Fabretti è incommentabile. Solo paragonare uno sport di prestazione con sport tecnici di squadra vuol dire non sapere nemmeno di cosa si sta parlando.Stucchevole Fabretti oggi : ma chi è per pontificare da un microfono che le tappe lunghe fanno schifo, che il ciclismo deve cambiare, che tutto deve essere adattato ai palinsesti televisivi come hanno già fatto pallavolo ( con la revisione del cambiopalla ) e tennis ( con il tie break ) ?
Entrato da un giorno nel mondo ciclistico "televisivo", qualcuno gli ha detto che, per esempio, le classiche monumento sfiorano i 300 km ? E che si chiama Giro d' Italia perché attraversa tante regioni del Belpaese ? E se gli fanno delle belle tappe di 120 km per vedere arena, lacrime e sangue tra i corridori il Giro va a finire che attraversa 4 regioni ? Per lui l' importante sono i tempi televisivi, tutto il resto è noia, 21 tappe corte dove ovviamente i corridori devono correre con il coltello tra i denti, sfinirsi per la gloria televisa di mamma Rai....che è così sul pezzo che si perde gli ultimi 3 km e riprende la diretta di tappa a 900 metri dall' arrivo ....Sacrosanto il ma vaffa ( tra i denti ) di Vegni a questo alieno planato da Marte...
Se a Fabretti stanno tanto a cuore i tempi televisivi possono comprare i diritti delle sei giorni, le gare durano 15 minuti e fanno uno sprint ogni km, in tutto due ore di spettacolo e velocità.
Ricordo che le televisioni, per i loro tempi televisivi, hanno distrutto lo sci da fondo che era uno sport "lento" come il ciclismo su strada. Per venderlo si sono inventati gare da 5 km e non lo guarda più nessuno.
L'argomento è stato toccato anche dal trio di eurosport ma sia per Belli sia per Magrini il ciclismo su strada rimane uno sport di resistenza



