoriale tratto da CICLOWEB, firmato da Marco Grassi..........a suo tempo pur facendo senza timore nomi cognomi e cod. fiscali, ogni appello cadde nel vuoto:?

L'ipocrisia del ciclismo

Il doping e i giornalisti a braccetto


Ah, il meraviglioso mondo del ciclismo!
Ah, il meraviglioso Ambiente del ciclismo!
Uno può anche fare di tutto per tenersene alla larga, ma alla fine ne viene almeno lambito, facendo questo lavoro.
Inutile girarci intorno: il tema è quello del doping.
C'è una scollatura clamorosa tra l'ufficialità e l'ufficiosità. Tra quello che dev'essere ammannito al pubblico e quello che invece può passare - previa strizzatina d'occhio complice, e colpetto di gomito - in una normale cena in cui ci siano personaggi dell'Ambiente.
Il vino è un'ottima medicina, tra le sue proprietà organolettiche ha quella di sciogliere la lingua che è una bellezza, e di bellezza in bellezza se ne sentono in effetti delle belle.
Cari Lettori, avete presente quando sentite i vari esponenti di categoria cianciare di lotta al doping? Chiacchiere. Fuffa. Non appena si spengono le telecamere, non appena si chiudono i taccuini, questi esponenti tornano alla realtà, nota a tutti nell'Ambiente, ma che chissà perché non può venire ufficializzata in alcun modo: il ciclismo, perlomeno quello professionistico, vive di doping.
Questa è la realtà, e state tranquilli, Cari Lettori, che se saprete strizzare bene l'occhio, sarete accolti in un attimo nella grande famiglia del ciclismo, nell'Ambiente.
Le regole: in realtà è una sola, aurea, immodificabile: queste cose, queste confidenze, devono restare nel sottobosco dell'ufficiosità. Guai a renderle di dominio pubblico. Intanto non ci sono le prove, e quale giornalista è tanto scemo da andare a impelagarsi in una battaglia legale, querele, controquerele, ay ay ay Paloma, che mal di testa solo a pensarci.
Il Pensiero Unico Ufficiale è che il ciclismo è pulito, fa di tutto per esserlo, ci sono solo poche mele marce che rovinano l'Ambiente, eccetera eccetera. In realtà le cose non stanno proprio proprio così. Occhio: qui parliamo di ciclismo perché il ciclismo è lo sport che amiamo, che ci diverte, che ci piace, che conosciamo meglio; è vero, potremmo parlare di sport in generale, la questione non cambierebbe di molto. Ma stavolta parliamo di ciclismo.
Dunque, torniamo al punto: perché nell'Ambiente tutti sanno tutto, ma tutti fanno finta di niente? Stiamo ancora aspettando di trovare qualche esponente dell'Ambiente che - davvero - creda che il ciclismo è pulito. Non ce n'è uno. E allora perché il pubblico dev'essere tenuto fuori da questa grande giostra di confidenze e strizzatine d'occhio? Caro Pubblico, entra anche tu nell'Ambiente, non occorre altro che una minima disponibilità alla complicità. Tutto qui. E mica parliamo di complicità cattive, ma no, qui è tutto fatto molto alla carlona, io so che tu sai, ma so che ti fai i fatti tuoi, del resto chettefrega di s*******re questo o quello? Niente, in effetti. Niente.
Ma qui, su queste righe, non vogliamo certo s*******re il direttore sportivo che - in confidenza! tanto lo so che poi non ricorderete niente di quello che vi sto dicendo! - ci ha raccontato questo o quel fatterello, riguardante questo o quel corridore più o meno importante. Ormai questa è una battaglia inutile, di retroguardia. La vera battaglia da portare avanti è quella per la fine dell'ipocrisia. Sono tutti dopati? O meglio: senza doping non si vince? Ce lo diciamo in tutte le nostre brave cene? Ok, d'accordo, allora facciamo uno sforzo e diciamolo anche lì fuori: ragazzi, appassionati, senza doping qui non si vince. Ha ragione Lemond: non si arriva nemmeno nei 50 al Tour. Perché questa verità è così scottante da non poter essere confermata? Quando poi basta un bicchiere di quello buono per avallarla immediatamente?
