@giumbi: guarda che nessuno vieta di parlare di doping. parliamone pure.
il risultato però non sia il solito topic nel quale vengono dette sempre le stesse cose, ovvero:
1. accuse a rumsas (basta, abbiamo capito che vi sta sui marroni)
2. accuse a tani (nn va + tanto di moda, ma ogni tanto capita)
3. accuse e difese per pantani
4. accuse a tutti quelli che arrivano prima di me alle granfondo
5. accuse a chi fa i controlli
6. citazione di ipotetici casi (non documentati ovviamente) di corse a circuito vinte da dopati che poi hanno vinto il prosciutto.
uno spunto un poco diverso può essere questo:
per molti anni il doping è stato un "affare di stato", nel senso che ad esempio durante la guerra fredda battere in competizioni sportive gli atleti "nemici" era pure un affare di stato, era una maniera per ribadire la propria supremazia, anche scientifica, era anche una maniera per unire il popolo nel sostegno a certe idee.
Il nemico andava sconfitto anche nelle competizioni sportive.
Per questo in molti paesi il doping sistematico e scientifico si è sviluppato con un più o meno velato appoggio pubblico, con soldi pubblici, con l'appoggio politico.
Molti atleti sono stati dopati da questo "doping di stato" o comunque con l'appoggio delle istituzioni.
Negli anni 90 (causa anche una maggior informazione dell'opinione pubblica) questo "appoggio statale" è sceso e molti atleti hanno scelto di continuare a doparsi diciamo per i fatti loro.
Alcune persone (atleti e non atleti) si sono poi trovate coinvolte in processi o questioni di doping.
La magistratura ha iniziato processi contro persone che possono ritenere di aver agito con l'approvazione di buona parte delle istituzioni.
Qualche atleta può essersi chiesto : "Ma come fino a due anni fa lo stato mi dava il doping e ora lo stato mi processa o squalifica?".
questa situazione forse è nata da ipocrisie e incomprensioni, certo è che molte persone hanno una percezione dello stato come di un qualcosa "tutto unito", cioè pensano "se faccio qualcosa sotto la guida di questa importante istituzione pubblica allora nessuno mi dirà nulla", purtroppo per loro non c'è sempre uniformità di idee e comportamenti tra magistratura governo e in generale tra tutte le pubbliche istituzioni.
A occhio direi che attualmente il doping avanza scientificamente in laboratori privati e non è più sostenuto dallo "stato" come tempo fa (pensiamo ad esempio a paesi dell'est europeo nei decenni passati).
ovviamente questa è una visione parziale della questione e non voglio accusare nè giustificare nessuno, ma forse molti atleti si sono veramente ritrovati coinvolti in "affari" più grossi di loro.