Qualcosa si smuove, comunque. Intanto, il pubblico non è così tonto, sa anche se finge di non sapere, si presta forse inconsapevolmente al gioco, ma sa. Resta da stabilire una cosa: lo prende in giro più il ciclista che vince dopandosi, o il giornalista che vuol fargli credere che il doping non ci sia?
In realtà c'è da sottolineare una cosa importante: il doping nel ciclismo è come la cannabis tra i giovani: non viene proprio vissuto come un reato. È una cosa normale, si fa, non ci si pone proprio il problema. O al massimo ce lo si pone nel momento in cui qualcuno esagera, ma non per fermare quel qualcuno, quanto per scoprire che cosa stia assumendo e assumerlo in prima persona alla prossima occasione.
E allora, dicevamo: qualcosa si muove. Ci sono degli animi che si scaldano. L'avete sentita Alessandra De Stefano il giorno della prima tappa del Tour, vero? Grande Alessandra, a Plan de Corones ci hai fatto incazzare come iene, ma quel giorno a Strasburgo sei stata grande. Quasi grande. Si percepiva a orecchio nudo che le parole ti sfuggivano dalla bocca, quasi. Che volevi parlare ma ti trattenevi. Parla, Alessandra, parla, non temere. Apriamo una campagna moralizzatrice, sì, ma nel senso di non nascondere più la cioccolata ai bambini, tanto sanno che c'è e vogliono cariarcisi i denti!
A microfoni aperti nessuno prende posizioni troppo scomode sul doping. Eppure fior di opinionisti sanno bene di che si tratta, visto che l'hanno usato anche loro, vero? Non parliamo della vecchia guardia, quelli che furono ciclisti nei '50 e nei '60, loro lo ammettono candidamente che qualcosa prendevano, le anfetamine - si sa - non hanno mai fatto male a nessuno... No, parliamo di Davide Cassani, per esempio, il più bravo, amato e simpatico degli opinionisti (lo pensiamo sinceramente), Davide, dicci che non hai mai preso una pasticca, e sii credibile, e allora ti crederemo.
Francesco Frattini, Evgeni Berzin, ogni tanto raccontateci su Eurosport di quella Gewiss dei miracoli, coraggio! Quella del Professor Ferrari, sì, quella! Caro Fabio Panchetti, amico nostro e del nostro forum, che ti dicono a microfoni spenti?
Siamo giovani, ragazzi, ma davvero vogliamo continuare a fare i gattopardi della macchina da scrivere, davvero vogliamo continuare a fare i Candido Cannavò, i Sergio Neri, quelli che sembrano vivere sulle nuvole, che la lotta al doping è seria, che bisogna cacciare gli stregoni, ma quali stregoni, Sergio Neri, ma quali stregoni, apriamo gli occhi ai nostri lettori invece di addolcire la realtà. I nostri lettori sono maturi abbastanza per sapere, per capire, per decidere da soli.
Per avere uno che metta in dubbio - pur velatamente, insinuando ma mai parlando apertamente - una prestazione di un collega, bisogna che Gilberto Simoni si incazzi come non mai, e spari a zero, per essere subito rimbrottato dal suo ds Mauro Gianetti, che dice che "sappiamo com'è fatto Gibo", ma non dice "sappiamo com'è che nessuno crede che io, corridore non più che discreto, un bel giorno mi svegliai e vinsi come un'iradiddìo Amstel e Liegi in una settimana". E così tiene il gioco, hai capito il Mauro!
Tiene il gioco a Bjarne Riis, che prima si atteggia a padre putativo di Basso, e poi lo scarica senza nemmeno un minimo di presunzione d'innocenza: Bjarne, un bel codone di paglia, vero? Monsieur 60%, ma chi vuoi prendere in giro?

fine prima parte
 

Lenky

Scalatore
3 Ottobre 2004
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...un ricordo
seconda parte....


E certo, perché le vittime, in tutti i sensi, sono i corridori. Li trattano da mostri, da reietti, ma basta! Hanno già i loro problemi: loro sono quelli che poi a 40 anni moriranno per arresto cardiaco e lasceranno mogli ancora giovani e figli ancora piccoli; quelli che già ora faticano ad avere un'erezione, pensa te la vita; quelli che stanno per entrare in dialisi, e non ne usciranno più. Hanno già questa serie di guai fisici, ma è il prezzo che hanno scelto di pagare, semmai il problema è l'ignoranza: se sulle fialette che prendono ci fosse scritto "questa sostanza - tempo 5 anni - ti fa cadere i capelli e il pisello", magari inizierebbero a pensarci due volte; invece il doping prospera nell'ignoranza, ma prospera, questo è il punto.
Prospera, e bisogna capire che dobbiamo prenderne atto. Smettere di scandalizzarci quando un corridore risulta positivo; smettere di idealizzare questo o quell'atleta; sapere che fa tutto parte di uno stesso circo Barnum. Una volta chiariti questi punti, non assisteremmo più alla caduta degli dei vissuta prima dell'ultimo Tour, non avremmo più l'elezione di capri espiatori (ieri Pantani, oggi Basso e Ullrich) che devono salvare la comunità pedalatoria, ma al contrario avremmo una maggiore maturità da tutte le parti.
Sandro Donati, San Sandro Donati, dove sei, illuminaci per favore! L'unico che in tempi non sospetti, e lontani dalle attuali beghe politico-ciclistiche che si dipanano tra Francia e Usa, aveva il coraggio di ridere in faccia alle prestazioni di Lance Armstrong, Sandro Donati, una persona degna, un grande uomo, emarginato dal Coni perché voleva lottare contro il doping, ragazzi, voleva lottare contro il doping, ma sapete la novità? ERA L'UNICO! L'hanno esiliato in un ufficetto, senza poteri, altro che mobbing, l'hanno esautorato, gli hanno succhiato tutte le energie, l'hanno spinto al punto da dire "no, basta, non ci credo più, non voglio più essere coinvolto, interpellato, chiamato, è una battaglia persa", ora che facciamo, lo tiriamo in ballo per cosa? Per dire che se non ci crede Sandro Donati, non ci credo neanch'io, Marco Grassi (e lo spirito di Gianni Mura, che aleggia su tutti noi, perdonerà quest'impudente prima persona singolare, che infatti abbandoniamo subito).
Coraggio Alessandra, Fabio, (Auro no, perché non prenderebbe posizione neanche se il ras del gruppo, chiunque egli fosse, prendesse a badilate l'ultimo dei gregari), coraggio Alessandro Fabretti, coraggio Pierantozzi e Di Benedetto, coraggio Marco Pastonesi, coraggio Enzo Vicennati, coraggio Pier Augusto Stagi, diciamole le cose, non ce le teniamo tutte per noi. Non dobbiamo accusare questo o quello, dobbiamo solo dire le cose come stanno, il doping c'è, e non si può battere, al massimo possiamo fare uno sforzo per capirlo, ma batterlo proprio no. La vogliamo estirpare questa cultura del sospetto? Vogliamo buttare fuori il rospo? Vogliamo smetterla di dirci le cose tra di noi, di parlarci addosso? Cosa temiamo? Non ce lo diciamo solo tra di noi che l'ematocrito a 50 è una farsa, che gli stage invernali all'altro mondo sono una farsa, che i controlli in cui tutti risultano ok sono una farsa. Diciamolo al pubblico, ha diritto di sapere e di scegliere. E se qualcuno abbandonerà la nave, chi ci resterà sarà ancora più motivato a restarci, perché lo farà a ragion veduta.
E voi, corridori puliti, venite allo scoperto, dove siete, vi nascondete? Ma che, vi vergognate di essere puliti? Sapete che sareste subito fatti fuori dall'Ambiente, vero? Oppure sapete che prima o poi ci cascherete? Evviva, viva l'omertà!
Qui c'è un riciclaggio di dopati incredibile. Il doping non è vissuto come una cosa negativa, deviante, IL DOPING È NORMALE, mettetevelo in testa una volta per tutti, il doping nel ciclismo è pane quotidiano, è normale, non è una cosa considerata cattiva; noi lo sappiamo, ma diciamolo ai lettori!
Chi è il rappresentante dei corridori a livello europeo (a livello italiano è tal Amedeo Colombo, importatore di Shimano, che se lo cerchi per intervistarlo ti passano la sua azienda... lui sì che ha a cuore la causa dei corridori)? Bravi, avete indovinato, è Francesco Moser, uno che fu rimesso al mondo dal Professor Conconi, che dopava (lo dice una sentenza della magistratura) sapendo di dopare. Associazioni di categoria, ma che fate? Di che vi occupate? Corridori europei, ma lo sapete che siete rappresentati da colui che ha introdotto il doping moderno nel ciclismo, e ci ha vinto Giro e Sanremo, e ci ha fatto i record dell'Ora? Certo che lo sapete, ma diciamolo anche alla gente comune.
Non servono i Savonarola, non serve Eugenio Capodacqua, sempre lì in agguato per smascherare i colpevoli, ma Eugenio, non ti rendi conto che anche tu sei funzionale al sistema? Il sistema è quello che è: cresce i suoi polli (i ciclisti), li fa prosperare (anche se non sempre li paga, anzi spesso si fa pagare), li ingrossa e poi però li scarica alla prima occasione, brutti ciclisti cattivi, che vi dopate a nostra insaputa! (E se poi uno confessa, come Millar, come Simeoni, viene punito il doppio, forse proprio per incentivare le ammissioni di colpa?).
Mentre le associazioni dei corridori dormono, l'Uci fa il bello e il cattivo tempo, dà a Manolo Saiz l'incarico di scrivere un codice etico che lui stesso, in quello stesso momento, sta già disattendendo: ci rendiamo conto del livello di ipocrisia che abbiamo raggiunto? Ma il calcio ha mai firmato un codice etico contro il doping? Il tennis l'ha fatto? Qual è l'unico sport di Tafazzi che continua da anni a martellarsi gli zebedei con queste fesserie?
Poi dicono: "Ma così il ciclismo è più pulito, è più controllato". Può essere; più controllato, di sicuro; più pulito, chissà. Intanto i corridori continuano a doparsi; intanto nello stesso fine settimana Basso veniva cacciato a calci nel didietro dal Tour, Nadal si giocava Wimbledon e Zidane si giocava i campionati del mondo di calcio. Intanto noi siamo qui che lottiamo con la voglia di mandare tutto all'aria, nell'attesa del prossimo scandalo doping nel ciclismo.
E, mentre invitiamo tutte le persone citate in questa "avvelenata" (ma non solo loro) a intervenire, a scriverci (pubblicheremo tutto), ad aprire un dibattito, a dire la loro anche sui loro organi di stampa, mentre facciamo ciò, consapevoli che da questo momento in poi rischiamo di essere ghettizzati dall'Ambiente (ma a noi importa più dei nostri lettori che di far parte di una qualsiasi lobby), maturiamo la nostra linea editoriale, una volta per tutte, e svisceriamo quello che tutti i nostri colleghi e che tutti i rappresentanti di questo Ambiente pensano intimamente: "Nel ciclismo c'è il doping. Embè?".


L'ultima frase mi suona tristemente familiare:?
 

Lenky

Scalatore
3 Ottobre 2004
6.845
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...un ricordo
.........e , citando una frase di NoFear, martire del forum per una giusta causa, ricordo e ribadisco che per me il doping, inquadrato nella nostra ottica amtoriale, è gia:
-scavalcare in griglia
-farsi spingere o trainare
-lamentarsi per le cose succitate, quando, fino ad un ora prima, si diceva, ma si io vado alla gf "tizio e pinco_" per stare in compagnia, per divertirmi e per vedere i panorami; poi apertura griglia e via.....e alla fine lamentarsi per la discrepanza fra real time e pedalato.

Meditiamo
 

fast1

Apprendista Cronoman
15 Marzo 2007
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@giumbi: guarda che nessuno vieta di parlare di doping. parliamone pure.

il risultato però non sia il solito topic nel quale vengono dette sempre le stesse cose, ovvero:

1. accuse a rumsas (basta, abbiamo capito che vi sta sui marroni)
2. accuse a tani (nn va + tanto di moda, ma ogni tanto capita)
3. accuse e difese per pantani
4. accuse a tutti quelli che arrivano prima di me alle granfondo
5. accuse a chi fa i controlli
6. citazione di ipotetici casi (non documentati ovviamente) di corse a circuito vinte da dopati che poi hanno vinto il prosciutto.

uno spunto un poco diverso può essere questo:

per molti anni il doping è stato un "affare di stato", nel senso che ad esempio durante la guerra fredda battere in competizioni sportive gli atleti "nemici" era pure un affare di stato, era una maniera per ribadire la propria supremazia, anche scientifica, era anche una maniera per unire il popolo nel sostegno a certe idee.
Il nemico andava sconfitto anche nelle competizioni sportive.
Per questo in molti paesi il doping sistematico e scientifico si è sviluppato con un più o meno velato appoggio pubblico, con soldi pubblici, con l'appoggio politico.


Molti atleti sono stati dopati da questo "doping di stato" o comunque con l'appoggio delle istituzioni.
Negli anni 90 (causa anche una maggior informazione dell'opinione pubblica) questo "appoggio statale" è sceso e molti atleti hanno scelto di continuare a doparsi diciamo per i fatti loro.
Alcune persone (atleti e non atleti) si sono poi trovate coinvolte in processi o questioni di doping.
La magistratura ha iniziato processi contro persone che possono ritenere di aver agito con l'approvazione di buona parte delle istituzioni.

Qualche atleta può essersi chiesto : "Ma come fino a due anni fa lo stato mi dava il doping e ora lo stato mi processa o squalifica?".

questa situazione forse è nata da ipocrisie e incomprensioni, certo è che molte persone hanno una percezione dello stato come di un qualcosa "tutto unito", cioè pensano "se faccio qualcosa sotto la guida di questa importante istituzione pubblica allora nessuno mi dirà nulla", purtroppo per loro non c'è sempre uniformità di idee e comportamenti tra magistratura governo e in generale tra tutte le pubbliche istituzioni.
A occhio direi che attualmente il doping avanza scientificamente in laboratori privati e non è più sostenuto dallo "stato" come tempo fa (pensiamo ad esempio a paesi dell'est europeo nei decenni passati).

ovviamente questa è una visione parziale della questione e non voglio accusare nè giustificare nessuno, ma forse molti atleti si sono veramente ritrovati coinvolti in "affari" più grossi di loro.
 

r3passion

Novellino
17 Dicembre 2006
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.........e , citando una frase di NoFear, martire del forum per una giusta causa, ricordo e ribadisco che per me il doping, inquadrato nella nostra ottica amtoriale, è gia:
-scavalcare in griglia
-farsi spingere o trainare
-lamentarsi per le cose succitate, quando, fino ad un ora prima, si diceva, ma si io vado alla gf "tizio e pinco_" per stare in compagnia, per divertirmi e per vedere i panorami; poi apertura griglia e via.....e alla fine lamentarsi per la discrepanza fra real time e pedalato.

Meditiamo

Martire? cosa ha fatto si è fatto esplodere advanti alla sede della FCI?
 

lucignolo_one

Scalatore
9 Agosto 2005
7.326
8
44
Ancona
www.lucignolo1.altervista.org
Martire? cosa ha fatto si è fatto esplodere advanti alla sede della FCI?

44.gif


...ora manca lenky che si fa esplodere davanti all'UDACE :asd:


:mrgreen: